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In 100 anni persa la metà delle aree umide nel mondo


giovedì 18 ottobre 2012
    
Nell'ultimo secolo la metà delle paludi, delle aree del delta dei fiumi e delle aree umide costiere è andata perduta. Lo dice un rapporto del gruppo di studio europeo Teeb (The Economics of Ecosystems and Biodiversity) presentato al meeting della convenzione Onu sulla biodiversita' in corso a Hyderabad, in india.

Secondo i dati presentati, questi importanti presidi cruciali nel mantenimento della biodiversità, preziosi presidi contro inondazioni e tempeste e luoghi importantissimi per la riproduzione di tantissime specie di uccelli migratori, sono gradualmente state rimpiazzati da terreni agricoli e urbani a un tasso medio dell'1,6% l'anno. Le foreste di mangrovie nel mondo, ad esempio, dal 1980 hanno perso 3,6 milioni di ettari, corrispondenti al 20% della superficie.

In totale le aree umide attuali coprono 13 milioni di chilometri quadrati, leggermente piu' grande dell'Europa: "E' una cifra allarmante - ha commentato Achim Steiner, direttore esecutivo dell'Unep - le nostre scelte sono sbagliate ormai da molto tempo, e non ci rendiamo conto del valore che ha la natura per le nostre societa' e le nostre economie".

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12 commenti finora...

Re:In 100 anni persa la metà delle aree umide nel mondo

Non prendete in considerazione questo "celestissimo" è solo un povero tapino che parla perche ha la bocca,i suoi interventi sono una chiara prova,non ha nemmeno l'intelligenza di andare a controllare se ciò che scrive corrisponde al vero anche se messo davanti all'evidenza.In quanto ai fondi credo che non sappia nemmeno cosa sono,dialogare con lui credo sia proprio tempo perso.

da franchi 500 20/10/2012 12.37

Re:In 100 anni persa la metà delle aree umide nel mondo

Celestissimo: quante inesattezze nei tuoi monotematici interventi...la teoria della servitù venatoria è stata formulata da una nota associazione anticaccia che ne ha fatto bandiera di propaganda politica da più di un anno: ora pende il ricorso, vediamo cosa ne diranno i giudici. Al momento rimane una teoria, neppure tanto condivisibile giuridicamente. Inoltre, occorrerebbe anche leggerla la 157 invece di citarla a sproposito. Intanto parla di un contributo per l'utilizzo, e non di un'indennità, distinzione che non è affatto irrilevante, anche per quanto concerne la prospettata teoria della servitù coattiva. Inoltre tale contributo deve per legge essere versato dalla regione (e non dai cacciatori). L'importo di tale contributo è discrezionalmente stabilito dalla regione, tenendo conto dei parametri stabiliti proprio dall'art. 15 comma 1 della l. 157/92: "...un contributo da determinarsi...in relazione alla estensione, alle condizioni agronomiche, alle misure dirette alla tutela e alla valorizzazione dell'ambiente". Le determinazioni del contributo che sono state fatte negli spot anticaccia sono pertanto aria fritta. Ora dimmi, Celestissimo: quali sono le condizioni agronomiche dei tuoi fondi, e che misure hai messo in atto allo scopo di valorizzare l'ambiente ed a tutelarlo?

da Inforziato 19/10/2012 10.59

Re:In 100 anni persa la metà delle aree umide nel mondo

Riccardo1979 non è che tu paghi e quindi vai ovunque vuoi, nella 157/92 c'è chiaramente scritto che dovete pagare la servitù ai terreni in cui andate a cacciare, non perchè c'è la selvaggina dentro, ma perchè è terra privata che voi insudiciate di piombo, rumore, arroganza e maleducazione (altresì detta servitù venatoria), quindi se non pagate le servitù questa non c'è e non potete entrare nei terreni di chi non vi vuole e per di più aggratis, preparati a sganciare grana suonante perchè con i quattro spicci che dai alla regione ci pagano appena l'assessore e qualche festicciola

da Clestissimo 19/10/2012 1.41

Re:In 100 anni persa la metà delle aree umide nel mondo

I giovanotti hanno da ndà in discoteca la sera, no a letto presto per ammazzare i bambi e le bestioline la mattina dopo

da Celestissimo 19/10/2012 1.25

Re:In 100 anni persa la metà delle aree umide nel mondo

... cosa sono diventate le zone umide te lo dicono proprio gli animalisti: TESORIZZARE!!!!

