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Le critiche alla Direttiva europea sulle armi da fuoco


mercoledì 2 marzo 2016
    

La direttiva europea sulle armi da fuoco ha scatenato l'ennesima accesa discussione ieri tra i policy makers e i cittadini, durante la conferenza, realizzata con il sostegno della FACE, che si è svolta al Parlamento europeo. Le proposte, presentate dalla Commissione europea solo cinque giorni dopo i tragici attacchi terroristici di Parigi lo scorso novembre, sono state criticate da più parti. Ciò è avvenuto non solo da chi è direttamente coinvolto nell'uso legale delle armi da fuoco, come i cacciatori e i tiratori sportivi, ma anche da un vasto fronte dei membri del Parlamento europeo, che hanno espresso dubbi circa le proposte ed evidenziato le parti da migliorare.

Anche se alcuni punti sono generalmente ritenuti accettabili, come ad esempio la migliore tracciabilità delle armi da fuoco e una migliore cooperazione transfrontaliera tra le forze di polizia, la critica più ricorrente e condivisa è l'assenza di una valutazione d'impatto, che rende impossibile stimare le conseguenze della proposta sulle attività criminali, ma anche l'uso legittimo delle armi.

Hanno partecipato al dibattito Tomasz Husak, capo di gabinetto del commissario Bieńkowska (mercato interno, industria, imprenditoria e piccole e medie imprese), Torbjörn Larsson, vicepresidente dell'Alleanza dei Cacciatori Nordici, Jürgen Kohlheim (Confederazione Europea di Tiro), Günther Sablattnig (Consiglio Europeo) e Vicky Ford, parlamentare europeo.

Karl-Heinz Florenz, presidente dell'Assemblea parlamentare dell'Intergruppo Biodiversità, Caccia, Campagna, che ha presieduto la conferenza, ha commentato che “la proposta della Commissione è affrettata e redatta sotto la pressione del momento. Non vi è alcuna relazione tra il possesso legale di armi da fuoco civili, come quelle usate per il tiro o la caccia e il rischio di attacchi terroristici. Ritengo inaccettabile o addirittura sproporzionato ostacolare i cittadini onesti con inutili restrizioni, dato che ciò non porterebbe alcun guadagno in termini di sicurezza alle aree già soggette a norme a livello nazionale”.

Uno dei punti più controversi è il divieto di armi da fuoco secondo la loro somiglianza con le armi da fuoco militari. Mentre la Commissione non sta offrendo alcuna giustificazione per questa misura, vi è un ampio consenso sul fatto che la limitazione dell'uso legale non avrà alcun effetto sul mercato nero dato che il mercato legale e quello illegale non sono complementari. Sono state espresse preoccupazioni anche sul fatto che le armi da fuoco utilizzate per le discipline di tiro Olimpiche e per i Campionati Mondiali potrebbero essere considerate come “armi da fuoco militari”.

Su questioni riguardanti l'età minima, lo stoccaggio, la validit�limitata nel tempo delle licenze e dei test medici, i deputati hanno respinto la proposta della Commissione che richiama il principio di sussidiarietà, che consente agli Stati membri di adottare una legislazione su misura per le esigenze nazionali.

Le migliori pratiche esistenti messe in atto da paesi come la Svezia, che garantiscono il continuo controllo delle autorità sulla vendita di armi da fuoco per mezzo di mezzi di comunicazione a distanza, vale a dire Internet, rendono inutile questo divieto. I deputati hanno sollecitato la Commissione europea affinché si evitino discriminazioni nei confronti di gruppi specifici di utenti, come i cacciatori e i tiratori sportivi, impedendo ai singoli proprietari di vendere le loro armi da fuoco on-line, uno strumento che comunque è favorito dalle politiche comunitarie.

Vicky Ford ha espresso le preoccupazioni di molti deputati che hanno dichiarato che la Commissione non ha risposto direttamente alla domanda posta dal suo comitato. La signora Ford ha affermato che la Commissione aveva previsto inizialmente di proteggere gli interessi dei tiratori sportivi e dei cacciatori, ma in realtà nel testo scritto non sono stati espressi i propositi iniziali.

Nella sua dichiarazione, Tomasz Husak, ha ribadito l'intenzione della Commissione di migliorare la sicurezza dei cittadini, che dichiarano la loro disponibilità a cooperare in modo costruttivo con le parti interessate in vista di trovare soluzioni comuni, pur negando le accuse diffuse per cui i cacciatori e i tiratori sportivi sarebbero il vero obiettivo della restrizioni.

“Dal punto di vista dei cacciatori è stata un'esperienza scioccante e umiliante trovarsi al centro della discussione che riguarda il terrorismo e il traffico illegale di armi da fuoco”, ha dichiarato Torbjörn Larsson. “I cacciatori sono amanti della natura, cittadini rispettosi della legge che hanno a cuore la conservazione delle nostre risorse naturali per le generazioni future. Investono attivamente il loro tempo e denaro in attività che favoriscono gli habitat e la gestione delle specie, nel rintracciare gli animali selvatici coinvolti in incidenti stradali e nel mitigare gli effetti delle specie aliene invasive. A parte alcuni miglioramenti utili sulla tracciabilità delle armi da fuoco, le proposte della Commissione sembrano rispondere a un problema non-esistente”.

“Questo è un caso di politica simbolica! - ha dichiarato l'eurodeputato Bendt Bendtsen, Vicepresidente dell'Intergruppo Biodiversità, Caccia, Campagna. La revisione proposta è irrilevante per la lotta al terrorismo, che è stato presentato come il suo obiettivo principale. Invece, la proposta interesserà molti cacciatori e tiratori sportivi che semplicemente esercitano il loro hobby. Non sono i cacciatori e i tiratori sportivi coloro che commettono atti di terrorismo in Europa e nessuna arma da fuoco legale è stata utilizzata nelle attività terroristiche che abbiamo visto. Bendtsen ha anche affermato che dovrebbe essere ancora possibile il commercio legale di armi da fuoco tra privati. Tuttavia, con questa proposta, ha dichiarato, La Commissione sta sparando ai passeri con i cannoni”.

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3 commenti finora...

Re:Le critiche alla Direttiva europea sulle armi da fuoco

Ma quale relazione può esserci tra un appassionato d'armi,cacciatore,tiratore che legalmente detiene le armi con chi a fatto gli attentati a Parigi o a chi non glie ne frega un tubo di qualsiasi legge figuriamoci quelle sulle armi.Ci rimette sempre la povera gente.

da agostino 03/03/2016 21.16

Re:Le critiche alla Direttiva europea sulle armi da fuoco

Dicono ci siano due cose certe, la morte e la stupidita' umana, ho seri dubbi sulla seconda... Ma c' e' poco da fare, normalmente chi legifera non capisce una beneamata di quello che sta legiferando, imbeccato o peggio, portatore insano di novella, da chi si ritiene infallibile e pretende che tutti si adeguino al suo pensiero. Che anguscia...

da lupo69 02/03/2016 18.40

Re:Le critiche alla Direttiva europea sulle armi da fuoco

In altre parole, o quelli della commissione non capiscono un tubo o sono i soliti animalisti, che poi è la stessa cosa. In ogni caso se sono questi che ci tutelano dai terroristi abbiamo proprio da star tranquilli.

da MarioP 02/03/2016 18.07