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Obiettivo selvatico
ott26


26/10/2021 14.56 


Foto 1 – Averla Piccola maschio
 
 ORDINE: PASSERIFORMI l FAMIGLIA: LANIDI / Linnaeus, 1758


 
La descrizione è tratta da Il Dizionario illustrato dell’Avifauna Italiana “Gli Uccelli” Editoriale Olimpia.

IL SUO RUOLO NELL'AMBIENTE

A partire dagli anni 50 questa specie ha subito una diminuzione notevole e progressiva, soprattutto nell'Europa occidentale. Questo fenomeno non ha ancora trovato una spiegazione completa; tra le cause più probabili vanno considerati: l'evoluzione generale dell'agricoltura intensiva (monocolture, eliminazione di siepi, ecc.), l'uso massiccio di pesticidi e l'atlantizzazione del clima che con le estati fresche e piovose è sfavorevole allo sviluppo di un'abbondante entomofauna.

 LA SUA DIFFUSIONE
Tipicamente paleartica, ampiamente distribuita nelle zone boreale, temperata, mediterranea, steppica e desertica con limite settentrionale corrispondente circa all'isoterma di luglio di 16° C; se si considerano anche le forme dell'Asia centrale e orientale, L. cristatus e L. isabellinus, come appartenenti ad un'unica specie con L. collurio, allora l'areale si estende dall'Atlantico al Pacifico ad occupare gran parte dell'Eurasia, a nord fino all'isoterma di luglio di 10° C. Nel settore occidentale del Paleartico il L. collurio abita l'Europa dalla Scandinavia meridionale, a partire dalla latitudine di 63° N, a sud attraverso l'Inghilterra fino alla Spagna e al Portogallo settentrionali, all'Italia e alla penisola Balcanica; tutta l'Europa centrale e orientale, la Russia fino agli Urali e a sud l'Asia Minore e il vicino Oriente fino al Mar Caspio.

DOVE VIVE E COME
Ha meno esigenze delle specie congeneri ed è nettamente meno arboricola, ma piuttosto è un uccello dei cespugli.
Nel suo territorio ci devono essere zone a fitta copertura vegetale, meglio se spinosa, alternate a spazi aperti con vegetazione erbacea bassa o meglio in qualche tratto assente; inoltre non devono mancare buoni posti di osservazione, anche se non necessariamente molto elevati.

Questi elementi si rinvengono un po' ovunque nelle regioni moderatamente boscose e ricche di sottobosco, nelle campagne percorse da siepi, lungo le strade o i corsi d'acqua alberati; abita anche in pendii assolati coperti da macchia rada, le radure e i tagli nei boschi, le lande incolte, i frutteti e perfino i parchi urbani ; in montagna si spinge anche molto in alto, potendo nidificare oltre i 1.800 metri, ma è particolarmente abbondante tra i 600 e i 1.500 metri nelle zone favorevoli, quasi associate alle colture.
 
 



Foto 2 – Le cime dei rovi, sono i luoghi dove l’Averla piccola preferisce posarsi per osservare.


L'Averla piccola può dirsi un uccello dei cespugli: nel suo territorio devono infatti esserci zone a fitta copertura vegetale, meglio se spinosa.  Anche gli adulti, in particolare il maschio, fanno udire frequentemente dei forti «tsec,tsec» poco armoniosi e ripetuti in serie. Il canto invece, pur essendo molto vario, armonioso e molto ricco di imitazioni, è poco sonoro e viene emesso molto saltuariamente. È la più comune delle averle e la meno timida; soprattutto il maschio si lascia osservare frequentemente, posato sulla cima di un cespuglio o su un filo elettrico mentre gira il capo in tutte le direzioni in cerca di preda oppure, se eccitato, mentre agita in modo
caratteristico la coda, spiegandola e muovendola su e giù o lateralmente. Anche in volo assume un aspetto inconfondibile per le ali appuntite, la lunga coda e la traiettoria ondulata. Lunghezza 17 cm. Peso 27- 38 gr.
 


Foto 3 – Femmina di Averla piccola con preda.

COSA MANGIA
Alimentazione molto varia, ma principalmente a base di insetti: Coleotteri (Scarabeidi, Carabidi, Silfidi, ecc.), Lepidotteri (Pieridi, Arctiidi, ecc.), Imenotteri (specialmente Bombus, Psithyrus, Vespa, ma raramente Apis), Ortotteri e Ditteri. Non disdegna i piccoli vertebrati, come toporagni, arvicole e topi, mentre gli uccelli, soprattutto giovani passeracei (ma anche piccoli gallinacei), sembrano predati esclusivamente da «specialisti» e di solito durante periodi di cattivo tempo; infine entrano a far parte della dieta anche lombrichi, ragni, rane, lucertole e perfino piccoli pipistrelli. Molto caratteristica, ma non osservabile ovunque, è l'abitudine di infilzare prede su spine, ramoscelli o anche sui fili spinati, di solito in punti ben precisi del territorio; normalmente il cibo è consumato subito o entro qualche ora e solo raramente il surplus viene accumulato in queste «dispense».
 



