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09/08/2010 

Sergio Berlato
Riceviamo e pubblichiamo:
 
Da qualche anno vanno di moda le campagne contro l’abbandono degli animali. Noi preferiamo anteporre a queste campagne, non per moda ma per segno di civiltà, quella  contro l’abbandono degli anziani.

Viviamo in un’epoca in cui si tende ad umanizzare gli animali, attribuendo loro nomi, comportamenti, sentimenti, emozioni, abitudini, tanto da paragonarli agli esseri umani.Questa visione alla Walt Disney del regno animale, porta addirittura qualcuno a ritenere che i diritti degli animali debbano essere anteposti a quelli degli esseri umani.

Pur condividendo la necessità di sensibilizzare l’opinione pubblica per contrastare la deprecabile piaga dell’abbandono degli animali durante il periodo estivo, riteniamo indispensabile anteporre a questa battaglia quella mirante a sensibilizzare le persone contro l’abbandono degli anziani, lasciati spesso al loro destino negli ospizi, nelle case di cura e nelle abitazioni, abbandonati peggio dei cani da figli e nipoti che si preoccupano di portare in vacanza il loro cagnolino o il loro gattino ma lasciano a casa l’ingombrante nonnetto.

Ogni anno balzano alle cronache le polemiche sollevate da associazioni e possessori di animali sulla carenza di strutture attrezzate per trascorrere le vacanze con animali al seguito mentre cadono nel dimenticatoio le problematiche di molti anziani lasciati soli nelle città semi-deserte con servizi ridotti al minimo e la difficoltà di provvedere ai bisogni primari come, per esempio, l’ acquisto di generi alimentari.

Come si può definire una società che tollera l’uccisione dei bambini ancora nel grembo della madre ma inorridisce all’idea che si possa uccidere un animale che devasta le coltivazioni agricole?

A che livello di perversione mentale siamo arrivati se pensiamo a quanto si spende in molte abitazioni per acquistare scatolette per cani e gatti o in vestitini e cappottini griffati per fido e mimì, rimanendo magari indifferenti ai milioni di persone che muoiono nel mondo per fame o per assenza di medicinali.

Quale giustificazione possiamo addurre a discolpa di una società che considera l’anziano come un peso fastidioso, mentre la nostra cultura ci ha sempre insegnato a considerarlo come uno scrigno prezioso al quale possono attingere le giovani generazioni per arricchirsi di esperienza, di pazienza, di saggezza e di tutto quel patrimonio di conoscenze che si acquisiscono, se il buon Dio ci conserva la salute, con il susseguirsi delle primavere.

Quando muore un anziano è come se andasse a fuoco un’intera biblioteca, composta di libri voluminosi le cui pagine sono state scritte con la pazienza di chi, accettando le cose brutte della vita, le utilizza per assaporare ancora meglio quelle belle che costellano i nostri ricordi.

Se è vero come è vero che la salute, come le persone care, si apprezzano solo quando ci vengono a mancare, è opportuno che facciamo un po’ di compagnia ai nostri anziani, prima che l’incendio distrugga la biblioteca. 

 

 

on. Sergio Berlato
Deputato al Parlamento europeo
 

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15 commenti finora...

Re: NON ABBANDONIAMO I NOSTRI ANZIANI

Per Mart e Gianni, mi dispiace doverlo dire, probabilmente non avete letto l'articolo per il verso giusto, personalmente quando c'è da dissentire verso anche chi difende la caccia come l'on. Berlato, ed è successo che su alcune cose non mi sono trovato, e le ho giustamente scritte e sottolineate, ma nel caso specifico, non posso che approvare parola per parola quanto scritto dall'on. P.S. il rimprovero non è rivolto ai cacciatori e al mondo rurale, ma alla nostra cosiddetta società civile, assolutamente cieca e meschina verso gli anziani, ma anche verso l'infanzia abbandonata e dimenticata. (aggiungo io)

da Nato cacciatore  22/08/2010

Re: NON ABBANDONIAMO I NOSTRI ANZIANI

caro berlato, si faccia una bella chiacchierata, con i suoi amici di governo, per capire dove siano finiti, il rispetto per l'essere umano, perche mi sembra caro on che ultimamente noi siamo passati in secondo piano, prima vengono i cani poi i gatti per passare a tutte le speci di uccelli, gli facciamo strutture alberghiere, pronti soccorsi, adibiamo spiagge, ecc ecc, alla fine uno come lei ci vuol fare quasi la morale sull'abbandono delle persone piu' bisognose, ripeto si preoccupi di far rinsavire gente come la brambilla la martini e molti altri, che ai nostri vecchietti (mio padre compreso) la maggioranza di noi li accudisce con tanto amore. saluti.

da gianni  16/08/2010

Re: NON ABBANDONIAMO I NOSTRI ANZIANI

propongo di non abbandonare a loro stessi... i cacciatori.
sugli anziani sono daccordo.

