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31/03/2023 

1. Il calanco più meridionale delle Langhe, un profondo burrone alle sorgenti dl Rio Cosseria, nel piccolo Comune omonimo della Val Bormida, sta per essere completamente riempito con materiale di scavo della cui provenienza non si è a conoscenza ma che, si può intuire, trattarsi di scarti di qualche mega lavorazione per opere pubbliche; probabilmente il vero motivo per un folle progetto giustificato con la motivazione di una messa in sicurezza di una situazione franosa peraltro già da tempo consolidata per la parte necessaria. Il calanco, per le cui caratteristiche geo-morfologiche è stato per ben tre volte proposto come piccola Area Wilderness (si tratterebbe di soli circa 20 ettari), rappresenta effettivamente il più meridionale dei tanti burroni erosivi che caratterizzano il complesso delle Langhe, tra il Piemonte e la Liguria. Una suggestiva forra scavata nelle marne grigie talmente incassata che pur essendo circondata da strade e dallo stesso paese di Cosseria, quasi non la si può vedere, ed anzi sfugge a quanti non ne conoscano la presenza. Una bellezza selvaggia e paesaggistica che meriterebbe di essere preservata proprio per il suo valore ambientale, naturalistico e paesaggistico e che invece si vorrebbe colmare completamente con quantità abnormi di materiale di scavo (da quale scavo di galleria? La gronda di Genova?). Un business che certamente coinvolgerà varie ditte e vari amministratori pubblici. A questo progetto si stanno opponendo alcuni proprietari dei terreni, i quali hanno anche richiesto l’intervento dell’AIW, la quale ha provveduto all’inoltro di una dura lettera di opposizione alle autorità competenti.

2. Intanto, mentre è calato uno scorretto silenzio da parte di tutte le autorità sull’ultimo esposto dell’AIW (silenzio tipicamente e arrogantemente italiano, nel rapporto cittadini-potere pubblico!), qualcosa si muove nella gestione della Riserva Naturale Regionale dell’Adelasia, nel senso che la Provincia di Savona ha indetto per la metà di aprile un incontro durante il quale dovrebbe presentare un “Piano di Gestione integrato” sia della Riserva sia della Zona Speciale di Conservazione in cui essa è compresa. Anche l’AIW è stata convocata, e certamente parteciperà all’incontro, sebben con ben poche illusioni che si tratti di prendere finalmente quei provvedimenti di conservazione da anni auspicati. Ciò, almeno, si deduce dagli stakeholder convocati, che piuttosto che aventi interessi naturalistici hanno piuttosto interessi agro-forestali! Il che la dovrebbe dire lunga su cosa potrà essere stato predisposto in questo Piano. Difficilmente sarà stabilito che nella “core area” della ZSC, costituita dai suoli di pubblica proprietà della Riserva Naturale, l’ambiente sarà integralmente preservato per la biodiversità; anzi, è pensabile che proprio con la motivazione della biodiversità, saranno previsti interventi di ogni sorta. Peraltro, neppure al rispetto di quei vincoli di conservazione che magari si pretenderanno per i suoli appartenenti ai privati ed ai Comuni!

3. Al contrario, ciò non succede in America, paese serio per quanto riguarda la conservazione della natura, dove NON ESISTE Parco o altra forma di riserva per la natura che appartenga alla Federazione, ai singoli Stati, alle loro Contee o anche a ONG private dove si consenta il taglio dei boschi; suoli tutti appartenenti al pubblico. Durante la scorsa legislatura, quale ultimo esempio, il governo ha provveduto designare 5 nuove Aree Wilderness nel Nevada per un totale di 73.700 ettari. Mentre il Presidente Biden proprio nei giorni scorsi ha provveduto ad istituire altri due Monumenti Nazionali per un totale di 209.000 ettari, negli Stati del Nevada e del Texas. Tutti luoghi severamente protetti, dove nulla si può alterare, né si possono aprire strade o piste per mezzi motorizzati, ma… (liberal democrazia americana!), i cacciatori vi possono cacciare! Mentre da noi anche i boschi appositamente acquistati a scopo di conservazione, si pretende di poterli utilizzare a scopo agro-forestale, come sta succedendo nella piccola Riserva dell’Adelasia più sopra citata. Ma guai se un cacciatore spara ad un cinghiale! È l’Italia, bellezza! Con la più bella ma incompiuta Costituzione del mondo, dove i privati subiscono vessazioni continue nel nome della conservazione e lo Stato o chi per esso, sfrutta i propri beni nello stesso nome!

