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14/02/2020 11.34 

 
 
 
 
Sarà vero quel che si dice nel nostro ambiente? Che il futuro delle calciature delle armi da caccia, sia lisce sia rigate, è nell’impiego dei materiali sintetici? Sinceramente non lo so, ma quel che è certo è che la “plastica” sta ormai prendendo sempre più piede nella fabbricazione delle armi sportive e addirittura in quelle militari. La buona vecchia, calda tavola di legno stagionato sta scomparendo, per essere sostituita da calciature sempre più futuristiche costruite con materiali sintetici praticamente inalterabili e indistruttibili. Che sia un bene oppure un male non sta a noi deciderlo, perché ambedue le tipologie hanno indubbiamente sia i loro pregi sia i loro difetti e chi li costruisce, ha sicuramente eseguito seri studi e numerose prove prima di farlo. E’ chiaro che poi, alla fine, quel che conta è il gusto personale, insindacabile di ogni singola persona e sui gusti, si sa, non si discute. Io, com’è mia abitudine da molti anni, mi schiererò subito dichiarandomi favorevole alle nuove calciature in materiale sintetico, pur rimanendo fedelissimo al buon legno quando è strettamente necessario, anzi, quand’è proprio insostituibile. Infatti non oso immaginare una fine doppietta inglese, belga o italiana col calcio all’inglese in materiale sintetico, come un robusto express in grosso calibro o magari un bel fucile da tiro. Per non parlare poi di quelle carabine che hanno fatto la storia della caccia a palla nel mondo come le Mauser Europa 66, le Mannlicher Schoenauer, le John Rigby, le Holland & Holland, le Dumoulin, etc, credo che nessuno ne vorrebbe una col calcio in materiale sintetico anche se dovesse partire per un safari nel Pamir.
 
 

Innanzi tutto, dovremmo suddividere le armi da caccia in due distinte categorie: quelle destinate esclusivamente ad un impego venatorio paragonabili più o meno a dei normali attrezzi da lavoro, e quelle che al momento dell’acquisto possono essere “anche” viste come oggetti da collezione o come forme d’investimento. Nel primo caso la calciatura in materiale composito non solo è preferibile, ma addirittura indispensabile, perché le sue caratteristiche sono praticamente eccezionali sul terreno di caccia. Che sia un torrido deserto africano o una tundra ghiacciata del Nord Europa non fa alcuna differenza. Esistono tantissimi tipi di calciature in materiale sintetico, come quelle in kevlar, in polimeri speciali, in plastica rinforzata con vetroresina e ce ne sono addirittura con l’anima in leghe d’alluminio e rifinite “Camo” secondo la morfologia del territorio dove andranno utilizzate. Cambia il tipo di lavorazione, la finitura, il peso, il design, lo zigrino e giustamente anche il prezzo, ma tutte hanno delle caratteristiche in comune: sono estremamente pratiche e robuste, resistenti agli urti e ai graffi e non risentono dei mutamenti, anche repentini, degli agenti atmosferici. Inoltre, le calciature in polimeri sono più leggere, non temono né il caldo né il freddo, né la pioggia né il sole, sono insensibili al fango, alle muffe, alle tarme e forse soltanto del filo spinato particolarmente affilato potrebbe riuscire a scalfirle irrimediabilmente. Insomma, calciature simili potrebbero tranquillamente far proprio l’appellativo di “indistruttibili”, ma intendiamoci bene, non mi permetterei mai di paragonare la bellezza e il fascino di un’arma da caccia con il calcio ricavato da una pregiatissima radica di noce, con una calciata in materiale sintetico prestampato, perché farlo sarebbe da eretici più che da ipocriti. Allo stesso modo però, dobbiamo sfruttare al meglio, per i nostri fini, anche tutte le innovazioni tecnologiche che ci vengono puntualmente proposte.
 
 

Quando decidiamo di acquistare un’arma nuova liscia, rigata, mista, sportiva, ecc, cerchiamo sempre di farlo presso una grande armeria ben fornita, che abbia un’ampia scelta di modelli e soprattutto di diversi esemplari di ogni modello. E’ un classico che l’occhio cadrà sempre sull’arma con il calcio più bello, quello con la venatura più calda e più marcata o con lo zigrino più fine; senza pensare a quando andremo ad imbracciare l’arma per rincorrere un cinghiale nel forteto, per ribattere una beccaccia nel marrucaio o per fare i trapezisti tra i tubi di una capanno da colombi. Quante volte in passato abbiamo rischiato l’infarto dopo aver visto in che condizioni avevamo ridotto il nostro calcio dopo una intensa giornata di caccia? Se in rastrelliera abbiamo una carabina ad aria compressa o in calibro ventidue con cui sfogarci dallo stress e divertirci al pliking, un fucile calibro dodici o venti col quale praticare tutte le forme di caccia, una buona carabina semiautomatica o magari anche un bell’express o un combinato per la caccia in battuta, una robusta e precisa Bolt Action per tutto il resto, come selezione, montagna, viaggi venatori, ecc, continueremo ad acquistare armi soltanto per il puro e semplice gusto di possederle. E come si fa a negare che le armi con il calcio in legno sono molto più belle e in alcuni casi anche più funzionali, specialmente se la radica è ben stagionata e lavorata su misura?
 
