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ott 21


21/10/2009 16.45 

Ho deciso di scrivere questo articolo sulla scia di quelli già pubblicati nei quali mi sono avventurato nel consigliare quali fossero a mio avviso le armi ed i calibri migliori per la caccia ad alcune specie selvatiche. Ammetto che per me è stato un azzardo trattare di carabine e di munizioni  per la caccia al camoscio, perché da buon “Maremmano” purtroppo non ne ho abbattuti  molti e soprattutto non ho potuto studiarli nel loro habitat naturale quanto avrei voluto.

D’altro canto, senza falsa modestia, ho un’esperienza quasi trentennale nell’uso della canna rigata (a caccia!!) ed  ho anche la cocciutaggine necessaria che mi spinge ad aggiornarmi in continuazione, che mi stimola ad informarmi sulle novità e a collaudare tutto quello che gravita intorno alla nostra passione. Per questo motivo ho cercato di mettere sulla carta non solo le mie limitate esperienze, ma anche quelle di tanti amici e conoscenti che mi hanno arricchito con le loro preziose opinioni. Come nostra abitudine, cerchiamo di conoscere meglio “l’oggetto del desiderio” di molti cacciatori.

Ecco l’identikit del signore delle vette. Classe: Mammiferi; ordine: Artiodattili; famiglia: Bovidi; sottofamiglia: Caprini; tribù: rupicaprini; genere: Rupicapra Blainville 1816; specie: Rupicapra rupicapra Linneo 1758. Alcuni studiosi affermano che selvatici decisamente simili al nostro camoscio sarebbero esistiti addirittura due milioni di anni fa! Se ne conoscono oltre dieci sottospecie distribuite in tutta Europa, e grazie ad una massiccia introduzione, anche in Nuova Zelanda attualmente si contano oltre 30.000 capi. Un maschio adulto può arrivare a 140 cm di lunghezza e 85 cm di altezza al garrese. Il suo peso si aggira  sui 40 chilogrammi. Il camoscio ha una temperatura corporea alta, intorno ai 39°. Può superare in quindici minuti un dislivello di 1500 metri anche alla velocità di 45 – 50 chilometri orari! Questo grazie alla sua possente muscolatura e al suo apparato cardiocircolatorio pressoché perfetto e molto efficiente.

La sua frequenza cardiaca a riposo è di 80 – 90 pulsazioni al minuto, ma durante gli sforzi può superare addirittura i 200 battiti. Il trofeo, com’è noto,  è presente in ambedue i sessi ed è permanente con anelli di accrescimento annui.  Il camoscio è un selvatico di medie dimensioni forte e robusto, buon corridore ed eccellente arrampicatore. Conseguentemente alla sua costituzione è anche un notevole “incassatore”.

La resistenza alle palle di carabina dipende molto dallo stato emotivo in cui si trova quando viene colpito. Se riusciamo a portarci a tiro di un becco senza disturbarlo eccessivamente, magari mentre pascola, riposa o rumina tranquillo a ridosso di una roccia, una palla di piccolo - medio calibro che abbia un’energia di circa 1300 joule a duecento metri (come un 22-250 ad esempio) è più che sufficiente per abbatterlo pulitamente sul posto. Se invece il capo è allarmato il discorso cambia. Potrebbe accadere di vederlo allontanarsi ferito pur se ben colpito da un calibro più potente.

La caccia al camoscio è sinonimo di tiri lunghi e lunghissimi. Dagli insegnamenti che ho ricevuto, sono più che mai convinto che la massima distanza dalla quale è conveniente sparare ad un selvatico sono i canonici duecentocinquanta metri. Tiri più lunghi li ammetto soltanto se si cerca di finire un animale ferito oppure, in casi eccezionali, per tentare un colpo proprio “al capo specifico”, che mancava per completare il piano d’abbattimento. Oggigiorno esistono delle combinazioni arma – ottica – munizione in grado di centrare tranquillamente un camoscio fino ed oltre  cinquecento metri di distanza.

