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31/08/2016 14.59 

 
Spesso sento parlare o leggo di meravigliosi calibri tuttofare, di superlativi cannocchiali polivalenti, di spettacolari munizioni “tutto fare”, ma pochissime volte m’è capitato di sentir definire come “il vero fucile universale” l’unica arma che effettivamente è in grado di risolvere qualsiasi situazione potrebbe presentarsi sui terreni di caccia di tutti i continenti: il drilling.

Il drilling a tre canne, solitamente due lisce ed una rigata posta inferiormente, è quanto di meglio possa mai desiderare il cacciatore giramondo che con una sola arma vuole fare veramente di tutto, dalla caccia minuta a quella ai grandi selvatici dai trofei importanti. Esistono anche delle versioni speciali che di tubi ne hanno addirittura quattro, ma sono armi rarissime, molto costose e destinate più ad uso collezionistico che alla caccia vera e propria.

La buona affermazione delle armi miste nei paesi dell’Europa centrale e settentrionale, anche se le loro popolazioni hanno indubbia affinità etnica e linguistica, non può essere spiegata soltanto dalla diversità rispetto ai popoli latini per costumi e tradizioni, cultura e concetto di bellezza, carattere e sentimenti. La spiegazione è molto semplice e di natura pratica. Nei secoli passati i popoli di quasi tutti gli stati europei continuavano a cacciare sui loro territori la grossa selvaggina da pelo, pressochè scomparsa in Italia fino dal periodo medievale, perciò avvertivano ancora la necessità di utilizzare sia armi rigate sia lisce. Era per loro scontata l’esigenza di poter disporre di fucili versatili, adatti ad un uso promiscuo, che permettessero di alternare tiri alle coturnici e al camoscio, alla lepre e al cervo, al fagiano e al cinghiale.

La nascita e la diffusione dell’arma combinata risponde quindi principalmente ad uno stato di necessità. Il drilling diviene poi un fucile di gran pregio per la caccia in montagna e nelle immense foreste europee dove, come sappiamo, è possibile incontrare di tutto, ma anche in Africa, patria delle specie selvatiche più pericolose, potrebbe rappresentare un’ottima scelta. Un’arma a tre canne si presta molto bene per cacciare i grandi felini come il leone e il leopardo e come fucile da difesa abitativa nelle remote farms sperdute per il veld. Non a caso i piloti della Luftwaffe, impegnati in missione nel Continente Nero durante la seconda Guerra Mondiale, avevano come arma da sopravvivenza, custodita in una robusta valigetta di legno e pelle ben stipata sotto i sedili dei loro Stukas, un drilling Sauer & Sohn modello 30 calibro 12 – 12 – 9,3 x 74 R.

Di quelle splendide armi sembra che ne siano stati prodotte soltanto cinquecento esemplari, con la classica chiusura Box-lock - Blitz a triplice Greener, canne in acciaio Boheler Spezial Antinit e con l’aquila nazista incisa sui piani di bascula. C’è chi sostiene che sia per la scelta dell’arma sia per quella dei calibri si siano avvalsi dell’esperienza venatoria del ministro Hermann Goering, grande estimatore del 9,3 x 74 R (un calibro che con la palla giusta, non ha nessun problema ad atterrare persino l’elefante) e della tipologia d’arma.

E’ innegabile che una buona Brenneke o una scarica di pallettoni a “terzarole” (9 proiettili da 8.6 mm di diametro) tirati a breve distanza, spesso sono risolutivi anche contro animali di una certa mole. Ricordo, che alcuni appassionati safaristi si sono fatti costruire dei pregiatissimi drilling configurati con una diversa combinazione di canne: due rigate come un comune express, ma con l’aggiunta di una terza canna liscia (Doppelbuchsdrilling), proprio per avere la possibilità di poter sparare una cartuccia a munizione spezzata.

Nel nostro bel Paese la diffusione del drilling è sempre stata molto limitata e ristretta esclusivamente sull’Arco Alpino, quando da noi in Maremma l’avrei invece visto come l’arma ideale per tutte le forme di caccia, da quella di selezione a capriolo e daino, alla caccia alla penna con i cani da ferma, senza tralasciare la battuta al cinghiale, dove una delle due canne lisce caricata a piombo grosso spezzato potrebbe essere utile per un ipotetico tiro alla volpe.

