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I "neorurali" e la fine della campagna


martedì 30 ottobre 2012
    
Neorurali Sul Corriere della Sera è apparso un bell'articolo di Stefano Montefiori a commento di un saggio di Jean Pierre Le Goff  che affronta il tema dei "neorurali" in Francia. Il fenomeno, fotografato magistralmente nel suo La fin du village dal sociologo francese, è quello di un massiccio ritorno alla campagna che negli ultimi anni sta riguardando la Francia, e dell'inevitabile conseguenza della fine della campagna stessa. "Negli ultimi cinque anni oltre un milione di abitanti della regione di Parigi, stremati dal costo della vita, dagli alloggi introvabili e dallo stress, si sono trasferiti in campagna; e secondo un sondaggio Csa più della metà vorrebbe farlo in futuro", commenta Montefiori riportando le considerazioni del sociologo.

Nelle corde dei francesi – e sempre di più anche degli italiani – c'è il desiderio di una vita più semplice, a contatto con la terra e le cose genuine. Ma la spinta in massa dei cittadini al di fuori delle aree urbane, comporta nuove urbanizzazioni sregolate della campagna, tanto sono disabituati gli abitanti della città a capirne l'essenza, ignari di un patrimonio culturale perso da qualche parte del loro albero genialogico.

I neorurali arrivano in Provenza con miraggi artefatti e trasformano i villaggi campagnoli in surrogati cittadini, fatti di belle ville coloniche con piscina e ogni genere di comfort, tutto rigorosamente recintato. Costruiscono muri e piazzano cartelli con scritto proprietà privata su sentieri calpestati nei secoli dagli autoctoni magari per andare a caccia, pratica che spesso i neorurali giudicano barbara. "La pretesa è di godere, oltre che dell’aria buona e degli alimenti bio, delle stesse comodità della città, frequentando le stesse persone grazie a Internet, email e Tgv, che collegano Marsiglia e Parigi in 3 ore - racconta Le Goff -. Locali e neorurali finiscono per quasi non parlarsi".

"La mia non è una denuncia reazionaria — dice Le Goff —, ma il racconto obiettivo di un processo poco analizzato. In questo generale impazzimento per la campagna, mi permetto di segnalare che un mondo è finito. Il villaggio come lo abbiamo conosciuto, quel luogo mitico dell’identità francese, non esiste più. I neorurali lo stanno facendo rinascere, spero non sotto forma di grande banlieue".

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6 commenti finora...

Re:I "neorurali" e la fine della campagna

"Il problema si pone per chi cacciatore o meno con ignoranza e saccenteria vuole imporre propri usi anzichè accettare o riflettere sugli altrui."... Questa è la sostanza di tutto ma proprio TUTTO!!

da Ezio 01/11/2012 19.19

Re:I "neorurali" e la fine della campagna

Vorrei leggere il libro ma non c'è tradotto in libreria. Il problema si pone per chi cacciatore o meno con ignoranza e saccenteria vuole imporre propri usi anzichè accettare o riflettere sugli altrui. Io mi definisco un animale cittadino poichè più di due giorni non so adattarmi ai ritmi rurali. Vorrei che non fosse così ma nonostante la caccia,la compagnia di amici e cani,le cene e...i racconti di caccia dopo qualche giorno divento malinconico e ritorno purtroppo tra gli urbani.

da peppe e pluto 01/11/2012 13.07

Re:I "neorurali" e la fine della campagna

Diamo modo agli agricoltori di sopravvivere con il lavoro in campagna e il processo sarà molto più lento

da Johnny 01/11/2012 12.48

Re:I "neorurali" e la fine della campagna

Comunque gran bel pezzo ed è pur vero che ce ne eravamo accorti già da un pezzo, noi rurali da sempre, che se c'è uno che scassa le palle in campagna, novantanove su cento è uno che si è trasferito dattttorino o dammmmilano per giocare a fare l'alternativo.

da Ezio 31/10/2012 13.02

Re:I "neorurali" e la fine della campagna

Purtroppo non credo che chi si trasferisce in campagna lo faccia per approvigionarsi,sicuramente il fattore alimentare rientrerà nei termini,ma chi si trasferisce si porta dietro il retaggio cittadino.Quindi più asfalto e cemento.Ricordiamoci che la terra è bassa e chi ha sempre trovato tutto sugli scaffali di un ipermercato ha difficoltà a cambiare stile di vita.Del resto non si cerca di cambiare un sistema di produrre e consumare,quanto mantenere certi consumi,quali iPhone,auto,tablet ecc.ecc

da voltrese65 31/10/2012 10.37

Re:I "neorurali" e la fine della campagna

Per tantissimi ex metalmeccanici e non solo,il ritorno alla campagna sarà invitabile,si tratta si aspettare ancora un po di anni.Ma non in questo modo bensì per coltivare e mangiare,quando fra qualche decennio chi non si sarà arricchito e senza pensione(perchè così sarà)dovrà farlo senza se e senza ma.

da vince50 30/10/2012 18.26