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In Francia sono i cacciatori che gestiscono la protezione ambientale


martedì 20 novembre 2012
    
Nata grazie ai fondi dei cacciatori, in Francia sta muovendo i primi significativi passi una Fondazione che si occupa di acquisire aree naturali di importanza nazionale, regionale o locale e organizzare il recupero di ambienti degradati, nonché informare ed educare la popolazione sull'importanza della difesa delle risorse naturali e incoraggiare le buone pratiche ambientali. Amministrata dai presidenti delle federazioni dipartimentali dei cacciatori, un team di scienziati e un rappresentante del Ministero dell'Ambiente, la fondazione acquista territori con i propri fondi e acquisisce quelli donati da cacciatori e amanti della natura che ne intendono assicurare la conservazione anche dopo la loro dipartita.

La fondazione ha grandissime potenzialità grazie all'enorme forza economica che ruota attorno al popolo dei cacciatori. Con oltre 1.450.000 cacciatori soci,  la Fondazione per la protezione di habitat naturali ha a disposizione ogni anno un bilancio di grandi dimensioni che finora ha permesso di gestire un patrimonio di circa 4 mila ettari in 43 contee. Tutte queste zone sono gestite direttamente dalle federazioni dei cacciatori, con la partecipazione delle comunità locali. In sostanza la trasposizione nella realtà di ciò che si prefigge la Rete Natura 2000. 

La gestione delle federazioni dipartimentali cacciatori spesso mira infatti a mantenere l'attività rurale tradizionale del luogo proprio per favorire la crescita della biodiversità. In molti casi le terre acquisite sono lasciate ai loro vecchi proprietari per permettere il perpetuarsi di antiche pratiche agricole in grado di favorire lo sviluppo della fauna selvatica. Il ruolo educativo di questi territori – si legge sul sito della Federazione nazionale dei cacciatori - deve essere l'occasione per mostrare il coinvolgimento dei cacciatori a salvaguardia dell'ambiente e per introdurre i giovani alla scoperta di una natura selvaggia e variegata. E 'in questa prospettiva che circa un quarto del territorio gestito dai cacciatori è, o sarà aperto al pubblico. Sono già  150 oggi i siti protetti dalla Fondazione. L'azione congiunta di tutti i cacciatori in Francia su queste aree conferma il ruolo di "sentinella" del cacciatore nel mantenimento degli habitat per la fauna selvatica, un ruolo che è sotto gli occhi di tutti e per cui l'opinione pubblica non può che essere grata. 

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14 commenti finora...

Re:In Francia sono i cacciatori che gestiscono la protezione ambientale

Cos'è una presa per il [email protected]@?Noi siamo in italia,sarebbe come andare a dire agli abitanti del biafra che in europa la gente non muore di fame.

da maxx 21/11/2012 11.32

Re:In Francia sono i cacciatori che gestiscono la protezione ambientale

Prima prendiamocela con le AAVV che non vogliono l'unità in un'unica associaciazione come in Francia e poi possiamo anche parlare di gestire territori comprati con i nostri soldi, non vi sembra ? I media badano ai dindini chi più ne porta più tiene parola. Cordialita.

da jamesin 20/11/2012 23.53

Re:In Francia sono i cacciatori che gestiscono la protezione ambientale

PERCHE' E SI VEDE CHE I FRANCESI HANNO LE PALLE NOI NON SIAMO BONI A UNA SEGAAAAA--

da ENRICO LIVORNO 20/11/2012 18.23

Re:In Francia sono i cacciatori che gestiscono la protezione ambientale

La base del mondo venatorio deve chiedere il cambiamento. Chiedete alle vostre AAVV di non sperperare i soldi per manifestazione, feste e conferenze o convegni vari, ma di acquistare terreni vocati alla caccia o da riqualificare. Noi dell'AIW con le donazioni raccolte con il 5 x 1000% lo stiamo già facendo e diamo conto agli iscritti di come spendiamo i soldi raccolti!

da Giancartlo D'Aniello 20/11/2012 16.38

Re:In Francia sono i cacciatori che gestiscono la protezione ambientale

quello che conta è creare dei modelli, quanti è una cosa secondaria

da Fromboliere 20/11/2012 16.36

Re:In Francia sono i cacciatori che gestiscono la protezione ambientale

scusate il wwf in italia gestice 30.000 ettari; solo l'oasi di monte arcosu è grande 3600 ettari acquistati dall'associazione nel 1984. la nostra ambizione i 4000 ettari di 1.400.000 cacciatori francesi? un po' pochini.....

da luigi 20/11/2012 16.03

Re:In Francia sono i cacciatori che gestiscono la protezione ambientale

Teniamoci questa caccia fasciocomunista, aggrappiamoci all'art. 842 del cc e andremo sempre meglio! Impariamo dagli altri in Europa come si fa seria gestione e quindi una caccia intelligente e sostenibile! Ma quali aavv sono peggio dei politici, abbiamo bisogno anche nella caccia di riforme radicali e di tecnici seri.

