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09/07/2020 8.52 

 
Il mio Fratello di Macchia Filippo ha finalmente coronato il suo vecchio sogno di cacciare il cedrone al canto. In maggio e in Bulgaria, in una delle zone più belle al mondo dove poter cacciare con successo questo prestigioso tetraonide. Filippo, appena rientrato in Italia, il suo primo pensiero è stato quello di mandarmi una mail. Io ve la voglio presentare così come l’ho ricevuta, senza aggiungere né togliere una sola virgola.
 
 
 

Ciao Fratellino,
L'esperienza è stata magnifica, l'organizzazione efficiente e l'obbiettivo conseguito.

La riserva si trova sui Monti Rodopi, a sud est di Sofia, e raggiungerla non è stato facilissimo. Dopo circa tre ore di strada asfaltata è cominciata la strada bianca (piena di buche) per un'altra mezz'ora, il tutto a bordo di un Fiat Ulisse da otto persone. In piena notte siamo faticosamente arrivati a un bivio, dove ci aspettavano due vecchie UAZ. Ma che arrivati! Neanche per sogno! Abbiamo scaricato l'Ulisse, caricato tutto sulle UAZ e siamo ripartiti coi fuoristrada (io con mia moglie su uno, gli altri due cacciatori milanesi di cui ti dirò in seguito e l'intreprete -Mila, perché Mariana ci aveva salutato all'aeroporto- su un altro).
 
Dopo un'altra abbondante mezz'ora (e si erano fatte le 22,45) abbiamo visto una fioca e tremolante luce in lontananza. Eccoci, e era ora! Una casa di caccia splendida, che nei giorni successivi avremmo apprezzato anche di più, calda e accogliente, ci stava aspettando insieme ad una robusta cuoca e alcuni guardiacaccia. A me ed a mia moglie era stata riservata (piccolo privilegio) la suite che di solito occupava il presidente della Repubblica di Bulgaria quando (assai spesso) andava a caccia in quella riserva.
 
 
 
Una breve cena, data l'ora, durante la quale ci è stato spiegato cosa avremmo dovuto fare (e non fare) nella caccia. Il mio accompagnatore sarebbe stato Nesko, il capo (altro piccolo privilegio). I milanesi, molto più giovani di me, si chiamano Guglielmo (detto Gully) e Nando. Durante il lungo trasferimento avevamo fatto conoscenza, e avevo scoperto che si trattava di due appassionatissimi cacciatori, certo benestanti, che ogni anno si fanno un bel safari in Africa. Comunque, simpaticamente (sono due persone davvero gradevoli) mi facevano notare i piccoli o grandi privilegi che mi spettavano, ai quali io trovavo giustificazione con la mia età più avanzata.
 
La loro invidia, assolutamente non fastidiosa, è esplosa fragorosamente quando Mila ci ha detto che mentre Nando e Gully si sarebbero dovuti svegliare alle tre, io lo avrei dovuto fare un'ora dopo..... Non ti dico le risate che ci siamo fatte! Poi ci siamo scambiati gli in bocca al lupo del caso, e buona notte. Io avevo messo la sveglia alle quattro, come mi era stato detto; invece alle 3,35 bussano. Era Nesko, che voleva partire subito. Per fortuna avevo preparato tutto prima di andare a dormire, così alle 4,05 (preso un buon caffé) siamo usciti con la UAZ, io e Nesko. Dopo una ventina di minuti in mezzo alla foresta siamo scesi. Avevamo lasciato l'auto in una strada sterrata che tagliava in costa una abetaia molto, molto scoscesa.
 
