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03/05/2021 15.35 

 
Nel Distretto di Caccia di Selezione dell’ATC GR 7 di cui faccio parte, tutti gli anni viene concesso il permesso di abbattere alcuni daini nelle varie fasce di età, soprattutto per contenere i branchi e mantenere sana la specie, ma anche per cercare di limitare i danni che i selvatici fanno alle culture in atto e agli incidenti che provocano lungo le strade. Come molti altri cacciatori, anche io sono sempre felicissimo di farmi assegnare le tanto ambite fascette marcacapo, perché ritengo la caccia al daino molto più difficile e molto più emozionante di quella al capriolo e al cinghiale, sia all’aspetto sia alla cerca. I Daini sono selvatici veri e scaltrissimi ed hanno delle abitudini imprevedibili, molto particolari. Può capitare di vederli pascolare in un campo aperto a mezzogiorno per diverso tempo e poi, quando invece ti appresti a dargli la caccia, non riesci a vederne uno, magari per mesi, perché escono e rientrano dal forteto solo a notte fonda. Detto ciò, mi sembra inutile ricordare quanto possa essere impegnativo tentare di abbattere un daino ed in particolare un bel maschio da trofeo. Durante la stagione venatoria appena trascorsa avevo deciso di dedicarmi prevalentemente alla caccia del daino piuttosto che quella agli altri ungulati presenti nella zona, perché i branchi erano tornati a farsi vedere numerosi dopo un lungo periodo di latitanza. Abbattere femmine, maschi, fusoni, balestroni o palanconi non avrebbe avuto importanza, mi sarebbe piaciuto soltanto riuscire a scovare i dama-dama dopo che i lupi li avevano braccati e decimati per mesi.
 
 
Indipendentemente dalla tecnica di caccia scelta, cerca o appostamento, l’attrezzatura deve essere sempre di primaria importanza. Cominciamo dall’arma. Da qualche tempo a questa parte ho deciso di accantonare (per il momento!) i soliti calibri Magnum che normalmente usavo per il daino: il 7 mm RM e il 257 WM, in favore di un’arma più corta, più leggera e quindi più maneggevole: la bella carabina Bergara B 14 Green Hunter calibro 308 W distribuita dalla RA dei Fratelli Redolfi, equipaggiata con uno cannocchiale  15 x 56 HD. Questa è una combinazione azzeccatissima, con cui poter cacciare dal piccolo capriolo ad grande alce europeo senza nessun problema, a patto di scegliere, di volta in volta, la munizione giusta. Per il daino prediligo delle palle ricaricate con ogive Nosler Ballistic Tip da 165 grani che, come vedremo più avanti, si sono comportate stupendamente. Un ottimo binocolo al collo del selecontrollore deve essere come il collarino bianco per il prete, assolutamente non può mancare! Infatti, se dipendesse da me, a tutti i cacciatori abilitati al contenimento delle specie ungulate, imporrei per regolamento di possedere un binocolo di ottima marca, pena la revoca della concessione del tesserino. Invece… specialmente durante i censimenti, al collo di certi soggetti vedi penzolare degli strumenti ottici da cartoni animati, anzi no, da guerre stellari!
 
 
Ma torniamo alla caccia. Ho sempre preferito cacciare quasi tutti gli ungulati al mattino presto, all’alba piuttosto che la sera tardi, per un motivo molto semplice. Cacciando al mattino vai incontro al sorgere del sole e quindi al far del giorno, mentre viceversa cacciando all’imbrunire vai incontro al buio, alla notte fonda. Immaginate di dover recuperare uno grosso selvatico di notte e magari da solo. Per non parlare poi di andarlo a cercare ferito. Certo, ci sono stato centinaia di volte e continuerò ad andarci, ma “veder sorgere l’alba” in campagna è un brivido davvero primordiale e molto più pratico. Oltre all’arma in assetto operativo ed al binocolo, occorre aver dietro almeno due buoni e robusti coltelli: un pugnale ed un serramanico. Non sto qua a consigliare né marche né modelli, ma occhio alla loro qualità e che siano ben affilati, perché un coltello che non taglia serve davvero a molto poco. Il cacciatore a palla deve indossare abiti molto tecnici e particolari, comodi e caldi d’inverno e freschi e leggeri d’estate. Dovranno essere privi di inutili tasche, sporgenze e fronzoli che potrebbero impigliarsi e/o far rumore durante gli spostamenti e gli accostamenti. In Maremma, ma credo anche su tutto l’Appennino, l’abbigliamento mimetico è sicuramente vincente. Capisco le tradizioni ladine, montagnine e mittleuropee che impongono il loden o, al limite, tutto quello che abbia una colorazione verde scuro, ma negare l’utilità di un abbigliamento camo cacciando in ambiente boschivo sarebbe da ipocriti. Per gli scarponcini, ormai da decenni, per ogni forma di caccia, uso dei Crispi  leggeri, caldi, impermeabili, silenziosi, comodissimi da portare e molto resistenti all’uso. Sia per la caccia alla cerca sia per quella all’aspetto, riuscire a muoversi con scioltezza è di fondamentale importanza. Trascinarsi dietro zaini stracolmi di oggetti e appesantirsi portando nelle tasche accessori vari, non è un bel modo di affrontare selvatici scaltri e diffidenti come i daini. Lo stesso vale per la scelta dell’orario. So di certi cacciatori che raggiungono la zona di caccia due–tre ore prima del sorgere del sole, con la convinzione di essere stati più furbi del selvatico che vogliamo cacciare, senza sapere che l’uomo è un pessimo predatore diurno, figuriamoci quando decide di cacciare di notte. Il segreto del successo in questo genere di caccia è quello di riuscire ad arrivare in zona in quel breve arco di tempo che precede l’alba, possibilmente con il sole che sta sorgendo alle nostre spalle ed è auspicabile che il vento sia a favore.
 
