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29/07/2011 

Zaratin Che ce ne fosse bisogno, era cosa assodata da tutti; che il lungo dibattito sui tempi della sua realizzazione e sul raggio d’azione cui farlo penetrare abbiano dato vita in questi mesi a lunghe discussioni, era cosa altrettanto scontata. Il momento è troppo importante! Coincide con una data storica in cui in cui è stata pronunciata la famosa frase sull’unità d’Italia: oggi noi, per quel che ci riguarda ed a distanza di 150 anni esatti, siamo pienamente convinti che qui “o si cambia l’Italia o si muore”!

Ho avuto la fortuna di partecipare a tutti gli incontri: dalla nascita del coordinamento delle forze rurali in cui il Maestro Antonio Pinotti diede la sua benedizione, alla necessità condivisa di dotarsi di “strumenti culturali” quali l’associazione per la difesa e la promozione della Cultura Rurale e la relativa Fondazione, fino a ieri in cui si è sentita anche l’esigenza di dare una forma politica alle idee dei portatori della ruralità.

Sono convinto che questa sia la strada giusta! La politica, quella fatta da “noi”, deve tentare di dare praticità alle idee sfornate dal grande movimento culturale nato in Italia che raggruppa tutte quelle realtà che in questi ultimi anni hanno subito duri attacchi da parte di quel “mostro sociale”, per dirla come il filosofo delle idee Wilderness David Thoreau, organizzatosi nelle città, demolendone principi e valori.

Ciò che però ora vorrei comunicare riguarda alcuni aspetti, in apparenza “sottili” ma in realtà di una importanza estrema, che mi hanno particolarmente entusiasmato e che rendono onore alla nostra categoria. Si è dibattuto molto sul nome del Movimento. Se da un punto di vista sociale è scontato che il Movimento deve abbracciare l’intera ruralità in quanto è chiaro e lampante a tutti che i tempi sono cambiati ed ai nostri detrattori non interessa più combattere solo la caccia ma vogliono prendersi tutto il nostro mondo, dall’altra qualcuno discuteva ancora (forse per paura che i cacciatori siano degli sprovveduti e non sappiano votare se non trovano la parola “caccia”), se fosse giusto o meno inserire una categoria rurale più in evidenza delle altre. Sembrano baggianate ma i romani quando dicevano “nomen omen” (il nome è un presagio), non sbagliavano sicuramente. Ciò che mi ha affascinato è che nel caso del “Movimento politico”, simbolo e nome, a rappresentanza di quel che sarà il nostro futuro, è stato deciso dalle stesse categorie che compongono il  “Movimento Culturale” e non è stato calato o imposto dall’alto. La scelta di “quel che sarà” è stata il frutto di lunghe discussioni in cui la categoria dei cacciatori si è dimostrata di una intelligenza e lungimiranza che mi ha, come dicevo poc’anzi, entusiasmato. Se era ovvio che i rappresentanti delle categorie agricole, gli allevatori, i pescatori, gli ambientalisti che formano assieme ai cacciatori questo nuovo grande “movimento culturale” optassero per un nome generico, non era altrettanto scontato che i cacciatori, attori principali nelle discussioni, capissero l’importanza storica del momento e quali rischi seri sta correndo attualmente la nostra cultura, il nostro stesso stile di vita nella sua complessità. La decisione finale sul nome è spettata alla categoria dei cacciatori. In un convegno, qualche settimana fa, 300-400 persone si sono ritrovate per decidere sul loro destino.

Ne è scaturita una discussione pubblica che si è protratta per un paio di ore e quando ascoltavo gli interventi a sostegno dei vari simboli presentati, mi pareva di sentire gli stessi interventi ascoltati qualche tempo prima dagli agricoltori, dai pescatori, dagli allevatori…segno inequivocabile che i tempi sono maturi per parlare con un’unica voce.
Praticamente all’unanimità è stato scelto quel simbolo e quel nome a dimostrazione del salto di qualità che siamo riusciti a fare.

C’era il rischio che non fossimo ancora pronti, c’era il rischio che presentandosi già “etichettati”, qualsiasi battaglia futura da noi intrapresa a sostegno delle attività a noi correlate (vedi quella dei cani, dei canili e dei randagi per esempio), fosse immediatamente accantonata o sminuita, o peggio ancora attaccata, perché “presentata dai cacciatori”…così, sicuramente, avrebbero detto!

Oggi siamo di più, consapevoli delle nostre forze e delle possibilità che abbiamo per cambiare una cultura che ha imboccato la strada del nulla.

Spero ora che anche le altre realtà politiche sorte in questi ultimi tempi comprendano l’importanza di non isolare una delle categorie del grande movimento culturale, ora anche politico, sorto dalle ceneri di una obsoleta mentalità venatoria che con i vecchi metodi ha rischiato di far sparire il nostro mondo; sarebbe un grosso sbaglio, uniti si vince!


Massimo Zaratin

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7 commenti finora...

