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05/10/2009 

Danilo LiboiCi sono davvero molte verità in queste parole del cantautore/poeta/attore/regista/commediografo Giorgio Gaber (Milano, 25 gennaio 1939 - Montemagno di Camaiore, 1 gennaio 2003); a questa incisiva e straordinariamente efficace e sintetica definizione del concetto di libertà, così ben espressa dal compianto artista milanese, aggiungerei, con tutta l’umiltà che il caso impone, che la libertà è una condizione dell’animo e della mente ottenibile attraverso la cultura, la conoscenza approfondita di tutto ciò che compete il mondo che ci circonda e che ci coinvolge direttamente, sotto tutti gli aspetti.
 
Come ho avuto modo di dire e scrivere più volte, noi cacciatori siamo dei privilegiati, in quanto, per la sopravvivenza stessa della nostra passione, andiamo a sacrificare animali che non appartengono solo a noi, ma che rappresentano un patrimonio della comunità. Non credo sia sufficiente addurre la giustificazione che per fare ciò paghiamo una concessione governativa e fior di tasse regionali, provinciali ecc. e che la caccia sia un’attività legale; non è certamente sufficiente quando ci troviamo ad affrontare un contraddittorio con chi, in modo legittimo e civile, ci fa notare che per il nostro piacere/divertimento priviamo la comunità di un bene reale, tangibile, fatto di carne e ossa.
 
Molti, troppi di noi, quando si trovano di fronte a un’opposizione pacata e preparata, non sapendo più come trarsi di impiccio, aggrediscono l’interlocutore, alzando i toni e portando il confronto civile sul piano del litigio e delle ingiurie; provate a fare un giro sui forum, anche i meno estremi, e vi renderete conto con facilità di questa situazione. Ma così non andiamo da nessuna parte. La caccia è una passione viscerale, che tocca corde profonde e intime, e come tale difficilmente razionalizzabile, nonché impossibile da spiegare a chi non possiede il gene del cacciatore/pescatore/raccoglitore. Inutile e deleterio alzare i toni della discussione (certo, quando ci si trova di fronte una persona intelligente, non un animalista talebano ignorante o, peggio ancora, in malafede) sfociando negli insulti: con un po’ di pazienza, di onestà intellettuale e di conoscenza profonda e non faziosa delle valenze positive che un’attività venatoria evoluta certamente possiede, possiamo senza alcuna difficoltà affrontare qualsiasi forma di contraddittorio uscendone in modo civile e pulito.
 
L’onestà necessaria è quella che dovrebbe farci serenamente ammettere che la caccia è sicuramente una passione praticabile (certo, limitatamente a tutte le forme che mettano in atto un prelievo sostenibile, a qualsiasi selvatico siano rivolte), ma non certo indispensabile. Non facciamo l’errore di giustificare la nostra passione con false asserzioni: primo perché non abbiamo nulla da giustificare, secondo perché le menzogne prima o poi si pagano. Un esempio? Per anni è stato asserito (né da me, né sulle riviste che dirigo) che la caccia di selezione è in grado di sostituirsi ai predatori naturali, non più presenti, e che è un toccasana per le popolazioni di selvatici, perché il prelievo è rivolto esclusivamente a individui vecchi e malati. Straordinario biglietto da visita. Peccato però che il lupo (e, in alcune realtà, anche la lince e l’orso) stia ricolonizzando areali a una velocità impressionante e peccato anche che il 40% dei piani di tiro sia a carico dalle classi giovani… Cosa andremo a raccontare a chi ci farà notare queste incongruenze?
 
Non sarebbe stato meglio fin da subito dire che le popolazioni di ungulati avevano raggiunto una consistenza tale da consentirne un prelievo programmato e strutturato, e che questo prelievo poteva scongiurare problemi con le altre componenti sociali che esistono sul territorio (primi fra tutti gli agricoltori, anche se a questo riguardo andrebbero fatte precisazioni e distinguo che lo spazio a mia disposizione non mi consente), nonché rappresentare una forma di sfruttamento delle risorse naturali rinnovabili con rispettivo vantaggio economico? Avremmo certamente evitato l’imbarazzo di dover fare delle disonorevoli e imbarazzanti smentite. Ma torniamo alla cultura e alla libertà che essa ci consente di ottenere. La condizione sine qua non per affrontare in modo autorevole ed evoluto qualsiasi contraddittorio abbiamo visto essere la conoscenza e la preparazione.
 
Ma il mondo venatorio (così come quello “civile”) sta invece subendo una deriva, una degenerazione culturale scandalosa, favorita, nello specifico, dal totale disinteresse, da parte delle AAVV, di mettere in atto una qualsiasi iniziativa atta ad innalzare il livello culturale dei propri associati. Il mondo della caccia è totalmente allo sbando, senza la minima parvenza di un governo, in mano a politici che, sfruttando promesse non mantenibili, portano avanti le proprie campagne elettorali (salvo poi sparire una volta ottenuta la bramata “seggiola” e tutti i vantaggi che questa comporta), imbottito di faccendieri senza scrupoli, che cavalcano l’onda del facile consenso per meri interessi di bottega.
 
Come possiamo combattere questa deriva e, se non impossessarci, almeno contare qualcosa nel nostro destino, nel futuro della nostra passione? Con la cultura, con la conoscenza, gli unici strumenti in grado di renderci davvero liberi. Corsi di aggiornamento, convegni (davvero desolante vedere la scarsissima partecipazione agli eventi, anche di altissima caratura, organizzati in concomitanza delle varie fiere di settore), devono diventare la nostra seconda casa dopo il bosco (o la valle o l’alta montagna o l’appostamento ecc.).
 
Lo so che la caccia è un’attività intima che riguarda e coinvolge la sfera emozionale e che molte volte si prova un senso di fastidio nel vederla sminuita da un oratore ignorante, che non ne conosce i meccanismi, ma la nostra partecipazione attiva serve proprio a scongiurare che posizioni istituzionali di prestigio siano occupate da personaggi che non conoscono la vera essenza del gesto venatorio. Partecipare, esserci, innalzare la nostra cultura (tutti abbiamo qualcosa da imparare) è l’unica strada percorribile per poter contare qualche cosa, per poter dire la nostra con la forza della ragione; non continuiamo a delegare il nostro futuro a chi ha a cuore solo i propri interessi, ne va della nostra sopravvivenza e di quella continuità da garantire alle generazioni future che, in particolar modo in questo momento, sta tanto a cuore a tutti noi.
 

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47 commenti finora...