da Fromboliere 18/10/2012 23.08

Re:In 100 anni persa la metà delle aree umide nel mondo

in romagna le zone umide più belle sono state,o bonificate e destinate all' agricoltura o sono diventate oasi di protezione.le rimanenti sono collocate nel parco del delta de pò soggette a limitazioni poi avendo finito le zone umide si sono accorti che c'erano ancora i fiumi e i canali di bonifica liberi e si sono premurati di farli zps . gli unici liberi sono rimasti i fossati di confine e le scoline nei campi tenute perfettamente pulite senza un filo d'erba.

da fausto 18/10/2012 20.18

Re:In 100 anni persa la metà delle aree umide nel mondo

solo zone umide?...guardandomi in giro io direi che si sono dimezzate tutte!!!

da LD 18/10/2012 19.47

Re:In 100 anni persa la metà delle aree umide nel mondo

Questo è il vero punto, potere e soldi. Provate a chiedere di cerficare i loro bilanci, col cavolo! Spero che i finanzieri vadano a controllare anche loro . W la caccia....sempre.

da mike 18/10/2012 19.23

Re:In 100 anni persa la metà delle aree umide nel mondo

BRETON....MA SE SONO FORAGGIATI DA GRANDI MULTINAZIONALI!!!, COSA PRETENDI DA LORO??CHE PARLINO FORSE DEI VERI PROBLEMI AMBIENTALI?

da ATTILIO 18/10/2012 19.06

Re:In 100 anni persa la metà delle aree umide nel mondo

Azz!!! Ma gli animalisti questo lo sanno? Sarà di sicuro colpa dei cacciatori! Ma se invece di spaccare il capello in 4 provassero ad occuparsi di simili - gravissimi - dati non sarebbe meglio?! Io, personalmente, li ammirerei tantissimo!

da Breton 78 18/10/2012 15.56

Re:In 100 anni persa la metà delle aree umide nel mondo

" e non ci rendiamo conto del valore che la natura per le nostre società e le nostre economie", in una trasmissione recente televisiva tramessa di mattina, mi pare, un relatore, aproposito dello sviluppo della nostra Italietta ( tale solo perchè piccola in rapporto alle altre nazioni ) diceva che per aversi sviluppo si deve costruire la Torino-Lione e il ponte sullo stretto di Messina, perchè così facendo c'è scambio di merci e di persone. L'esempio che ho portato sopra mostra come sono diverse le vedute rispetto al bene natura: mentre nell'articolo di sopra si legge che la natura ha valore per le nostre società ed economie, addirittura, distruggendo la natura attraverso opere faraoniche come potrebbero essere le costruzioni delle due strade sopraelencate si crea un bene per le nostre società. Non so chi dei due pensieri ha ragione, una cosa è certa: se si distrugge la nostra casa, cioè il nostro pianeta dove andremo? un altro pianeta simile alla terra per il momento non si conosce, per cui saremmo destinati a scomparire ed il bello ( anzi il brutto ) è che ci stiamo scavando la fossa con le nostre mani!!!

da luigi 18/10/2012 12.09

Re:In 100 anni persa la metà delle aree umide nel mondo

Sarebbe ora se non tardi che tutti questi scienziati di non posso dire cosa,la smettessero una volta per tutte.I terreni adibiti produzioni agricole vengono sottratti alla riproduzione di uccelli migartori,questo è quanto detto da scienziati che odiano il genere umano.Smettiamola di costruire,di coltivare per sfamare i popoli,distruggiamoci a vicenda in modo che gli uccelli possano proliferare.E' una balla lo sò,ma se il 21/12/2012 cambiasse tutto,non importa come ma ne sarei felice.

da vince50 18/10/2012 11.37