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Liguria, Alessio Piana: “Gli ultimi cinque anni a difesa della caccia”


giovedì 10 settembre 2020
    

 
Come abbiamo visto, la Regione Liguria recentemente si è adeguata alle decisioni del Tar approvando un nuovo calendario venatorio ed ha appena deliberato una giornata in più settimanale per la caccia in appostamento a colombaccio, tordo bottaccio e merlo. In occasione di questa novità, abbiamo sentito l’uomo chiave della caccia in Liguria: Alessio Piana. Genovese, 43 anni, si occupa di caccia da quando ne aveva 16. Dopo tanti anni come esperto della materia in Regione Liguria, negli ultimi anni è stato eletto Presidente del Consiglio comunale di Genova, ricoprendo, il ruolo di capo della segreteria dell’Assessorato regionale all’Agricoltura e Caccia. Nella sua vita ha anche gestito un campo addestramento cani e un circolo di cacciatori nel comune di Genova con più di 400 iscritti.
 

Piana, cinque anni di legislatura regionale vissuta da tecnico, scrivendo leggi, difendendole dai ricorsi degli ambientalisti, dialogando con i cacciatori. Alla fine di questo percorso, sono state molte le sfide che hanno riguardato la caccia... 
 

Si. La caccia, soprattutto da alcuni anni, sta subendo parecchie restrizioni imposte da normative europee e nazionali. Assistiamo a costanti ricorsi da parte degli ambientalisti perché il calendario venatorio regionale non può più essere approvato con lo strumento della legge, ma come atto amministrativo, e questo permette ad alcune associazioni di presentare ricorsi pretestuosi al Tribunale amministrativo regionale, bloccando talvolta le stagioni di caccia a metà del loro periodo. Come Regione Liguria ci siamo battuti molto perché queste restrizioni e questi attacchi non ottenessero successo. C’è, ad esempio, chi vede i cinghiali come animali da domestici e li nutre di nascosto, snaturando gli equilibri degli ecosistemi, e nel frattempo ci confrontiamo con burocrati che siedono a Bruxelles o a Roma e che nulla sanno della Liguria, ma pensano di conoscere il nostro ecosistema meglio di noi.
 
Condizione che vi ha obbligato anche a una difesa serrata nei tribunali.

Si, ma siamo convinti di essere nel giusto. Dalla parte nostra abbiamo la legge, i dati scientifici e il buon governo del territorio, dall’altra troviamo le ideologie. Per questo motivo abbiamo predisposto, ed è in corso al Consiglio di Stato, un’azione legale nei confronti del “silenzio – inadempimento” di ISPRA che sostiene di non essere in grado di stabilire la “piccola quantità” come previsto dalla legge 157/1992 per le specie per le quali è stata richiesta l’autorizzazione al prelievo in deroga.
 
Tra questi vincoli, ad esempio, l’obbligo di annotare sul tesserino venatorio al momento dell’abbattimento.

Proprio su questo punto ci siamo battuti con forza. La Liguria è stata l’unica regione in Italia a resistere all’obbligo di annotazione sul tesserino venatorio al momento dell’abbattimento imposto dal governo nazionale, e la prima a introdurre la possibilità di annotare i capi solo dopo l’abbattimento accertato.
 
Ma sono diversi i punti su cui siete intervenuti. Proprio a fronte di queste restrizioni nazionali ed europee, la Liguria ha invertito la rotta dando una spinta a chi vuole avvicinarsi alla caccia.

Esatto. Fra le molte cose che abbiamo fatto, ci siamo impegnati per rinnovare la commissione esami per l’abilitazione venatoria e, insieme a questo intervento, è stato adottato il nuovo testo di preparazione con il quiz online gratuito e a disposizione di tutti. Questo intervento permetterà a chiunque, senza ostacolo alcuno, di intraprendere il percorso per abilitarsi all’attività venatoria. Abbiamo anche abolito il pagamento della tassa regionale per il primo anno di esercizio da parte dei neo cacciatori. Un incentivo importante a chi vuole iniziare a praticare questa magnifica attività. La passione va sostenuta e non ostacolata.
 
Importanti anche le novità sulle maggiori libertà per l’attività di caccia.