Re: La libertà non è uno spazio libero, libertà è partecipazione

Bellissimo sito, pieno di espressioni poetiche.
Lascio anch'io la mia traccia grazie.


IN DUE
…ogni volta, sorvegliamo la libertà mentale
e la rivediamo al sicuro tra le pareti di una strada,
indebolita da varie confessioni…

Succede
Che per la strada
Sbandiamo un po’
Con l’obliqua libertà
Una libertà
Che vuole prendersi
La parte di noi sbarazzina
La furia di noi e il ragazzino innocente.

E sono solo sul suolo
Come un uomo imbavagliato
Che lascia dei suoi occhi
Il contorno dell’età.

La libertà a volte
È così pesante
Che resistiamo in quella incoscienza
Amica libertà
E libertà di essere nemici.

Tutti riempiamo bagagli di noi
E impiliamo una sull’altra esperienze.

Testardaggini
Come la prima volta
Che gravitiamo liberi
Perché di tempo ce n’è
Per fermarsi al perdono
Asceso.

E poi
La gente fuggiasca e via
Così all’improvviso
Andata di segnaposto
A ricominciare i vent’anni
E poi
Succede
Che abbiamo saputo mendicare di noi
Uno schianto al cuore
Nel bivio più imbrigliato.

E sono solo un uomo
Rapito dalla libertà
E dall’interrogatorio…
Come se fossimo in due.


©
di Maurizio Spagna
Da “Il cuore degli Angeli”
www.ilrotoversi.com
[email protected]
L’ideatore creativo,
paroliere, scrittore e poeta al leggìo-

da Maurizio Spagna  09/06/2010

Re: La libertà non è uno spazio libero, libertà è partecipazione

Che dire ancora, come esprimersi meglio?
Quello che posso fare è solo rimarcare quei concetti che ormai per me rappresentano un credo, una ideologia. Il problema, come lei dice signor Liboi, è la mancanza di cultura.
Questo è il vero problema della caccia, non gli ambientalisti talebani.
Siamo passati in pochi decenni da una cultura rurale che affondava le proprie radici nella tradizione a un mondo che l'ha rinnegata, considerandola ormai superata, accomunandola a ricordi di povertà e sofferenza. Decenni fa, quando le mie zone erano piene di starne e lepri e si andava a caccia, oltre che per passione, anche per portare carne a casa, chi cacciava con il segugio, per non viziare i cani insidiava solo la lepre e qualche capo veniva venduto per comprare polvere e piombo. Il prelievo comunque era subordinato al consumo immediato, sicuri di fare nuovi incontri alle prossime uscite.
Poi è arrivato il soldo facile, gli automatici a otto colpi, le buste piene di cartucce portate al passo con l'intento di tirar giù tutto senza raccogliere i bossoli e i branchetti di fagiani bruciati la mattina dell'apertura. Non voglio fare di ogni erba un fascio, parlo della realtà della mia regione "l'Umbria".
Ho degli amici tra i segugisti e siccome io gli amici me li scelgo, posso assicurare che questi sono cacciatori corretti, ma devo anche dire che sono una rarità. La maggior parte di questi ripudiano ogni principio etico e usando ll segugio come uno Springer, cacciano tutto quello che vola o cammina purchè sia più grosso di un tordo, compreso alcuni cervi che, fuggiti da un recino privato, potevano rappresentare il futuro delle nostre colline.
Ho seguito il dibattito, negli interventi che mi hanno preceduto.
Ringrazio i signori Zanon, Liboi e altri per la competenza e la determinazione, così facendo non difendono solo il mondo della caccia di selezione ma il futuro delle popolazioni dei cervidi della nostra penisola.
Auguri sinceri Paolo.

da Paolo PG  04/01/2010

Re: La libertà non è uno spazio libero, libertà è partecipazione

Signor Liboi,le volevo chiedere se mi potrebbe contattare via e-mail.Le devo parlare di una questione
di natura,di caccia e di vita.perfavore mi contatti

ecco il mio contatto: [email protected]

da Selous  10/12/2009

Re: La libertà non è uno spazio libero, libertà è partecipazione

aha haha hahahah ulisse e pifferaio sono la stessa persona!!!!!!!!!!HA AHAHHHAHAHH sei veramente ridicolo....aha hahahahahh

da topona  01/12/2009

Re: La libertà non è uno spazio libero, libertà è partecipazione

ciao pifferaio ti vengo in aiuto, anche a me hanno chiuso il post, fanno sempre così quando non hanno argomenti.... a proposito stanno diminuendo costantemente, per quello che ci vogliono portare i bambini...e non dite di no perchè basta guardare le pubblicità che fanno però gli comprano il Tamagogi

da ulisse  30/11/2009

Re: La libertà non è uno spazio libero, libertà è partecipazione

Veramente signor Liboi nel mio intervento io non ho fatto il suo nome per cui deduco che di mezzo ci sia una coda di paglia. Mi fa piacere, comunque, che Lei riconosca la pubblicità degli atti emanati dalla Regione FVG, ciò vuol dire che le Sue supposizioni inerenti la secretazione dei dati sulle consistenze e sui prelievi non corrispondono al vero. Basta chiederli. O no?
Devo riconoscerLe anche un piccolo passo avanti:almeno questa volta non ha minacciato querele come al solito. Il resto l'ho riservato all'altro blog.
Mandi, Sandro Levan

