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Obiettivo selvatico
gen3


03/01/2019 16.29 

 
Il Picchio verde si caratterizza per le dimensioni generose e per il colore verde del dorso e della coda. Il Picchio verde maschio si differenzia dalla femmina per le due macchie rosse che si stagliano sui mustacchi neri. La parte inferiore tende al bianco sporco-grigio, mentre la testa è ricoperta di piume rosse. I giovani hanno una colorazione meno vivace e sono striati di bianco e nero. Un esemplare adulto può arrivare a 30-33 cm. di lunghezza e peso di 150/250g.ha un’apertura alare di 50 cm. E’ molto vocifero e il suo canto consiste nella ripetizione di note stridule ravvicinate, che lontanamente possono ricordare una risata. È un picchio di grosse dimensioni: Il piumaggio è verdastro, più chiaro sul ventre, con banda rossa sul capo.  Vive prevalentemente nei boschi di latifoglie. A volte lo si sente "tambureggiare" sui tronchi, ma lo fa meno spesso di altre specie di picchi. Il suo canto ricorda una stridula risata che si sente specialmente in primavera, nel periodo dell'accoppiamento, e in autunno.

Distribuzione e habitat
È possibile osservare il Picchio verde in Eurasia; In Italia il Picchio verde è diffuso specialmente al centro nord, meno al sud, assente su Sicilia e Sardegna, esso nidifica in tutta l'Italia, escluse le isole più grandi, in habitat montani comunque costituiti.

Cibo ed Alimentazione
Il Picchio verde si nutre prevalentemente di insetti e larve celate sotto la corteccia dei tronchi d'albero, che cattura grazie all'ausilio del suo becco, appositamente utilizzato per perforare il legno. Si nutre di insetti xilofagi che cattura inserendo la lunga lingua nei fori scavati nel legno con il becco; a differenza degli altri picchi sta più a lungo sul terreno dove si nutre prevalentemente di formiche. Si nutre occasionalmente anche di bacche, semi e lombrichi.

Riproduzione
Il Picchio verde si riproduce dalla pianura sino a quote di 1.000 metri s.l.m. Nidifica in buchi scavati negli alberi da marzo ad inizio estate: depone da 5 a 7 uova, di colore bianco brillante, che vengono covate da entrambi i genitori per circa 2 settimane.

Tecnica di scatto  
Canon 1D Mark IV, Canon EF 600mm f/4 L IS USM con Kenko Pro 300 DGX 2.0x, 1/1000 f/11.0, ISO 1600, Appoggio su mono piede. Scatto eseguito a Gennaio 2018. Appennino pratese nei dintorni di Cantagallo. Ritaglio 20% per composizione.

Il modo in cui ho fotografato questo Picchio ve lo devo proprio raccontare...quel giorno ero appostato sul bordo di un prato, riparato solo da qualche cespuglio di ginepro e dei piccoli corbezzoli, nel prato stavano pascolando delle pecore (una trentina). Approfittavo del gregge perchè volevo provare a fare qualche buono scatto alla Ballerina gialla, ce n' erano due o tre che svolazzavano sul dorso delle pecore per approfittare dei loro parassiti (zecche). Alle Ballerine poi ho fatto solo qualche scatto ma abbastanza scadente. Ad un certo punto le pecore pian piano si sono avvicinate verso di me, in pratica le avevo a 20/30 metri. Sopra di me ad una decina di metri di altezza c'era quel tronco secco di Acacia che vedete nella foto, improvvisamente è arrivato come un razzo questo Picchio verde, e pian piano si è assestato come vedete in foto senza dare il minimo segno di sospetto verso la mia persona...si, io ero un po’ nascosto ma nascosto ad altezza di uomo, per cui lui dall'alto mi vedeva tutto e bene...a quel punto mi sono detto, o la va o la spacca...gli punto contro il tele (su monopiede) e almeno uno scatto cerco di farlo. Fatto sta che ho alzato il cannone e ho cominciato a scattare, prima scatto singolo per non creare rumore eccessivo, poi uno, due, tre, quattro, cinque scatti e non si muoveva, sembrava imbambolato. A quel punto non mi sono neanche più curato di fargli paura ed ho rico-minciato a scattare. Per farla corta gli ho fatto ancora una ventina di foto, poi la curiosità mi ha assalito e mi sono spostato di un metro o due verso di lui per vedere cosa faceva. Morale della favola mi ha guardato con attenzione e poi con calma si e involato verso la parte opposta del prato. Poi ragionandoci sopra ho capito il suo comportamento...lui era tranquillizzato dalla presenza delle pecore, in pratica era "un'abituè" del luogo, la mia presenza l'ha associata al gregge. Infatti i picchi molte vanno a terra dove pascolano gli erbivori: questi sia con le zampe e nel brucare l'erba smuovono la terra e se umida sollevano i cesti dell'erba e mettono in agitazione lombrichi e altri vermi, cosi che il Picchio ne approfitta per un buon banchetto. È ovvio che anche altri uccelli onnivori adottano questa strategia.
   
 

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