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07/12/2017 17.48 



Se in Europa, Asia ed Africa il nome Mauser da sempre è sinonimo di carabina con funzionamento ad otturatore scorrevole–girevole, in America il marchio Winchester è ormai diventato una leggenda. Dapprima per le sue famosissime carabine con funzionamento a leva, poi per la sua carabina bolt action Modello 70, definita da tutti gli appassionati come l’unica vera “arma del cacciatore a palla”! Il Winchester 70 è il diretto discendente del modello 54, il primo bolt sportivo costruito dalla casa di New Haven. Quest’arma come concezione meccanica non era niente di eccezionale neanche per quei tempi, perché ovviamente s’ispirava a due “mostri sacri” già esistenti, come il Mauser K98 e lo Springfieldl 1903. In aggiunta però, il mod. 54 possedeva alcune ottime caratteristiche che ne miglioravano caricatore e gruppo scatto. Il modello 54 fu prodotto dal 1925 al 1936 e fu sempre oggetto di nuovi miglioramenti. Infatti, già dai primi anni ’30, i tecnici della Winchester avevano iniziato a progettare una nuova azione che conservasse tutto quanto c’era di buono nel vecchio modello, ma che sarebbe stata in grado di dare una sostanziale spinta all’annoiato mercato interno.



I loro sforzi arrivarono a concretizzarsi addirittura nel 1934, ma a causa della recessione in atto nel paese, la produzione della nuova arma denominata modello 70, iniziò soltanto nel 1937. Negli anni a seguire questa bellissima carabina è stata costruita con stili e lunghezza di canna differenti e in molteplici versioni: dal modello Carabine al modello Featherweight, e l’elenco dei calibri per cui è stata camerata è davvero impressionante. Tutto procedette tranquillamente fino al 1964, anno in cui, inspiegabilmente, la sua produzione cessò. La bolt action modello 70, la “Rifleman Rifle”, come veniva affettuosamente soprannominata, molto amata dai cacciatori americani (era anche l’arma preferita al famoso tiratore scelto dei marines “Penna Bianca” Carlos Hathcock) nel 1968 subì una profonda revisione. Da ciò nacque l’esigenza di contraddistinguere il primo modello come pre-‘64 e tutti gli altri che seguirono come post-‘68.

Per l’identificazione, oltre alle differenze meccaniche, possono aiutarci i numeri di serie. I modelli costruiti a partire dal 1964 partono dal n° di serie 700.000, mentre quelli costruiti dopo il 1968 cominciano da 866.000. I pre-‘64 camerati in calibri magnum adottavano delle canne lunghe 26 pollici (660 mm) mentre i modelli fabbricati dopo il ’68 ne montavano lunghe soli 24” (610 mm). Il profilo dei tubi era praticamente identico, solo un po’ più rastremato quello della pre-’64, che sfruttava l’anello posto sulla canna, pochi centimetri dopo la fine della camera di scoppio, come quarto punto di aggancio tra la meccanica ed il legno. I passi di rigatura, nei vari calibri, è sempre rimasto praticamente identico. Per la produzione delle canne del modello post-‘68 la Winchester abbandonò il vecchio sistema di foratura, adottando la martellatura a freddo.




L’unica vera differenza che intercorre tra le armi sta nella diversa conformazione dell’otturatore. Il modello pre-‘64, è quello che più ci ricorda il progetto Mauser, del quale conserva molte similitudini a partire dal lungo estrattore ad unghia. Il suo corpo è ricavato da un unico pezzo e presenta un solo foro per lo sfogo dei gas. La testa, fornita di due alette di chiusura contrapposte, ha una corona di supporto per il collarino del bossolo per poco più della metà della sua circonferenza. Inferiormente si trova una scanalatura in cui si inserisce, una volta che l’otturatore è stato arretrato in fondo, l’espulsore a pivot, che è situato inferiormente nell’anello posteriore del castello. Il sistema di sicura è integrato nell’otturatore e la leva che lo aziona è posta sulla destra, sulla coda dell’otturatore dietro la leva d’armamento. Per inserirla è sufficiente arretrarla completamente bloccando così il percussore e l’otturatore. E’ possibile arrestare la leva a metà del percorso, ottenendo così il solo blocco del percussore, cosa questa che rende possibile manovrare l’otturatore in sicurezza sia per lo scaricamento dell’arma sia la semplice sostituzione della cartuccia in camera. L’otturatore del modello post-‘68 differisce da quello del pre-‘64 soprattutto nel sistema di estrazione ed espulsione del bossolo. E’ scomparso il lungo estrattore a unghia ed al suo posto ne è stato inserito uno molto più semplice (e indubbiamente meno funzionale!) nel tenone di destra, con l’aggiunta di un piccolo pistoncino di estrazione contrapposto a 120° circa nella testa dell’otturatore.