da Sandro Levan  05/11/2009

Re: La libertà non è uno spazio libero, libertà è partecipazione

Bene signor Levan, ora le spiego il mio trauma infantile; già nell'altro post l'avevo invitata a moderare i termini, ma visto che lei continua con questo suo tono provocatorio, maleducato e arrogante, veniamo alle "sue" responsabilità nei confronti dello scandaloso andamento della caccia in FGV e nella riserva di Taipana in particolare; ho qui di fronte a me alcuni documenti pubblici della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, due dell'Assessore regionale alle risorse agricole, naturali, forestali e montagna e uno della Direzione centrale dello stesso assessorato nei quali in buona sostanza, viene chiaramente indicato il suo modo di condurre tale riserva; ma veniamo alla sostanza. Con il decreto del 20/12/2005 l'allora assessore regionale competente Enzo Marsilio, commissaria il direttore della riserva di Taipana Sandro Levan. Il decreto elenca gli addebiti accertati dalle ispezioni regionali, tra cui il fatto di non aver consegnato ai cacciatori di selezione, alla data dell'apertura, il regolamento della riserva (molto democratico e per nulla schierato signor Levan, davvero da ottimo presidente!); non aver affisso le notizie necessarie all'albo della riserva; non aver rispettato la data stabilita dal Distretto venatorio per i censimenti per la specie Cervo; non essersi coordinato con il distretto per meglio tutelare la fauna; aver ostacolato l'accesso agli atti della riserva da parte dei soci (e poi viene a scrivere qui di trasparenza e di dati a disposizione!!!). Inoltre al signor Levan, dopo lo sforamento del piano di abbattimento dei cervi da parte della CD caccia tradizionale (quella con il segugio), la Regione ha addebitato il fatto di non aver adottato modalità sufficienti ad evitare gli sforamenti (i cervi facevano troppi danni??) e di aver gestito la riserva in modo inadeguato e tale da aumentare il livello di conflittualità fra cacciatori di selezione e segugisti (e dà a me/noi di compagni di merende e di fomentatori della divisione!!!), compromettendo la regolarità della gestione faunistica e venatoria. Al signor Levan viene quindi tolta d'autorità la gestione della fauna e della caccia e al suo posto è nominato un commissario, con l'incarico di gestire la riserva e indire nuove elezioni.
Il secondo documento, sempre a firma di Marsilio, datato 16 febbraio 2006, constata che il vicedirettore della riserva si rifiuta di aderire alla richiesta del 25% dei soci di indire le nuove elezioni e che il sig. Levan (sempre molto democratico e rispettoso delle regole...) si comporta come se non fosse stato commissariato, dopo aver definito il commissariamento inflitto allo stesso Levan come "causa di delegittimazione personale radicale e insanabile", decreta che il commissario si attivi per avviare le elezioni del nuovo presidente.
Il terzo documento, firmato dall'allora Direttore del servizio regionale tutela ambienti naturali e fauna, Flavio Zeni, ricordando che Levan era stato commissariato dall'Amministrazione regionale "a motivo di gravi violazioni di obblighi istituzionali afferenti la gestione faunistico-venatoria che hanno compromesso il regolare funzionamento della riserva di Taipana" nomina un nuovo funzionario regionale, incaricandolo di provvedere alla gestione della riserva.
Questi sono i fatti, tratti da atti pubblici consultabili da chiunque. Ora, che Sandro Levan cerchi di usare artifici dialettici come la presunta differenza fra decadenza e destituzione è solo patetico: lui è stato commissariato per i motivi che avete potuto ben leggere e questo ha significato per lui (come dice la Regione, che poi ha indetto d'autorità nuove elezioni) una "delegittimazione personale, radicale e insanabile". Che il tutto sia ancora sub judice pare molto strano, ma sicuramente Levan potrà provarlo; mi risulta che Levan abbia fatto ricorso al TAR contro il commissariamento, senza ottenere risposta; in genere il TAR ci mette un annetto per decidere , dunque, se Levan afferma che la cosa è sub judice, o non è vero, oppure la sentenza di primo grado gli ha dato torto ed è in corso il giudizio d'appello da parte del Consiglio di Stato (cosa che mi pare piuttosto improbabile). Ma mi pare che il tempo trascorso (4 anni) sia effettivamente troppo anche per un appello.
Signor Levan, questo è quanto le dovevo per avermi dato dell'ignorante e del compagno di merende, e vorrei che i lettori comprendessero bene come sia facile stravolgere la realtà e quanto siano gravi i motivi del commissariamento e quanto siano in tema con questa diatriba che viene cavalcata da Levan e soci imputando "noi" di settarismo e di inadeguatezza. Cordiali saluti.

da Danilo Liboi  05/11/2009

Re: La libertà non è uno spazio libero, libertà è partecipazione

Parole...parole...parole...e nessuna risposta. Solo stupidaggini intrise di rancore e di livore. Continuando a rincarare gli attacchi e gli insulti in maniera sistematica e incivile si rafforza la mia idea sul fatto che parlare con certa gente più che impossibile è inutile. Nel prenderne atto mi chiedo se questa cultura dello scontro totale, ad alzo zero, derivi da un trauma infantile legato alla caccia praticata dai segugisti o se sia più semplicemente una tecnica per reclutare nuovi adepti da iniziare alla caccia di selezione. Ma visto che a me non importano le motivazioni psicologiche di questo furore iconoclasta, vi saluto e mi auguro, ovviamente, che vi trasferiate tutti su quel "pianeta venatoriamente evoluto" di cui tanto favoleggiate.
Mandi, Sandro Levan

da Sandro Levan  04/11/2009

Re: La libertà non è uno spazio libero, libertà è partecipazione

"Inutile e deleterio alzare i toni della discussione (certo, quando ci si trova di fronte una persona intelligente, non un animalista talebano ignorante o, peggio ancora, in malafede) sfociando negli insulti". Questa frase del mio editoriale era rivolta ad un eventuale animalista ignorante e in malafede, contrario a tutte le forme di prelievo venatorio "a prescindere", non certo al dott. Bosio, e non certo a un soggetto in particolare, credo lo abbiano compreso anche i meno intelligenti, ma lei no (e poi imputa a me di brutte figure...); lei invece dà dell'ignorante a me, e ora anche di "compagno di merende", alludendo a delinquenti e situazioni criminose del passato, che nulla hanno a che fare con questo contesto, che denunciano la sua pochezza civile, morale e intellettuale, nonché la sua maleducazione, sul filo della querela. E' per questo che non posso accettarlo e chiedo una tutela. Il confronto può anche essere acceso, ma mai trascendere negli insulti, ma forse questo è il solo modo che lei conosce per far fronte all'evidente impossibilità di opporre alle mie richieste/osservazioni considerazioni oggettive e circostanziate. Signor Levan, provi lei a chiedere i dati delle consistenze e dei prelievi in Regione poi, gentilmente, se avrà successo, potrà forse comunicarli a tutti i frequentatori del sito. La "torta" in FVG l'avete quasi finita, a dispetto di tutte le altre regioni, dove gli ungulati rappresentano un vero capitale; infine, volevo solo informarla che per tutti quelli che conoscono bene la situazione friulana e della "sua" ex riserva, la pessima figura la sta facendo lei, così come il pessimo ricordo che ha lasciato. Cordiali saluti.
Danilo Liboi

da Danilo Liboi  30/10/2009

Re: La libertà non è uno spazio libero, libertà è partecipazione

Caro Ninohunter hai dato una sbirciatina a tutto quanto sopra riportato? e tu speri di unire sotto un unica bandiera tutti questi signori? con l'intento comune di recuperare tutto il terreno perso in questi anni? ma è grazie a questi e tanti altri ancora, se siamo ridotti a dover chidere l'atc per passare dalla stanza da letto a quella da pranzo, e la reciprocità per il bagno.