 
 
 
Allora: Nesko parte sulla massima pendenza, e io naturalmente lo seguo. Nesko ha una piccola lampada, io non accendo la mia e arranco dietro al guardia, cercando, allo stesso tempo, di non far rumore e di non rompermi una gamba. A un tratto sentiamo, vicinissimo, un capriolo che abbaiando squarcia l'oscurità. Così ci fermiamo, mentre il capriolo, sempre abbaiando, si allontana lentamente. E' sempre notte fonda, e Nesko mi fa coprire il mio orologio (un Luminox) perché, a suo parere, potrebbe allarmare il gallo. Ovviamente faccio come dice, e continuiamo la salita (che faticaccia, alle quattro di mattina, senza neanche avere, come si dice, rotto il fiato!).
 
A un tratto Nesko (che intanto, per maggior "comodità" ha spento la torcia) si blocca, e mi fa segno di avere sentito cantare un gallo. A dire la verità io non ho sentito nulla, ma sai che sono un po' duro d'orecchie.... Comunque mi fa imbracciare il fucile con la mano destra mentre mi afferra la sinistra, e cominciamo il balletto dell'avvicinamento due passi-stop-due passi-stop..... Andiamo avanti così per un tempo infinito, e ho il braccio destro sfinito. Ogni tanto sento qualcosa, ma Nesko invece (ma come fa?) procede con la massima sicurezza, sia pure con il caratteristico balletto. Quando penso di non farcela più, Nesko mi fa accovacciare in terra dietro un grosso abete.
 
 
 
Si comincia a vedere qualcosa, ma certo è ancora troppo buio per poter pensare di sparare. Così restiamo immobili a terra, e Nesko mi fa capire che il gallo (che non canta più, o almeno io non lo sento) è su un albero proprio dietro al mio. Anche qui non so dirti quanto tempo abbiamo aspettato che si facesse giorno. Ma sappiamo che una delle poche cose sicure di questo nostro vecchio mondo è proprio che ogni mattina il sole sorgerà, per illuminare e riscaldare uomini e bestie, buoni e cattivi, ricchi e poveri, giovani e vecchi. Dunque, a poco a poco comincio a distinguere le sagome degli alberi, poi dei rami (sono tutti abeti) che si stagliano contro il cielo, ormai pervaso da una luce che mi pare più bella del solito.
 
Nonostante l'età (o forse a causa di questa) assistere a un'alba mi provoca inevitabilmente una profonda emozione. Ringrazio sempre il Padreterno che mi ha fatto così come sono, in grado di apprezzare queste semplici ma straordinarie cose; e mi rendo conto che chi non ha la nostra passione questo privilegio non lo può godere come noi. Nel frattempo mi sono potuto riposare il braccio destro, e noto con piacere che - sono le 5,45 ora locale - si vede abbastanza bene.
 
Il problema è che io non riesco a vedere il gallo, che, stando a Nesko, è a pochi metri da noi (non posso estrarre il binocolo, farei troppo rumore: Nesko mi rimprovera solo per avere respirato troppo profondamente!) e così mi aiuto con l'ottica del fucile. Niente: ma dove diavolo sarà... Nesko insiste, mi indica con il dito, io mi abbasso per usarlo come un mirino, ma sono tutto storto, e molto più alto di lui. Allora Nesko punta il Combinato Bettinsoli verso il gallo, e io - che non ho tolto l'occhio dall'oculare del  3,5-10x50 - finalmente vedo una sagoma, inconfondibile: eccolo! Chiedo a Nesko, sempre senza parlare (e come farei? parla solo Bulgaro...) se usare la palla o i pallini. Sarò a circa 35 metri dall'animale.
 
 
 
Decidiamo per i pallini, perché il gallo si trova seminascosto da una gran quantità di rametti, più o meno piccoli, che però potrebbero far esplodere la palla, velocissima, del 5,6 x 50 R Magnum. Sulla canna liscia ho una cartuccia (scelta da Nesko fra quelle che avevo portato) calibro 20 normale (ma perché non le fanno magnum?) della serie dedicata, in questo caso alla volpe. Piombo 2/0. Basta: è ora di tirare il grilletto. E qui per poco non mi confondo: non sono abituato a mettere la sicura a un fucile basculante (preferisco piuttosto tenerlo aperto) e, in più, sono anni che non sparo prima la seconda canna.
 
