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11/08/2020 13.38 

 
 
A volte sento il bisogno di fare un break, di sgomberare la mente da tutti i problemi, di oziare in casa con la famiglia e magari di trascorrere il tempo libero spensierato in compagnia di un buon libro, anche se mi trovo in piena stagione venatoria. La necessità di pace e di tranquillità spesso me la ispira il periodo natalizio, quando la caccia è in corso già da quattro–cinque mesi ed il più è stato fatto. Salvo in qualche regione, dicembre non è certo il mese migliore per la caccia alla migratoria, quella alla stanziale è molto ridimensionata e solo la caccia al cinghiale riesce ancora a regalarti qualche emozione. Purtroppo la “Cacciarella” ha i suoi limiti e le sue esigenze, un battuta non si organizza in quattro e quattr’otto, ma richiede un forte impegno da parte di un gran numero di persone e particolari condizioni climatiche ed ambientali. Può capitare che durante un anno il tempo sia molto mite, con pochissime precipitazioni, e che la tracciatura dei cinghiali sia molto difficoltosa. In Maremma, ma credo anche in quasi tutti i boschi dell’Appennino, è quasi impossibile “armare” una battuta senza avere una minima indicazione su dove possono essersi rifugiati gli animali. E’ sempre da evitare di cacciare alla cieca, per non perder tempo ma anche per non rovinare le preziose mute da cinghiale facendole correre dietro a volpi e caprioli.
 
 

Anni fa mancavano pochi giorni a Natale e purtroppo non pioveva dai primi di dicembre. Inoltre, da quasi una settimana, tirava un vento di tramontana che aveva trasformato il terreno in una lastra dura e compatta dove un branco di cinghiali non avrebbe potuto lasciare una ben che minima traccia neanche saltellando! Il capocaccia della mia squadra, dopo l’ennesima battuta a vuoto e dopo aver terrorizzato i caprioli e le volpi di tutta la zona, aveva solennemente decretato che fin quando non avesse piovuto di nuovo, non saremmo più usciti. Poco male; le ferie erano agli sgoccioli e la stagione era stata abbastanza buona. Il Natale era alle porte ed io mi preparavo a fare i regali, sereno e rilassato. Avrei sfruttato le festività per riposarmi, senza crearmi troppi problemi con le condizioni meteo, anche perché se c’era una cosa che odio veramente è proprio la pioggia.

Una sera mi arrivò una strana telefonata, inattesa ma alquanto benvenuta. Sandro, un mio carissimo amico oltre che compagno di mille avventure, mi chiese se avessi potuto accompagnarlo in riserva per una battuta ai fagiani. Disse che lui stesso era stato invitato da un “commendatore” di sua conoscenza che desiderava abbatterne un bel po’ da regalare agli amici assieme ai pacchi natalizi. Accettai volentieri e gli chiesi soltanto che carniere prevedeva di fare per regolarmi su quanti e quali cani portare. “Il commendatore vuole prenderne parecchi. Che ne dici se li portiamo tutti?”.

L’appuntamento con il nostro “benefattore” era all’uscita dell’autostrada per Cerveteri e all’ora prestabilita ci ritrovammo tutti puntuali. Giusto il tempo per i saluti e le presentazioni e partimmo entusiasti verso la zona di caccia. Arrivati a destinazione, dall’accoglienza che ricevette l’illustre personaggio e la sua “segretaria particolare”, capimmo che era una persona molto in vista, stimata e particolarmente gradita. Non ebbi dubbi sul genere di trattamento che ci avrebbero riservato. La tenuta era splendida e tutti gli addetti, dal direttore ai semplici accompagnatori, erano cordiali e competenti. Ci diedero le indicazioni per raggiungere la nostra zona di caccia, raccomandandoci di non fare tardi per il pranzo, offerto, neanche a dirlo, dall’azienda.
 