Carabine preparate come auto da corsa, ottiche a fortissimi ingrandimenti, multireticoli, dotati di compensatori di caduta e calibri tesissimi si vedono sempre più spesso sulle nostre splendide montagne. Ma abbiamo il coraggio di definire le “performance”  di armi simili come delle normali azioni di caccia? A me sembra piuttosto che chi li utilizza pratichi il tiro a segno alle sagome viventi!! Ho avuto la fortuna e il piacere di conoscere grandi cacciatori di camosci, come Carlo Berti, titolare della ditta Bignami, Giorgio Barbero,  che non credo abbia bisogno di presentazioni; Claudio Betta, il presidente dei cacciatori trentini;  Ivano Dezulian, il presidente dei cacciatori della comunità di Canazei; Tarcisio Rason, il presidente dei cacciatori di Pozza e Pera, Paolo Shina e Luciano Scacchetti,  i segretari dell’UNCZA; guardacaccia e guide slovene, croate ed austriache e tanti altri appassionati di caccia in montagna che sono stati tutti concordi con me nel ritenere poco sportivo e di cattivo gusto, per non dire eticamente scorretto, azzardare dei tiri a  distanze elevatissime.

Condivido fermamente chi sostiene che un camoscio è a tiro finché riusciamo a “vedergli bene l’occhio”, altrimenti è nostro dovere cercare di avvicinarci, oppure sarebbe molto più sportivo rinunciare a sparare in attesa di un’occasione migliore. Anni fa per la caccia in montagna si utilizzavano dei calibri molto radenti, per evitare che le palle finissero immancabilmente tra le zampe dei camosci.

La stima della distanza era sempre approssimativa perché non esistevano i telemetri portatili di precisione. Oggi, con l’avvento dei nuovi strumenti laser, non è più un problema misurare con esattezza le distanze. Questo enorme aiuto ci permette di utilizzare anche dei calibri meno tesi, basta affidarci alla precisione della nostra arma, alle tabelle balistiche delle munizioni scelte e conseguentemente fare le dovute regolazioni.

Calibri vecchi  ma supercollaudati come il 30.06, il 308 Winchester, il 7 x 64, il 6,5 x 57 e tanti altri che non spiccano certo per linearità della loro traiettoria, sono ad oggi ancora ammessi per azzardare dei tiri a lunga distanza (max 250 mt!) a patto di compensare perfettamente la caduta delle loro palle in funzione della distanza del bersaglio. Cercherò di farmi capire meglio. Se per la caccia al camoscio utilizziamo dei calibri come il 6,5 x 68, il 264 WM, il 240 WM e il 257 WM, che tarati a duecento metri con una palla di medio peso hanno un calo a trecento metri di soli 12 - 15 cm, non ci preoccuperemo più di tanto se il selvatico si trova tra i 200 e i 300 metri, perché è sufficiente mantenere il reticolo sulla metà alta e anteriore del corpo dell’animale per essere certi di colpire il bersaglio.

Se invece utilizziamo un calibro molto meno radente, è obbligatorio conoscere esattamente la distanza tra noi e il camoscio per effettuare le giuste regolazioni sull’alzo. Torneremo sulla scelta dei calibri più tardi, adesso vorrei dedicarmi all’arma che riteniamo idonea alla caccia al signore delle vette. In montagna si deve camminare a lungo e in zone impervie, spesso su terreni in forte pendenza e sdrucciolevoli. Talora è necessario aiutarsi anche con le mani o con l’alpenstock, quindi ci occorrono armi leggere, compatte e ben bilanciate. Inoltre devono essere precisissime, dotate di una incassatura che si presti molto bene ai tiri con appoggio e devono possedere uno scatto eccellente che non ci tradisca nell’attimo cruciale.

Le carabine Bolt Action sono la scelta migliore, ma non possiamo escludere anche i basculanti come i kipplauf, i combinati e i drilling, ognuno con i propri pregi e con  i propri difetti. Sulla carabina ad otturatore non c’è molto da dire perché è perfetta sotto ogni punto di vista; quel che importa, come  già accennato, è la sua precisione, la sua robustezza e il suo peso, che non dovrebbe superare, completa di ottica, attacchi, cinghia e munizioni (ed anche di bipiede, per chi lo usa), i 4 – 4,2 chilogrammi. Combinati e drilling, con il loro ingombro e peso, non sono certo l’ideale, ma sono ancora ammessi più che altro per il  fascino e per la tradizione che traspirano.

