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23/08/2021 13.36 


 
Un’ arma basculante combinata è un fucile che possiede una o più canne lisce, unite ad una o più canne rigate. Il più semplice e diffuso è il “billing”, quasi sempre a due canne sovrapposte, una inferiore rigata (con le pressioni in gioco è meglio che sia quella più vicina alle chiusure) ed una superiore liscia che può essere in calibro 12, 16, 20 o 20 Magnum. Esistono anche dei rarissimi combinati giustapposti e, per quanto mi risulta, solo il Brno ZH e il Savage 24V hanno la canna rigata posta superiormente. In pratica il combinato dovrebbe essere considerato come un fucile rigato monocolpo che, all’occorrenza, può sparare anche una cartuccia a pallini. Io invece ritengo che il combinato sia l’arma ideale per il cacciatore di bosco o di montagna che ama alternare il balzello alla lepre e/o un colpo a fermo su un pregiato tetraonide alla caccia al cervo ed al camoscio. Inoltre potrebbe essere il valido ferro del mestiere del guardacaccia, del conduttore di cani da traccia, del canaio-braccaiolo ed anche del neo cacciatore di cinghiali che ancora non s’è deciso se usare la canna rigata o quella liscia. Data la sua struttura alquanto semplice, il combinato può essere realizzato partendo dalla bascula di un comune sovrapposto calibro 12 o 20. Che abbia le chiusure duplice Purdey, triplice Greener od anche la Kestner poco importa, quel che conta è che siano estremamente robuste, ben fatte e con ottimi materiali. Purtroppo nel nostro paese la produzione e l’uso di armi basculanti combinate ha subito una brusca frenata, ma questo non c’impedisce di approfittarne quando troviamo delle “vecchie glorie” nell’immenso mercato dell’usato. Personalmente ho avuto l’occasione di trovare un bellissimo combinato Zanardini calibro 12- 5,6 x 50 R Magnum che, credo, sia stato costruito appositamente per me visto il bel calcio mancino.
 
Quest’arma è camerata in una combinazione perfetta di calibri per cacciare dai tetraonidi al capriolo e volendo anche il camoscio. L’arma risale agli anni ottanta-novanta, ma la considero ancora moderna, funzionale, affidabile, precisa, molto ben fatta e caratterizzata da un vantaggioso rapporto qualità prezzo. Imbracciare di nuovo un combinato mi ha fatto rivivere molte delle emozioni provate in gioventù, quando, fresco di licenza, lo usavo in Maremma per la caccia al cinghiale in battuta. A quei tempi si sparava anche a munizione spezzata e quindi avere la possibilità di poter scegliere immediatamente quale delle due canne utilizzare era di una comodità unica.
 
 

Il combinato Zanardini oggetto del nostro articolo, rappresenta la realizzazione pratica della filosofia costruttiva dell’Azienda MAPIZ acquisita negli anni. Un condensando di esperienza, tecnologia, qualità e tradizioni. Come già detto, oltre alla possibilità d’essere utilizzato “dal forcello al capriolo” ed in buone mani anche per il camoscio, il combinato offre la grande opportunità d’essere impiegato per tutte le cacce tradizionali a pallini, potendo sostituire la coppia di canne combinate con una o più coppie di canne ad anima liscia di diversa lunghezza e con varie strozzature.

LA MECCANICA: La resa balistica di un’arma dipende dalla bontà della progettazione, dalla validità della realizzazione e dalla giusta scelta dei materiali. Nel nostro caso siamo in presenza di un’organizzazione meccanica che ci mette al riparo da qualsiasi eventuale sorpresa, essendo mutuata dai famosi express Koning, concepiti per sparare cartucce molto potenti. Poiché anche l’occhio vuole la sua parte, la bascula è impreziosita con delle leggere incisioni raffiguranti gli ungulati europei. Riteniamo decisamente simpatico il lavoro a traforo praticato nella chiave di apertura, dove Pierino è riuscito a farci entrare un piccolo cinghiale stilizzato. Nonostante la cameratura piuttosto tranquilla dell’esemplare in oggetto, il Zanardini è in grado di sopportare le pressioni generate anche da un 375 Holland & Holland Magnum, con la sua collaudata chiusura tipo “Boxlock”, una Kestner semplificata a doppio tassello, che lavora dentro degli inserti ciechi. Nella parte superiore della bascula, due orecchie di generose dimensioni si protendono all’indietro per accogliere i i due chiavistelli trasversali di chiusura comandati dalla chiavetta d’apertura. La bascula è stata ricavata interamente, partendo da un massello pieno di acciaio 38CrMo4 opportunamente lavorato e successivamente trattato termicamente. Sono presenti le classiche “Pipe di Rinforzo” laterali, tanto belle quanto comuni anche negli express di un certo lignaggio. Alla MAPIZ di Gardone Val Trompia non si è mai fatto uso di leghe leggere, per quanto ottime siano.
 