 
La prima ispezione delle zone di pascolo deve essere fatta, strumenti ottici permettendo (sia il cannocchiale montato sull’arma sia il binocolo), appena si riesce a distinguere la sagoma di un selvatico. MAI prima, perché potrebbe capitare che mentre noi siamo convinti di guardare in un campo deserto, un numeroso branco di animali si è appena dileguato non visto. Bisogna fare “capolino” nelle zone di pastura con la massima cautela possibile e controllare meticolosamente tutto il perimetro, senza tralasciare nessun angolo o ombre sospette.
  


Quel mattino arrivai puntuale come da manuale. Aspettai che ci fosse luce a sufficienza poi mi affacciai nell’immenso pratone che si trova tra la statale Aurelia e la ferrovia, all’altezza dei due bivi per Ansedonia. Mi sdraiai in terra ai margini del campo e, dopo aver puntellato i gomiti e incollato il binocolo agli occhi, iniziai la perlustrazione. Con grande gioia, anzi con una certa emozione, riuscii a intravedere subito un bel gruppo di selvatici. Le sagome immobili o in leggero movimento potevano essere una decina!. Il fatto non mi stupì più di tanto, perché sapevo che anche altri colleghi avevano segnalato una buona presenza di selvatici in quella stessa zona. In casi come questi diventa operativo predisporsi subito per il tiro, cercando d’identificare il capo giusto, ma anche il “bersaglio” migliore, quello che si presenta meglio come sagoma e come distanza. Aspettai che la luce fosse sufficiente per poter identificare i selvatici che pascolavano, apparentemente ignari della mia presenza. Con l’ausilio del binocolo mi sembrò che nel branco non ci fossero maschi importanti come balestroni e palanconi, ma per accertarmene meglio usai direttamente il cannocchiale  che avevo sulla carabina per valutare  ogni singolo animale con i suoi ingrandimenti maggiori. I daini erano quasi tutte femmine coi piccoli, ma tra loro spiccavano anche due bei fusoni ed una femmina sola. Decisi di concentrarmi su di loro.