Come si fa a non annoverarli tra le armi da camosci quando i cacciatori di mezza Europa ce ne hanno abbattuti a centinaia per decenni? Oggi non li usa più nessuno, ma in passato molti vecchi “Jagertiroler” partivano da casa al mattino con i loro preziosi “ferri tuttofare”, per ritornare al tramonto con un bel becco e con un gallo forcello (oppure con  una coppia di pernici bianche) nello zaino!! Il Kipplauf  è un’arma superba, splendida, leggera, elegante, maneggevole, precisa, meccanicamente perfetta  e molto altro ancora, ma per spararci con successo è necessario avere una certa pratica e un appoggio impeccabile. Ho constatato di persona che non è facile tirare con un’arma leggerissima e dotata di un’astina poggiamano molto esile, perché fai veramente fatica a tenerla ferma. L’altro accessorio indispensabile ed estremamente importante per la caccia al camoscio è l’ottica da mira. Un buon cannocchiale deve essere: robusto, impermeabile, dotato di meccanica precisa, di lenti nitide e luminose, essente da errori di parallasse, leggero, compatto e che abbia un minimo di 6 ingrandimenti per arrivare ad un massimo di dodici. Può avere gli ingrandimenti fissi oppure variabili e un obiettivo intorno ai 42-50 millimetri è più che sufficiente.

Due parole sul reticolo. Avete presente le ottiche variabili di produzione tedesca e austriaca? Quelle che con l’aumentare degli ingrandimenti aumentano anche le dimensioni del reticolo? Io le ho provate e utilizzate per vent’anni, ma mi sono sempre chiesto: ma non sarebbe meglio il contrario? Scusate, ma a me sembrano un controsenso: ai bassi ingrandimenti (che si usano in battuta e/o per i tiri a breve distanza) hanno un reticolo piccolissimo, mentre con il salire degli ingrandimenti (che dovrebbero servire per tirare a lunga distanza contro bersagli piccoli) il reticolo diventa grosso e ben marcato. Per questo motivo se dovessi scegliere un’ottica variabile per la caccia al camoscio opterei per uno che abbia i seguenti ingrandimenti: 3 – 9,  2,5 – 10, 4 – 12, 5 – 15, e che sia di costruzione Statunitense, (come gli ottimi Leupold, Redfield e Burris).

Altrimenti sceglierei un’ottica europea, ma sempre in versione “America” che, con qualsiasi ingrandimento utilizzato, il reticolo manterrà intatte le sue dimensioni. Questi cannocchiali sono facilmente riconoscibili perché di solito hanno il tubo da un pollice. E ritorniamo alla scelta del calibro. Qui lo dico e qui lo nego, conosco dei “bracco…baldi” cacciatori che hanno abbattuto molti camosci con delle carabine calibro 22 Hornet, 222 Remington e 5,6 x 50 R Magnum, anche intorno ai centocinquanta metri! Per quanto un camoscio possa essere robusto, tenace e grande incassatore, è pur sempre un selvatico di quaranta chili! Se non avessimo a che fare con i venti trasversali, con le correnti ascensionali e con la distanza elevata, calibri come il 224 Weatherby, il 22-250 Remington, il 5,6 x 57, il 5,6 x 61 Vhom Hofe Super Express andrebbero più che bene, ma visto che esistono delle munizioni che risentono molto meno dei suddetti problemi, scegliamone una compresa tra i 6 e i 7 millimetri. 

Tutti quelli che possiedono una discreta radenza vanno molto bene, come: il 243 Winchester, il 6 mm Remington, il 240 WM, il 6 mm Freres, il 25.06, il 257 WM, tutti i 6,5 mm (x 55, x 57, x 65, x 68, -284), il 264 WM, i 270 (W. WM, WSM), la grande famiglia dei 7 mm (x 61 S.H., x 64, x 65, x 66 VHSE, x 75 R, 280 R, R.M., WM, WSM, STW). Includerei soltanto il buon vecchio 30.06 e la sua controparte europea: il 30 R Blaser con proiettili leggeri. La scelta della palle è soggettiva. Per il camoscio sceglierei una palla che abbia una veloce espansione con una deformazione abbastanza rapida.

Danneggia la carcassa un po di più di una normale SP, ma quando sparo ad un selvatico a lunga distanza preferisco fermarlo sul posto, per non incorrere nello spiacevole inconveniente di non trovarlo quando finalmente lo raggiungo, a volte dopo un’ora di cammino. Spesso il lavoro svolto da una buona palla sopperisce anche alle nostre piccole carenze di mira! Una delle preghiere più famose recita: “Dacci il nostro pane quotidiano”. Io mi accontento di un camoscio l’anno. Se poi sono particolarmente fortunato anche due!


                                                          Marco Benecchi 

 

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20 commenti finora...