da Pasquale Cinquegrana (nato cacciatore)  29/10/2009

Re: La libertà non è uno spazio libero, libertà è partecipazione

Come volevasi dimostrare è tutto tempo perso. Proprio così, ne più ne meno di quello che già si sapeva.
Le reazioni del sig. Liboi e dei suoi "compagni di merende" confermano alla lettera le osservazioni che ho indirizzato al sig.Bosio e rafforzano le mie convinzioni (ma ormai non sono solo le mie) sul fatto che lor signori non vogliono o meglio non ammettono alcun contraddittorio autoattribuendosi il ruolo di giudici infallibili ed inappellabili.
Quando Liboi usa parole come "animalista talebano ignorante o, peggio ancora, in malafede" in tal caso egli si ritiene autorizzato a farlo per difendere la sua categoria. Ma se il sottoscritto usa le stesse parole ( ed io l'ho fatto ben sapendo a cosa andavo incontro) in quel caso - e cito la replica del sig. Zanon - " sono termini che al suo posto eviterei" e andatevi pure a leggere il resto.
Per contro Liboi invita addirittura i responsabili del sito a censurarmi: ed ecco svelato il vero volto di questo signore che ritiene di poter dire ciò che vuole mentre gli altri devono essere oscurati. Altro che parlare di Italia nelle tenebre della gestione venatoria, questo sì che è oscurantismo!
Per quanto riguarda il merito delle osservazioni, invece, faccio notare che per parlare dei prelievi strutturati e programmati effettuati in caccia tradizionale, cioè con l'impiego del cane da seguita, non c'è bisogno di produrre alcun dato nuovo o recente dal momento che tali prelievi sono autorizzati dalla nostra regione e già strutturati, vale a dire che le percentuali tra maschi e femmine, tra giovani e adulti vengono stabiliti a priori e non lasciati al caso, e questa si chiama pianificazione esattamente come quella che viene fatta per le cosiddette carabine con l'unica differenza, questo si, che i tempi concessi a questi ultimi per effettuare i loro prelievi sono infinitamente - e a mio modesto avviso - inspiegabilmente più lunghi. Se dunque chi caccia gli ungulati col segugio è tenuto al rispetto - e non vi è dubbio che lo faccia - di tali indicazioni non vedo cosa ci sia di nuovo da chiarire. Chi dubita di ciò che dico si può rivolgere agli uffici regionali e chiedere tutti i dati che vuole perchè sono di pubblico dominio e nessuno si è mai sognato di secretarli, tanto meno i direttori di riserva che sono obbligati a trasmetterli ogni anno a fine stagione.
Un'ultima considerazione. Ho l'impressione che Liboi sia circondato da collaboratori con evidente difetto narcisistico al punto da non riuscire più a distinguere tra vero e falso. Chiarisco. Il sottoscritto non è stato destituito da nessuno. Liboi Provi a spiegare ai suoi informatori qual'è la differenza e il significato delle parole decadenza e destituzione, così forse gli eviteranno altre figuracce. Poi deve anche farsi dire tutto come, ad esempio, che tale decadenza è ancora sub iudice.
Ma si sà, il vero obiettivo, e meno male che qualcuno ha il coraggio di ammetterlo in questo blog, è quello di rimanere in pochi per non dover dividere la torta con troppe persone, per cui, e ritorno al pensiero iniziale, discutere con certe persone non porta nessun beneficio: è tutto tempo perso.

da Sandro Levan  29/10/2009

Re: La libertà non è uno spazio libero, libertà è partecipazione

Signor Levan, la prego di non scadere negli insulti: comico non è uguale a ignorante; invito anche i responsabili del sito a non concedere agli ospiti di insultare e ad usare termini offensivi nei confronti di chiunque metta la propria faccia e il proprio nome all'interno dei blog. Infine, signor Leva, non entro nel merito delle sue considerazioni, in quanto lei è libero di pensarla come vuole, ma dove sono i dati??? Difficile che li possa produrre, in quanto i rettori delle riserve che praticano la caccia "tradizionale" con il segugio si guardano bene dal renderli noti. La memoria spesso mi tradisce, gli anni passano per tutti, ma mi sembra di ricordare che un suo omonimo (sarà certo un caso) sia stato forzatamente destituito da rettore di riserva direttamente dalla regione, notoriamente molto tollerante, Friuli Venezia Giulia non so bene per quali motivi; ma certamente si tratta di un caso di omonimia o di somiglianza di nomi e cognomi.
Cordiali saluti
Danilo Liboi

da Danilo Liboi  28/10/2009

Re: La libertà non è uno spazio libero, libertà è partecipazione

Egregio Levan,
i contraddittori legittimi e costruttivi si instaurano, oltre che col rispetto reciproco, portando dati ed argomentazioni. Io attendo i dai dati del Friuli V.G. in forma espressa, espressione della realtà come dice lei: non depongono certo a favore del segugio, anzi tutt'altro.
Quanto alle menzogne, ai talebani, alla malafede... sono termini che al suo posto eviterei. O quantomeno li usi dopo un approfondito esame delle cose, anche totalmente inventate, dichiarate spesso da estremo-segugisti su questo sito.
Qui nessuno ha paura di confrontasi, la paura è che alcuni "appassionati" (siccome i talebani siamo noi) spingano (anche strumentalizzando irresponsabilmente questioni come quella dei danni da ungulati all'agricoltura o la scarsa conoscenza di molti) verso forme di caccia fortemente arretrate, riportando l'Italia nelle tenebre della gestione faunistico-venatoria, ai tempi in cui c'erano segugi ovunque, liberi di fare qualsiasi cosa e... ovviamente zero ungulati. Questa è la realtà, un concetto che lei sembra apprezzare, e non la potete negare.

da Ettore Zanon  27/10/2009

Re: La libertà non è uno spazio libero, libertà è partecipazione

Egregio Levan,
i contraddittori legittimi e costruttivi si instaurano, oltre che col rispetto reciproco, portando dati ed argomentazioni. Io attendo i dai dati del Friuli V.G. in forma espressa, espressione della realtà come dice lei: non depongono certo a favore del segugio, anzi tutt'altro.
Quanto alle menzogne, ai talebani, alla malafede... sono termini che al suo posto eviterei. O quantomeno li usi dopo un approfondito esame delle cose, anche totalmente inventate, dichiarate spesso da estremo-segugisti su questo sito.
Qui nessuno ha paura di confrontasi, la paura è che alcuni "appassionati" (siccome i talebani siamo noi) spingano (anche strumentalizzando irresponsabilmente questioni come quella dei danni da ungulati all'agricoltura o la scarsa conoscenza di molti) verso forme di caccia fortemente arretrate, riportando l'Italia nelle tenebre della gestione faunistico-venatoria, ai tempi in cui c'erano segugi ovunque, liberi di fare qualsiasi cosa e... ovviamente zero ungulati. Questa è la realtà, un concetto che lei sembra apprezzare, e non la potete negare.