Nella caccia in battuta al cinghiale il drilling non ha purtroppo la possibilità di sparare i tre colpi in rapidissima successione perché è quasi sempre fornito di due soli grilletti, perciò lo scatto della terza batteria per la canna rigata avviene mediante la commutazione di un selettore, operazione che in teoria può essere fatta anche ad arma imbracciata, ma in pratica richiede comunque una evidente perdita di tempo.

Tuttavia, se capita di sparare ad un cinghiale da una forte distanza, se i due colpi delle canne lisce caricate a palla sono andati a vuoto, oppure quando si tratta di finire un solengo ferito e magari pericoloso, la presenza della terza canna non solo è utile, ma anche rassicurante. Se è vero, come sostengono in molti, che il combinato – billing non é “né carne né pesce”, il drilling racchiude realmente due fucili in uno.

E’ un vero prodigio della meccanica, un piccolo gioiello di tecnologia, specialmente se consideriamo che la sua progettazione risale a quasi un secolo fa, quando le macchine utensili non erano certo quelle a controllo numerico. Uno splendido drilling è una delle massime espressioni dell’archibugeria moderna perché, oltre all’impeccabile organizzazione meccanica, devono essere rispettati e mantenuti pesi ed ingombri entro certi limiti, deve essere garantita la precisione di tutte e tre le canne, l’efficienza generale ed un’estetica ottimale.

Purtroppo i primi modelli potevano essere dotati d’ottica da mira soltanto ricorrendo a degli attacchi a “piede di porco” ad incastro, saldati come imposto dalle scuole di Ferlach e di Shul, la cui costosa e difficile realizzazione influiva pesantemente sul valore finale dell’arma. Oggi, invece, esistono dei modelli di drilling che offrono la reale possibilità di adottare attacchi ad incastro semplice o a pivot che sono venduti a prezzi molto più contenuti. Secondo il mio parere, il drilling resterà l’arma basculante mista più classica e tradizionalista in assoluto, quella che rimarrà invariata nel tempo come il primo giorno che fu progettata, sempre mantenendo le sue caratteristiche fondamentali come: lo stecher, i perni a pistoncino sporgente d’avviso dei cani armati, la leva della sicura indipendente dal selettore, le strozzature molto accentuate (di solito una – tre stelle) delle canne lisce ed il calibro rigato rigorosamente Rimmed con il collarino.

Nel corso degli anni alcuni costruttori, specialmente la Sauer & Sohn, hanno fabbricato dei modelli in calibro 308 W e 30.06, sicuramente per il mercato d’oltre oceano e pochi esemplari in calibro 222 Remington per le cacce minute. Non possiamo definire il drilling un’arma comune tra i cacciatori italiani, ma posso assicuravi che ho conosciuto alcune persone che ancora lo usano abitualmente per ogni forma di caccia. Un cacciatore valdostano, ad esempio, l’aveva addirittura con le canne lisce calibro 16 a cani esterni ed un mio compagno di battuta al cinghiale se n’è fatto fare uno in calibro 20 magnum – 8 x 57 JRS. Come tutte le armi basculanti di scuola mitteleuropea anche il drilling è stato offerto in una moltitudine di calibri: dal piccolo 5,6 x 35 R Vierling (ottimo per la caccia ai tetraonidi al canto) al grosso 9,3 x 74 R.



La cameratura più comune è il 6,5 x 57 R, un calibro medio assolutamente non esasperato, ma che in buone mani e con la scelta giusta di palla può dire la sua contro tutti i selvatici europei, almeno fino al grande cervo nobile. Eccellenti drilling sono stati costruiti da molti armaioli tedeschi ed austriaci come Merkel, Simson, Heym, Krieghoff, Hambrusch, Blaser, Sauer & Sohn, Franz e Anton Sodia, Franzoj, Hauptmann, Olerhammer, Outshaar, Borovnik, Scheiring, ma anche l’inglese Lancastern ed nostri Zanardini e Zoli si sono fatti ben volere. Il drilling richiede un’esecuzione accurata, materiali di eccellente qualità magistralmente trattati termicamente e scrupolosa regolazione delle canne al tiro.