Dopo aver percorso circa un chilometro di strada sterrata parcheggiammo le macchine e facemmo scendere i nostri ausiliari. Tra i miei e quelli di Sandro avevamo dietro cinque cani: quattro setters ed una breton e, permettetemi di dirlo, tutti dei veri fuoriclasse. Mentre aspettavamo che svolgessero le loro interminabili funzioni fisiologiche noi due caricammo i nostri semiautomatici Benelli, mentre il com. e la bionda due splendide doppiette a batteria lunga. Mi venne da pensare se alla signora era venuta la passione della caccia dopo aver visto Karen Blixen in “La mia Africa”. Il territorio di caccia era particolarmente adatto per la caccia alla stanziale; c’erano prati seminati, incolti, fossi, tagliate e parecchi corsi d’acqua. Lo studiai con occhio esperto approntando una prima strategia, così consigliai i nostri compagni di caccia di anticiparci di parecchio in modo da essere avvantaggiati quando saremmo partiti noi con i cani sovralimentati con il turbo. Ero ottimista sull’esito della caccia, ma contro le mie previsioni la battuta prese subito una brutta piega. Nel giro di neanche mezz’ora i setters trovarono, fermarono, consentirono ed alzarono cinque fagiani, tra l’altro ottimi selvatici sotto tutti i punti di vista, ma riuscimmo a metterne in carniere uno soltanto e grazie ad uno spettacolare recupero della mia capo-muta Kira. Né io né Sandro avevamo ancora sparato un colpo. Per rispetto verso il patron della cacciata e della sua compagna ci eravamo astenuti dall’intervenire. Sinceramente non seppi dare una giustificazione a quella serie di clamorose padelle, mi venne addirittura da pensare che forse poteva dipendere dalla bontà dalle cartucce. Fui curioso di vedere che marca usassero, così mi chinai e raccolsi un bossolo appena sparato dalla coppia. Era una dispersante del nove! Con quelle cartucce quando l’avrebbero abbattuto un bel gallo da un chilo e mezzo nel suo variopinto piumaggio invernale? Se avessero usato delle buone corazzate dei sei e del cinque il risultato sarebbe stato sicuramente diverso. Dopo aver visto allontanarsi, apparentemente illeso, anche l’ennesimo fagiano, il com. ci apostrofò: “Ehi, ma voi due non sparate? Mi sembrava di avervi detto che mi servono dei fagiani da regalare agli amici”. Avuto il via ufficiale, per la gioia dei nostri ausiliari che finalmente imboccarono qualcosa, in poco tempo abbattemmo una quindicina di capi, una lepre ed una beccaccia. Cacciavamo divisi in due coppie. Io ed il com. con i miei tre setters, mentre Sandro e signora con un setter e la breton. Tutto procedeva alla perfezione, senza parole o gesti inutili. Ad un tratto Kira, avanti a tutti, cadde in ferma e Luna e Drago la inchiodarono di consenso. Ci avvicinammo veloci, guardai il com che annuì, mi posizionai anch’io e poi diedi il comando alla cagna: “Sotto Kira”. La setter scattò velocissima verso la base di una quercia, da dove s’involò a candela una bella fagiana. Le due fucilate partirono troppo veloci dalla pregiata doppietta e a me venne quasi voglia di gridare “Ma falla allungare e poi mettigli il mirino sul culo!”. Mentre controllavo dove il selvatico fosse andato a rimettersi, controsole mi sembrò di veder galleggiare pigra nell’aria una piuma. Le “dispersanti” del nove avevano colpito ancora. Un animale sbagliato lo posso anche lasciar andar via, ma non uno ferito. Sono stato educato a cercare sempre di tentare di recuperarlo. La fagiana planando ad ali aperte aveva fatto più di duecento metri prima di toccare terra a ridosso di una ripida parete di tufo. Chiamai a raccolta i cani e m’incamminai in quella direzione, dopo aver consigliato al mio compagno di caccia di aspettare lì. Non ci avrei messo molto ed al ritorno avremmo battuto la tagliata con la speranza di trovarci una beccaccia. Non pretendo di essere creduto affermando che Kira era già partita da sola al recupero, ma facciamo finta che sia così.
 
 
 

Arrivato in prossimità del costone di tufo mi colpì l’insolito comportamento della cagna, perché invece di puntare dritta nel punto dove la fagiana si era posata, andò invece in tutt’altra direzione. Qualcosa doveva averla distratta entrando nel raggio d’azione del suo infallibile radar. Avevo una fiducia cieca nell’istinto di quella generosa setterina, così decisi di seguirla, più curioso che disturbato dal suo fare. Non era certo la prima volta che dimostrava d’essere una cacciatrice più brava di me. Visto che ormai ero arrivato in zona, gettai un sasso dentro un cespuglio vicino al costone e poco dopo vidi Drago che ne usciva con la fagiana in bocca. Chi possiede un cane sa bene che non bisogna lesinare con le carezze, specialmente quando le ha meritate. Io che abitualmente ho sempre cacciato con tre, dovevo stare sempre attento a ripartirle equamente, altrimenti, permalosi com’erano, avrebbe potuto offendersi!