da Ettore Zanon  27/10/2009

Re: La libertà non è uno spazio libero, libertà è partecipazione

Egregio Levan,
i contraddittori legittimi e costruttivi si instaurano, oltre che col rispetto reciproco, portando dati ed argomentazioni. Io attendo i dai dati del Friuli V.G. in forma espressa, espressione della realtà come dice lei: non depongono certo a favore del segugio, anzi tutt'altro.
Quanto alle menzogne, ai talebani, alla malafede... sono termini che al suo posto eviterei. O quantomeno li usi dopo un approfondito esame delle cose, anche totalmente inventate, dichiarate spesso da estremo-segugisti su questo sito.
Qui nessuno ha paura di confrontasi, la paura è che alcuni "appassionati" (siccome i talebani siamo noi) spingano (anche strumentalizzando irresponsabilmente questioni come quella dei danni da ungulati all'agricoltura o la scarsa conoscenza di molti) verso forme di caccia fortemente arretrate, riportando l'Italia nelle tenebre della gestione faunistico-venatoria, ai tempi in cui c'erano segugi ovunque, liberi di fare qualsiasi cosa e... ovviamente zero ungulati. Questa è la realtà, un concetto che lei sembra apprezzare, e non la potete negare.

da Ettore Zanon  27/10/2009

Re: La libertà non è uno spazio libero, libertà è partecipazione

Per Giancarlo Bosio
Caro Giancarlo, perchè continui a perdere tempo inutilmente cercando di far ragionare persone che non vogliono farlo?
Mi riferisco, ovviamente, al sig. Liboi e a tutti quelli che a parole sostengono di voler un contraddittorio fra cacciatori che sia legittimo, civile e costruttivo, mentre poi nella realtà pratica si comportano da "talebani" ignoranti e spesso in malafede.
Sì, proprio così, perchè quando cerchi di spiegare loro che la caccia col segugio è altrettanto praticabile alla caccia di selezione (e questo lo dicono i risultati e non le astrazioni personali), allora, in quel caso sei uno che non capisce niente e giù con i soliti insulti.
Ci abbiamo provato - e tu lo sai - a dire la nostra rispondendo in modo "civile" agli attacchi portati ai segugisti sulle riviste dirette da Liboi e la risposta qual'è stata? niente! in quelle pagine non è ammesso il contraddittorio. i segugi sono banditi e non se ne parla più!
Nonostante in Friuli V.G. i dati dimostrano che col segugio viene effettuato un prelievo programmato e strutturato, la banda Liboi & C. ci considera spazzatura.
Complimenti, è dunque questa la partecipazione che vorrebbero?
Sono loro i personaggi che dovrebbero dispensare la vera essenza del gesto venatorio e che dovrebbero liberarci dalle persecuzioni degli animalisti pacati e preparati?
Io credo, caro Giancarlo, che cercare il confronto con queste persone sia tempo buttato alle ortiche. E siccome a noi segugisti non fanno difetto ne la cultura ne la conoscenza per poter dire la nostra con la forza della ragione,Ti esorto a lasciar perdere questi interlocutori dal momento che le loro posizioni hanno prodotto solo scontri e lacerazioni inutili e a concentrare gli sforzi nel sensibilizzare le figure istituzionali che vengono chiamate a decidere senza conoscere a fondo la realtà.
Durante il convegno tenutosi ad Ampezzo il 17 ottobre scorso Ti sei reso conto personalmente che anche il presidente regionale di Federcaccia, avv. Paolo Viezzi, che pratica la caccia di selezione, ha avuto parole di apprezzamento per i segugisti ed ha ammesso la bontà della caccia col segugio, la cui realtà venatoria non conosceva fino a poco tempo fa. Questo è stato possibile, primo perchè l'avv. Viezzi è una persona intelligente e senza preconcetti, secondo perchè qualcuno lo ha avvicinato al mondo segugista.
E allora siccome noi segugisti non abbiamo paura di confrontarci e di imparare, a differenza dei nostri detrattori, Ti invito nuovamente a mollare questa zavorra fino a quando continuerà a pensare che la strada per imporre legittimamente le proprie idee sia quella dello scontro e della menzogna.
Un cordiale mandi! da Sandro Levan (Udine)

da Sandro Levan  27/10/2009

Re: La libertà non è uno spazio libero, libertà è partecipazione

Non ho mai frequentato i blogs, ma essendo capitato quasi per caso su questo, mi permetto di inserire qualche parola a convinto e deciso sostegno della “linea” dei sig.ri Liboi, Zanon, Giuliani, Garelli e Nuti. La convinzione e la decisione mi derivano dall’esperienza di 35 anni di caccia agli ungulati sulle Alpi, anche fuori dai confini. Quindi: massimo rispetto per i selvatici, prelievo degli “interessi” del capitale faunistico, carabina, niente segugi e pallettoni, ecc. ecc. Ma dette queste per me scontatissime cose, purtroppo condivido pienamente il pensiero così bene espresso da Liboi, che noi cacciatori nel complesso siamo allo sbando, siamo in forte ritardo culturale e sempre più lo saremo rispetto al veloce cambiamento ambientale ed anche sociale, ed è questo che ci penalizza: i nostri peggiori nemici sono fra di noi, ed in molti casi non solo ai bassi livelli ma anche a quelli che dovrebbero essere “alti”. Il risultato diciamo così “medio” (salvo esemplari e invidiate eccezioni) è quello che ho sotto gli occhi anche nella mia provincia (che non nomino perché realmente mi vergogno): la gestione faunistica (che, sapete bene, interessa anche il turismo e l’agricoltura) versa in una situazione fallimentare, ma non è in realtà gestita da chi dovrebbe farlo (Regione, Provincia, Comprensori, AA VV, protezionisti ed agricoltori) ma dalla parte peggiore dei cacciatori, che sono una percentuale rilevante e che qualitativamente spazia dai piccoli furbetti fino ai veri bracconieri a tempo pieno, ed addirittura a veri pregiudicati, ai quali, forse per tenerli buoni, non si nega comunque un porto d’armi. Alle AA VV vanno bene tutti pur di fare numero, e (oltre ai danni che fanno con assurde proposte regolamentari) li difendono pure con tanto di avvocati, nei rari casi in cui vengono beccati dalle brave e volenterose ( ma sempre meno numerose) guardie provinciali. Per farla breve: vanno benissimo i convegni ed i corsi di formazione e aggiornamento ( partecipo e trascino gli amici…) ma credo che si debba percorrere, come è stato fatto per ben più importanti situazioni, la strada delle sanzioni: serie e soprattutto dissuasive. Non abbiamo bisogno di essere in tanti, ma di essere buoni e seri cacciatori. La mia speranza e che qualcuno se ne ricordi in questa fase di revisione legislativa. Waidmannsheil