La canna rigata, risultando vincolata asimmetricamente dalla saldatura alle superiori lisce, generalmente non raggiunge la precisione né della carabina bolt action né della semiautomatica (precisione che del resto non viene mai ottenuta neppure dall’express). Nella rastrelliera del sottoscritto non poteva mancare un’arma del genere, così, per completare il nostro piccolo studio, cercherò di descrivere nei dettagli il drilling in mio possesso: un bellissimo Merkel modello 90 calibro 12 – 12 (camera da 70 mm) – 6,5 x 57 R, corredato d’ottica Docter 6 x 42 con scina su attacchi ad incastro a piede di porco montati direttamente dalla Bignami di Ora (BZ).

Ogni parte meccanica è finemente rettificata e tirata con estrema pulizia. La faccia di bascula, il piano, le canne, la chiave d’apertura, il ponticello, l’auget dell’astina e la finitura tatarugata sono come dovrebbero essere, rifiniti a mano e con un leggero tocco teutonico, che forse a tutti non piace. Quando giudichiamo un fucile di fabbricazione estera di buona fattura, anche se non finissimo, non dobbiamo limitarci a osservare la struttura e la funzionalità, l’eleganza del disegno e dell’ornato, ma chiederci quale sia la sua origine, e a quale scopo sia stato concepito, studiato e realizzato con quelle particolari soluzioni meccaniche e con quel tipo di incisione.

Dobbiamo chiederci qual’è la sua storia, ben sapendo che non può essere disgiunta da quella dell’ambiente etnico e culturale che ha dato vita all’arma. Le parti interne sono invece in acciaio inox cromato: percussori, asse manetta, bilanciere armamento percussione a palla, ecc. Esemplare l’aggiustaggio degli estrattori manuali con i fondelli delle cartucce a raso sul vivo di culatta canna. Le molle dei cani sono a doppia lamina fucinate e tirate a mano.

L’appendice della triplice Greener entra a radenza bilaterale; i ramponi sono perfetti in mortasa per circa l’80%; i piani canne rettificati e lucidati come da manuale; la gola e la croce sono a rettifica fine con auget che aggancia a risucchio. Le canne hanno le camere lappate e le anime speculari; anche quella della canna rigata è rotomartellata a freddo e lavorata con cura estrema, cosa che avvantaggia sia la precisione di tiro sia la pulizia. Le strozzature con raccordo a coni hanno una scabrosità al di sotto della media. I cani sono a rimbalzo. Le canne lunghe 630 mm sono in acciaio Boheler Spezial con strozzature 5/10 e 10/10, la bascula e lo scudo in acciaio rilegato Ni – Cr - Mo trattato termicamente molto resistente alla lima; molle, grani, perno cerniera, leve d’armamento ovviamente in acciai speciali.

La chiave d’apertura, la slitta della sicura e quella d’armamento della canna rigata sono microfuse, ma riprese a mano. La giunzione e l’accoppiamento delle canne (difficilissimo sui drilling) sono eseguiti con una perfezione ineguagliabile, e non dimentichiamo che “Un Merkel è sempre un Merkel”. I legni della mia arma sono di noce europeo di qualità superiore, tipo rigatino con belle vene e svecchiature con gioco cromatico aristocratico. Avendo dovuto rifargli il calcio sinistro (ormai credo che tutti i miei amici lettori sanno che sono mancino), il buon Francesco Pederiva di Moena non ha lesinato nella scelta della tavola.