 


GLI SCATTI: Il combinato è un’arma esclusivamente da caccia, quindi bigrillo, con il grilletto della canna rigata dotato di stecher monogrillo alla francese, che si aziona spingendolo in avanti e che è regolabile tramite una vite esterna facilmente accessibile. Gli estrattori sono manuali anche per agevolare il recupero dei bossoli sparati.

LE CANNE: Per costruire le sue armi , Pierino Zanardini ha sempre utilizzato le migliori canne disponibili sul mercato. La piccola officina in via Goldoni era una vera e propria miniera d’oro, forse l’unica dove potevi trovare preziosi tubi d’acciaio Boheler Rasant, Antinit, Delcuor, Lothar Walther. Canne e manicotti sono sempre in ottimo acciaio al nikel-cromo-molibdeno bonificato, sui quali sono riportati i perni di rotazione. Per quanto riguarda l’argomento, prenderò in considerazione soltanto la canna rigata, in quanto credo sia superfluo ribadire l’assoluta efficienza delle canne lisce di produzione nazionale, essendo l’Italia leader incontrastata per questo settore in campo mondiale. Sono ottenute mediante rotomartellatura a freddo e, prima d’essere inserite nel manicotto, vengono scrupolosamente esaminate con un endoscopio a forte ingrandimento, per evidenziare eventuali imperfezioni interne. La successiva operazione è quella di livellatura a mano da parte di maestranze altamente specializzate, che operano col cono d’ombra proiettato nell’anima della canna. L’ultima e delicata operazione riguarda l’accoppiamento delle due canne mediante saldobrasatura, effettuata con una particolare lega di argento e rame a bassa temperatura in forno ad atmosfera controllata. Questo particolare procedimento permette una perfetta saldatura fra le parti che compongono l’assemblaggio delle canne, senza alterarne le caratteristiche chimico-fisiche. Il risultato è quello di annullare completamente le micro vibrazioni che si creerebbero altrimenti all’atto dello sparo e quindi migliorare anche la resa balistica. Le mire metalliche sono composte da un mirino in fibra ottica e da una foglietta di tipo triangolare basculante a doppia sezione per il tiro istintivo e quello mirato.

I LEGNI : Il calcio a pistola con poggia guancia (mancino!), ben pronunciato, è in noce europeo turco o balcanico, dotato di provvidenziale calciolo antirinculo in gomma morbida rossa. L’astina è piuttosto esile ma abbastanza ergonomica, con la sezione che si assottiglia nella parte anteriore, dove termina in modo netto. A noi sarebbe piaciuta anche con un leggero “becco d’oca”, ma Piero è molto più Teutonico nelle esecuzioni! Lo sgancio leva è di tipo ad Auget, quindi pratico e robusto. Lo zigrino, a passo fine ad alta grippabilità, è all’altezza dell’arma. La Coccia è in argento e raffigurante una testa di Capriolo.

FINITURE : Ai suoi tempi l’arma era venduta in una elegante e funzionale valigetta, ricoperta di gradevole stoffa color verde, dotata di due cerniere con serratura. L’interno in velluto a costine era diviso in razionali scomparti atti a contenere, oltre all’arma smontata, l’ottica ed eventualmente una buona scorta di cartucce nei due calibri. La MAPIZ offriva l’opportunità di poter montare, sia all’origine sia successivamente all’acquisto dell’arma, qualsiasi tipo di ottiche di puntamento. Tutte le parti metalliche dell’arma sono in acciaio speciale, legato e trattato termicamente per migliorarne le caratteristiche. La brunitura ha un bel colore tendente al blu uniforme. Unica eccezione è ovviamente la bascula che è stata lasciata in bianco rifinita “argento vecchio”, incisa a pantografo con motivi floreali e figure di animali. Buono l’accoppiamento fra meccanica e calciatura, eleganti e funzionali i grilletti e la guardia, così come la sicura e la chiave superiore d’apertura.