La prevalenza naturale va sempre al maschio, imponente o modesto che sia, tutti i cacciatori di grossi selvatici, potendo scegliere, optano sempre per tirare al maschio, anche quando, a volte, per esigenze di selezione, sarebbe forse meglio abbattere una vecchia femmina. Il fusone prescelto era a circa 180 metri, una distanza che ritengo ancora buona per tirare in precarie condizioni di luce e visto che siamo in tema permettetemi di darvi un prezioso consiglio. Cacciando al mattino presto, appena la luce è sufficiente per una corretta identificazione del capo e quindi anche per eseguire il tiro, tentate SUBITO l’abbattimento, non perdete tempo prezioso, perché per esperienza so che uno o più selvatici in pastura che pascolano tranquilli e sereni possono diventare sospettosi e allarmati in pochi secondi con l’aumentare della luminosità. Quante volte mi è capitato di non aver tirato perché ho aspettato troppo!! La mia Bergara B 14 Green Hunter è tarata a 200 metri, quindi non fu il caso di fare molti calcoli. Pensai di tenermi col reticolo perfettamente al centro della spalla e quando il selvatico fu perfettamente immobile, sfiorai il delicatissimo grilletto. Il modesto rinculo del 308 e gli ingrandimenti del cannocchiale non molto alti (caccio prevalentemente intorno ai 10–12x) mi permisero di conoscere subito l’esito della fucilata direttamente attraverso l’ottica, ma anche il sordo rumore della palla che impatta contro qualcosa di solido, che mi giunse di rimando fu confortevole. Il fusone era a terra mentre tutto il resto del branco, non avendo capito da dove fosse venuto lo sparo, era ancora fermo, così ricaricai veloce l’arma, e mi concentrai sulla femmina senza piccolo che messa a “cartolina” guardava verso di me. Gli sparai subito, forse un po’ troppo velocemente, ma nonostante il tiro molto meno curato del primo, colpii ugualmente con precisione l’animale, abbattendolo all’istante. Dal primo al secondo sparo non era passata che una manciata di secondi e vuoi per la bravura (concedetemelo!) del cacciatore, vuoi per l’esperienza acquisita in oltre quarant’anni di caccia a palla, i due daini erano là, dove dovevano essere, abbattuti pulitamente da un’ottima combinazione, arma, ottica, calibro e palla. In tantissimi anni, indipendentemente dal calibro usato, le Nosler Ballistic Tip non mi hanno mai deluso. Mai! Avvicinatomi alle prede abbattute vidi che il fusone era davvero grosso ed anche la femmina non era niente male. Hai voglia di fare salami e salsicce! Le potenti Nosler BT 308 da 165 grani avevano svolto bene il loro dovere, fulminandoli sul posto. Meglio così. Non c’è cosa peggiore di ferire e poi cercare un grosso selvatico con o senza l’ausilio di un cane. Telefonai al Capo Distretto per comunicargli il doppio abbattimento e ricevetti i suoi più sinceri complimenti.
 
 


Quella fu davvero una bella giornata di caccia che ricorderò per sempre perché, nonostante i prelievi selettivi, le morti causate dagli incidenti stradali e ferroviari e il martellamento continuo e inesorabile da parte dei lupi, vidi che i branchi di daini ancora ci sono e che sono composti da esemplari numerosi e fisicamente sani. Per recuperare i due grossi animali dovetti farmi aiutare da una coppia di amici di Capalbio e dal loro vissuto fuoristrada. Poi, visto che c’eravamo, ne approfittai anche per farmi scattare qualche foto. Non sono venute proprio bellissime ma le conserverò ugualmente nei miei album e nel mio cuore!



Marco Benecchi

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25 commenti finora...

Re: La caccia di selezione al daino

Tiro al daino e' molto facile facilissimo la carne nemmeno mi piace .

da Antico  16/05/2021 11.55

Re: La caccia di selezione al daino

Redazione Big Hunter. Avviso ai commentatori
 
Commentare i blog, oltre che uno svago e un motivo di incontro e condivisione , può servire per meglio ampliare gli argomenti proposti, ma ci deve essere il rispetto altrui e la responsabilità a cui nessuno può sottrarsi. Abbiamo purtroppo notato uno svilimento del confronto tra gli utenti che frequentano il nostro portale, con commenti quotidiani al limite dell'indecenza, che ci obbligano ad una riflessione e una presa di posizione. Non siamo più disposti a tollerare mancanze di rispetto e l'utilizzo manipolatorio di questo portale, con commenti fake, al fine di destabilizzare il dialogo costruttivo e civile. Ricordiamo che concediamo questo spazio, (ancora per il momento libero ma prenderemo presto provvedimenti adeguati) al solo scopo di commentare la notizia pubblicata. Pertanto d'ora in avanti elimineremo ogni commento che non rispetta l'argomento proposto o che contenga offese o parole irrispettose o volgari.
Ecco le nuove regole:
1 commentare solo l'argomento proposto.
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5 firmarsi sempre con lo stesso nickname identificativo e non utilizzare lo spazio Autore in maniera inappropriata (ad esempio firmandosi con frasi, risate, punteggiatura, ecc., o scrivendo il nickname altrui)
Grazie a chi si atterrà alle nostre regole.

da Redazione BigHunter.it  14/05/2021 10.52

Re: La caccia di selezione al daino

i fatturati sono pubblici...

da Comme  14/05/2021 10.04

Re: La caccia di selezione al daino

Me lo sono chiesto almeno un migliaio di volte....
Anch'io......

da Marco B x Banberia  13/05/2021 10.43

Re: La caccia di selezione al daino

Con tutto quel che BigHunter guadagna con le vendite, possibile che non si riesca a pagare qualcuno che filtri i messaggi di squilibrati e truffatori?

