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News Caccia

Caccia protagonista alla Borsa Internazionale del Turismo Sportivo


martedì 19 ottobre 2010
    
Borsa del TurismoSe ne dovrà fare una ragione la Brambilla, che della caccia pensa tutto il male possibile. Nel suo piccolo, l'attività venatoria è una delle componenti più considerate dagli operatori del turismo nazionale. Non a caso proprio alla caccia è stato dato un posto di tutto riguardo alla Borsa Internazionale  del Turismo sportivo tenutasi il 14 e il 15 ottobre 2010 alle Terme Tettuccio di Montecatini Terme (PT). Nel corso del convegno “Fauna selvatica. Fra gestione e risorsa economica per turismo agricoltura e buona tavola”, a cui hanno preso parte, coordinati da Luca Patrignani, giornalista di Radio Rai, redazione Habitat e Economia,  rappresentanti del mondo venatorio, agricolo e istituzionale (c'erano Moreno Mencarelli, presidente di Atc16 Pistoia, Rino Fragai, assessore provinciale all'ambiente e alla caccia, Massimo Cocchi di Fidc, Massimo Logi, Arcicaccia, il direttore di Coldiretti,  i responsabili provinciali alla pianificazione territoriale, Renato Ferretti e all'agricoltura Marco Ferretti), la caccia – lo hanno detto sia Mencarelli sia Fragai - è stata descritta come una risorsa in grado di unire gli aspetti benefici della gestione faunistica alla fruibilità del territorio, attivando tutta una serie di iniziative, anche gastronomiche, che lo facciano crescere economicamente, valorizzandolo.
 
L'esperto gastronomo Leonardo Romanelli ha sottolineato la necessità per i cuochi toscani di tornare a cucinare la selvaggina con creativite di offrirla al consumatore – turista. L'aspetto delle carni è stato trattato anche da Rodolfo Orsini, di Natura Srl, azienda che opera nel settore della trasformazione e della commercializzazione della selvaggina. Pare si sia finalmente centrato il punto, visto che la buona tavola è uno dei motivi, se non il primo, per cui molti turisti stranieri, scelgono il nostro paese.

In questo quadro il cacciatore può avere un ruolo fondamentale. Per Massimo Cocchi, di Federcaccia Toscana “il cacciatore può essere guardiano dell'ecosistema. Se la fauna si impoverisce troppo  è lui stesso ad avere un danno, perciò l'attività venatoria può portare equilibrio, tutelando le coltivazioni agricole delle invasioni e dai danneggiamenti degli animali, ma senza incidere sulle popolazioni delle specie cacciate”. D'accordo Massimo Logi di Arcicaccia che vede il cacciatore del futuro come una figura “che fa scoprire luoghi, sapori, vacanze mai vissute prima, in virtù della profonda conoscenza che ha del territorio”.

Con le novità legislative da poco approvate in Toscana i cacciatori possono cedere ai privati e a commercianti piccole quantità di selvaggina. Ora, ha detto il dirigente Marco Ferretti, si tratta di perfezionare queste norme regolamentando per esempio lo stoccaggio delle carni.
Insomma tutta una filiera utile a risollevare le sorti delle piccole imprese agricole e aiutarle a progredire, incementando legami e sinergie sul territorio.
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18 commenti finora...

Re:Caccia protagonista alla Borsa Internazionale del Turismo Sportivo

Se per ricchi si intendono quelle decine di migliaia (e sto basso) di cacciatori che in ottobre novembre trascorrono intere settimane in puglia, calabria, alla rcierca di allodole, tordi, beccacce, allora sì questa cosiddetta caccia tradizionale è una caccia per ricchi.

da C. Alvaro 21/10/2010 12.37

Re:Caccia protagonista alla Borsa Internazionale del Turismo Sportivo

X Adamo: Se l'articolo 842 cade la caccia diventa privata. Non discutiamo su quanto o poco vantaggio porterebbe ai comuni cacciatori, discutiamo invece per capire se le nostre associazioni o gli atc hanno un programma nel cassetto per affrontare questa eventualità. Quello che io dico da mesi, editoriale 8 Marzo 2010 "Riflessioni di un peone" è che io mi aspetto che dietro il tesserino ci sia un diritto acquisito di cacciare su un territorio che il proprietario affitta, o vende ad un atc o ad una associazione venatoria. Dietro ad una tessera non mi interessa che ci sia un'assicurazione, voglio un terreno garantito da un atto notarile con il relativo diritto venatorio. Questa è la privatizzazione della caccia rivolta ai diritti del comune cacciatore: mi auguro che questo concetto, per quanto possa essere non condiviso, vi sia definitivamente chiaro. Se nessuno si muove in anticipo, conoscendo il rischio che si corre, quando l'articolo sarà abolito per noi tutti comuni mortali la caccia diventerà un'opportunità ancor più remota di quanto già è ora per te e per molti altri. Ti saluto