 
 

Purtroppo è forse la loro bellezza a limitarne l’uso, almeno per quelle persone che vanno caccia con il dovuto impegno, ma che hanno anche a cuore l’estetica delle proprie armi. Se vogliamo praticare una caccia, non dico estrema, ma abbastanza impegnativa, che non risparmi né noi stessi né i nostri ausiliari e né tanto meno le nostre attrezzature, credo dovremo armarci con qualcosa di meno piacevole a vedersi, ma molto più pratico nell’uso. D’altro canto invece, per le uscite “mondane” in riserva con conoscenti, amici e colleghi cosa c’è di meglio dello sfoggiare una raffinata doppiettina di nobili origini, un meraviglioso semiautomatico Cosmi, un grintoso express con le batterie Holland & Holland a molle posteriori o un’esclusiva carabina su azione K 98 fabbricata da Hartmann & Weiss? Quando stiamo per uscire da casa che già fuori piove o che addirittura nevica, ma siamo comunque intenzionati a non lasciarci intimorire dal tempo perché vogliamo cacciare ugualmente all’intricatissima macchia mediterranea, negli impervi calanchi dell’Appennino o in Alta montagna, come si fa a non prelevare dalla rastrelliera un’arma che niente e nessuno sarebbe in grado di alterarne sia l’aspetto esteriore sia la funzionalità? Che, alla fine non sarebbe altro che una normalissima arma, ma di cosiddetta “concezione moderna”, un comunissimo attrezzo da lavoro che dopo ogni battuta, con un semplice panno umido ritornerebbe come nuovo, come appena uscito dal negozio. Sono stato tra i primi ad accorgermi che se volevo rovinare la finitura di un’arma, e a volte danneggiandola anche seriamente, era sufficiente portarla con la cinghia in spalla. La cartucciera, i bottoni metallici, le cerniere, l’impugnatura del pugnale, le fibbie dello zaino, i rami, le recinzioni da scavalcare sono quanto di peggio si possa trovare per danneggiare calci e astine.
 
 

“L’arma vissuta è sinonimo di Grande Cacciatore!” sostengono in molti. Sarà vero? Io non credo, perché, anche volendo considerare il fucile alla stregua di un brutto attrezzo da lavoro, tutti i bravi artigiani che ho conosciuto nella mia vita avevano sempre molta cura dei loro preziosi ferri del mestiere. Così come non credo che sia disonorevole avere buona cura delle nostre armi, anzi, dimostra che sappiamo riconoscergli il valore che meritano. Vorrei ricordare che, a prescindere dai nostri pregiudizi e/o dai nostri gusti personali, le armi con il calcio in materiale sintetico sono certamente molto indicate per chi a caccia non vuole avere altri pensieri se non quello di scovare ed abbattere la selvaggina e per chi vede l’arma come una normalissima attrezzatura da utilizzare al meglio secondo bisogno. A coloro invece che sono più collezionisti che cacciatori, non oserei mai di chiedere di abbandonare il buon vecchio legno per qualcosa che di romantico ha veramente ben poco. Io ammetto di essere un assiduo cacciatore, ma anche un pochino collezionista a cui piace usare tutte le armi che possiede, ma che non disdegna di trascorrere anche qualche piacevole giornata ad ammirarle, pulirle …..accarezzarle.

Per concludere, se qualcuno dovesse chiedermi se preferisco la calciatura in materiale sintetico o quella in legno, potrei rispondergli tranquillamente: “Quella in sintetico!” Ma un po’ a malincuore, perché da serio e sincero appassionato di armi quale sono, non posso negare che confrontando i pro e i contro delle due tipologie di calciature il bel legno, quello costruito a mano e levigato e lucidato con pazienza ed amore, ne esce sempre l’incontrastato vincitore.


Marco Benecchi






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24 commenti finora...