da bansberia x marco  13/05/2021 7.08

Re: La caccia di selezione al daino

TUTTE LE CACCE SONO BELLE!!!
Tutte, nessuna esclusa!
Stessa cosa per i territori.
Ognuno ha il suo innegabile fascino!
M

da Marco B x TUTTI  05/05/2021 16.20

Re: La caccia di selezione al daino

sull'Elba e Capraia c'è passata mezza Italia . prezzi buoni e mufloni ( un tempo ) tanti. caccia splendida a volte super facile altre difficilissima. Ho trovato che la caccia è molto simile per l'ambinete al Ibex ( beceite) spagnolo .

da cecchino  05/05/2021 14.16

Re: La caccia di selezione al daino

Ma il Muflone all’Elba o a Capraia lo hai mai cacciato?

da Enzo  05/05/2021 13.22

Re: La caccia di selezione al daino

Dimenticavo...
Anche io...
Modestissimo cacciatore - tiratore, sotto i 300 mt, di padelle ne faccio più poche, ma se è possibile tirerei volentieri anche a 150 - 200...................

da Marco Benecchi x Donato 6  05/05/2021 11.12

Re: La caccia di selezione al daino

Caro Donato,
Come si dice...
Eccomi quà...
Ora che è possibile spostarci di nuovo tra le regioni dimmi "Dove e quando!"
Che arrivo....
Se per te la caccia al daino è...

di una banalita allucinante anche per la mole dell'animale io a 300 metri li abbatto a occhi chiusi


Per me è invece l'ungulato (dopo il camoscio e il cinghiale in battuta!)
Più ambito..
Quindi se hai modo d'invitarmi a caccia arrivo subito
Puoi prendere contatto con la Redazione!
GRAZIE
A presto
M

da Marco Benecchi x Donato 6  05/05/2021 11.10

Re: La caccia di selezione al daino

io anche a 600 o 700 metri ... ma cosa centra la distanza con la caccia? ???????

da cecchino  04/05/2021 20.00

Re: La caccia di selezione al daino

io anche a 600 o 700 metri ... ma cosa centra la distanza con la caccia? ???????

da cecchino  04/05/2021 20.00

Re: La caccia di selezione al daino

La caccia al daino difficile ?? ah ha ha ah ha ah e' di una banalita allucinante anche per la mole dell'animale io a 300 metri li abbatto a occhi chiusi

da Donato 6  04/05/2021 18.49

Re: La caccia di selezione al daino

e si ...il daino pesa. E' vero. da solo poi. ma la caccia è molto bella e difficile , per me.

da Roby  04/05/2021 17.07

Re: La caccia di selezione al daino

Abbattendolo in Alto Appennino in un dirupo sottostante di un centinaio di metri, di sera, con pendenza media del 30% ....è dura, Marco, credimi, anche ad essere in due, io sono quasi sempre da solo. Avevo perfino pensato di comprare un verricello a mano ma a il cavo e’ corto.
Tagliandolo in 5 pezzi diventa possibile, ma se l’abbatto lontano dall’auto, come faccio a fare 5 volte la strada? Poi di notte...
Beato chi caccia in zone facili dove col fuoristrada arrivi sull’animale!!


da Daniele  04/05/2021 16.59

Re: La caccia di selezione al daino

"Colleghi",
Per ME...
La caccia al DAINO è la più DIFFICILE in assoluto...
Chissà, forse perchè spesso sono in branchi e tanti occhi, tante orecchie e tanti nasi.....
Niente a ridire a Daniele per quanto riguarda la CERCA, cosa praticamente impossibile da fare in Maremma...
Letteralmente IMPOSSIBILE!
Li puoi cacciare all'aspetto..
Oppure al mattino MOLTO preso se riesci ad avvistarli a "super vento buono" da buona distanza..

Poi Daniele, uno volta che il capo è morto tutto il resto è in discesa..
Puoi portarlo via anche a pezzi..
Non ti scandalizzare..
Quando hai tolto i cosci le spalle e la testa è tutto molto agevole!
E' chiaro che se sei in forze (con un palancone di 130 kg è dura!) ed hai un buon fuoristrada è tutto molto più semplice, ma a me è anche capitato di prenderne TRE (3) contemporaneamente...
Basta solo organizzarti al meglio..
In bocca per la prossima stagione
LUPI permettendo!