da Elgiuli  20/10/2009

Re: La libertà non è uno spazio libero, libertà è partecipazione

Dottor Bosio, leggo solo adesso le sue risposte; credo di essere davvero oltre il tempo limite per ribattere, ma impegni lavorativi (caccia...) mi hanno allontanato dalla tastiera; non si offende, non voglio assolutamente alzare i toni, ma devo proprio dirle che lei avrebbe un futuro come comico! Le sue esternazioni sulla caccia "ottiche e carabina" sono davvero esilaranti, ma ciò che più la caratterizza è che lei, da persona intelligente e preparata quale credo sia, mente sapendo di mentire! Ma non ho ancora capito a che pro. Magari un giorno, se ne avrà voglia, potrà spiegarlo, contestualizzando anche le sue bizzarre teorie sulla selezione che "si fa solo con i segugi". Davvero menzogne bizzarre. Un cordiale saluto.
Danilo Liboi

da Danilo Liboi  15/10/2009

Re: La libertà non è uno spazio libero, libertà è partecipazione

X ANTISEGUGISTA...E hai [email protected]@@@@i come te...Solo per la cronaca io ho solo cani da ferma...

da Asterione  12/10/2009

Re: La libertà non è uno spazio libero, libertà è partecipazione

A MORTE I SEGUGI!!!!

da antisegugista  10/10/2009

Re: La libertà non è uno spazio libero, libertà è partecipazione

Per Bosio
1. i dati non sono "secondo me", sono quelli ufficiali della Regione Emilia Romagna, se sono sbagliati, secondo te, presentane di più credibili;
2. le statistiche e le informazioni, caro Bosio, sono fondamentali nella gestione di un patrimonio... se poi non sono di tuo gradimento e ti contraddicono in modo evidente (vedi confronti di gestione fra zone dove è ammesso il segugio e dove no) , non so che farci;
3. io non fomento scontri, mi oppongo a visioni venatorie che rimanderebbero l'Italia a 30 anni fa, quando cervi e caprioli esistevano praticamente solo dalle mie parti, dove guarda caso vigeva il divieto della caccia col segugio;
3. personalmente sono favorevolissimo ad un confronto tecnico (un convegno?) su questo tema, sarebbe utilissimo e metterebbe una pietra (tecnica e scientifica) sopra le proposte di caccia ai cervidi (e persino bovidi secondo alcuni!!!) col segugio.
Weidmannsheil
Ettore Zanon

da Ettore Zanon  10/10/2009

Re: La libertà non è uno spazio libero, libertà è partecipazione

Per Zanon ribadisco che la regolamentazione degli ungulati si fa con il segugio. Per fortuna che il cinghiale, solo per 90 giorni all'anno!!!, viene cacciato con il segugio altrimenti sarebbero guai ancora più seri.Pensate se fosse stata appannaggio solo della carabina.....! I tuoi dati sono smontabili ....in un attimo!. Pensa invece ad un progetto comune di gestione degli ungulati. La contrapposizione che tu vuoi, che voi volete, noi Segugisti non la vogliamo! Anche il 70% dei danni cuasti , secondo te dal cinghiale, è un dato errato. Ti prego di smetterla con queste statistiche. Non stai parlando con il ....Pifferaio. Comunque Io non voglio questo continuo scontro che tu fomenti ogni volta. Voglio una condivisone di intenti per risolvere i problemi legati ad una gestione degli ungulati fino ad oggi sbagliata. E che sia sbaglita sono i dati, quelli veri, che li dicono.
Ad Maiora

da gian carlo bosio  10/10/2009

Re: La libertà non è uno spazio libero, libertà è partecipazione

Anch'io voglio porre una domanda provocatoria ma non tanto (spassionatamente e da profano). Se è stato appurato che i segugi sugli ungulati (vedi cinghiali) non creano danni sulla consistenza della popolazione (vedi dati suesposti di Zanon dell'Emilia Romagna) perchè dovrebbero crearli per ungulati diversi dal cinghiale?...insomma...creano o no danni sti segugi? se si, solo su particolari animali? se no, perchè non provare ad usarli?

da massimo zaratin  10/10/2009

Re: La libertà non è uno spazio libero, libertà è partecipazione

Caro Bosio,
lei estrapola cinque righe dal contesto a suo uso e consumo.
Il pensiero di Danilo, che mi permetto di interpretare perché lo conosco bene e condivido appieno (ma basta leggere tutto), va in tutt’altra direzione, cioè quella di evitare fraintendimenti sul concetto di “caccia di selezione” distinguendola dai prelievi sanitari, che sono altra cosa.
Quanto alla sua teoria secondo cui, la cito “La regolazione delle popolazioni di ungulati la si fa con il segugio” beh siamo alle solite… sue opinioni, smentite dalle politiche di gestione e dai numeri di tutto il pianeta (venatoriamente avanzato).
Sul tema, Le pongo invece una domanda (provocatoria, ma non tanto) basata su un ragionamento elementare: visto che i danni all’agricoltura sono prodotti in grandissima parte dal cinghiale (in Emilia Romagna nel quadriennio di monitoraggio 2004-2007 il cinghiale ha prodotto il 70% dei danni da ungulati), e visto che il cinghiale è cacciato quasi solo in braccata, non è per caso la braccata ad aver dimostrato di essere poco efficace nella gestione del cinghiale?
Weidmannsheil!
Ettore Zanon

da Ettore Zanon  09/10/2009

Re: La libertà non è uno spazio libero, libertà è partecipazione

boh, ma a me non importa di essere o meno difendibile. Io ho le mie idee e me le tengo.

da pifferaio  09/10/2009

Re: La libertà non è uno spazio libero, libertà è partecipazione

Buonanotte a tutti i cacciatori...
Ma sì, và...buonanotte anche al Pifferaio, notte e sogni di caccia!!!
Saluti dal Pastore.