Re: LA CALCIATURA: LEGNO O PLASTICA? “Il sacro e il profano”

FRancoooooo ohhhh francoooooo no capisci due mazze ah ah ah

da ah ah ah  18/02/2020 7.23

Re: LA CALCIATURA: LEGNO O PLASTICA? “Il sacro e il profano”

Ma andiamo e'una vergogna, avevamo la franchi la bernardelli ,adesso in italy sforniamo solo fucili cesso tranne uno due contati su 10 produttori di ferraglia usa e getta!!!

da Franco e giusto  18/02/2020 0.19

Re: LA CALCIATURA: LEGNO O PLASTICA? “Il sacro e il profano”

Non avendo molte possibilita ci si puo anche e ci si deve... accontentare di qualche famoso marchio made in italy ,ma e chiaro che se io ho ...sto facendo un esempio la possibilita di spendere non dico tanto .5000 euro ma solo un demente no vorrebbe mettersi nella rastrelliera una sako oppure una rigby anche usata e scassata che farebbe un sedere cosi a qualsiasi marca made in italy.

da Franco e giusto  18/02/2020 0.15

Re: LA CALCIATURA: LEGNO O PLASTICA? “Il sacro e il profano”

L’idiota che ride si vergogna a dire quale arma e quale ottica adopera

da Carmelo  17/02/2020 17.32

Re: LA CALCIATURA: LEGNO O PLASTICA? “Il sacro e il profano”

Francooooo Ohhhh Francoooo non capisci una mazza!!! ah ah ah

da ah ah ah  17/02/2020 15.41

Re: LA CALCIATURA: LEGNO O PLASTICA? “Il sacro e il profano”

Chiunque non la pensa come voi e' da censurare ,chiunque usa spara caccia con carabine a cui non dovete fare pubblicita' ,non capisce niente .Mah ...per fare un esempio di tutte le armi pubblicizzate esaltate spiegate e illustrate nei minimi particolari su 10 per me ne vanno bene una e mezza,per esempio la maggior parte delle carabine italiane sembrano fuciletti giocattolo .Fate un confronto una bolt italiana e una sako.

da Franco  17/02/2020 11.10

Re: LA CALCIATURA: LEGNO O PLASTICA? “Il sacro e il profano”

Marco e un c’è da commentare e c’è da scancellare.
Più facile e più veloce. Se no è un blog di strulli.

da I’senese  17/02/2020 9.12

Re: LA CALCIATURA: LEGNO O PLASTICA? “Il sacro e il profano”

Sono senza parole....
Ogni commento potrei mai fare sarebbe....
Pietoso e inutile

Marco Benecchi

da Marco B x tutti  17/02/2020 7.57

Re: LA CALCIATURA: LEGNO O PLASTICA? “Il sacro e il profano”

Francooo ohhh francooooo ah ah ah …. Andrea sukka!!!

da ah ah ah  16/02/2020 12.05

Re: LA CALCIATURA: LEGNO O PLASTICA? “Il sacro e il profano”

Con la fionda? Un cerchio cosi' ti ci vuole un bel cannocchiale 70 x 90 ,sei cecato.

da ah ha ah h a  16/02/2020 11.25

Re: LA CALCIATURA: LEGNO O PLASTICA? “Il sacro e il profano”

Un cerchio di 40 centimetri lo centro con la fionda

da Pippo  15/02/2020 21.03

Re: LA CALCIATURA: LEGNO O PLASTICA? “Il sacro e il profano”

E' la verita'-.

da Franco  15/02/2020 18.25

Re: LA CALCIATURA: LEGNO O PLASTICA? “Il sacro e il profano”

Comunque in un cerchio di 40 (QUARANTA!!!!!!!) centimetri a 300 metri tiro con le mire metalliche!!

da X Franco!! Oooohhhhh Francooooo!!!!  15/02/2020 14.41

Re: LA CALCIATURA: LEGNO O PLASTICA? “Il sacro e il profano”

Meno male che è tornato Franco, lui si che è un esperto!!!! Parla di carabine semiautomatiche e ottiche da 50 € per sparare in condizioni di luce scarsa, che bravo!!! Ci mancava, ottima coppia insieme a quello che ride sempre. Beati loro.

da Andrea  15/02/2020 13.31

Re: LA CALCIATURA: LEGNO O PLASTICA? “Il sacro e il profano”

45 euro nikko cannocchiale da meno di due soldi montatelo su benelli argo 308 300 metri cerchio di 40 cm. tutti al centro. LE chiacchiere perfare pubblicita' stanno a zero per chi come me ci capisce!

da Franco e sincero  15/02/2020 13.21

Re: LA CALCIATURA: LEGNO O PLASTICA? “Il sacro e il profano”

Che modello è di KAHLES? se il CBX buttati a pesce.....

SECONDO ME, per i tiri al limite (di luce!) è ancora IMBATTUTO.............

Non ne conosco altri superiori ..
Forse l'ultimissimo S & B, ma che costa più del doppio....

da Marco B x Riccardo  15/02/2020 12.38

Re: LA CALCIATURA: LEGNO O PLASTICA? “Il sacro e il profano”

Certo..
Intendevo..
Partirei dal DELTA..
Per poi salire....


tra le COMMERCIALI non Custom la mia carabina preferita è la SAKO 85,
PERFETTA sotto TUTTI I PUNTI DI VISTA, ma una Bavaria 85 costa IL DOPPIO delle altre, almeno di quelle da Me e Riccardo menzionate..