Mentre riponevo la fagiana nella cacciatora e ringraziavo adeguatamente sia Drago sia Luna, sentii il primo abbaio a fermo. Kira abbaiava soltanto alle istrici ed ai cinghiali, con solo quel dilemma su quale dei due animali doveva essersi rintanato nel grosso cespuglio da dove provenivano i latrati. Istintivamente la mia mano corse verso la ventriera alla ricerca delle cartucce a palla, ma siccome eravamo ospiti in una riserva privata, ebbi qualche dubbio sul come comportarmi. Come l’avrebbe presa il direttore se avessi tirato ad un cinghiale? Decisi che era meglio non correre rischi, così chiamai tutti gli altri chiedendogli di raggiungermi. Per male che vada ci saremmo comunque gustati una bella canizza, dato che al coro si erano aggiunti anche gli altri due cani. All’arrivo della comitiva anche la breton ed il setter di Sandro diedero manforte ai compagni. Il baccano era tremendo. Come mai dall’interno del cespuglio non proveniva nessun rumore o meglio, perché non era ancora partito nessun animale? Ipotizzai che forse i cani stessero abbaiando all’ingresso di una tana d’istrice, ed in quel caso non ci avrei fatto certo una bella figura. La pazienza non è stata mai il mio forte così chiesi al commendatore un consiglio sul da farsi. “Se parte un cinghiale cosa facciamo? Gli tiriamo?” “Meglio di no, ma nessuno c’impedisce di vederlo correre!” Rispose. Li feci mettere in una posizione “strategica” e poi andai a servire i miei coraggiosissimi cani da “penna”. “Occhio che provo a farlo muovere. E tu Sandro intanto carica a palla che non si sa mai!”. L’eccitatissima muta interpretò il mio arrivo come il segnale convenuto per sferrare l’attacco decisivo e Kira, come sempre, fu la prima ad entrare subito seguita da tutti gli altri.
 
 
 
A quel punto, anche in mezzo a quella canizza infernale, sentimmo distintamente il rumore provocato da un selvatico in movimento. “E’ partito! Attenti che arriva” gridai, mentre imbracciavo istintivamente il Benelli. Ero convinto di veder uscire dal folto un bel verro, ma non avevo fatto i conti con l’aggressività dei setters. Il ringhiare di Drago e di Argo si confuse con le grida stridule del cinghiale e in un attimo anche gli altri cani gli furono addosso. Li raggiunsi appena in tempo per salvare il giovane porcastro da una morte orrenda. In mezzo a tutti quei cani, rischiai più di beccarmi un morso da loro che dallo sfortunato cinghialotto. Non pesava più di dieci–quindi chili così lo immobilizzai con facilità e lo portai dai miei compagni di caccia. Chissà dov’erano finiti la mamma ed i fratelli? Non lo avremmo mai saputo. Il patron della battuta e gentile signora, alla vista del vivace animaletto, si emozionarono parecchio. Di comune accordo interrompemmo la caccia ai fagiani per rientrare al casolare con la nostra preziosa preda, dove speravamo che qualcuno ci dicesse cosa farne. Il direttore della riserva quando ci vide con quel diavoletto in braccio fu curioso di conoscere la nostra avventura ed io, con falsa modestia, gli raccontai che quando non sparo ad un selvatico i miei cani pensano che abbia un problema col fucile, ed allora intervengono loro. Ne segui una sonora risata che contagiò tutti e nessuno si rese veramente conto del mio stato d’animo. Quanto avrei voluto tenermelo io quel cinghaletto. Avevo sempre desiderato allevarne uno, ma non ebbi il coraggio di dirlo. Il direttore della riserva chiese al commendatore se doveva cucinarglielo a “porchetta” ed io a sentir pronunciare quelle parole, mi trattenni a stento dal saltargli addosso! Fortunatamente mi venne in aiuto la signora, manifestandosi inorridita da quella proposta e guardando tutti con un’occhiataccia che non ammise repliche. A quel punto accadde l’inaspettato. Il patron della cacciata si rivolse a me e disse” Marco, oggi mi sono proprio divertito. Grazie a te, a Sandro e soprattutto ai vostri meravigliosi cani. Capisco che come segno di riconoscenza è un po’ insolito, ma se ti fa piacere perché non lo prendi tu quell’animaletto?” “Non ho mai ricevuto regalo più bello” risposi con la mente lontana, già a progettare dove avrei costruito il recinto. Di sicuro non troppo vicino al canile!!

Per la cronaca il cinghiale era una femmina, in seguito gli trovai un compagno ed insieme misero al mondo non so’ più quanti “figli della Maremma”. Mio padre la chiamò: Carmen!!



Marco Benecchi

 
 

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13 commenti finora...