Sono stati aboliti i limiti settimanali delle giornate per la caccia di selezione agli ungulati. È stato introdotto il principio dello scomputo delle giornate di caccia svolte nelle aziende agri turistico venatorie dal calcolo complessivo delle tre settimanali. Le due giornate di caccia a gennaio nelle ZPS saranno a scelta e non solo al sabato e domenica. È stato specificato con legge cosa si si intende per strade carrozzabili dalle quali prestare le distanze per l’esercizio della caccia, stabilendo che queste, anche se non asfaltate, devono essere normalmente percorribili da qualsiasi veicolo per l’intera tratta per essere vietate alla caccia. È stata prevista la possibilità di addestrare i cani sulla beccaccia per tutto il mese di marzo e in tutti i boschi della regione, inoltre, sono state semplificate ed estese le modalità di addestramento cani nelle apposite strutture, sia fisse, che temporanee, con e senza abbattimento, ed è stata anche normata la possibilità di addestrare e fare le prove per i cani da traccia.
 
Anche per gli appostamenti, in Liguria le norme sono state riviste radicalmente.
 

Ci siamo impegnati molto su questo punto. Ad esempio, abbiamo deliberato le modalità di rilascio e rinnovo degli appostamenti fissi, utilizzabili anche da parte di altri in assenza del titolare o suo delegato. Un’altra novità importate è stata l’introduzione della procedura semplificata per la realizzazione degli appostamenti e dei palchi per la migratoria che sono ritornati a essere edilizia libera. In questo modo è stato stabilito che, l’assenso del proprietario o conduttore, si intende quando non arriva un esplicito diniego, e ciò permetterà di mantenere la struttura temporanea dell’appostamento, che sia sbaraggia o palco, per l’intera stagione venatoria, senza doverla rimuoverla a fine giornata.
 
Maggiori anche i controlli e le sanzioni contro chi ostacola la caccia.

Come primo punto abbiamo introdotto con legge il divieto di disturbo dell’attività venatoria con relativa sanzione da applicare ai trasgressori. In secondo luogo, è stata istituita la vigilanza regionale riorganizzando le polizie provinciali che sono state smantellate. Un gruppo di operatori che compie interventi quotidiani nel controllo della fauna e del territorio. Tutta la materia della vigilanza volontaria, compreso quella ambientale, dai corsi, all’autorizzazione, è diventata di competenza della Regione che si occuperà anche di disporne le linee di indirizzo e coordinamento.
 
Alla fine sono tante le novità introdotte, con interventi mirati ed eseguiti da chi, come lei, conosce la materia da decenni e pratica la caccia.

Credo che conoscere, praticare e amare la caccia, sia fondamentale per intervenire in materia. Negli anni abbiamo visto agire legislatori ideologizzati contro il mondo venatorio, e i loro interventi hanno spesso causato radicali e dannosi squilibri sul territorio. L’uomo da sempre caccia e da sempre la sua attività è uno degli elementi di equilibrio dell’ambiente e degli ecosistemi. Pensiamo, ad esempio, soltanto ai danni che i cinghiali provocano alle aziende agricole e al mantenimento dei muretti a secco o delle strade di campagna. Rifiutare ciò, è soltanto cecità. Per questo motivo la nostra azione in cinque anni è stata di sistema. Complessiva su tutti i punti. Abbiamo, infatti, predisposto un ingente quadro di nuovi regolamenti che sono andati a intervenire in materia di: risarcimento danni agricoltura; caccia al cinghiale in forma collettiva; caccia di selezione degli ungulati; aziende faunistiche e agrituristiche; allevamento di fauna selvatica a scopo alimentare, di ripopolamento e amatoriale; controllo faunistico; attività di vigilanza volontaria; allevamento vendita e detenzione di uccelli utilizzati come richiami vivi; soccorso recupero e momentanea detenzione di fauna selvatica ferita o in difficoltà. Regolamenti che vanno tutti nella direzione di snellire, semplificare e sburocratizzare le procedure e le modalità di caccia, mantenendo un equilibrio tra le componenti venatorie, ambientali e agricole.
 