4. La storia di Juan Carrito non finisce mai: il Teddy Bear de noantri continua ad avere successo sui media, anche quelli “prestigiosi” (solo perché nazionali!), che invitano sempre e solo le stesse persone a raccontarne la storia; quindi continuando con le mistificazioni e le mezze verità buoniste che però piacciono tanto agli orsofili in genere. Come quella, ultima, del Direttore del Parco, Luciano Sammarone, che nel programma dello scorso lunedì 27 marzo (RAI 3) ha ritenuto di stabilire che Juan Carrito, dopo aver tentato di aggredire nuovamente un pollaio (o le gabbie di uno zoo?) con delle anatre, nel ritornare nella stessa zona, si sarebbe “dimenticato” di superare la Statale N. 17 mediante un sottopasso, e così sarebbe stato investito. Ma non solo, il direttore, ha avuto anche la bella pensata di sostenere che l’orso non stava ritornando a cercare di predare le papere, ma cercava le bacche di rosa canina! Evidentemente grazie al radiocollare (che peraltro gli stava maciullando il collo: chissà se lo hanno detto agli ascoltatori?) le autorità riescono a leggere anche nel cervello degli orsi! Si noti bene, bacche di rosa canina che maturano con i primi geli di novembre e dicembre, e poi seccano e diventano immangiabili. Specie se si è a fine gennaio quanto è successo il fattaccio. Però, non essendoci contradditorio, visto che l’animalista Isabella Pratesi del WWF era l’unica a spalleggiarlo, ovvio che la disinformazione sia giunta in tutta Italia! Se questa è l’educazione ecologica che certi programmi propinano alla gente, andiamo bene! Ma perché ostinarsi a narrare tante poche verità per difendere cause giuste? Che sia perché se le cause sono giuste, magari propriamente giusto non è il comportamento di tante autorità? Eppure dicono che il giornalismo sia famoso per le sue “inchieste”! Evidentemente la bravura certi giornalisti la riservano solo per le questioni politiche, dando per scontato che nel mondo della cultura siano tutti santi…

5. L’ultima follia dalla Liguria, pur di spendere soldi pubblici: “una piscina temporanea per valorizzare la Gallinara”! In pratica, sul bordo di un’isola in mezzo al mare dove l’acqua c’è già, piazzeranno una piscina galleggiante (“natatoria”, l’hanno definita) lungo la sua costa! La follia umana non ha limiti, specie nel nostro paese di valorizzatori, dove mai si antepone la conservazione alla valorizzazione (perché la prima potrebbe impedire la seconda, ovviamente!). Peraltro, con una temporaneità che letta all’italiana vorrà dire per sempre! Questo per costituire “un polo di attrazione di diversi attori e imprese in connessione con le attività costiere legate allo sport e all’outdoor marini”. Ma non era l’isola in sé un polo di attrazione? Veramente non ne hanno mai a basta! Di questo passo finiranno per sciupare proprio quella che ritengono una gallina (è proprio il caso!) dalle uova d’oro! E la cosa grave è che il progetto è stato approvato dalla Direzione generale Reform della Commissione Europea, ovviamente grazie al famigerati fondi del Pnrr, per un valore di oltre 500mila euro! Per comprare l’isola e farne una riserva integrale quale merita, i soldi non si trovano mai (lo stesso Ministero della Cultura a suo tempo trovò solo quelli per comprare la villa sulla sua cima!). E vorrebbero anche farne “un caso di studio” per poter svilire tanti altri luoghi ed isole d’Italia e d’Europa! Vade retro satana! Per quanto riguarda la conservazione della Natura, se gli Stati Uniti d’America sono un esempio storico e virtuoso per quanto attiene la conservazione dei luoghi naturali, l’Europa fa da contraltare quale esempio negativo del come i luoghi naturali devono sfruttarsi per farli rendere soldi a tutti i costi. Chissà, forse è per questo, e per assurdo, che l’Europa non si chiama Stati Uniti d’Europa, ma Unione Europea, che sa tanto di Unione Sovietica! Valori spirituali versus valori materiali!