Innanzitutto complimenti per l'articolo, ho acquistato una carabina weatherby cal. 240wm. Potreste darmi una tavola balistica di questo calibro?? (in metri se è possibile)

da Nicky   27/10/2009 15.50

Grazie del complimento e, scusa il gioco di parole, "complimenti" a te per l'acquisto. Sia la carabina Weatherby, sia il 240, sono veramente un'ottima scelta. Se mi fai avere la tua mail ti mando un mio studio completo sullo splendido calibro ideato dal grande Roy.
Saluti
Marco

da Marco Benecchi   28/10/2009 12.47

nicky.bianco@hotmail.it
Grazie mille!!!!

da NICKY   28/10/2009 19.33

Innazitutto complimenti per tutti isuoi articoli...non sono ancora cacciatore di selezione...ma mi piacerebbe diventarlo...quindi sto leggendo molti articoli a riguardo...tra cui anche i suoi che trovo veramente belli e utili....ora se possibile le vorrei chiedere un consiglio su un arma.....allora premetto che i selvatici che vorrei insidiare sono prevalentemente cinghiali... e perchè no qualche capriolo....ora mi chiedevo se esiste un calibro diciamo generico per questi 2 selvatici...o almeno che riesca ad assolvere ai suoi doveri su questi selvatici....forse se non ero da quanto letto un calibro discreto potrebbe essere il 270W...ma non so mi dica lei.....e come ottica quale mi consiglierebbe????3-9x40 potrebbe andare????grazie mille
Saluti
Ermanno

da Ermanno   29/10/2009 10.51

Ciao Ermanno, vediamo di fare subito un po' di chiarezza. Come la vuoi l'arma? Bolt Action (ad otturatore) o semiauto? Se scegli la prima io la prenderei in 7 mm RM. Anche il 270 W va molto bene, così come il 7 x 64, il 280, il 7-08, ecc, ma il 7 mm RM è eccezionale "per tutte le stagioni". E, con la scelta giusta di palla, non rovina neanche troppo il "folletto rosso". Nella semiauto attacchi amovibili a pivot e ottica variabile battuta - aspetto come l'eccezionale SWAROVSKI Z6i 1 - 6 x 24. Nella Bolt monterei qualcosa di più prestate come un 2 - 12 x 50 o 56. Per la scelta della palla mantieniti SEMPRE nel mezzo della gamma. Per il 7 mm RM l'optimum è la 150 grani ad espansione controllata. Ottime le Nosler Partition. Spero di esserti stato di aiuto. Waidmannsheil Marco

da Marco risponde ad Ermanno   29/10/2009 13.50

Ciao Marco allora guarda dire che ne capisco poco è dire tanto allora sarei propenso per una Bolt Action mi hanno detto che è più precisa...non so!!! cosa mi consiglia???? da quanto capisco la migliore arma per questi 2 selvatici è una 7 mm RM con ottica 2 - 12 x 50 e come palla....è uguale sia per capriolo che per cinghiale??? Scusa le tante domande ma ne so veramente poco

da Ermanno   29/10/2009 15.43

P.S. la scelta del calibro 270W da me proposta era per il fatto che ho sentito che è un calibro un pò più delicato ma n con una giusta potenza per fermare il cinghile......per il 7mm RM non lo conosco come detto vorrei un calibro che riesca a fermare il cinghiale ma che non rovini l'animale.......ma come marca di arma?????Remington come è????

da Ermanno   29/10/2009 15.58

La Remington è un'ottima carabina, proposta con un vantagioso rapporto qualità - prezzo. Per quanto concerne il calibro,posso GARANTIRTI che con un 243 W in Italia ATTERRI quello che vuoi, forse anche il cervo. Dico "forse" perchè di cervi con il 243 non ne ho mai abbattuti, mentre di cinghiali.......... Se scegli il 270 per me va bene. Non ho ancora capito se pratichi o se vorrai praticare la caccia in battuta. Dovresti essere più chiaro. Il calibro te l'ho indicato, così pure il tipo e il peso della munizione, per la marca vedi tu. Io uso tutto RICARICATO, ottime munizioni le fanno un po tutti.........
Non mi fare far nomi.
Ciao Marco

da Marco   30/10/2009 9.32

Ciao Marco...no io vorrei praticare l'aspetto...la battuta al cinghiale difficilmente ma nel caso userei il calibro 12....quindi per il calibro vedrò tra 243W, 270W, o 7mm RM....per le munizioni ho capito...grazie mille ancora