L’arma è improntata verso soluzioni sia classiche sia moderne, come le batterie tipo Blitz impostate sul sottoguardia ed il cane della canna rigata spinto da molla elicoidale. La giunzione legno-bascula avviene mediante un tirante nel calcio; gli avvisatori di cani armati sono visibili e tattili e la sicura intercetta tutte le leve di scatto per incastro. Lo scatto della canna rigata ovviamente è dotato di stecher regolabile “alla francese” che si arma spingendolo in avanti. Con i tre cani armati e la sicura disinserita può sparare la canne liscie come una normale doppietta (il primo grilletto la destra ed il secondo la sinistra), mentre la canna rigata spara sul 1° grilletto agendo sulla slitta selettrice. Basculando le canne i tre cani si armano con perfetto sincronismo.

Purtroppo il Merkel 90 non ha una delle caratteristiche più simpatiche dei drilling: quella di fare alzare la foglietta da mira con l’azionare del selettore per la palla. Pazienza. L’arma s’imbraccia molto bene ed è stabilissima in puntamento; veloce alla spalla e prontissima all’occhio, va giusta sul bersaglio senza volare. Il porto è poco affaticante perché l’arma non pesa molto di più di un normale giustapposto, circa 3300 grammi per una lunghezza totale di 1060 mm. Il disinserimento della sicura è comodo anche ad arma imbracciata come quello del comando del selettore. Nel tiro a palla viene magnificamente in piedi, in ginocchio e da sdraiati. I pesi degli scatti diretti sono un po’ duri, ma rientrano nella norma.: 1° canna 2360 g; 2° canina 3280 g; canna rigata 2600 g senza stecher e 360 g con stecher. La corsa è brevissima con una velocità di percussione extraelevata per le anime lisce e più che buona per quella rigata. Praticamente inesistente il gioco laterale dei grilletti che scorrono morbidi senza attriti e senza incertezze.

L’arma, per gli standard della categoria, è precisissima. A cento metri ricama delle rosate di 4 colpi in 2 – 3 cm, degne di una buona carabina Bolt Action, ma sempre a patto di lasciar raffreddare la canna dopo un massimo di due colpi. Nel Merkel ho testato diverse munizioni, sia originali sia ricaricate, ma ho constatato che digerisce meglio le DK da 140 grani. Sono palle leggermente pesanti e poco veloci per i miei gusti, ma comunque micidiali per tutta la selvaggina italiana. Personalmente avrei preferito tarare il Docter 6 x 42 con una mia ricarica molto più spinta, assemblata con una futuristica palla Swift A-Frame da 120 grani. Ma al poligono le Swift non mi hanno entusiasmato come le teutoniche RWS.

Drilling d’eccellente fattura, soprattutto di notevolissime doti balistiche, vengono venduti sia nuovi sia usati a prezzi concorrenziali, anche perché il mercato interno non presenta per il momento una domanda quantitativamente importante. Date retta a me, se vi capita l’occasione di trovarne uno in buono stato camerato in 6,5 x 67 o 7 x 65 R, magari con un cannocchiale variabile  1,5 – 6 x 42 montato ad incastro, non ve lo lasciate scappare. Chi acquista un bel drilling diviene il proprietario non solo di una versatile arma da caccia, ma di un manufatto che ha un valore storico, perché è il simbolo di un’antica, valida e originale scuola armigera, che comprende alcune delle migliori firme al mondo fra i fabbricanti di armi rigate.

Marco Benecchi


Colgo l’occasione per ringraziare i tre personaggi, tanto bravi quanto modesti, che hanno contribuito a preparare a dovere il mio drilling Merkel modello 90 calibro 12 - 12 - 6,5 x 57 R: il mitico Ennio, Capo Officina - armaiolo della Bignami,  Francesco Pederiva, maestro calcista - incassatore di Moena  che con infinita pazienza mi ha costruito un calcio sinistro su misura; ed infine il mio fratello d’avventure e di forchetta, il grandissimo maestro incisore Lorenzo Gamba, che l’ha voluto firmare col suo inconfondibile tocco magico.


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23 commenti finora...

Re: IL DRILLING “Il fucile universale”

a ricottaro cravattaro ma la fai finita? con questa pubblicita'

da Anticravattari  11/10/2016 20.10

Re: IL DRILLING “Il fucile universale”

Ma chi la vuole la precisione di una carabina????????????????

