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"CacciaPensieri"

Caccia e filosofia


martedì 18 novembre 2008
    

Massimo ZaratinLa primissima forma di filosofia è nata con l’osservazione razionale della natura. Non è infatti immaginabile uno sviluppo di pensiero se questo non incentra tutte le sue ricerche sull’osservazione del “non artificiale” che ci circonda. Dagli aspetti fisici a quelli metafisici, l’uomo ha cercato di mantenere sempre un contatto diretto con madre natura e le sue più grandi illuminazioni, veri e propri bagliori derivanti dall’umana intuizione, gli sono state conferite grazie al rapporto che ha sempre saputo tenere con essa.
Più si vive l’ambiente naturale e più viene stimolata la riflessione dell’uomo.
Per un certo verso i cacciatori partecipano attivamente a queste contemplazioni e la loro passione non è mai fatta di sola attività venatoria in quanto assumono a stile di vita una forma più ampia di contatto con la natura, vivendola in ogni loro forma ed integrandosi perfettamente con essa nello svolgimento di tutte quelle attività che da sempre vedono l’uomo quale parte integrante della Creazione.
La caccia e la pesca hanno stimolato, e continuano a stimolare, sentimenti che, tradotti in poesia, descrivono la nostra terra, le albe, i tramonti, i fiumi ed i boschi e con essi quel bisogno che nutriamo fin dai nostri primi passi di poter vivere la natura nella maniera che ci compete e così come è stata offerta.
Questa rubrica vuol essere testimonianza, nonchè angolo di personali riflessioni, su come grandi pensatori del passato, abbiamo assunto la natura quale loro punto di riferimento. Ci si riconosca, noi liberi fruitori dei beni della natura, nelle albe che viviamo, negli odori degli alberi e delle paludi che respiriamo, nel rapporto che abbiamo saputo sviluppare con la vera essenza dell'Essere.
Propongo oggi due riflessioni importantissime di Wolfgang Goethe, filosofo del romanticismo, che in riferimento al rapporto uomo natura affermava:

"Tutto ciò che l'uomo può raggiungere nella vita è che il Dio-natura gli si riveli"

"Chi vuole l'essere supremo deve volere il tutto; chi tratta dello spirito deve presupporre la natura, chi parla della natura deve presupporre lo spirito. Il pensiero non si lascia separare da ciò che viene pensato, la volontà non si lascia separare da ciò che viene mosso".


Buone riflessioni venatorie!

 Massimo Zaratin

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3 commenti finora...

Re:Caccia e filosofia

Forse ha ragione Giovanni chi ha dentro di sè la caccia come passione è più fortunato degli altri.

da Gigi 24/11/2008 18.54

Re:Caccia e filosofia

La natura è un Dio visibile solo a chi ne diventa parte non ipocrita, a chi sa che a volte è spietata ed a volte offre i suoi frutti con la stessa benevolenza. Rispettarla secondo me non significa abbandonarla a se stessa ma coglierne i frutti per quanti ce ne può dare pensando al domani. Così vivo la caccia, rispettosamente ma con l'istinto di un predatore raziocinante, perchè quello sono anzi lo siamo tutti, cacciatori e non cacciatori.

da Alfredo F. 21/11/2008 17.56

Re:Caccia e filosofia

Io cacciatore consapevole immerso e parte di ciò che mi circorda, figlio di cacciatore, così tanto figlio che la caccia è un continuo ricordo, così tanto immerso che mi rende un fortunato.

da Giovanni R. 20/11/2008 17.42