da PAOLO T FANO PU  15/08/2010

Re: NON ABBANDONIAMO I NOSTRI ANZIANI

Una cosa è certa i miei cani non sono certo mio padre ne mia madre ne mio fratello. La mia famiglia viene prima ed anche quando si parla de "il tuo prossimo" non mi vengono in mente i miei cani ma altri uomini. E non pensate che non ami i miei cani e che non siano amati da tutta la mia famiglia. Chi pensa che il cane sia al pari dell'uomo ha delle così profonde carenze di affetto che perde il senso della vita e pert farne parte si inventa la copertina di Linus. Questo è il mio modestissimo pensiero.

da ALESSANDRO 80  15/08/2010

Re: NON ABBANDONIAMO I NOSTRI ANZIANI

sei sicuro che si stia parlando di cani...sig Mart ??

da cele  13/08/2010

Re: NON ABBANDONIAMO I NOSTRI ANZIANI

una lettera e senza senso, e in un blog di cacciatori :...NESSUN CACCIATORE ( non allevatore) HA MAI ABBANDONATO UN CANE VECCHIO...punto...pensa alla 157...dai che è meglio! saluti

da mart  13/08/2010

Re: NON ABBANDONIAMO I NOSTRI ANZIANI

BELLISSIMO E CENTRATISSIMO IL COMMENTO DI SILVANO B, direi che è lo specchio della mia vita, o meglio di quella che ho solo annusato purtroppo, e della quale sento sempre l'odore e il sapore e del solo sentire o ommaginare mi coccolo e mi rallegro. Mi intristisco però quando penso ai miei nonni, persone semplici di paesini di campagna dove la vita era proprio come descritta da Silvano, ora sono paesi più sviluppati dove si deve correre per forza e dove magari esiste una BIBLIOTECA informatizzata, dove però a tanti hanno lasciato le chiavi di tante BIBLIOTECHE, qualcuno le ha perse e qualcuno no, io le custodisco gelosamente e le apro spesso ed il solo pensiero di poter entrare in queste mi rende una persona felice e ricca. Sono naturalmente d'accordo con l'on Berlato.

da Marco col-mor  12/08/2010

Re: NON ABBANDONIAMO I NOSTRI ANZIANI

BRAVO BERLATO, NON MOLLARE.

da GIAN  11/08/2010

Re: NON ABBANDONIAMO I NOSTRI ANZIANI

Uno scritto che ho fatto un po' di tempo fà, lo riporto di nuovo perchè quella biblioteca non bruci: Credo fermamente che a valore fondante delle relazioni o delle mancate relazioni tra uomini, ci sia l'ancor presente cultura rurale o la sua mancanza. Il condividere i bisogni, il lavoro come mezzo di miglioramento collettivo, il godere dei frutti tutti insieme. Ho in mente " L'opra". Dalle mie parti, nel mio tempo d'infanzia si usava lo scambio del lavoro, la prestazione della propria opera non ti veniva pagata ma resa. Allora tu che avevi le vigne, a settembre, i vicini che avevano gli olivi, ti aiutavano a vendemmiare e tu ricambiavi a novembre per raccogliere le olive da frangere. Necessità e Risposta. Vino e Olio. Ma dentro a questo che era, diciamo, uno stratagemma di miglioramento della collettività, risiedevano valori importantisimi, primi fra tutti; la fratellanza e l'altruismo. Un morto in quel piccolo Paese era un Morto da onorare. Lo si conosceva, c'era stata condivisione, e quindi era facile provare sentimenti, in fondo tutto quel Paese si poteva ricondurre ad una "grande famiglia" e la vita che passava come sempre tra gioie e dolori la toccavi, la respiravi, era lì. Certo, l'uomo con le sue invidie e i suoi lati negativi, era già presente e non tutto era idilliaco, ma c'era un'assenza; l'ipocrisia. Non c'era proprio. Non c'era perchè non aveva terreno dove attecchire, i problemi quando si presentavano, sotto ogni forma, andavano risolti. Punto. E quella risoluzione che portava al bene dell'uomo e della collettività era un collante così forte che ti faceva star bene. Si, il sapere di aver contibuito a fare cosa positiva ti gratificava. Ma tu allora avevi fatto. Non ti limitavi a pensare di farlo come è di moda adesso. Con questo non voglio tornare al lume di candela tant'è che ancor oggi, vivaiddio, ci sono Paesi che respirano quell'aria e che tramandano valori sani, ma la maggior parte di noi si è inurbata e quel Paese è diventato il proprio appartamento, chiusa la porta, lì finisce il mondo. Ma le radici sono difficili da perdere ed allora mettiamo in quell nostro appartamento, il cane o il gatto, o magari il serpente di moda a cui diamo topolini vivi da mangiare, in un delirio di ipocrisia li consideriamo "figli", mettendo in qualche modo a tacere quel proprio condividere ancestrale che era tra uomo e uomo, liberandosi la coscienza. L'animale equiparato all'uomo, sostanzialmente per la mancanza di rapporto tra uomo e uomo. Messo lì a tappare un bisogno in un animalismo salottiero e modaiolo. E così facendo si alzano barricate sempre più alte e trincee sempre più profonde tra coloro che concepiscono la natura come fonte primaria di raccolta, da rispettare e proteggere e chi vorrebbe abbandonarla in pratica a se stessa difendendola da quei "fanatici assassini" che la coltivano e sanno coltivarla nel giusto rappordo dare-avere. Sono quasi vecchio e mio Padre è morto da tempo ma sono sicuro che questo avrebbe detto: Ma che bischerata di mondo è questo, felice di non aver vissuto in tanta ipocrisia.