Chi prende (sempre più pochi...) un drilling o chi lo possiede già,
Non è quello che cerca..
Il mio amico Laszlo l''Ungherese, che ho sentito un'ora fa
Dice sempre che per cacciare il capriolo una carabina deve saper colpire un bersaglio di 20 cm x 20 a centro metri
Mentre un'arma da cervi 40 x 40...
Vuoi che un buon drilling a 100 metri non mette 3 - 4 colpi (se ne tiri uno ogni 5 minuti anche di più) in un diametro di 4 - 6 cm???

Possibile che questa sia una cosa così difficile da capire?
Il drilling non serve (anche se lo usano proprio per questo in molti!) per "sfoltire" i branchi di femmine di capriolo in inverno nella Pustza con tiri fino a 400 mt...
NO!!
Serve per cacciare
UNA LEPRE
UN FACIANO
UNA BECCACCIA
UN GALLO FORCELLO
E all'occorrenza, anche "tentare" un appostamento da una bella ceka, una altana chiusa,
ad un cinghiali, un capriolo, un daino, un cervo, un orso e così via.
MA NEL BOSCO, con tiri MAX a 100 - 120 mt...
Provate a immaginarvi in una situazione simile...
Io nella prima foto ho fatto quel cervo solo, ma al mattino avrei potuto fare la caccia vagante coi cani da ferma tranquillamente.
Saluti
Marco

da Marco Benecchi x Gi  15/09/2016 19.46

Re: IL DRILLING “Il fucile universale”

Giacomo,
Come si fa a non risponderti??
Io ho DIVERSE carabine che non dico 10 volte su 10,
ma 3 su 5 prendono una moneta da 2 euro a 200 metri..
Più lontano non ho mai provato
Ma Filippo si!!!
Quindi non è neanche una grossa prestazione la tua.
Qui stiamo parlando di una CATEGORIA di armi che evidentemente non conosci o conosci poco...
Hai detto bene però

Se un fucile non e' perfetto io non lo voglio neanche per regalo.

L'hai mai visto smontato un drilling?
E' come un orologio a cocù fabbricato nella Foresta Nera.
BRAVO QUELLA è proprio la perfezione...
Guarda in foto come è fabbricato il MIO..
L'incassatura!!
Con così poco margine!
Poi tutto dipende da quel che definiamo singolarmente per perfezione.
Sicuramente un tiratore dei Navy Seal che tara la sua arma a 1000 metri avrà un'altra considerazione della "perfezione"...
Il drilling è, almeno per me, come una vecchia coppia di pistole da duello, come una vecchia Martini Henry 22 da tiro, come una Mauser 96, una Luger, una vecchia Colt 1911, una Browning HP 35, etc...
Ma se non "entri" nella "nostra" filosofia non puoi capire...
Credo sia come paragonare una Rolls Royce degli anni 60 ad un Hammer..
Il drilling è nato per soddisfare certe esigenze.
Chi quelle esigenze non ce l'ha non può e non deve criticare né l'arma né a chi piace.
Un caro saluto
Marco

NB Spero di essermi spiegato bene...
Se a me piacciono le macchine da Formula 1 non vado a criticare chi ama quelle d'Epoca.
Ecco, questo mi sembra una esempio proprio azzeccato!

da Marco Benecchi x Giacomo già  15/09/2016 19.36

Re: IL DRILLING “Il fucile universale”

il fucile che posseggo al poligono 10 volte su 10 prende la moneta da due euro a 70 mt'

da Giacomo gia'  15/09/2016 17.00

Re: IL DRILLING “Il fucile universale”

E se un fucile non e' perfetto io non lo voglio neanche per regalo.

da Giacomo gia'  15/09/2016 16.58

Re: IL DRILLING “Il fucile universale”

C'e' poco da fare... Un drilling potete essere anche i piu' grandi esperti di armi al mondo ma un fucile con tre canne accoppiate non avra' mai la precisione di una carabina o di un semiautomatico

da Gi'  15/09/2016 16.20

Re: IL DRILLING “Il fucile universale”

Ora si che cominciamo a ragionare...
Sono questi i discorsi che piacciono a me.
Conosco chi ha fatto anche l'elefante con il 9,3 x 74 R
Un solo colpo al cuore con palla Vollmantel è stato sufficiente...
Ricordate (sempre per sentito dire perché in Africa non ci sono mai stato!) Che quando un cacciatore "traccia" un grosso elefante ha almeno un paio di validi PH armati al suo fianco...
E nonostante le leggende, il fascino, i film...
90 volte su 100 armati con CARABINA Bolt Winchester 70, CZ 602 o Ruger in 458 WM........