Infatti il vostro intervento è stato ampio, ed è andato a toccare il mondo venatorio nel suo complesso e non solamente l’attività di caccia.

Esatto. Per portare un solo esempio, è stata approvata perfino una nuova legge sulla tassidermia che semplifica e rende sanabile la detenzione di trofei e preparati tassidermici.
 
Lei, Piana, per concludere, è uomo di esperienza tecnica e politica. Oggi è Presidente del Consiglio comunale di Genova. Presidente del Consiglio delle Autonomie Locali della Regione Liguria. Membro dell’Ufficio di Presidenza Anci Liguria e del Consiglio nazionale. È stato a lungo consigliere comunale di Genova. Ha collaborato e collabora da quasi 20 anni con gli assessorati regionali all’Ambiente e all’Agricoltura. Oggi è candidato al Consiglio regionale della Liguria, con lo slogan "Se c'è Piana c'è caccia". La caccia è al centro del suo programma. Perché?

Ho preso il porto d’armi a 18 anni, prima ancora di prendere la patente, e ho aspettato con fervore negli anni della mia adolescenza che giungesse questo importante momento. Da allora, con i miei più cari amici, vivo la caccia intensamente e non so immaginare la mia vita senza questa grande passione. Passione che contraddistingue anche il mio impegno nelle istituzioni e che mi piacerebbe mettere a servizio della caccia nella nostra splendida regione. Credo che la caccia sia tradizione, passione, amore per l’ambiente, rispetto e conoscenza della fauna, garanzia di onestà. Ognuno di noi cacciatori potrebbe aggiungere altre cose. Ogni cacciatore vive questa passione a modo suo, ma tutti insieme costituiamo una categoria della quale essere orgogliosi. Tutto ciò che ci circonda è animato da continui cambiamenti. Le attività tradizionali e la cultura rurale, rischiano di soccombere, strozzate dal frenetico vivere di oggi, trascinando con loro preziose consuetudini e valori. Solo la cultura del mondo rurale, legata com’è al naturale susseguirsi delle stagioni, offre ancora un sapore autentico ed è qui che le nostre tradizioni trovano le ragioni per essere testimoniate. La caccia, come più antica espressione dell’uomo ed elemento portante della ruralità, merita questa preservazione. È compito di ognuno di noi conservarne ogni singola sfumatura dal passato al presente e tramandarla alle generazioni future, incrementando la nostra sensibilità ecologica e insegnando a vivere caccia e natura sotto un’unica veste, rispettosa da ambo le parti. Io cerco di farlo da sempre anche attraverso il mio impegno politico.
 


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6 commenti finora...

Re:Liguria, Alessio Piana: “Gli ultimi cinque anni a difesa della caccia”

Vedremo come si muoverà in modo coerente con il passato o se verrà inghiottito dal sistema politico.

da bretone 11/09/2020 18.43

Re:Liguria, Alessio Piana: “Gli ultimi cinque anni a difesa della caccia”

Grande Alessio,difendi la nostra passione

da Atcge1 11/09/2020 12.08

Re:Liguria, Alessio Piana: “Gli ultimi cinque anni a difesa della caccia”

Grande Alessio Piana,lo conosco e lo stimo come il suo mentore Francesco Bruzzone.Sono certo che ce la farà e sarà una garanzia per i Cacciatori Liguri.

da Fortunato Busana Presidente Regionale CPA Lombardia 11/09/2020 11.42

Re:Liguria, Alessio Piana: “Gli ultimi cinque anni a difesa della caccia”

NON sono ligure tanti Auguri di buon lavoro ragazzo,che ce nè tanto da fare!!!!!

da Fucino Cane 11/09/2020 0.20

Re:Liguria, Alessio Piana: “Gli ultimi cinque anni a difesa della caccia”

Con tutto rispetto per Alessandro,ma parlando di caccia,questo è il PIANA,quello buono, che serve ai cacciatori

da Mino 51 10/09/2020 16.05

Re:Liguria, Alessio Piana: “Gli ultimi cinque anni a difesa della caccia”

Alessio ti faccio tantissimi auguri sono sicuro che continuerai a difendere noi cacciatori

da Zubbiani Giacomo 10/09/2020 13.05