da Marco B x Daniele e Ruby  04/05/2021 16.38

Re: La caccia di selezione al daino

Roby io di Daini ne ho abbattuti una trentina.
La vera difficoltà della caccia al Daino (all’aspetto) è la necessità di stare tutto il giorno fino a che non esce. Pazienza infinita! Dopo di che è un tiro normale.
So di gente che si organizza in gruppi (tipo scaccia) con alcune poste e altri che chiudono un territorio andando alla cerca verso le poste. Pratica vietata ma redditizia.
La vera caccia alla cerca al Daino in zone boscose e appenniniche presenta invece molte difficoltà, la principale è quella di doversi muovere in silenzio assoluto. Dopo di che a questo animale gli arrivi addosso. Per me è molto più complicato gestire il dopo e talvolta ho rinunciato al tiro.
Non vedo particolari ulteriori difficoltà: organizzare una resa ai colombacci o agli acquatici è molto più complicato (secondo me).

da Daniele  04/05/2021 15.54

Re: La caccia di selezione al daino

il daino "banale" ???!!! ma sei mai stato a caccia di daini? se si ..dove? nel recinto? banale la caccia al daino mi sembra troppo ! La carne ? si prepara al meglio.

da Roby  04/05/2021 14.29

Re: La caccia di selezione al daino

Fedez colattune con moglie cciappacaccazzi puttana

da fetez merda  04/05/2021 13.24

Re: La caccia di selezione al daino

Da noi per fortuna possiamo andare sempre, ma di pazienza ne occorre davvero tanta per il Daino, e anche tanto tempo libero, oltre che voglia.

da Mario  04/05/2021 7.24

Re: La caccia di selezione al daino

Perdonate gli errori ortografici ma ho la tastiera che fa i capricci....

da Marco B x TUTTI  04/05/2021 6.49

Re: La caccia di selezione al daino

Parole sante le tue,
ma dove cacio io è MOLTO più complicato..
A NOI tocca a TURNO una uscita ogni 15 - 20 gg...
Quini puoi ben immaginare...
Quando tocca a te devi giocarti TUTTO. assi jolly, Tutta l'esperienza che hai in un solo giorno....
Ed io l mia parte l ho sempre fatta...

M

da Marco B x Mario  04/05/2021 6.47

Re: La caccia di selezione al daino

Il Daino è preda difficile ma l’unica dote necessaria per abbatterlo è la PAZIENZA.
Avendo un home range molto più ampio del Capriolo occorre fare numerose uscite e restare fuori l’intera giornata o .....avere fortuna!

da Mario  04/05/2021 6.10

Re: La caccia di selezione al daino

Belle domande, cercherò di rispondere punto x punto
90 volte su 100 utilizzo la mi vettura, atre volte mi sono dovuto fare aiutare da amici
Cacciamo in posti Molto comodi facilmente raggiungibili anche da modeste utilitarie modificate per la caccia
TUTTI I SELVATICI DA ME ABBATTUTI LI EVISCERO SUL POSTO.
Subito!
Poi appena raggiungo casa dove ho il posto x il trattamento comincio il lavoro....
NO. Non sono un selezionatore di tagli di carni
Tolgo tutte le parti rovinati dai colpi (che poi cuocerò per i cani!)
Poi faccio tutti pezzi da congelare il giorno dopo aver lasciato raffreddare la carne in una cantina ventilata
A casa porto di solito n solo cosciotto per recuperare dello spezzatino.
Quasi tutta la carne della selvaggina la trasformo poi in salami e salcicce
lascio qualche trancio d regalare agli amici
I trofei di Daino li faccio SUBTO x problemi di spazio quelli d capriolo congelo i crani x bollirne almeno tre alla volta

Comunque dove caccio io il DAINO è la preda più difficile in assoluto
Non è MAI accaduto che venga completato il piano di abbattimento..

Per il resto pubblicherò un articolo a parte.
SALUTI
m

da Marco B x Daniele  04/05/2021 5.52

Re: La caccia di selezione al daino

Marco, questi tuoi racconti finiscono sempre monchi.
Nel senso che ci hai spiegato nel dettaglio l’azione di caccia, marca e calibro arma, marca proiettile, perfino marca degli Scarponi e li ti sei fermato.
Abbattere daini non è che sia il massimo della difficoltà specie se da appostamento, è un banale tiro a segno.
Il capitolo invece più interessante (almeno per me) è:
come hai fatto a recuperarli e a metterli in auto/pick up?
come hai trattato la spoglia?
li hai spellati e sventrati sul posto?
come hai trattato le carni?
congeli la carne secondo i tagli (lombata, filetto, controfiletto ecc) o a parti (coscia, spalla) ecc?
il trofeo come lo hai trattato?
Perché sparare a uno/due/venti daini alla posta e’ veramente banale, quel che viene dopo invece è molto più complicato.
Oppure consegno tutto al Centro di Sosta?
Un saluto.

da Daniele  03/05/2021 18.13
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