Per non parlare poi di dover cacciare Leone e Leopardo...
Una canna 9,3 x 74 R e due caricati con una Gualandi e una a Terzarole non sono cose da poco...
Così la vedevano anche gli Avieri Tedeschi ..
Un caro saluto
Marco

da Marco Benecchi x Tutti gli Amici  13/09/2016 20.00

Re: IL DRILLING “Il fucile universale”

Salve. Un famoso organizzatore di viaggi di caccia mi ha detto di aver abbattuto una dozzina di bufali cafri con un sovrapposto 9,3x74R. Se è sufficiente per i bufali dovrebbe essere in grado di cavarsela anche sugli elefanti. Ovviamente occorre ricordarsi che un drilling di solito ha un colpo solo a palla, e andarci a elefanti non sarebbe il massimo della goduria...

da Filippo 53  13/09/2016 12.41

Re: IL DRILLING “Il fucile universale”

Volevo far capire che non esiste l'arma veramente universale, che permetta di abbattere correttamente elefanti e tordi.
Con il tuo aiuto credo di essere riuscito.

da bansberia x lino ( o franco lino)  13/09/2016 9.01

Re: IL DRILLING “Il fucile universale”

un ottimo drilling usato e perfettamente funzionante si trova anche per 3.000 euro, compresa ottica ed attacchi piede di porco. Provatelo a caccia, è un'esperienza ed una filosofia di vita (non solo venatoria!).

da vecchio cedro  12/09/2016 12.19

Re: IL DRILLING “Il fucile universale”

Allora, elefanti nemmeno uno era un po' per far capire la potenza e le qualita' di una semplice doppietta ,ma fatta da gente con due p cosi!!!! Qualcosa in piu' cisara' in una doppetta da 30mila euro rispetto ad una da 1500 e non e' questione di disegnini sulla bascula.

da Lino  12/09/2016 9.52

Re: IL DRILLING “Il fucile universale”

Sono sempre ansioso di saper quanti elefanti ha abbattito Franco Lino con la sua prodigiosa Beretta

da bansberia  11/09/2016 18.34

Re: IL DRILLING “Il fucile universale”

CERTO,
Perché no?
E viene anche MOLTO BUONO, visto la bontà del prodotto..
Cosa ci facciamo con un drilling?
Più o meno quello che potremmo fare con un Cosmi, con una doppietta Holland & Holland, Purdey, Greener, con un sovrapposto Bosis o Frabbri, con una doppietta Toschi, una Piotti, una Famars, etc....
Visto che ci sono armi "dozzinali", come ha detto Sperto costruiti in Turchia o in Russia che abbattono più o meno tutto ugualmente...
Solo che con quelle, caro F
credimi,
Il brodo viene molto meno saporito....
Vista sempre la qualità del prodotto.
Saluti
Marco

da Marco Benecchi x F  11/09/2016 9.58

Re: IL DRILLING “Il fucile universale”

Ma che ci fate col drilling il brodo?

da F  11/09/2016 9.40

Re: IL DRILLING “Il fucile universale”

Appunto dicevo .. chi ha 20mila euro da spendere va benone. Ma perche' qualcuno di voi comprerebbe una doppietta nuova a 1700 euro si fiderebbe?

da Me me'  09/09/2016 21.19

Re: IL DRILLING “Il fucile universale”