da Fromboliere 20/10/2010 9.32

Re:Caccia protagonista alla Borsa Internazionale del Turismo Sportivo

Non posso osare termini come i vostri perchè ho una misera 5° elementare, ma leggendo ho capito che forse danno il permesso ai proprietari di fondi per decidere chi deve o chi non deve esercitare l'attività venatoria, sul gargano siamo rovinati,perchè? perchè a noi residenti non ci sopportano,mentre agli ospiti che tirano fuori la 100 euro gli danno chiavi di masserie parcheggi auto etc etc... per favore no o siamo rovinati per davvero... Ma quale caccia turismo? diventa solo caccia per ricchi e non è giusto, la caccia è libera,e chi ha i soldi ed il tempo per andare in aziende sa bene dove andare,per noi cacciatori basta uscire di casa , svegliarci il mattino alle 4 e passeggiare nei boschi liberi di andare a caccia. Sono invece daccordo sul fatto di poter in qualche modo commercializzare in piccole quantità la selvaggina che ovviamente è cibo prelibato a tavola e risorsa di tutti. Saluto tutti...

da Adamo - Foggia 19/10/2010 23.48

Re:Caccia protagonista alla Borsa Internazionale del Turismo Sportivo

Amici miei ma forse non sono stato chiaro? E' il proprietario del fondo che decide. Come decide? in un libero mercato? se si è una questione di prezzo: la domanda incontra l'offerta su un determinato prezzo a seconda della qualità del terreno offerto. In un libero mercato l'impresa privata batte sempre l'impresa pubblica, intesa come ATC, sulla velocità sopratutto, perché chi conclude l'affare lo far per conto di un capitale e dei suoi proprietari. Questa è l' imprenditoria, il capitalismo mette il capitale garantendo le banche, che appartengono allo stesso capitalismo, servendosi dei migliori menagers sul mercato. Non raccomandati plitici, ma veri menagers che trattano nel campo, magari da generazioni, dovete capire che tolto l'articolo, la caccia diventa turismo, come ho già detto precedentemente. Ora chi vedete che possa contrastare questo processo, se si dovesse avverare nell'immediatezza? Rispondo io: NESSUNO

da Fromboliere 19/10/2010 18.41

Re:Caccia protagonista alla Borsa Internazionale del Turismo Sportivo

M.Incisi,è proprio questa situazione equivoca che non va.Abolizione di fatto,gli ATC che sono un surrogato,la selvaggina che nei casi previsti dalla R.T sembrano di proprietà del fondo,e poi che fa il proprietario incassa a nero ? no non va bene,non produce reddito,non migliora l'habitat,si continuano a contemplare i danni ecc

da vico 19/10/2010 17.16

Re:Caccia protagonista alla Borsa Internazionale del Turismo Sportivo

Tranquilli. Sembra che l'842 non sia nemmeno più contemplato nella nuova riorganizzazione del Codice Rurale (quello messo in cantiere da Zaia e per ora fermo alla Camera, dopo che il Senato l'aveva approvato). In ogni caso, tutta la legislazione nazionale ed europea di questi ultimi quarant'anni porta rovinosamente verso un'abolizione di fatto dell'842. Nella stessa proposta Orsi/Berlato, velatamente, si intravede la volontà di far contare di più il proprietario del fondo anche per quanto riguarda la gestione e l'utilizzo della fauna selvatica.. I quali O&B peraltro neanche si sono mai sognati di rivedere l'istituto degli ATC, che come surrogato dell' 842 hanno una discreta efficacia. Senza contare la nuova legge della regione Toscana, che in caso di esubero di fauna (danni)consente in surroga al proprietario del fondo di fare come se la selvaggina (per ora cinghiali, e ungulati, ma presto anche storni, cornachie e animali vari)sia praticamente sua.