Fatte queste riflessioni, disinserisco la sicura, scivolo sul grilletto posteriore, prendo la mira, bum! L'animale vola via, con un violento battito d'ali. Nesko, con gesti rassicuranti, mi dice di avere capito dove potrebbe essere caduto. Io sono un po' preoccupato. Certo non posso averlo mancato: a pallini, con la croce dell'ottica che mi aiutava, è sicuro che il gallo è stato colpito. Però non è caduto. Era meglio usare il 5,6 x 50 R? Forse una Magnum (potevo caricarla da me!) con quattro o cinque grammi di piombo in più poteva essere più efficace? L'avrò scarseggiato? E se non lo troviamo, i milanesi mi faranno nero.... oltre al dispiacere di avere comunque sacrificato inutilmente un animale straordinario! Cominciamo la ricerca, nel massimo silenzio. Recupero un po' di lucidità: il gallo era molto in alto sulla pianta, e poi ha sfruttato la notevole pendenza della foresta, lanciandosi verso valle. Non vediamo nulla: una piuma, del sangue, della terra smossa, niente! Io faccio giri abbastanza ampi, avanzando nella direzione che indica Nesko; lui invece mantiene una linea più uniforme.
 
 
 
Il mio umore è sempre più nero, ma il destino aveva in serbo per me un lieto fine. Così vedo Nesko che fissa un particolare lontano da noi; afferra il suo binocolo e appena lo porta agli occhi gli sfugge un'esclamazione di gioia. Ecco il gallo! Sono commosso, al punto che non riesco a correre verso la mia preda, pure così agognata. Seguo invece, a breve distanza, Nesko che procede speditamente in discesa. Quando Nesko solleva delicatamente il gallo, e con altrettanta delicatezza me lo porge, non riesco a trattenermi, e una lacrimuccia si affaccia sulle mie palpebre. Che animale meraviglioso, che caccia entusiasmante, che ambiente meraviglioso come scenario, quanto è stato bravo e professionale Nesko, come sono fortunato a poter vivere simili emozioni!
 
Noto con piacere estremo che il gallo non ha avuto nessun danno estetico, salvo una zampa spezzata. Mi sembra un animale tanto straordinario, che non riuscirei a tirarne un altro; sono troppo belli, troppo intriganti questi cedroni. Sacrificarne uno è già troppo. Fratellino, qualche volta non ci troviamo d'accordo su alcune cose; stavolta devo dire che avevi proprio ragione, la caccia al cedrone, al canto, è una delle più belle. Mi ha provocato delle emozioni fortissime, che neanche un cervo medagliato oggi potrebbe garantirmi. Il tuo Fratellone Filippo.


Filippo Duranti - Cacciatore
Marco Benecchi - Un suo Amico
 
 
 
 

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11 commenti finora...

Re: Caccia al cedrone in Bulgaria

vengo dal Canada, sono molto felice di condividere la mia grande e meravigliosa testimonianza con tutti su questa piattaforma ..: Sono stato sposato per 4 anni con mio marito e all'improvviso è entrata in scena un'altra donna che ha iniziato a odiarmi ed era offensivo e tutto perché non gli ho mai dato alla luce un bambino. ma lo amavo ancora con tutto il cuore e lo desideravo a tutti i costi ... Ha chiesto il divorzio e tutta la mia vita stava andando in pezzi e non sapevo cosa fare, si è trasferito da casa e mi ha abbandonato tutto da solo, un giorno un mio caro amico mi ha raccontato di aver provato i mezzi spirituali per riportare indietro mio marito, quindi sono andato online per cercare e ho trovato così tanti incantatori che hanno solo perso tempo e preso molti soldi da me, ma sono tornato da lei e le ho detto che il modo spirituale ha solo preso i miei soldi e non ha prodotto nulla, e lei mi ha fatto conoscere un incantatore chiamato Dr.Wealthy, quindi ho deciso di provarlo. anche se non credevo in tutte quelle cose a causa di quello che ho passato di recente, ho contattato il Dottore e gli ho spiegato tutti i miei problemi e mi ha detto che non avrei dovuto preoccuparmi quando ha lanciato l'incantesimo su di me e sul mio marito che mio marito tornerà da me e che entro 3 settimane rimarrò incinta, quindi ho fatto il piccolo che mi ha chiesto di fare ed ecco che tutto funziona, mio ​​marito è tornato da me e in questo momento abbiamo gemelli ragazzo e ragazza, quindi grazie a Dr.Wealthy sei davvero un grande incantatore, nel caso in cui qualcuno abbia bisogno di aiuto ecco il suo indirizzo email; [email protected] I suoi incantesimi sono per una vita migliore O whatsapp ora +2348105150446