Re: Un insolito regalo di Natale

Gigi ha ragione al 100%. Solo che - purtroppo - in Umbria la coturnice non si caccia da quando ero un giovanotto... comunque le disgrazie coi cani che inseguono le cotorne accadevano, è capitato al padre di un mio amico (tanti anni fa) sui monti del Reatino

da Filippo 53  31/08/2020 13.52

Re: Un insolito regalo di Natale

SONO DACCORDO CHE IL CANE INSEGUE IL SELVATICO ALL'INVOLO IL PROBLEMA è SE SEI A COTORNI IN MONTAGNA E RISCHI DI VEDERLO PRERCIPITARE PER QUALCHE DIRUPO COME è GIà SUCCESSO ECCO PERCHè SAREBBE MEGLIO CHE STIA FERMO ALL'INVOLO PER QUANTO RIGUARDA IL CACCIARE TUTTO LA MIA OPINIONE è CHE IL CANE DA FERMA DEVE FERMARE SOLO IL PENNUTO ESATTAMENTE COME IL SEGUGIO DEVE SEGUIRE E ABBAIARE AL SUO SELVATICO CON TUTTO ILRISPETTO è SOLO UNA MIA OPINIONE

da GIGI  31/08/2020 13.16

Re: Un insolito regalo di Natale

Possibile che non si possano filtrare i messaggi dei ciarlatani?

da bansberia x marco e segreteria bighunter  31/08/2020 9.44

Re: Un insolito regalo di Natale

vengo dal Canada, sono molto felice di condividere la mia grande e meravigliosa testimonianza con tutti su questa piattaforma ..: Sono stato sposato per 4 anni con mio marito e all'improvviso è entrata in scena un'altra donna che ha iniziato a odiarmi ed era offensivo e tutto perché non gli ho mai dato alla luce un bambino. ma lo amavo ancora con tutto il cuore e lo desideravo a tutti i costi ... Ha chiesto il divorzio e tutta la mia vita stava andando in pezzi e non sapevo cosa fare, si è trasferito da casa e mi ha abbandonato tutto da solo, un giorno un mio caro amico mi ha raccontato di aver provato i mezzi spirituali per riportare indietro mio marito, quindi sono andato online per cercare e ho trovato così tanti incantatori che hanno solo perso tempo e preso molti soldi da me, ma sono tornato da lei e le ho detto che il modo spirituale ha solo preso i miei soldi e non ha prodotto nulla, e lei mi ha fatto conoscere un incantatore chiamato Dr.Wealthy, quindi ho deciso di provarlo. anche se non credevo in tutte quelle cose a causa di quello che ho passato di recente, ho contattato il Dottore e gli ho spiegato tutti i miei problemi e mi ha detto che non avrei dovuto preoccuparmi quando ha lanciato l'incantesimo su di me e sul mio marito che mio marito tornerà da me e che entro 3 settimane rimarrò incinta, quindi ho fatto il piccolo che mi ha chiesto di fare ed ecco che tutto funziona, mio ​​marito è tornato da me e in questo momento abbiamo gemelli ragazzo e ragazza, quindi grazie a Dr.Wealthy sei davvero un grande incantatore, nel caso in cui qualcuno abbia bisogno di aiuto ecco il suo indirizzo email; [email protected] I suoi incantesimi sono per una vita migliore O whatsapp ora +2348105150446

da MARIELA GARCÍA  31/08/2020 5.38

Re: Un insolito regalo di Natale

Io non sarei così sprezzante. Che intendi per monnezza a quattro zampe? Poi della caccia al cinghiale si può dire tutto, ma che abbia fatto danni alla caccia in generale non credo, anzi in un certo senso l'ha salvata. Detto questo, la mia setter schiaccia quando ferma che è un piacere, e non ci vado a ungulati. Ma mi pare che le tue critiche siano eccessive. Conosco tanti allevatori che tutt'ora selezionano dei fuoriclasse per le gare, magari a grande cerca, ma poi vanno a caccia con cani meno corretti al frullo e un pochino più "in mano". Quello che invece a me non piace è la moda dei satellitari sui cani da ferma. Alcuni beccacciai sciolgono più cani tutti insieme, e battono una zona molto ampia (sfruttando i satellitari), e se non trovano niente richiamano i cani e si spostano magari di trenta / quaranta chilometri. Lo trovo sia troppo tecnologico sia inadatto, assolutamente inadatto per godersi il lavoro dei nostri ausiliari. Un cane che ferma a 300 metri sarà difficile che se ne sia potuta seguire l'azione... IBAL

da Filippo 53 x Setterman  30/08/2020 23.18

Re: Un insolito regalo di Natale

I danni che hanno fatto alla caccia i cinghiali e altre monnezze a 4 zampe sono devastanti. E leggere i commenti qua sotto si ha la percezione del REGRESSO verso il cagnolo da pagliaio che fra le due guerre imperava nelle campagne. E la fatica fatta dai Titani della cinofilia venatoria italiana è stata quasi del tutto sprecata.
Maledetti ungulati e maledetta ciccia.