da Pastore  09/10/2009

Re: La libertà non è uno spazio libero, libertà è partecipazione

Scusa pifferaio, ma se tu,come dici,sei convinto che due persone,per il solo fatto di essere o pensarla in completa antitesi,non possano relazionarsi,allora vuol dire che il termine usato da Pastore(anche nella sua più larga accezione),è solo un eufemismo,perchè la realtà è molto,ma molto più grave;credimi,così dai una visione degli "amanti della natura"come te,a chi ti legge,indifendibile da tutti quegli ambientalisti depositari del "verbo"!

da pietro 2  09/10/2009

Re: La libertà non è uno spazio libero, libertà è partecipazione

ciao pastorello, ti dirò che il termine 'fascista' in realtà non ho mai capito bene cosa significhi esattamente, come del resto tutti gli 'ismi'. Al limite, posso capire più o meno i termini 'animalista' e 'ambientalista', ma non mi piacciono nemmeno questi perché mi ricordano la politica. Meglio quindi 'amante degli animali' e 'amante della natura' (oltreché ovviamente 'amante della...' sì, proprio quella!). Che vuoi farci, è logico che non possiamo relazionarsi... sarebbe come pretendere di mettere d'accordo chi è a favore della pena di morte e chi è contro... ognuno può dire la sua ma rimarrebbe sulle sue posizioni, e io dico solo che la caccia non ha senso, è un divertimento basato sulla sofferenza degli animali e null'altro. E tutti i relativi discorsi a giustificazione di questo divertimento quali il controllo delle specie nocive, il sostentamento DELL'INDUSTRIA ARMIERA ecc. ecc. sono solo una scusa . Byeeeeee

da pifferaio  09/10/2009

Re: La libertà non è uno spazio libero, libertà è partecipazione

Rispondendo a ciò che è stato scritto dal al Sig. Danilo(la prego di scusarmi ,ma il "lei"è solo una forma di educazione e non certo di distacco),vorrei,possibilmente,precisare alcuni punti.Primo:come si può chiedere,ad alcuni di noi,che purtroppo,per le vicessitudini della vita,a malapena riescono a leggere qualcosa(ci sono molti anziani che in valida età hanno dovuto pensare per prima cosa alla "sopravvivenza",tralasciando un'acculturamento,anche se di base),di partecipare a corsi di "aggiornamento"(chiamiamoli così)?Secondo me,a costoro,l'idea della nuova caccia occorrerebbe
"spiegarla" in particolari e semplici modi.Poi ci sono tutti coloro che,anche se desiderosi di farlo,non hanno,causa oneri lavorativi,il tempo materiale per approfondire una evoluzione di pensiero.Secondo me,invece,dovrebbe esserci qualcuno o più di qualcuno(non lo dico certo per pigrizia, sia mentale che fisica)che,volontariamente,ci rappresenti mediaticamente e,contemporaneamente sia per noi un tratto d'unione con un altro modo di concepire la caccia.Non è vero che,al riguardo esistono già le AAVV,perchè queste non svolgono certo i compiti di cui sopra.Preciso che,per me,questa specie di associazione, dovrebbe essere l'unica esistente(altrimenti si torna da capo a dodici,cioè agli interessi di parte).

da pietro 2  09/10/2009

Re: La libertà non è uno spazio libero, libertà è partecipazione

Buongiorno a tutti.
E buongiorno a sua Altezza il Zufoletto Pifferaio, che come volevasi dimostrare, non ci si può relazionare in modo civile e costruttivo (secondo me sei fascista).
Del tuo post, un'affermazione la prendo alla lettera, l'ultima parte, w la F... sempre!!!
Per il resto concordo in pieno con il signor GianCarlo Bosio, che mi trova daccordissimo sul fatto che siamo in ritardo di almeno un decennio su tali argomenti.
Ed è appunto per questo che dico, non perdiamo di vista il senso di questo blog, e cerchiamo di combinare qualcosa almeno oggi che siamo nell'era di Internet.
_________________________
Saluti il Pastore.

da Pastore  09/10/2009

Re: La libertà non è uno spazio libero, libertà è partecipazione

Per il nikname PIFFERAIO. Onestamente ci chiediamo quale contributo stà portando su questi spazi ad un civile e costruttivo dialogo tra Lei e chi non la pensa come Lei. Illustri le sue idee argomentandole. Le offese, le provocazioni servono solo ad allontanare la possibilità di una serena comprensione delle parti. Se continuerà su questi toni verrà sistematicamente censurato. Redazione BigHunter Magazine.

da REDAZIONE BIGHUNTER MAGAZINE  09/10/2009

Re: La libertà non è uno spazio libero, libertà è partecipazione

Peccato Sig. pifferaio,che in questo momento,la Sig Margot,che una volta,su questo sito,si chiedeva se
noi cacciatori fossimo tutti semianalfabeti,conoscessimo la lingua italiana,e se,sempre tra noi, ce ne fosse qualcuno con un titolo di studio simile ad una laurea,ora non legga o possa leggere la sua signorile,delicata e colta risposta.Buonanotte ALTEZZA!

da pietro 2  08/10/2009

Re: La libertà non è uno spazio libero, libertà è partecipazione

comunque, provo a rimetterlo: "non ti preoccupare che ho già abbondantemente sputtanato quei merdosi miliardari del cazzo. Io mangio per lo più patate, ed eventualmente le pappardelle al sugo di pomodoro.
Viva la figa".

da pifferaio  08/10/2009

Re: La libertà non è uno spazio libero, libertà è partecipazione

veramente avevo risposto, ma la redazione ha tempestivamente eliminato il mio post

da pifferaio  08/10/2009

Re: La libertà non è uno spazio libero, libertà è partecipazione

"Non sarebbe stato meglio fin da subito dire che le popolazioni di ungulati avevano raggiunto una consistenza tale da consentirne un prelievo programmato e strutturato, e che questo prelievo poteva scongiurare problemi con le altre componenti sociali che esistono sul territorio (primi fra tutti gli agricoltori, anche se a questo riguardo andrebbero fatte precisazioni e distinguo che lo spazio a mia disposizione non mi consente), nonché rappresentare una forma di sfruttamento delle risorse naturali rinnovabili con rispettivo vantaggio economico? Avremmo certamente evitato l’imbarazzo di dover fare delle disonorevoli e imbarazzanti smentite".
Bravo Danilo peccato che io, purtroppo, queste affermazioni che tu fai ora, sia già da dieci anni che le sostengo e le scrivo. Ma dieci anni fa tra chi mi dava del matto c'eri anche tu, c'era anche l'INFS e tutto l'organigramma della selezione. Oggi siamo qui a ripeterci. La regolazione delle popolazioni di ungulati la si fa con il segugio, sicuramente con cacciatori educati. Per il resto condivido il tuo pensiero anche se non sono così pessimista.
Ad maiora
Gian Carlo Bosio

da gian carlo bosio  08/10/2009

Re: La libertà non è uno spazio libero, libertà è partecipazione

Non risponde più il Zufoletto!!!
Lasciamoli perdere questi Pifferai, e non perdiamo di vista il titolo di questo blog, cerchiamo di creare qualcosa di costruttivo per la nostra categoria.
Buonanotte a tutti.
____________________
Saluti dal Pastore.

