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PRIMA LICENZA CACCIA, Marco Castellani "Cesene e pavoncelle"


venerdì 23 maggio 2014
    

La mia famiglia viveva in un appartamento a Milano e a tutti gli effetti ne hanno sempre fatto parte a pieno titolo anche i cani di mio Padre, Giovanni, appassionato cacciatore che mi ha trasmesso questa grande passione.

Fin da piccolino ho sempre cercato di farmi portare a caccia provando ogni strategia: farmi trovare già pronto e vestito quando Papà si alzava o farmi trovare già giù alla macchina. Purtroppo molto spesso mi toccava restare a casa e aspettare con trepidazione la sera quando Papà sarebbe tornato per corrergli incontro e vedere cosa aveva preso.

Fortunatamente a volte riuscivo a convincerlo e così a partecipare da accompagnatore a qualche cacciata, magari quando usciva da solo e non era in compagnia dei suoi amici così da non essere di intralcio a nessuno.

Poi crescendo sono diventato accompagnatore fisso e infine, finalmente, membro effettivo della squadra con la mia brava licenza in tasca. Ma non è stato facile. Nel settembre del 1977 compivo 16 anni e non vedevo l'ora di conseguire la sospirata licenza con l'autorizzazione e le firma di Papà, che già mi aveva regalato una bella doppietta Bernardelli S. Uberto con uno scudetto sul calcio riportante incise le mie iniziali. Già mi vedevo andare a servire Birba in ferma, la nostra Bretoncina di allora, ma non avevo fatto i conti con la sfortuna.

Proprio in quell'anno, infatti, fu approvata la legge n. 968 che sposto' l'età della licenza ai 18 anni. Quando andammo a consegnare i documenti per iscrivermi all'esame e appresi tale "ferale" notizia fu per me come prendere una pugnalata.

Così la mia prima licenza arrivo' solo nel gennaio del 1980 e ricordo benissimo la mia prima uscita "ufficiale".

Di solito Papà andava a caccia con il suo grande amico Renato e con Fabio, di pochi anni più vecchio di me e figlio di un altro amico di Papà, Claudio, purtroppo venuto a mancare ancora giovane qualche anno prima.
Quel giorno di gennaio 1980 però eravamo soli io è Papà e partimmo per Nibbia, in provincia di Novara, dove avevamo trovato un buon posto per pavoncelle e cesene: un grande prato dove erano rimaste le tracce di una recente nevicata e che confinava con un filare di vecchi pioppi.

Lasciata Birba a riposo decidemmo di dedicare la giornata a questo tipo di caccia da appostamento. Ricordo l'emozione provata caricando la vecchia R4 con stampi, capannino e, finalmente, anche il mio fucile. Non mi sembrava vero. Continuavo con la mano a "palpare" i foderi sul sedile posteriore per avere sempre conferma che fossero davvero due.

Era una giornata fredda e serena. Giungemmo sul posto che stava appena facendo chiaro. Montammo il capannino a ridosso della fila di pioppi e posati gli stampi nel prato davanti a noi iniziammo l'attesa dei selvatici. Sentivo il cuore che mi batteva in gola mente scrutavo il cielo cercandovi il primo volo di uccelli.

Non passo' molto tempo e l'arrivo di un bel voletto di cesene fu anticipato dal loro inconfondibile canto. Papa' fece un bel doppio mentre io ne abbattei solo una di seconda. Corsi subito a raccoglierla: il mio primo selvatico con la licenza.

Poi arrivo' il primo volo di pavoncelle, attratte più dagli stampi che dai nostri un po' maldestri tentativi con i fischietti a bocca. Papa' mi diceva: "aspetta, sono lunghe. Aspetta, aspetta....Ora!".

Mentre una pavoncella colpita da Papà cadeva, io vuotavo invano la mia doppietta dietro alle altre che riguadagnavano quota con agilità lasciandomi in bocca l'amaro della prima bolletta da patentato.

Per fortuna quella mattina ebbi molte altre occasioni di riscatto e verso mezzogiorno avevamo un bel mazzetto misto di cesene, pavoncelle e .... di altre "bollette" alcune delle quali veramente incredibili.