da Setterman  29/08/2020 13.16

Re: Un insolito regalo di Natale

Sono d’accordo con Filippo 53.. a volte succede che un selvatico venga ferito e se il cane non interviene subito si rischia di perderlo (es fagiani rotti d’ala).. se il cane se ne dovesse stare immobile al frullo magari prendiamo un cac it ma perderemo più animali

da Little John  26/08/2020 12.18

Re: Un insolito regalo di Natale

Se parliamo di stile e correttezza, sappiamo bene che il cane da ferma dovrebbe essere immobile al frullo... ma quando mai! Io personalmente preferisco mille volte un cane che insegue l'animale che si invola, altrimenti non potrebbe mai recuperarlo! Una cosa sono le gare, un'altra la caccia...

da Filippo 53  26/08/2020 9.36

Re: Un insolito regalo di Natale

Molto bello questo racconto. Complimenti per i cani.
Io ho 3 pointers tutta caccia, fermano anche loro di tutto. I cinghiali li fermano bene, ma non abbaino mai. Posso confermare che a quaglie e beccacce sono uno spettacolo. L'importante è la fame di caccia ed il sangue buono. In passato ho avuto un pointer che ha vinto 2 Cacit and un Ris in grande cerca e dopo la vita agonistica e diventato un tremendo cacciatore di tutto. Per fortuna i cani non leggono i libri sacri.
In bocca al lupo!

da Pointer tutta caccia  25/08/2020 12.10

Re: Un insolito regalo di Natale

Se ti dovesse capitare di vederlo a Edward Laverack
Digli che io ho preso la licenza di caccia in MAREMMA nel lontano 1976 ed ho SEMPRE avuto setter PURISSIMI di alta genealogia con i quali ho CACCIATO e abbattuto di TUTTO
Fagiani, lepri, starne, pernici, meno beccacce perché in autunno vado troppo a cinghiale con la squadra..
Ma anche cinghiali, volpi etc etc...
i miei canni sono come me..
Che ci vuoi fare..
Andiamo a caccia...
Tranquilli senza farci troppe ...p... problemi mentali!

Alla macchina portiamo spessissimo dei tableau MOLTO variegati....
Poi non hai notato la ciliegina sulla torta....
A tre setter ho sempre affiancato anche uno..
Jagd Terrier!!!!!!!!!!

Ti rispetto comunque..
Un caro saluto
Marco..

da Marco B x Carlo  17/08/2020 12.41

Re: Un insolito regalo di Natale

Dopo aver letto quanto sotto Edward Laverack si rivolta nella tomba.
Un vero abominio cinegetico.
Passo e chiudo.

da Carlo  16/08/2020 17.54

Re: Un insolito regalo di Natale

Lo vedi Carlo...
Tu ti firmi Dresseur...
io semplicemente..
CACCIATORE
Così come lo sono i miei cani
DA CACCIA!!!
io in quasi mezzo secolo di caccia coi setter avrò abbattuto 20 cinghiali
E , SCUSAMI, ne sono stra ultra mega orgoglioso.
Ho due Radentis e un Pianigiani..
Sono ritratti nelle foto, con i quali caccio
TUTTO,
Ripeto:
SONO CANI DA CACCIA!!!
Buona
M


Dimenticavo

DOVREI FAR CORREGGERE I MIEI CANI????????????????????????????????????????????????????

Ma se c'ho messo così tanto per addestrarli!!!
Poi? Da chi?

Da chi ci capisce di addestramento...??????????????????????
Se vai su you tube digita: Benecchi Marco
"Baccata Maremmana. Jagd Terrier in Azione...
Quel giorno avevo anche un setter..
Che poi è quella scena col cinghiale..
Bhe, c'era un signore di Torino che mi offri di mettere la cifra io su di un assegno per quel can.
Dopo averlo visto su cinghiali, daini, mufloni e cervi..
Evidentemente NON TUTTI hanno le stesse filosofie riguardo alla parola Canni da CACCIA!

da Marco B x Carlo Dresseur  16/08/2020 17.15

Re: Un insolito regalo di Natale

Da un Grande Cacciatore come te non avrei mai voluto sentire che usa il Setter Inglese dietro ai luridi suini.
Se un cane da ferma caccia ungulati va corretto o fatto correggere a chi ci capisce di addestramento.

da Carlo dresseur  14/08/2020 12.56
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