da M. Incisi 19/10/2010 16.56

Re:Caccia protagonista alla Borsa Internazionale del Turismo Sportivo

Fromboliere,il come è prevalente sul quando.Purchè il quando non sia tra 10 anni ma tra 2.Con tanta fantasia e un pizzico di follia,tenderei ad escludere le ATC così come sono ora organizzate(politicizzate).Immagino degli organismi in cui cacciatori e agricoltori si occupino veramente della gestione. Gli altri ( ambientalisti,politici ecc) devono partecipare alla stesura della legge,non alla gestione.Tutte le altre strutture dovrebbero scomparire o occuparsi di altro.Dovrebbe essere fatto uno studio dettagliato,una sperimentazione a livello provinciale e successivamente,a livello regionale. So bene che i cambiamenti sono complessi,ma chi stà fermo ad aspettare,muore.

da vico 19/10/2010 16.50

Re:Caccia protagonista alla Borsa Internazionale del Turismo Sportivo

Temo che la sfida non stia nel come ma nel quando possa essere risolta. La modifica o l’abolizione del 842 chiamerebbe in campo attori abili e già addestrati nella speculazione. Gestori di riserve, allevatori di cani e di selvaggina e che già gestiscono aree agrituristiche, ristoratori e albergatori capaci di creare consorzi da migliaia di ettari, come già molti ne esistono. La sfida è di garantire al cacciatore comune lo stesso diritto alla caccia, sostenendo per lo meno gli stessi oneri che sostiene oggi. A chi affidare questo compito senza temere di arrivare troppo tardi? Come al solito. Atc, associazioni venatorie, o chi altri? Chi farà se si farà e come una eventuale legge sulla spartizione dei territori sempre che la si possa fare, o che invece non si lasci tutto alla legge del mercato? dove il più forte che arriva prima si prende il meglio e al più disilluso che arriva ultimo rimangono solo le briciole.

da Fromboliere 19/10/2010 16.10

Re:Caccia protagonista alla Borsa Internazionale del Turismo Sportivo

Sì, io sono d'accordo con te sul rendere la caccia una risorsa e non un problema per l'agricoltore, ma secondo me si potrebbe anche lavorare in questo senso prescindendo dall'842 o dai temi della appartenenz della selvaggina allo Stato o, come accade all'estero, al proprietario del fondo. Dipende un po' da come si imposta il ragionamento e da quali sono gli obiettivi perseguiti. Una cosa è certa, comunque: gli habitat che ci sono, specialmente nella zona delle pianure (che è quella maggiormente sfruttata), ma anche in quella collinare vocata alla produzione di vino e olio, non è più accettabile dal punto di vista dei migratori, dato che non favorisce la sosta e la riproduzione di tante specie (prevalentemente sottratte alla caccia da decenni) che invece un tempo erano una costante dei vari periodi dell'anno. Per cui concordo con te che qualcosa va fatto.

da Inforziato 19/10/2010 15.31

Re:Caccia protagonista alla Borsa Internazionale del Turismo Sportivo

Gent.le Inforziato,i problemi da te posti sono reali.Ma la soluzione di un problema politico passa per forza attraverso dei compromessi. Mi ripeto,mi piacerebbe che fosse il mondo venatorio che facesse delle proposte concrete.I contributi finanziari per i miglioramenti ambientali,mi risulta che ci siano e non siano sfruttati.Se questo è vero,è perchè l'agricoltore non ha interesse a richiederli.Hai ragioni da vendere quando dici che bisogna rendere economico per l'agricoltore il ripristino dell'habitat.E se fosse economico voi vedere che sparirebbero le richieste di danni ?In Spagna l'agricoltore lascia degli uliveti senza raccoglirne le olive. Masochismo ? no,solo perchè la caccia ai tordi gli rende.Il problema è complicato,ma se non si programma subito come risolverlo,può darsi che lo si faccia quando la caccia sarà agli sgoccioli.Allora avremo poca forza e i nostri antagonisti faranno come vogliono.Sarebbe interessante fare una conferenza di studio.