da Pastore  08/10/2009

Re: La libertà non è uno spazio libero, libertà è partecipazione

Va bene zufoletto,pero'adesso ,terminato il periodo della terapia d'urto,devi passare a solo mezza pasticca,rigorosamente a stomaco pieno,cioè dopo i pasti.

da pietro 2  08/10/2009

Re: La libertà non è uno spazio libero, libertà è partecipazione

La frustrazione non è il mio caso...
Non credo di essere qualcuno, ma bensì un normale cittadino (a vostra differenza), io, la lepre ed il fagiano, li mangio insieme ad amici e famigliari. Non confondere certe cose, quei protagonisti che dici tu, sono i miliardari, che vanno in Africa ad abbattere pezzi di caccia grossa, per poi esibirli, ma quelli sono intoccabili...vero?
A proposito di cibo, ti piacciono le pappardelle al sugo di lepre?
Viva la caccia.

da Pastore  08/10/2009

Re: La libertà non è uno spazio libero, libertà è partecipazione

pastorello, siete un branco di frustrati che si sentono qualcosa o qualcuno solo quando hanno un trofeo da esibire. Siete appassionati della natura? benissimo, prima buttate le doppiette nel cesso e poi andate a spasso per campi e boschi a godervi la natura.

da pifferaio  08/10/2009

Re: La libertà non è uno spazio libero, libertà è partecipazione

Cari colleghi,forse non ve ne siete accorti,ma i "pifferai",le crociere vere, è da anni che le fanno,e con anche i nostri soldi!

da pietro 2  08/10/2009

Re: La libertà non è uno spazio libero, libertà è partecipazione

Signor Pifferaio...
L' Italia era un popolo di gente colta, forse una delle prime in classifica a livello mondiale, le devo dar ragione che la Caccia stà un pò mollando, forse di pari passo con la crescita dei verdi/anticaccia.
Quindi, risultato...più anticaccia...più ignoranti in giro per il paese!!!
Povera Italia!!!
Comunque ricordi che esiste sempre quel gruppetto, quello zoccolo duro che non molla, che la caccia ce l'ha nel sangue, come me, come Asterione e come tantissimi altri veri appassionati di Natura.
Asterione mi ha dato lo spunto per un'idea non male!!!
Vogliamo organizzare una colletta, per far fare una bella crociera a parecchi anticaccia?
Naturalmente sul "Titanic"...
_______________________
Saluti dal Pastore.

da Pastore  08/10/2009

Re: La libertà non è uno spazio libero, libertà è partecipazione

lo vedremo, asterione, lo vedremo chi finirà prima...

da pifferaio  07/10/2009

Re: La libertà non è uno spazio libero, libertà è partecipazione

X PIFFERAIO DI TURNO...Per via di porcherie non cacciatori siamo molto ma molto più in basso in classifica di voi pifferai anticaccia (il nome è perfetto) o cantastorie anticaccia (o forse è meglio questo?)...E siete voi che sta per finire ma proprio a pico,tipo titanic...

da Asterione  07/10/2009

Re: La libertà non è uno spazio libero, libertà è partecipazione

è inutile che vi agitiate tanto, la caccia è una porcheria che presto finirà.

da pifferaio_di_turno  06/10/2009

Re: La libertà non è uno spazio libero, libertà è partecipazione

Verrebbe proprio da dire che il male è dentro di noi...e forse è proprio così. Ci tocca continuamente assistere agli equilibrismi di politici e di amministratori per una deroga in più, ascoltare le grida di viitoria per il piatto di lenticchie servitoci dal pifferaio di turno. E tutto questo mentre rinunciamo a impegnarci concretamente per realizzare le condizioni perché l'attività venatoria possa essere, nelle forma come nelle sostanza, se non apprezzata almeno accettata dalla maggioranza della popolazione. La prospettiva rischia di somigliare ad un lento suicidio.

da claudio nuti  06/10/2009

Re: La libertà non è uno spazio libero, libertà è partecipazione

Condivido pienamente l’articolo di Liboi anche se la visione della caccia mi pare un po’ più pessimistica della mia. Complimenti per tutto il resto!

da massimo zaratin  06/10/2009

Re: La libertà non è uno spazio libero, libertà è partecipazione

Buongiorno Danilo,
che dire, hai detto tutto, e personalmente credo che tu abbia colpito nel segno.
Parto dalla tua prima esposizione, il mio pensiero di Libertà è simile al tuo, bisogna sentirla dentro, essere puliti con la propria coscenza ed andare avanti nei propri (legittimi) desideri.
E vero che molti di noi, trovandosi di fronte ad una pacata e preparata opposizione (raramente) da parte dei "verdi", non sanno cosa dire e aggrediscono, ma me lo spieghi cosa cè da rimproverarsi ad amare la Caccia e la Natura? Comunque siamo la minoranza, perchè siamo sempre noi a subire attacchi e alla fine non li "reggi" più!
Per chiudere, è scandaloso come ci prendano in giro i Governanti (che tra l'altro incassano un mare di soldi, vedi Conc.Govern;Regione;A.T.C;Assicurazione;), ma sopratutto i nostri Circoli d'appartenenza che dovrebbero essere i nostri portatori di voci, i nostri Sindacati!
Dovremmo cercare a livello locale e regionale di organizzare dei Sit-in, delle riunioni, degli incontri, magari con dei relatori di indiscussa fama e sopratutto che non abbiano colore politico.
Iniziamo a mollare i circoli, tanto a cosa servono, per l'assicurazione? Quella la si può fare anche da soli!
Il fatto è che per una riunione, ci và una Sala congressi o qualcosa del genere, quindi soldi!!!
Se io devo tirar fuori 10.euro per questo, lo faccio volentieri, ma quanti ci sono che la pensano come il sottoscritto?
Cerchiamo di ragionarci sù!!!
Un caro saluto.
_________________________
Il Pastore.

da Pastore  05/10/2009
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