Foto 4 - Maschio di Averla piccola con preda.


IL NIDO, LE UOVA, I PICCOLI
I maschi occupano le località di nidificazione in leggero anticipo rispetto alle femmine e subito si mostrano molto attivi e rumorosi nelle dispute territoriali. All'arrivo delle femmine iniziano le parate nuziali: il maschio si posa davanti alla femmina, assume una posizione stirata verticalmente col becco puntato al cielo, dondolandosi e agitando il capo si piega in avanti, mostrando alternativamente il petto rosa e il dorso contrastato; offre anche del cibo alla compagna e, con le ali vibranti ed emettendo brevi strofe di canto, la invita verso il luogo scelto per il nido. Questo viene posto, tra i 70 cm e i 2 metri, in un cespuglio spinoso o, meno comunemente, su un albero;
costruito in parte dal maschio e completato dalla femmina in una decina di giorni, consiste di una solida coppa di muschio e steli posata su una base un po' disordinata e con elementi più grosso- lani; l'interno è imbottito di sottili fili d'erba, crini, radichette, piume e anche lanuggine.
 



Foto 5 – Maschio intento a imbeccare i piccoli, a questo sta dando un Calabrone.


Viene deposta una sola covata all'anno tra l'inizio di maggio e i primi di giugno; consiste normalmente di 5-6 (più raramente 3-7) uova covate per 14-16 giorni quasi esclusivamente dalla femmina che il maschio rifornisce regolarmente di cibo. I pulcini vengono riscaldati ancora per una settimana dopo la schiusa, mentre il maschio si occupa da solo della ricerca del cibo; successivamente sono alimentati da entrambi i genitori per il resto della permanenza al nido (in totale 12-16 giorni) e poi ancora per 3-4 settimane. Negli ambienti più favorevoli la specie è presente in densità, annualmente anche molto variabili, comprese tra le 2 e le 8 coppie ogni 10 ettari. Popolazioni così dense si rinvengono ormai solo in montagna o dove l'agricoltura non ha radicalmente modificato il paesaggio delle campagne.

LA MIGRAZIONE
Sverna in gran parte dell'Africa centro-orientale e meridionale e la sua migrazione è di tipo circolare, attraversando regioni diverse in autunno e in primavera: nel viaggio di andata tutte le popolazioni europee entrano in Africa dalla parte nord-orientale, dirigendosi poi verso sud, ma al ritorno piegano decisamente verso est per raggiungere l'Europa attraverso la penisola Arabica. In Italia è l'averla più comune e diffusa, trovandosi un po' ovunque nella penisola e nelle isole, tanto in pianura che in montagna fino ai 1.800 m. Sembra un po' meno frequente al sud, dove, almeno in certe regioni (Sicilia), prevale l'Averla capirossa. È specie estiva, di passo e solo eccezionalmente invernale; i primi individui in primavera sono segnalati alla fine di aprile, ma la maggior parte si stabilisce in maggio; la partenza degli adulti avviene già ai primi di agosto, mentre il grosso dei
giovani abbandona l'area natale solo in settembre.
 




Foto 6 – Giovane di annata, i giovani sono gli ultimi a migrare.


Tecnica di scatto e attrezzatura.
(Foto 1)
Canon EOS 7DMK2, obiettivo Canon EF 600mm is2 + Extender canon 1,4x III - Parametri di scatto 1/800 f/9, ISO 1000.
(Foto 2)
Canon EOS7DMK2, obiettivo Canon EF 600mm is2 + Extender canon 1,4x III - Parametri di scatto 1/1600 f/9, ISO 1600.
(Foto 3)
Canon EOS 5DSR, obiettivo Canon EF 100-400is2 - Parametri di scatto 1/800 f/10, ISO 500
(Foto 4).
Canon EOS1 dmk4, obiettivo Canon EF 600mm is2 - Parametri di scatto 1/1600 f/10, ISO 1200
(Foto 5)
Canon EOS 7DMK2, obiettivo Canon - EF 600mm is2 Parametri di scatto 1/1000 f/9, ISO 500
(Foto 6)
Canon EOS 5DSR, obiettivo Canon EF 100-400is2 + Extender canon 1,4x III - Parametri di scatto 1/1600 f/9, ISO 2500.

Foto © Giordano Tognarelli
 

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1 commenti finora...

Re: AVERLA PICCOLA - Lanius Collurio

Era molto buona allo spiedo quando si potea cacciare col mi nonnino certi schidioni di godimento

da Paolino  26/11/2021 14.03