6. E’ ripartita la raccolta firme per un nuovo referendum contro la caccia; questa volta il mondo della caccia rischia grosso, perché a sostenerlo non è più il piccolo Comitato antispecista Cadapa che l’ultima volta non era riuscito a raccogliere firme sufficienti, ma ad esso si sono unite la LAV, la Fondazione Luca Coscioni, Friday for Future e alcuni Partiti politici, come i 5Stelle, Più Europa e i Verdi. Che non riescano a raccogliere le 500mila firme è quasi impossibile. I cacciatori dovranno solo sperare che poi la gente non vada a votare, ma è una speranza da mettere molto in dubbio. Lo ribadiamo: o il mondo della caccia comincia a fare ambientalismo sul serio, o non saranno solo gli animalisti a presentarsi ai seggi per bloccarli! D’altronde, per quale motivo chi non va a caccia ed ama la natura dovrebbe votare contro il referendum? Per sostenere il diritto a sparare dei cacciatori? D’altronde, cos’altro ha la caccia da contrapporre agli animalisti? Il fatto che loro pagano una tassa specifica? O che se si chiude la caccia i cinghiali ed i lupi ci salteranno in testa? Ma c’è ancora qualcuno – a parte i cacciatori – che pensa che queste motivazioni siano sufficienti a non fare schierare contro la caccia tutti gli amanti della natura? L’AIW starà sempre dalla loro parte per ragioni filosofiche, ma si sta anche stufando di predicare nel deserto sulle cose di vera conservazione della natura che la caccia si ostina a non fare! La loro era e resta una continua lotta di retroguardia. Riusciranno a fare qualcosa di concreto, di credibile, e di non “peloso”, a favore del mondo naturale, prima che i cittadini siano chiamati alle urne? Il tempo non gioca certo a loro favore…

7. La destra è al potere, e si sta dimostrando arrogante come e forse più della sinistra! Ma la cosa grave è che oltre all’arroganza ci mette anche l’ignoranza! Specie per quanto riguarda la conoscenza delle regole di una democrazia liberale. Di gaffe, da quanto sta al governo ne hanno già fatte non poche, tutte dovute a presunzione e arroganza: ora comando io! Solo che fino a  prova contraria, l’Italia è ancora una democrazie, e chi va al potere deve governare con le sue regole se non vuole essere tacciato di autoritarismo, autocrazia se non di dittatura. L’ultimo esempio è la proposta di legge della Federazione Caccia del Regno delle Due Sicilie presentata alla Camera dei deputati, che in pratica mirerebbe ad impedire la nascita di libere associazioni ambientaliste anticaccia. In pratica per potersi associare si dovrebbe dimostrare di “possedere dei requisiti professionali indispensabili per poter esercitare la loro attività (esami teorico-pratici, al rilascio di licenze ed i relativi oneri fiscali)”! Roba da ex Unione Sovietica! Fino a prova contraria in tutto il mondo le libere associazioni sono sempre state libere e non devono essere assoggettate al potere della politica. È caso mai il potere della politica che deve sentire le loro volontà in quanto portavoce di frange popolari e stabilire se, quanto, quando e come assecondarle, visto che esprimono comunque il pensiero di una fetta dei cittadini. Altro che costringere i loro membri a sostenere delle specie di esami di ammissione! L’amore per gli animali o per la natura non ha bisogno di esami o di esaminatori per essere dimostrato! Né deve essere soggetto a tassazione, almeno fino a quando non si dimostri che dalla natura i fruitori traggono un profitto (come è il caso dei cacciatori, con la cacciagione).