Tutto dipende dal grado di precisione che ti occorre.
TUTTI i marchi da me indicati nell'articolo costruiscono degli ottimi drilling in grado di sparare molto bene fino a 150 - 200 mt di distanza!
Sempre uno - max due clpi con la canna rigata...
Anche perchè di più non dovrebbero servire.
Un drilling NON dovrebbe MAI essere paragonato a nessuna "dozinale" carabina perchè è tutta un'altra cosa!!!
E' una filosofia d'arma completamente diversa.
Considera che non vuole nè equivalere ad una carabina né ad una comune doppietta. Il drilling è un TRE canne a se...
Molto particolare!
Non immagini quante persone lo usano ancora normalmente per cacciare la stanziale e poi, magari all'imbrunire, montano un 4 - 6 x sperando di poer tirare ad un capriolo, cinghiale, daino, cervo.. in una bella radura nel bosco..
Saluti
Marco

da Marco Benecchi x Sperto  09/09/2016 10.58

Re: IL DRILLING “Il fucile universale”

Avere tre canne a disposizione che non potranno mai avere la precisione di una dozzinale carabina da caccia a me sinceramente non serve .O perlomeno non e' alla portata di tutti un drilling sotto i 15 mila euro e dico poco ,sotto questa cifra vanno storti come una fionda.

da Sperto  09/09/2016 10.22

Re: IL DRILLING “Il fucile universale”

Caro Cedro,
come ben sai le mani su un drilling potrei mettercele tranquillamente anche io...
Il problema poi sarebbero i ricambi..
Io dovrei raccomandarmi a Bignami & Company per averli, Hermann prenderebbe un normale pezzo di acciaio e CON INFINITA PAZIENZA (cosa che io ho molto meno!) lo rifarebbe dal pieno!
Comunque, per gli amanti della meccanica fine applicata nella costruzione delle armi posso dire che vedere una batteria a tre cani di un drilling affascina davvero.....
Un caro saluto
Marco

da Marco Benecchi x Vecchio Cedro  08/09/2016 15.14

Re: IL DRILLING “Il fucile universale”

tutto bello, ma quanti "armaioli" in italia sanno metterci le mani se necessario? Solo il mitico AUER!!!!
io caccio con un Franz Sodia 12/12 6.5x57 molto preciso e ci faccio di tutto.

da vecchio cedro  06/09/2016 10.20

Re: IL DRILLING “Il fucile universale”

Quante coppie di canne ha la tua doppietta? Quanti elefanti hai preso?

da bansberia x Franco lino  04/09/2016 12.22

Re: IL DRILLING “Il fucile universale”

Miglior fucile universale e' la mia doppietta beretta da 30mila euro canne cilindriche 63 cm. dal daino all'allodola all'elefante colombacci tordi allo schizzo anatre e di tutto di piu'.Fai la spesa una volta e non spenderai mai piu'.

da Franco lino  04/09/2016 10.57

Re: IL DRILLING “Il fucile universale”

Il drilling, fucile oggi sorpassato ma carico di fascino tipicamente mittel..oggi si tende ad avere armi specializzate, un tempi invece con un fucile si faceva praticamente tutto..interessanti anche i vierling..ricordo di aver visto un 20/76-20/76 .22 hornet e 8x75..praticamente un tuttofare per la caccia europea..poi bisogna vedere la precisione però..credo che siano fucili per tiri fino a 150 m..

da little john  02/09/2016 16.39

Re: IL DRILLING “Il fucile universale”

Gran bell'articolo Marco! Mi permetto di aggiungere due commenti. Primo: il drilling richiede esecuzione eccellente. Ricordo di aver visto su gli effetti di un "express drilling" (due canne 8x57 JRS e una 12 liscia) su di un cighialaio francese di pianura: un morto (camoscio savoiardo colpita da coppiola) un ferito (il cinghialaio, con un sopracciglio aperto che richiese qualche punto di sutura). Il drilling, di marca francese non citata da te, sparò il secondo colpo "per simpatia". Non tutti sanno produrre sistemi di scatto veramente affidabili.
Secondo commento: è bello vedere la tacca che si alza al comando del selettore, ma dopo i 40 anni è difficile usarla e dopo i 50 è impossibile. E' una costosa ma inutile finezza.

da bansberia  01/09/2016 7.37
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