In tutte le bolt action, durante il tragitto di chiusura l’otturatore preleva una cartuccia dal caricatore e la spinge verso la camera, nel Winchester pre-‘64 già a metà tragitto l’estrattore aggancia il fondello della cartuccia e lo prende in “consegna”, mentre quello del post-‘68 andrà a compiere l’operazione soltanto a fine corsa, quando si andrà a ruotare la manetta di armamento. Entrambi i sistemi presentano vantaggi e svantaggi, infatti può essere pericoloso cercare di caricare il modello post-‘64 tenendolo verticale o inclinato verso la destra, perché la cartuccia non vincolata può cadere a terra, mentre ciò non accade col modello pre-‘64 che può essere addirittura caricato capovolto. D’altro canto, e questo vale per tutte le azioni che si avvalgono del lungo estrattore tipo Mauser, per avere dei problemi con un otturatore Winchester pre-’64, basterà camerare una cartuccia senza prima inserirla nel caricatore o metterla direttamente in camera di scoppio per intenderci. In questo caso lo stesso spingerà la cartuccia in camera senza che l’unghia estrattrice sia riuscita ad agganciarsi sul fondello e questo impedirà alla medesima di aprirsi e conseguentemente di chiudersi.

Per ridurre i costi di produzione l’otturatore del post-‘68 fu assemblato saldando assieme tre componenti, la testa con le due alette di chiusura, il corpo e la parte posteriore con la manetta d’armamento. Alcune piccole aggiunte presenti sui modelli più recenti sono: l’indicatore di percussore armato verniciato di rosso che fuoriesce da sotto il coperchio del percussore, il coperchio del serbatoio apribile, e sotto il rampone di chiusura destro è stata posta un’unghia che ha la funzione di guidare la cartuccia in camera e di impedire impuntamenti. La necessità di contenere i costi spinse la Winchester a rivedere non solo il processo di costruzione delle azioni, ma anche quello dei castelli. Quelli dei pre-‘64 erano interamente ottenuti per asportazione di truciolo, mentre per i post-‘68 si passò alla forgiatura di precisione mediante stampaggio. Confrontando i due modelli, il vecchio e il nuovo, si capisce che ai tempi della modifica la filosofia della casa costruttrice era quella di semplificare al massimo il processo di produzione dell’arma.

Il meccanismo di scatto è rimasto comunque immutato per tutte le carabine Winchester modello 70 costruite fino ad oggi e ha sempre consentito due sole regolazioni, il peso dello scatto e la lunghezza della corsa del grilletto. Operazioni che per essere eseguite è necessario rimuovere l’azione dalla calciatura. Un’altra piccola differenza tra il modello pre-’64 e gli altri che si sono susseguiti è la larghezza del grilletto aumentata nei modelli posteriori. Anche i serbatoi sono rimasti tutti pressoché invariati, equivalendosi come meccanica, ma non come materiali utilizzati. Il primo modello s’avvaleva di un coperchio in acciaio lavorato, che fungeva da pavimento incernierato anteriormente e fissato alla vite di fermo della meccanica sotto l’anello anteriore del castello. La sua soletta elevatrice era in acciaio lavorato dal pieno, mentre nei modelli più recenti sia la soletta elevatrice in acciaio inox sia il coperchio sono in acciaio stampato. Il modello pre-‘64 era dotato di una tacca di mira abbattibile regolabile in altezza tipo Lyman o Williams con dei riferimenti graduati bianchi. La tacca era posizionata su un anello-manicotto posto sulla canna, dove una terza vite assicurava la calciatura per smorzarne le vibrazioni.

Il mirino a perla montato su rampa e protetto da un tunnel amovibile presente sul pre ’64 è rimasto invariato anche in tutti gli altri modelli successivi.

Le armi di produzione Winchester hanno sempre adottato dei bei calci, solitamente costruiti in noce americano e rifiniti sia ad olio sia con vernici epossidiche. L’ impugnatura è a pistola aperta con un contenuto Montecarlo. Alcuni modelli (quasi sempre camerati in calibri magnum) presentavano due bei tasselli di rinforzo in acciaio all’estremità del vano contenente il caricatore. Circa una decina di anni fa ci fu un’ulteriore cambio di tendenza e l’allora Direzione della Browning-Winchester BWAI decise che forse era giunta l’ora di ritornare al vecchio otturatore “pre’64” per la gioia di moltissimi cacciatori in tutto il mondo.

Le carabine Winchester sono sempre state caratterizzate da un ottimo rapporto qualità prezzo, ad oggi il nuovo catalogo della prestigiosa, anzi “leggendaria” ditta è fornitissimo e quindi in grado di soddisfare qualsiasi tipo di acquirente, dal neofita al più esigente.


Marco Benecchi

 

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13 commenti finora...

Re: “Vecchie Glorie” La carabina Winchester modello 70

UN CALOROSO BUONE FESTE A TUTTI VOI E ALLE VOSTRE SPLENDIDE FAMIGLIE.

Che il 2018 sia un anno ricco di "colpi"

Speriamo quasi tutti a segno!!!

Marco

da MARCO BENECCHI X TUTTI GLI AMICI  23/12/2017 18.18

Re: “Vecchie Glorie” La carabina Winchester modello 70

Quando un cacciatore di cinghiali passa dal 30.06 caricato con palle da 180-200 e addirittura da 220 grani (perché, credimi, c'è ancora chi è convintissimo che una palla più è pesante meglio è)

ad una da 150 crede di essere passato ad un 30.06 Magnum!!!!