da MARIELA GARCÍA  31/08/2020 5.48

Re: Caccia al cedrone in Bulgaria

Come Lui stesso si definiva nei miei confronti, Ma credo che tra noi due ci fosse qualcosina in più.. Non voglio fare commenti triti e ritriti perché a Bruno non sarebbero piaciuti.. Ma vorrei invece pronunciare una frase che abbiamo gridato insieme una infinità di volte, oltre al mitico brindisi (con Bruno che diceva:"Con Marco Benecchi che beve acqua" perché io quando vado in auto e a caccia non tocco alcolici) "Alla faccia di chi ci vuole male...." MO DAVVERO SO CAZZI! Perché? Perché non se n'è andato per me quasi un secondo padre, il migliore, il numero uno, il più bravo. il più simpatico, il più altruista, il migliore amico, il grande professionista etc etc etc.. Se n'è andato L'UNICO che ha difeso la caccia SEMPRE in tutti i suoi 87 anni di avventure (zio era del 33, come il dott. Chiri, Grassani, Masera..un’annata di Grandi, grandi uomini!) Da quando stava in RAI ad oggi.... NON HA MAI RINNEGATO LA SUA PASSIONE MAI!!!!! Non vedo l’ora di vedere qualche TG se qualcuno si degnerà di spendere due parole per uno tra i migliori giornalisti televisivi RAI del secolo scorso Ora vorrei rivolgermi a te Zio Mi mancherai tanto Caro Bruno, anzi mancherai a tutti noi... Ti lascio con una lacrima dolce – amara, ma anche un sorriso Perché vorrei dedicarti tutti i futuri trofei che il destino mi riserverà e ..vedere Quanti Pseudo cacciatori - giornalisti - esperti (tutto minuscolo ovviamente!) stanno già facendo a gomitate per prendere il tuo posto.. Elogiando a destra a manca la Vostra amicizia … Perdonami, ( te l'ho sempre detto in faccia……… o No?) Ma di tutto il codazzo che avevi sempre dietro ultimamente non ce n'è mai stato uno degno di camminarti al fianco..Figuriamoci di prendere il tuo posto... Stasera aprirò una bottiglia di Morellino di Scansano e me la scolerò alla tua salute. Ti saluta anche Nadia (mia moglie!) che tu conoscevi cosi bene... che per l’occasione sta cucinando…..il cinghiale! Non ho il coraggio di chiamare Oletta, ma vedrò di trovarlo entro oggi...vaiA h… dimenticavo…Prima o poi mi deciderò a scrivere un paio di libri sulla caccia a palla, come tu stesso m’ai sempre spronato a fare… con la tua prefazione che conservo ancora gelosamente da…saranno passati più di vent’anni… Basta così altrimenti mi metto a piangere… Ciao Bru…
Ho conosciuto Marco nella macchia, quella stessa che è il teatrino di molti dei suoi racconti di caccia. E sempre in quella macchia, mentre i bracchieri richiamavano i cani e il trattore cominciava a risalire la linea delle poste per raccogliere i morti, Marco mi ha messo tra le mani, con innocente crudeltà, l’originale del suo libro. Dapprima sospettoso, ho poi letto volentieri questi racconti, puntuali e meticolosi. Marco Benecchi non è, e non crede nemmeno di essere, Turgheniev, ma nemmeno Fucini. Non è Hemingway, e nemmeno Niccolini. Non è Tolstoi, e nemmeno Rigoni Stern. Non è Landolfi, e nemmeno Pieroni. Semmai, per certi versi ricorda Herbert Nadler, il mitico direttore dello zoo di Budapest, cacciatore appassionato, meticoloso raccoglitore di ricordi. A lui si deve il sistema per la classificazione dei trofei, adottato poi dal CIC. Per una vita ha fatto il giro delle riserve ungheresi, sparando a destra e a manca. Puntualmente, tornato