da vecchio cedro 20/11/2012 15.24

Re:In Francia sono i cacciatori che gestiscono la protezione ambientale

E’ quindi chiaro che se la caccia, non separata dalla pesca, vuole essere una risorsa si deve mettere in condizioni di essere usufruita al meglio ed in modo moderno ed è qui che entra in gioco l‘ imprenditoria, che necessariamente non deve essere solo privata, potrebbe essere consorziale, cooperativa, sociale. La caccia, intesa come una azienda, in una iniziativa che escluda da queste attività l’ inserimento di beneficiati politici, deve fornire opportunità professionali e quindi dare anche lavoro ed è così che si va verso la gestione territoriale. Il territorio venatorio deve essere gestito come un parco: si deve accreditare di strutture professionali che producano modelli degni di potersi confrontare con il pubblico, sullo stesso e anche migliore modello, proposto dall’ ambientalismo antivenatorio. A questa struttura deve essere data la possibilità di acquisire il diritto di garantire alla selvaggina la compatibilità con il territorio stesso anche remunerando i contadini, in sinergia con loro stessi, ricreando condizioni che dimostrino come caccia ed ecologia siano inscindibili. Una riforma studiata scientificamente, da giovani biologi, ittiologi, zoologi che offra consulenza ed opportunità, recuperando terreni di proprietà abbandonati, sostenendo questa attività, purché con sistemi non intensivi, in pace con la vocazione dei luoghi e delle loro colture primordiali. Che sponsorizzi i propri prodotti, da inserire in mercati a km zero. Che riporti disinquinamento nei terreni e nelle acque dei canali, dove si dia spazio anche alla itticoltura. Chi ama la caccia non può non amare la pesca, l’ allevamento, l’agricoltura. Una volta realizzato questo progetto, perfino la parola ‘cacciatore’ potrebbe non esistere nemmeno più, creando seri problemi ad ogni ambientalista.

da Fromboliere 20/11/2012 15.23

Re:In Francia sono i cacciatori che gestiscono la protezione ambientale

i territori importanti li hanno fatti acquistare al wwf &c i nostri cari politici nonchè in parte anche certe aavv. SE NON FACCIAMO UN UNICA A,V E' TEMPO PERSO SIAMO ANCORA IN TEMPO MA IL FINE SINE ......NON E' SOLO UNA AV CHE LAVORI NELL'INTERESSE DELL'AMBIENTE DELL'AGRICOLTURE E DEI CACCIATORI SENZ SE E SENZA MA.

da falco 20/11/2012 14.03

Re:In Francia sono i cacciatori che gestiscono la protezione ambientale

ma dove vogliamo andare....già le cinquanta multe in fatto di ambiente dimostra che polita dell'ambiente abbiamo,si ,quella di abolire la [email protected],scusa,e come possiamo farci sentire se quì nessuno ci impippa iniziando dalle nostre aavv.già lo dissi,la caccia non è altro che lo specchio del nostro paese che va a puttane.cosa fare?,iniziare da capo come hanno fatto i nostri "cigini",dalla piazza,lasciarci dietro aavv,e il tanto fantomatico art.842.

da max60 20/11/2012 12.59

Re:In Francia sono i cacciatori che gestiscono la protezione ambientale

So,Fromboliere,che questa è la tua idea di unica via d'uscita per un "tentativo" di salvaguardare la nostra passione,via d'uscita che,oltretutto,porterebbe come conseguenza anche il decadere di un certo "lassismo" morale(sempre eufemismo) che è strettamente legato a questa norma;quello che però io,dal mio punto di vista ovvio,possa ostare ad una decisione istituzionale del genere,è lo scenario costituzionale(da far west,vista la situazione italica della normativa sull'ambiente)che si aprirebbe;solo per fare il primo esempio che mi appare,in soldoni:ma allora anche le acque dovrebbero seguire lo stesso criterio.

da pietro 2 20/11/2012 12.16

Re:In Francia sono i cacciatori che gestiscono la protezione ambientale

.... revisione sul diritto di proprietà della selvaggina e sua gestione. Per essere più chiari, la selvaggina ai cacciatori, il terreno agli agricoltori, in sinergia per sostenere il ritorno ad una natura pulita.

da Fromboliere 20/11/2012 11.40

Re:In Francia sono i cacciatori che gestiscono la protezione ambientale

Eppure, anche noi cacciatori italiani siamo possessori o gestori di tanti territori la cui integrità paesaggistica e ambientale viene conservata grazie alla caccia. Poi ci sono le zone di ripopolamento e cattura. Insomma, se si riuscisse a far sapere queste cose - come fanno i francesi - non si farebbe brutta figura neanche noi. Secondo me, meno si parla di deroghe, meno si protesta e più si fa sapere quello che facciamo per la gente (volontariato e collaborazione con protezione civile compreso), più ne otterremmo vantaggi per il resto. Lo capiranno i nostri capi, soprattutto - non quelli che stanno semopre zitti - quelli che si agitano?

da Pierferdi 20/11/2012 11.09

Re:In Francia sono i cacciatori che gestiscono la protezione ambientale

E ce poco da fare I nostri cugini Francesi sono 2 generazioni davanti a noi. Come mai in italia un si riesce nemmeno a copiare quello che fanno gli altri paesi, siamo proprio dei poveracci.

da Lorenzo 20/11/2012 10.17