Senti meno rinculo, a volte anche meno botto, ma l'effetto è MOLTO diverso sul selvatico!!!

Buona
M

da Marco B x Little  15/12/2017 11.28

Re: “Vecchie Glorie” La carabina Winchester modello 70

180 grani..lo so che sono troppi ma.devo finirle queste munizioni..per il cinghiale uso una bar hunter in 30-06...quando le finiro passero alle 150-165...se riesco invio una foto

da little john  15/12/2017 6.18

Re: “Vecchie Glorie” La carabina Winchester modello 70

Quello in alto invece sfiorava i 170 kg ma gli ho tirato "alla posta" col 375 HH...............

da Marco B x Andrea  12/12/2017 19.23

Re: “Vecchie Glorie” La carabina Winchester modello 70

Vedo con piacere che hai fatto bene i Compiti a casa!!!
Quelle da te elencate sono ECCEZIONALI fino al quintale di peso..
Oltre vanne bene ugualmente,
Caso mai dovrai tirargliene un'altra.......
Se da 150 grani, quindi MOLTO VELOCI in rapporto al calibro che sfiorano i 900 metri al secondo, vanno bene anche le altre da te elencate in un secondo tempo...-
Io che caccio i cinghiali da poco,
Quasi MEZZO SECOLO tra poco...
Uso munizioni MOLTO frangibili
Proprio quelle da te indicate,
Includerei solo le TIG - ID Classic in aggiunta!

Nel precedente articolo : Le Munizioni Hornady ho pubblicato una vecchia foto di un solengo di 158 kg
Abbattuto con UN SOLO COLPO di 308 palla SST da 150 grani...

M

da Marco B x Andrea  12/12/2017 19.22

Re: “Vecchie Glorie” La carabina Winchester modello 70

Da assiduo tuo lettore, le palle che vanno bene sotto i 50 kg dovrebbero essere le extreme point, le sst e le ballistic tip in 150 grani, le stesse come si comportano con i bestioni??
E le normali soft point, sempre in 150 grani (30.06 - 308) tipo federal, remington, winchester , geco, ecc, come vanno??
Ciao
Andrea

da Andrea  12/12/2017 14.35

Re: “Vecchie Glorie” La carabina Winchester modello 70

Sopra i 50 kg le munizioni VANNO BENE TUTTE
Io l'ho sempre detto:

La migliore munizione (calibro+palla!) per il cinghiale è quella che FERMA i cinghiali di 30-40 presi male!

Le Winchester PP sono delle Classicissime Soft Point vecchia scuola.
Più che sufficienti per qualsiasi selvatico
Che granatura e in che calibro le hai usate?
Buona
M

da Marco B x Little  11/12/2017 16.24

Re: “Vecchie Glorie” La carabina Winchester modello 70

Ciao Marco..cosa ne pensi invece delle powerpoint? Domenica ho abbattuto un verrotto sulla 70ina e devo dire che l hanno spento sul posto..

da Little john  11/12/2017 15.41

Re: “Vecchie Glorie” La carabina Winchester modello 70

Grazie, come sempre gentilissimo ed esaustivo.
Ciao
Andrea

da Andrea  11/12/2017 8.13

Re: “Vecchie Glorie” La carabina Winchester modello 70

Non potrebbero esserci due munizioni più diverse!
Se vecchie SILVERTIP erano (e sono tuttora) delle ottime munizioni ad espansione controllata, diciamo piuttosto "durine",
Mentre le Extreme Point sono quanto di più rapido ed espansivo si posso trovare oggi sul mercato.
Sono delle Hollow Point a tutti gli effetti, non lasciamoci ingannare dal puntale Nero che non è di metallo ma in materiale plastico
Le Silvertip hanno una struttura MOLTO più robusta.
Se ne trovano addirittura cariche in calibro 375 HH Mag....

Saluti
M

da Marco B x Andrea  11/12/2017 7.02

Re: “Vecchie Glorie” La carabina Winchester modello 70

Scusami per il fuori tema, le nuove winchester extreme point quanto sono simili alle vecchie silvertip con il puntale in alluminio.
Dallo spaccato a me sembrano molto simili, a parte il materiale del puntalino.
saluti
grazie
andrea

da Andrea  10/12/2017 15.36

Re: “Vecchie Glorie” La carabina Winchester modello 70

Ne ho acquistata una nuova sei mesi fa, la Classic Hunter, con la tacca di mira da battuta e il mirino in fibra ottica rosso, ma ancora non ci ho sparato nemmeno un colpo. Cal.30/06, azione Mauser CRF, otturatore che scorre liscio come l'olio e ancora non le ho fatto il rodaggio ! Devo ancora montare gli attacchi e un'ottica decente.

da Rosario  08/12/2017 13.59

Re: “Vecchie Glorie” La carabina Winchester modello 70

The rifleman's rifle! Una grande carabina

da little John  08/12/2017 8.59
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