Anche questo dobbiamo concedercelo...
Poi se ci dovesse piacere Vincere Facile, allora....
A me le Sako piacevano anche 30 anni fa, armi decisamente ben fatte!
Sia eternamente sia internamente!

Comunque anche le TIkka T3 hanno un eccellente rapporto qualità prezzo..
Un pelino superiore alle altre...
M

da Marco B x Riccardo e Fabio 37  15/02/2020 12.35

Re: LA CALCIATURA: LEGNO O PLASTICA? “Il sacro e il profano”

Ovviamente in plastica!
Il consiglio per l'ottica non l'ho capito, cosa significa io partirei, volevi intendere dal basso verso l'alto?
IO ho trovato il Kahles nuovo a 1200 € come il Kite, ed il Leica a poco più.
Grazie

da Riccardo  15/02/2020 9.11

Re: LA CALCIATURA: LEGNO O PLASTICA? “Il sacro e il profano”

Sako.

da Fabio37.  15/02/2020 8.30

Re: LA CALCIATURA: LEGNO O PLASTICA? “Il sacro e il profano”

Sei sicuro di non essere mio figlio?
Mi chiedi consiglio su tutti modelli che IO ti avrei consigliato...
Calibri: 308, 30.06, 7 mm RM Stop,
Carabina,
TUTTE quelle da te elencate sono più che buone!
nei calibri NON magnum prendere Sabatti Bergara Tikka, in 7 mm RM Remington o Browning, ..
Già ampiamente collaudate!
Gli attacchi Leupold STD sono la mia passione, i miei preferiti, il meglio del meglio
Sempre secondo il mio modestissimo parere!
Ottica, io farei così partirei dal..
DELTA, KITE, LEICA ed infine KAHLES, per me sempre una gran marca insieme alla Smithd & Bender!
Comunque anche Swarovski e Zeiss non sono certo da buttare purchè SENZA torrette balistiche e CON il reticolo illuminato
Nella caccia al cinghiale è INDISPENSABILE!

Spero di esserti stato di aiuto
M

Dimenticavo...
in LEGNO O IN PLASTICA????????????????

da Marco B x Riccardo  14/02/2020 20.31

Re: LA CALCIATURA: LEGNO O PLASTICA? “Il sacro e il profano”

Mi approccio al mondo della selezione e mi serve un consiglio: vorrei acquistare una carabina in 30.06.
Caccia di selecontrollo solo al cinghiale.
Quale dovrei scegliere tra la Remington, la Sabatti Saphire, la Bergara T 14 la Tikka T3 o la Browning x bolt?
Ottica: tra la Kalhes Helia 2.5-12 x 56 e le omologhe Kite e Leica?
Attacchi: mi piacciono molto i Leupold Std e per la Browning gli anelli proprietari (con la base inclusa) solo che sono in alluminio a differenza dei primi, quale consigli?
Grazie

da Riccardo  14/02/2020 15.27

Re: LA CALCIATURA: LEGNO O PLASTICA? “Il sacro e il profano”

progresso

da Pino  14/02/2020 14.19

Re: LA CALCIATURA: LEGNO O PLASTICA? “Il sacro e il profano”

Oramai siamo alla follia pura. Frutto della civilta' del benessere .

da Ma'' h  14/02/2020 13.54

Re: LA CALCIATURA: LEGNO O PLASTICA? “Il sacro e il profano”

Purtroppo non ho fatto in tempo ad aggiungere DUE NUOVE FOTO nel precedente Articolo: DIRITTI E DOVERI che la "scaletta" redazionale, non me le fatte commentare quanto e come avrei voluto..
Sono DUE vecchie rosate fatte in poligono (presenti molti giornalisti di settori ed esperti armieri-armaioli COMPRESO IL GRANDE ERMES che saluto.......) da ME con una SAKO TRG 300 WM di Ermes Besseghini (destra, io sono mancino, e con la quale non avevo MAI sparato!) dalla distanza di 500 mt......

Devo dire "senza neanche impegnarmi troppo" e considerando che neanche i bersagli erano indicati al tiro di precisione.
Per chi volesse vederle basta ritornare all'ultimo post..
Un caro saluto a tutti
Marco

NOTATE BENE, mai e poi mai mi sognerei di tirare ad un selvatico IN ITALIA da quella distanza, né andrei mai a caccia con un arma simile!
Ariciao
M

da MARCO BENECCHI X TUTTI GLI AMICI DEL BLOG  14/02/2020 13.01
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