Ermanno

da Ermanno   30/10/2009 12.31

ciao complimenti per l'ottimo articolo.Vorrei sapere per favore alcune informazioni su 257wm, a quanti metri tararla ,che tipo di palla e munizione usare per capriolo cinghiale muflone camoscio per non rovinare l'animale ma che allo stesso tempo sia efficace per abbatterlo grazie.......cristiano

da cristiano   07/11/2009 9.55

Ciao Cristiano, come ho già detto ad altri "colleghi" se mi dai la tua mail ti mando uno studio completo sul 257, non a caso uno dei miei calibri preferiti. Io lo uso per tutto. Cervo compreso. Con palla NOSLER Ballistic Tip da 115 grani. Io lo ricarico con la polvere Norma MRP, ma si trovano in commercio anche delle cartucce originali con quella palla. Sono micidiali. Il 257 WM va bene anche per il capriolo, a patto di non attingere grosse ossa. Non lo mirare sulla spalla ma "appena" dietro. Avrai sempre un abbattimento istantaneo da 0 a - 350 Mt. Tara la tua arma a 200 mt e controlla la caduta a 300 - 350. Il 257 è uno dei calibri più radenti che esistono.
Ciao
M

da da marco   09/11/2009 12.26

Ciao Marco.. complimenti per l'articolo. Io vorrei acquistare una carabina bolt-action per la caccia al camoscio in alta montagna. Sono indeciso nella scelta del calibro tra il .257 Wby Mag e il 6,5 x 68 S.
Quest'ultimo l'ho già sperimentato con palle Rws KS 127 gr. sul cervo in Austria con abbattimenti puliti su maschi adulti (fino a 250 Kg!!) e tiri anche oltre 250 mt. Sarei quindi propenso a scegliere il 6,5 x 68 per la fiducia che mi ha dato finora, ma vorrei sapere se il .257 ha dei vantaggi.
La carabina la utilizzerei solo per la caccia di selezione, in quanto per le battute utilizzo la semiauto (Benelli 30-06 o Browning 300 WM per la Francia).
Sono anche indeciso sulla carabina:
Steyr-Mannlicher e quindi scelta obbligata del calibro 6, 5 x 68 (non viene camerata nel .257 WM)
oppure
R93 Blaser, che per sentito dire (non ci ho mai sparato) è un'ottima carabina, ma mi lascia un pò perplesso l'assenza dello stecher, anche se sembra abbia uno scatto molto leggero.
Ringrazio anticipatamente
Ciao

da Lorenzo   17/12/2009 9.25

ciao Marco..... Io vorrei un calibro che mi permetta di insidiare animali come il daino e il capriolo... Sono già in possesso di 2 carabine, una 30-06 e una 270w.... entrambi armi validissime, ma adesso vorrei un'arma che mi permetta di abbattere gli animali anche a distanze più elevate, anche oltre i 300m... Io avevo pensato al 257wm.... Tu cosa ne pensi?? mi potresti dare qualche informazione su questo calibro??... Ciao Grazie...

da Mirko   17/04/2010 13.31

IO PER IL CAMOSCIO CONSIGLIO DI ANDARCI COL CARRARMATO

da TURUZZU   24/06/2010 17.33

ah ah ah... per la caccia al camoscio...prima servono buone gambe...poi buoni amici...poi un buon portafoglio...dopodichè potete andare anche con il 22.250----ah ah ah

da mart   25/06/2010 13.29

uaauuahah ahahahh ahaa a hahahah a tutti questi commenti fanno ridere,io mi adatto alla natura e seguo il suo corso, caccio sportivamente con un solo e semplice fucile,

da aha a a ahhahahahahaaa hahaha da turi   26/06/2010 16.43

basta con la modernita' dove andremo a finire, diamoci una calmata, punti rossi laser che sembriamo marziani,, cani da beccacce , coi televisori montati in testa e telecomandi al collo, ,,, basta!!! torniamo al vecchio e semplice e sportivo campanaccio , torniamo al fucile del nonno! io non sono un fanatico, ma vi assicuro che gente con le ultime supercarabine ultra dotate dei migliori marchingegni, di puntamento , ancora non ha abbattuto i cinghiali che ho preso io con il vecchio soprapposto. torniamo all'antica.

da turuzzu   26/06/2010 16.47

un saluto a tutti coloro che la pensano come me.. in bocca al lupo

da turuzzu   26/06/2010 16.49

con un solo fucile...cacci due pere...ah ah ah!!

da mart   01/07/2010 17.25

e una caciotta h ah ahahah ahhahahahtutti questi consigli.... ma imparate a a ndare a caccia e lasciate perdere le armi

da turuzzu   02/07/2010 21.33

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