Re: Sulle ragioni di un “Movimento per la Cultura Rurale”

SERVE UN AREA PROTETTA e/o di RIPOSO per evitare pregiudizi e bocciature. Con questa ipotesi tutta la Lombardia darebbe un grande esempio a Roma e all’Europa. E gli appassionati di Diana, possono serenamente dormire senza l’incubo delle deroghe..! La Maddalena “Alta Scuola permanente Centro Studi Naturalistici e Faunistici”.
L’Ispra, nel termine perentorio di 60 giorni dal ricevimento della richiesta, deve segnalare alle Regioni, per ciascuna delle specie protette indicate, la piccola quantita’ a livello nazionale per la quale si autorizza la caccia in deroga. In caso di mancata trasmissione del parere da parte di Ispra, le Regioni potranno utilizzare i dati provenienti da altra fonte pubblica o accreditata relativi alla consistenza delle specie. Quindi entro il 30 aprile le Regioni effettuano la ripartizione delle quantita’ cacciabili sui territori regionali in proporzione al numero di cacciatori residenti.
Lettera aperta all’Assessore del Comune di Brescia Avv. Paola Vilardi. Cortese Assessore Paola Vilardi, premesso che: mi complimento per l’impegno non facile del Suo Assessorato e di tutta la giunta a cui vanno i miei complimenti. In vista del nuovo patto sociale che il Sindaco e la Giunta varerà, propongo che il nostro Monte maddalena diventi area protetta e che venga ricostruita già al percorso esistente, spero ancora di proprietà del Comune la “funivia”. Su questo progetto possono essere coinvolti i Comuni limitrofi, sia per gli investimenti e per le idee. Anche l’Istituto Pastori coinvolgendo gli studenti a sviluppare e controllare-monitorare la nostra montagna, con i colleghi loro Geometri. Ipotesi di un loro tirocinio..! Per il prosieguo nel realizzare anche a Brescia l’Università Veterinaria. Su desiderio del Mons. Francesco Beschi attuale Vescovo di Bergamo in un incontro avuto con lui all’Istituto Pastori. Il 2011 sarà l’Anno internazionale dedicato ai polmoni verdi del Pianeta. Mai come ora l’attenzione all’ambiente e alle sue risorse è importante, specie dopo gli ultimi avvenimenti asiatici e i continui dibattiti sull’inquinamento e sull’esaurimento delle fonti di energia e soppratutto dai continui all’armi schizofrenici delle nostre macchinette “rilevatori” che indicano la fine del mondo. «L’aria che respiriamo il cibo, l’acqua, il clima che condiziona la nostra vita e il nostro futuro dipendono tutti dalle foreste. Il 2011 deve essere l’anno in cui il mondo e Brescia riconosce la vitale importanza di foreste in salute per la vita sul Pianeta e del nostro territorio, per tutte le popolazioni e la biodiversità». In effetti le foreste assorbono buona parte di CO2 e svolgono una funzione cruciale nella lotta contro i cambiamenti climatici. «Le foreste – offrono gli strumenti più ampi, veloci ed efficaci per contenere le emissioni globali. Alcuni dei valori delle del nostro monte Maddalena ha bisogno di una prospettiva a 360 gradi: la Maddalena offre relax e ricovero a persone e habitat alla biodiversità, è fonte di cibo, medicina ed acqua pulita e gioca un ruolo vitale nel mantenere un clima stabile. Tutti questi elementi presi insieme rinforzano il messaggio che le foresta della Maddalena è fondamentale per la sopravvivenza umana, vegetale e animale. A Brescia nel 1955 la Ceretti & Tanfani ha costruito una funivia bifune va e vieni tipo classico con cabine da 35 persone , due piloni di cui uno alto 60 mt e con una linea della lunghezza totale di 2300mt. Questa funivia collegava Brescia appena fuori Porta Venezia con il Monte Maddalena alto mt 865. La funivia ha funzionato bene fino al 1969. Contemporaneamente la costruzione della strada ha affossato i bilanci dell'impianto che ha chiuso i battenti al pubblico proprio nel '69. Da quell'anno fino alla metà degli anni '70 la funivia ha funzionato come impianto scuola per i tecnici di funivie alpine, nonchè per i macchinisti delle numerose funivie dell'ENEL. Il comune di Brescia ha poi deciso lo smantellamento che è stato eseguito nel 1986. Dell'impianto ora rimangono le stazioni, quella inferiore comprata dal pizzaiolo sottostante, quella superiore ancora, credo, di proprietà della vecchia società della funivia. Il problema è che il Monte Maddalena è un'enorme polmone verde a ridosso della città di Brescia e raggiungibile solamente con mezzi privati (un pullmino d'estate) in circa 25 minuti. Molti bresciani, ad un mio piccolo sondaggio, sarebbero ben contenti di riavere la loro funivia. Ma perchè nessuno ci pensa più a rifarla? penso anch'io che sarebbe una bella cosa riaprire la funivia della maddalena, sarebbe una opportunita' di usufruire di piu' di questa enorme risorsa che teniamo giusto al lato della citta', poche citta' possono vantare uno spazio verde cosi' bello nelle vicinanze. E diamine una città come Brescia nel ventunesimo secolo offrirà pure un bacino di utenza adeguato per una funivia che porti sulla sua montagna panoramica! In fin dei conti ai gitanti non piacerà stare in mezzo a degli ingorghi per vedere il panorama, ma gradiranno pure la comodità e la suggestione di un mezzo ecologico. Il Monte Maddalena è un monte delle Prealpi Bresciane e Gardesane che si innalza a ridosso della città di Brescia e più precisamente nella sua parte nord-orientale. Proprio per la vicinanza con la città è detta la montagna dei bresciani. Alta 874 m s.l.m., la Maddalena costituisce un vero polmone verde per la città e per i comuni di Nave e Botticino che la circondano. In passato era chiamata Monte Denno (dal (Mons Domini = monte del Signore). La Maddalena fa parte del Parco delle colline bresciane. Le Prealpi Bresciane e Gardesane (dette anche Prealpi Lombarde orientali) sono una sezione delle Alpi. Appartengono alle Alpi Sud-orientali. La vetta più alta è il Monte Baldo che raggiunge 2.218 m s.l.m.. Chiudendo l’idea che il nostro monte Maddalena diventi Area protetta e/o di riposo, con le varie idee che sopra ho menzionato, ironicamente essendo ex cacciatore e quindi esperto, mi propongo ha tenere in equilibrio la sovrappopolazione degli ungulati e volattili: che quando vedo che il loro occhio è socchiuso o che sembra opaco “indice di poca salute e cioè sovraffollamento nell’abitat”, io cortesemente con il mio fucile sovrapposto cal.20 Beretta, da pallini soft, soft 04, li trasformerei in ottimi piatti tradizionali fatti rigorosamente dai nostri alpini, con le consuete benedizioni e cerimonie varie, per poi arrivare al tavolo del sacrificio del gusto. Potrebbe nascere un nuovo profilo professionale “Il moderatore per la tutela-equilibrio della fauna”. Dove lei Ass e tutta la giunta sarà presente come ospite. Sperando che i vostri impegni politici vi obblighi al solo brodino. Con un pizzico di ironia, viva la nostra Montagna “Maddalena”. Grande Polmone utile anche alle altre cittadine limitrofi, comuni di prima corona, comuni contigui o comuni confinanti, nel dividere le spese e nel gustare quel fastidiosissimo sacrificio “spiedo”. Ma noi abbiamo l’obbligo nel tenere alta la tradizione dell’unità culturale anche Enogastronomici Degli Spiedi Bresciani.
Celso Vassalini