8. Ha fatto notizia il lupo che dalla Svizzera si è spostato fino in Ungheria, percorrendo quasi 2000 chilometri; secondo gli esperti segno dei grandi spostamenti di questi animali. Ma più ragionevolmente, segno di un individuo sbandatosi per ragioni solo a lui note (era nato in Svizzera). Ma la cosa su cui nessuno ha commentato, è la strana livrea dell’animale! Più simile ad un cane della cosiddetta razza “cecoslovacca” che non ad un lupo, neppure del fenotipo nord-europeo. E certamente ASSOLUTAMENTE ben lontano dal Lupo appenninico, quello che secondo i tanti nostri “esperti” avrebbe occupato le Alpi salendo dal centro Italia! Sono fatti come questi, a cui mai nessuno da un risposta, che lasciano da pensare, e tanto; fatti che non possono che portare all’ormai annoso slogan, di un lupo qualsiasi pur che ci sia il lupo! Ma è serietà scientifica questa? È preservazione della tanto decantata biodiversità? Quale biodiversità, quella spuria (perché sempre di biodiversità si tratta!) o quella naturale e originaria?

9. E cosa dicono gli esperti del branco di lupi, impressionantemente ululanti una recente serata di questo mese, in una zona ai confini del Parco Nazionale d’Abruzzo, che testimoni oculari hanno stabiliti essere non meno di 32 esemplari? Non dovevano essere non più di 6 o 7 individui i componenti i branchi (come da manuale!)? Tra qualche mese i cuccioli d’orso marsicano che si spera siano nati quest’inverno, lasceranno le tane. C’è qualcuno in Abruzzo che si preoccupa del fatto che così tanti lupi possono mettere a rischio le cucciolate? C’è qualcuno che ha proposto delle contromisure?

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2 commenti finora...

Re: Ambientalisti, referendum e grandi carnivori

gli orsi vanno fatti a prosciutto e bistecche

da animalistiprocionirecchioni  13/04/2023

Re: Ambientalisti, referendum e grandi carnivori

Sul punto 7 non sono d' accordo. Non sono d' accordo perche' gli estremisdti animalisti, entrano nelle proprieta' private illegalmente, visto che per loro l' articolo .842 non vale, distruggono capanni LEGALMENTE teniti e disturbano di proposito i cacciatori in genere senza che nessuno faccia nulla. A casa mia questa si chiama CRIMINALITA' oragnizzata esattamente come la MAFIA. I cacciatori non possono fare altro che desistere. Questa e' DEMOCRAZIA?? Oppre, moltissimi dei loro ricorsi sono basati in maniera evidente sulla FUFFA ed hanno come unico obiettivo quello bloccare la stagione venetaoria. Se ci deve essere liberta' totale per le associazioni allora o ci si mette sullo stesso piano o e' necessaria una legge che punisca SEVERAMENTE e senza possibilita' di appello chi disturba e crea danno. Io vado a caccia perche' mi piace ma, devo sottostarte a tante regole, pago e quindi PRETENDO che chi contesta quello che faccio sia allo stesso livello oppure lo faccia nelle opportune sedi senza venire a rompere i gabbasisi sui terreno di caccia. Se qualcuno e' contrario alla caccia per me non e' un problema. Ognuno la puo' pensare come crede, non vado di certo ad ostacolarlo perche' sono contrario alle sue idee. Quella degli animalisti fondamentlisti e' forma di DELINQUENZA molto stucchevole e deve finire. In un modo o nell' altro.

da Flagg  03/04/2023
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