da vico 19/10/2010 15.15

Re:Caccia protagonista alla Borsa Internazionale del Turismo Sportivo

eh sì Vico, se però l'842 dal punto di vista degli ungulati ti sembra una palla al piede, dal punto dei vista dei pennuti non lo è. Inoltre in Italia abbiamo un problemino che non mi pare irrilevante, cioè le piccolissime dimensioni e la frammentazione territoriale delle aziende agricole. O almeno questa è la situazione del nord italia. Per cui, posto che l'abolizione dell'842 sarebbe un problema, una revisione bisognerebbe vedere in che termini avviene. Perché in fondo cosa dice l'842? Che il proprietario del fondo non può impedire che vi si entri per l'esercizio della caccia; però varie deroghe sono stabilite dalla legislazione speciale (fondi chiusi, aree sottratte alla gestione programmata della caccia, colture in atto). Sono convinto anch'io che la soluzione possa passare per la resa economica che la caccia apporta all'agricoltura, e queste erano anche le intenzioni del legislatore del 1992, se si va a leggere bene la 157. Però ci scontriamo sempre con la piccolezza delle aziende, e col fatto che un'azienda di 30 Ha non ce li ha generalmente tutti attaccati, ma spezzettati in varie zone. Senza contare che, per gli interventi di ripristino ambientale gli atc si devono scontrare con la cronica carenza di fondi destinati agli interventi di ricostituzione degli habitat. Mi pare che il discorso sia complesso, però sarebbe anche bene mettere le mani avanti: prima di tante modifiche alla legge, all'introduzione di nuove specie cacciabili, ecc. sarebbe il caso di studiare il modo di rendere economico per l'agricoltore ripristinare gli habitat, garandendo agli atc l'accesso a fondi di intervento. IMHO ovviamente

da Inforziato 19/10/2010 14.47

Re:Caccia protagonista alla Borsa Internazionale del Turismo Sportivo

Sostengo da tempo che l'842 deve essere rivisto,il che non significa la totale abolizione.Per la caccia è ormai una palla al piede. Di fatto impedisce una seria collaborazione con il mondo agricolo.Qualsiasi tutela o miglioramento ambientale passa per gli agricoltori.Il presupposto essenziale è che ne abbiano un tornaconto.E'finito il tempo in cui la fauna era tanta e non incideva sul prodotto agricolo.Ora la moltitudine di ungulati è tale che non possiamo ignorarne i costi in termini di prodotto agricolo/forestale.Prima o dopo una modifica avverrà e mi piacerebbe che fosse il mondo della caccia a proporlo.Il turismo venatorio ha bisogno di lunghe programmazioni e certezze,non di norme fatte all'ultimo momento.

da vico 19/10/2010 14.30

Re:Caccia protagonista alla Borsa Internazionale del Turismo Sportivo

sottoscrivo

da Fromboliere 19/10/2010 13.40

Re:Caccia protagonista alla Borsa Internazionale del Turismo Sportivo

L'art.842, giusto, a furia di fare questa propaganda ovvero del turismo venatorio, cosa peraltro necessaria nella nostra realtà italiana, va a finire che...addio 842. E non mi sembra... l'ora!!! Non che io sia per la privatizzazione ma forse potrebbe essere questa la molla giusta da far rivoltare il popolo dei nembrotti contro le ingiustizie che ci vengono dal mondo della politica. La caccia non è turismo, la caccia è un'altra cosa, ma forse non ci sono parole per spiegarla, bisogna viverla.

da luigi 19/10/2010 13.26

Re:Caccia protagonista alla Borsa Internazionale del Turismo Sportivo

Tante belle azioni, tante belle proposte, sono queste le iniziative che, spero prima o poi sollevino dalla caccia questa coltre opprimente che tende ora a soffocarla. Molti di voi però diffidano dagli interessi economici che portano con se l'esclusiva e tendono ad aggiudicarsi il monopolio. Cosa porterà tutto questo, all'abolizione dell' 842? Io comunque ci starei. Un'altra cosa, forse si vuol proporre la cacciaturismo come se fosse la pescaturismo, non vedo similitudini accessibili se non nell' attività conseguente di 'panza', barbecue di salsicce.... di cinghiale, buon vino e un conto da pagare. C'è forse un cacciatore che a caccia di beccacce si porta dietro 20 persone, bambini compresi?

da Fromboliere 19/10/2010 11.36

Re:Caccia protagonista alla Borsa Internazionale del Turismo Sportivo

Invece, fatelo sapere alla Bramby, peccato non sia intervenuta alla Borsa internazionale del Turismo Sportivo, sarebbe stato un successo.

da gelso 40 19/10/2010 11.32

Re:Caccia protagonista alla Borsa Internazionale del Turismo Sportivo

NON FATE SAPERE QUESTE COSE ALLA BRAMBILLA ALTRIMENTI GLI PRENDE UN COLPO!

da mario 19/10/2010 11.22

Re:Caccia protagonista alla Borsa Internazionale del Turismo Sportivo

Felicità. Che in Toscana non ci sia l'ACI ?

da Silvano B. 19/10/2010 11.07