a casa, annotava tutto quello che aveva visto, cervo per cervo, capriolo per capriolo. E quanti, e dove, e perché e che cosa stavano facendo. E un giorno mise tutto in un libro, che è diventato la bibbia dei cacciatori di ungulati: “Spari nel bosco”. Una rigorosa classificazione di animali, di comportamenti, di piante, di luoghi. In tutto il libro manca lo stupore dell’uomo di fronte agli eventi della natura, di fronte alla magnificenza dell’opera del Creatore. Una sola volta, se ricordo bene, Nadler dà spazio a un’emozione: quando assiste al combattimento di due giganteschi cervi coronati. Marco Benecchi, cacciatore e figlio di cacciatore, un bel giorno della sua vita ha deciso anche lui di fissare i ricordi sulla carta, come se non bastassero le foto, come se non bastassero i trofei e le testimonianze degli amici e dei compagni di caccia. Marco, racconta, sì , le sue avventure. Ma onestamente, come lo farebbe davanti al caminetto, senza cercare giustificazioni, né etiche né poetiche, all’atto di premere il grilletto e di uccidere una creatura. E c’è una ragione in particolare che mi ha fatto gradire le pagine di questo libro: la profonda competenza tecnica sulle armi, i calibri, le cariche e le ricariche. C’è anche la complicità di una passione maniacale di chi ha scelto un’arma, ha deciso un tipo di ricarica e vuole testimoniare che effetto fa. E, al ritorno da ogni uscita di caccia, si è preoccupato di annotare ogni apparecchiatura usata. Telemetro Bushnell Yardagepro 1000, ottica Kahles 6x42 montata con attacchi a piede di porco, bossolo RWS, innesco CCI 250 M, palla Nosler Partition da 200 grani che “spinta da 73,5 grani di polvere Rottweil R904 raggiunge i 920 m/s erogando un’energia cinetica di circa 550 chilogrammetri, più che sufficienti ad abbattere qualsiasi selvatico sia a pelle tenera che a pelle dura con la sola esclusione dei pachidermi”. Vi riferisco tutto questo per sottolineare i risvolti tecnici di un solo episodio, il primo. E così è per ogni racconto. Torniamo ai confronti. Nadler descrive con puntiglio i suoi incontri nel bosco con gli animali, trascurando il particolare della fucilata. Gli uomini sono soltanto delle ombre sfuocate che si muovono in silenzio. Marco annota con precisione maniacale calibri, cariche, cause ed effetti. Dei suoi compagni di caccia parla come fossero diafane comparse, la cui importanza è accessoria. Un afflato di tenerezza è per il padre. Un po’ di affettuosa supponenza per l’amico, quasi un fratello di macchia, che lo accompagna da anni in giro per il mondo. Gli sono grato di non aver cercato di comunicarci le sue emozioni di fronte allo spettacolo della natura. Di non aver parlato di albe e tramonti. Di non essersi avventurato sul terreno minato della lirica domenicale. Di non averci ubriacato con la mitologia del bosco, come spesso e maldestramente fanno prima o poi tutti i cacciatori che si scoprono il sacro fuoco delle lettere. Grazie a Dio, non c’è spazio per lo sbigottimento, la magia, il mistero. E spesso, tra le righe, si affaccia il sospetto che Marco abbia usato, anche nei confronti di se stesso, l’arma sottile dell’ironia. O, almeno, la speranza che sia così.
Bruno Modugno

da MARCO BENECCHI IN MEMORIA DI ZIO BRUNO  22/07/2020 12.54

Re: Caccia al cedrone in Bulgaria

Complimenti a Nesko.