da Celso VASSALINI  08/08/2011

Re: Sulle ragioni di un “Movimento per la Cultura Rurale”

bravo Silvio! come si usa dire ti quoto.
ciao
Nicola

da nicola  05/08/2011

Re: Sulle ragioni di un “Movimento per la Cultura Rurale”

Eh già, sempre commenti ai limiti del civile, dai quali si odora solo contrarietà/rabbia/odio/rancore/
il tutto sempre per il gusto di criticare tutto e tutti, dato che ogni essere umano crede di essere l'unico
detentore dell'assoluta verità.
Io non vado a caccia, non vado allo stadio, non vado a funghi, non vado a pesca, però faccio tante
altre cose (motocross,bici,pallavolo,donne......) e credo/spero che se accetto le passioni degli altri (non occorre condividere) verranno accettate anche le mie.
Con tutte le terribile disgrazie di questo pianeta (e ce ne sono proprio tante) c'è chi si diverte a
contestare qualche hobbies o qualche passione (eh già, le passioni sbagliate sono sempre degli
altri vero?). Meditiamo di più e vogliamoci un pò di bene uscendo dai nostri ristretti schemi, ci sono
mondi diversi dal nostro e non per questo vanno soppressi, rispetta se vuoi essere rispettato.
Beninteso, non sono un prete nè uno sputasentenze, sono uno che crede in questo "LA MAGGIOR PARTE DELLE GUERRE SONO NATE PERCHE' QUALCUNO, AL QUALE NON PIACEVA RICEVERE OR-
DINI, VOLEVA IMPORRE QUALCOSA A QUALCUN ALTRO".
Ciao e felice vita a tutti.







da Silvio.  03/08/2011

Re: Sulle ragioni di un “Movimento per la Cultura Rurale”

Non andremo da nessuna parte se continuamo a dare contro a chi ci aiuta...

da Angelo  01/08/2011

Re: Sulle ragioni di un “Movimento per la Cultura Rurale”

RURALE,un aggettivo dietro cui deve nascondersi molta "pappa",viste le associazioni che lo prevedono nel loro LOGO,nelle migliori tradizioni italiane!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

da francesco  31/07/2011

Re: Sulle ragioni di un “Movimento per la Cultura Rurale”

basta essere tutti sotto lo stesso cielo si va avanti,il simbolo è importante basta essere uniti.saluti

da francuzzo59 sp  30/07/2011

Re: Sulle ragioni di un “Movimento per la Cultura Rurale”

unuti si vince...è indiscutibile,ma bisogna vedere poi chi tra tante teste vuole primeggiare e comandare.Io un'idea me la sono fatta ,visto come è andata a finire confavi vero zaratin?????

da muscoril  29/07/2011
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