da Silvano B.  11/08/2010

Re: NON ABBANDONIAMO I NOSTRI ANZIANI

Baghy...basterebbe tenerli con se non solo x risparmiare qualche soldino o per non giustificate motivazioni...ma semplicemente perchè ai cari gli si vuole bene...ciao

da cele  10/08/2010

Re: NON ABBANDONIAMO I NOSTRI ANZIANI

E io ci metterei pure i disabili caro On. Berlato, é vero che ci sono strutture dove sono ospitate delle persone con difficoltà motorie e psichiche, ma è altrettanto vero che parecchie famiglie preferiscono tenersele in casa, vuoi per risparmiare qualche soldino, vuoi per altre e non giustificate motivazioni. Sta di fatto che le campagne pro non abbandono degli animali prolificano come i funghi (a dir la verità non questt'anno) mentre per altre e secondo me più importanti cose, queste associazioni si quardano bene del comunicare qualche annuncio televisivo, giornalistico o quant'altro. Baghy

da Baghy  10/08/2010

Re: NON ABBANDONIAMO I NOSTRI ANZIANI

Gli anziani sono un patrimonio che ormai tutti snobbano. Eppure molta parte del volontariato si regge sulla loro disponibilità. Fra di loro ci sono moltissimi cacciatori. Far emergere questa realtà, magari con un semplice badge ("sono cacciatore", oppure con il logo stesso della propria associazione venatoria) servirebbe molto a mettere in evidenza la nostra umanità, che ci vede impegnati soprattutto quando animalisti e anticaccia sono a pancia all'aria sulle spiagge assolate. Purtroppo però, per la caccia, con una società come quella che ci ritroviamo, tutelare gli anziani serve solo a metterci il cuore in pace. Soprattutto se non promuoviamo politiche di acquisizione di consensi e non riusciamo a far scorrere nelle nostre vene quella linfa vitale che è costituita dai giovani, siamo messi male. Ma male....

da ezechiele da varazze  10/08/2010

Re: NON ABBANDONIAMO I NOSTRI ANZIANI

il problema che avete abbandonato i cacciatori specie quelli del sud italia.

da lupolucio molisano  09/08/2010

Re: NON ABBANDONIAMO I NOSTRI ANZIANI

Noi come cacciatori non riusciamo (ho facciamo molta fatica) a sostenere e valorizzare le nostre posizioni...essendo noi consapevoli di essere nella "normalità" Pure gli scempi che sopra descrive purtroppo sono nell'imbarazzante normalità,magari nascondendosi dietro finti buonismi....via via si stanno perdendo tutti i sani principi che ci sono stati tramandati e che in questa mentalità metropolitana stanno svanendo nel nulla,rimpiazzati dalla loro voglia di evadere dalla realtà cementificata che gli offusca la mente.

da cele  09/08/2010

Re: NON ABBANDONIAMO I NOSTRI ANZIANI

E' la realtà, anche se triste ed amara ma è così. La tua osservazione, caro amico Sergio, dovrebbe essere oggetto di riflessione per tanta gente, per tante famiglie che egoisticamente abbandonano quei valori per perseguire ideologie animaliste. I nostri anziani ed i nostri cani meritano l'attenzione per quello che è il loro essere ma il dovere è uno solo, averne cura e mai abbandonarli. Tutti dovremmo pensare a cosa ci dispiacerà di più quando saremo vecchi, essere soli al mondo è cosa triste, ma avere figli e nipoti e essere abbandonati comporta la sofferenza, quella sofferenza che ti fa capire di aver dato tanto e di ricevere un bel niente. Ognuno di noi dovrebbe distribuire il tempo, il danaro e l'affetto non solo verso il proprio vecchio ed il suo cane, ma anche verso chi di tempo ne ha ma desidera qualche spicciolo e un po di affetto. La reazione, spesso anche plateale, è giusta, quando si legge di una assurda legge che ti impone di soccorrere un cane investito pur sapendo che nel 90% dell'Italia non esistono posti di primo soccorso per i cani, gatti ecc. e che contemporaneamente non esiste nemmeno la possibilità di dare dignitosamente assistenza medica ad un essere umano. Questa purtroppo è la moda, legiferare senza aver creato prima le strutture per una giusta applicazione della legge. Un caro saluto e un augurio buon lavoro. Gimessin

da Gimessin  09/08/2010
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