Tornando a casa, mente Papà guidava, io continuavo ad ammirare i selvatici catturati e già pensavo con trepidazione alla prossima uscita. Ero felicissimo e anche Papà lo era per questa prima giornata di caccia vera vissuta assieme.

Dopo quel giorno indimenticabile ne sono venuti molti altri bellissimi anche se, purtroppo, un brutto male ha portato via mio Padre nel novembre del 1986 quando aveva solo 58 anni.

Delle tante esperienze di caccia vissute assieme a lui e agli amici Renato e Fabio (con il quale ancora oggi mi accompagno) mi restano ricordi bellissimi.

Ma quello che penso sia il vero valore di dividere la stessa passione tra genitori e figli e' che si realizza un rapporto che va oltre a questi ruoli familiari. Al rispetto e all'amore che si prova per il proprio genitore si aggiungono un'intimità, una confidenza e un reciproco senso di appartenenza, un'amicizia veramente particolare, che ben difficilmente a mio parere si possono altrimenti realizzare.

Sei allo stesso tempo genitore o figlio, compagno d'avventura e amico. Ti ritrovi a parlare con tuo Padre di cose che forse normalmente si faticano ad affrontare con tanta spontaneità e semplicità.

E ancora oggi che le mie licenze sono diventate 35, non passa giorno che non pensi a lui ancora in quel modo, a lui come Padre, come amico e compagno di caccia, ringraziandolo per tutto quello che mi ha dato e per avermi fatto ammalare di questa splendida malattia che è la caccia.

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8 commenti finora...

Re:PRIMA LICENZA CACCIA, Marco Castellani "Cesene e pavoncelle"

Come dici tu,è una "MALATTIA-PASSIONE",che ci tramandiamo di generazione in generazione(prima mio padre,adesso mio figlio) e sono EMOZIONI INDESCRIVIBILI,quando vado da solo è come se mi manca una "COSTOLA"......Vallo a spiegare a certa gente....un saluto a tutti w LA CACCIA SEMPRE.

da MARCELLO64 24/05/2014 20.42

Re:PRIMA LICENZA CACCIA, Marco Castellani "Cesene e pavoncelle"

le mie licenze sono 34 i primi anni ho praticato tutti i tipi di caccia ma quando ho visto il primo volo di anatre sul chiaro e stato amore a prima vista oggi pratico solo la caccia agli anatidi ma le emozioni sono rimaste identiche.ciao marco

da giorgio da cesenatico 24/05/2014 17.43

Re:PRIMA LICENZA CACCIA, Marco Castellani "Cesene e pavoncelle"

Marco sono quel Franco di Verona che tu conosci bene, la mia licenza è del 12 agosto 1955, ma è come fosse stato ieri, AVANTI SEMPRE.

da Franco 23/05/2014 21.20

Re:PRIMA LICENZA CACCIA, Marco Castellani "Cesene e pavoncelle"

bravo marco, davvero una bella storia la tua. e delle tue esperienze familiari di caccia e di vita. certo, allora era un altro mondo. che tristezza averlo perso. siamo più ricchi (in genere), ma non credo che siamo più felici

da victor 23/05/2014 15.15

Re:PRIMA LICENZA CACCIA, Marco Castellani "Cesene e pavoncelle"

Bravo Marchino ke grandi emozioni!

da massimo marracci 23/05/2014 15.14

Re:PRIMA LICENZA CACCIA, Marco Castellani "Cesene e pavoncelle"

QUESTI SONO BEI RACCONTI DA LEGGERE , NO COME CERTI CHE PERCHè HANNO SOLDI PENSANO DI ESSERE CHISSA' CHI .................

da SIMON 23/05/2014 14.19

Re:PRIMA LICENZA CACCIA, Marco Castellani "Cesene e pavoncelle"

Complimenti presidente!!!

da Rinaldo Bucchi 23/05/2014 13.23

Re:PRIMA LICENZA CACCIA, Marco Castellani "Cesene e pavoncelle"

Mi ha fatto rivivere le stesse cose, emozionandomi!! Le mie licenze sono 45 e ancora oggi, le emozioni sono le stesse. Quando Dio vorrà, muorirò cacciatore.

da Marco Zambonelli 23/05/2014 11.51