da Vero cacciatore  15/07/2020 13.22

Re: Caccia al cedrone in Bulgaria

si entra nel bosco nel buio , alle due o tre di notte e si aspetta. Improvvisamente senti il "Toc toc toc" del gallo ed inizia un emozionate avvicinamento al buio con soste mozzafiato e ripartenze veloci. Se sei bravo , arrivi sotto la pianta ma ora lo devi vedere e non facile! Sgrani gli occhi , non respiri e finalmente intravedi tra i rami la sagoma del gallo che si intaglia nella poca luce del giorno! Il cuore batte, le mani tremano e cerchi di non sbagliare il colpo, ma può succedere! grande emozione caccia unica nel suo genere. UN SOGNIO!

da Antonio  13/07/2020 7.34

Re: Caccia al cedrone in Bulgaria

Il mio accompagnatore (Nesko) la portava sempre con sé per i lupi. Mi raccontò (ovviamente tramite interprete) che ne aveva abbattuti ben 51, tanto che al cinquantesimo lo avevano premiato. Quelle montagne sono straordinarie : vi abbondano cervi, caprioli, camosci, lupi. Ma certamente ci sono anche gli orsi. In quel periodo (primi di maggio) avrei potuto cacciare - oltre al cedrone - solo camosci e lupi. Provare ci ho provato, ma senza fortuna... Meglio così : è stata l'avventura esclusiva del gallo cedrone, e non sarebbe stato giusto confonderla con altri ricordi. IBAL

da Filippo 53  12/07/2020 23.44

Re: Caccia al cedrone in Bulgaria

Quella Browning Bar era per un eventuale incontro con un orso ?

da Little John  12/07/2020 16.07

Re: Caccia al cedrone in Bulgaria

Io l ho cacciato.. Una via di mezzo. Tra il canto e col cane.. L ho cacciato con lo Spitz che gli abbaiava sotto l albero.. Da provare.
,

da Marco B x jacopo  12/07/2020 6.58

Re: Caccia al cedrone in Bulgaria

Non metto in dubbio che sia bella ed emozionante, ho un amico che l'ha fatta e tutte le volte ne parla con entusiasmo e nostalgia, però purtroppo non ho avuto modo di praticarla e non posso dire niente a riguardo....se non che magari, prima o poi.....😜

da Iacopo  11/07/2020 18.07

Re: Caccia al cedrone in Bulgaria

al canto è un'altra cosa…. ma è tutta bella anche con il cane

da Antonio  11/07/2020 14.45

Re: Caccia al cedrone in Bulgaria

Non mi esprimo sulla caccia al canto che purtroppo non ho avuto modo di praticare, ma già da racconti come questo si capisce quanto possa essere appassionante, ma di sicuro ricordo con estremo piacere i forti brividi e le grandi emozioni provate cacciando questi magnifici uccelli nelle foreste lapponi con i miei setters......ferme improvvise, guidate infinite con i cani costretti ad essere fortemente decisi ma anche estremamente delicati nella loro azione pena involi fuori tempo....fino alla ferma conclusiva seguita all'involo tanto fragoroso quanto spesso inaspettatamente rapido perché i cedroni sono abilissimi a sfruttare qualsia rialzo gli dia la possibilità di partire più velocemente......una caccia meravigliosa.....nostalgia di Lapponia!!!

da Iacopo  10/07/2020 16.17

Re: Caccia al cedrone in Bulgaria

la più bella caccia al Mondo.

da Antonio  10/07/2020 11.06
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