 
PROVA PRATICA: Grazie al giusto assemblaggio e alla perfetta foratura delle canne, i combinati Zanardini sparano sempre molto bene, ma come tutti gli altri riescono a stringere sul bersaglio soltanto il primo, il secondo o al massimo il terzo colpo. Questo fenomeno è comune a tutte le armi basculanti che montano più tubi collegati tra di loro, perché appena si spara con la  canna rigata (o una delle canne) questa  si riscalda e conseguentemente si dilata. Più colpi sparati in rapida successione tendono a colpire il bersaglio sempre più in alto del punto mirato. Anni fa uno dei motivi che limitavano drasticamente la diffusione dei combinati era il costo proibitivo degli attacchi per l’ottica, che spesso superava addirittura il valore dell’arma stessa. I classici “Suhl” ad incastro a piede di porco sono sempre stati ritenuti i migliori in assoluto, ma a ragione anche i più cari. Non dimentichiamo poi che non tutti gli armaioli erano (e purtroppo non lo sono tuttora) in grado di saldarli correttamente sulle canne. Nonostante il calibro 5,6 x 50 RM non abbia la precisione intrinseca di un 222, il nostro combinato s’è comportato egregiamente durante i test al poligono, ricamando a 100 metri delle ottime rosate, anche utilizzando un'ottica ad ingrandimento fisso 6 x 42 con reticolo 4 A. L’arma non è assolutamente ingombrante né scomoda da portare, viene bene alla spalla ed una volta appoggiata sul rest o sullo zaino permette una veloce acquisizione del bersaglio. Viceversa, imbracciandola ci si accorge subito che la scuola armigera nostrana non ha paura di confrontarsi con la concorrenza d’oltralpe.
 
 
 

CONCLUSIONI : Per decenni i fucili combinati sono stati i fedeli compagni di molti cacciatori di montagna che, con un singolo fucile, spesso acquistato con grandi sacrifici, potevano praticare contemporaneamente la caccia agli ungulati e quella alle pernici bianche, ai galli forcelli e alle lepri. Non sono armi adatte a bruciare molte cartucce, come al solito si fa nella caccia ai turdidi o ai colombi, ma se usate correttamente svolgono sempre egregiamente il compito che verrà loro assegnato. Considero il combinato, ancora, un’ottima scelta, sia per la in battuta sia per il recupero degli animali feriti. Un’arma da caccia nata per i cacciatori che negli anni ha dimostrato di avere più pregi che difetti e che dovrebbe essere riconsiderata e messa in condizioni di rivivere una seconda giovinezza. Pierino Zanardini è, e sempre sarà, una vera icona per i cacciatori italiani, europei e di tutto il mondo per la bravura e la caparbietà con cui ha sempre costruito le proprie armi. Attualmente si dedica più che altro alle riparazioni e ai restauri, principalmente delle armi di sua produzione, ma non disdegna di mettere le mani anche su fucili di altre marche, purché se lo meritino, come ama dire! Possiede ancora l’entusiasmo di quando, oltre mezzo secolo fa, si metteva alla morsa alle sette del mattino per allontanarsene soltanto in tarda sera, stanchissimo, sporco di blu di Prussia, di nerofumo, di limatura d’acciaio e di segatura di legno ma felice e soddisfatto di aver lavorato bene, come gli era stato pazientemente insegnato.

Ebbene si, lo ammetto, sono un fan sfegatato del grande Pierino, di armi costruiti da lui ne possiedo ben quattro: un kipplauf Prinz calibro 7 x 65 R per le cacce in montagna, un Express giustapposto in calibro 416 Rigby per i grandi safari africani, un Express sovrapposto calibro 8 x 57 JRS per la caccia al cinghiale in battuta ed infine un Combinato 12 – 5,6 x 50 RM per tutte le altre cacce!


 

SCHEDA TECNICA DELL’ARMA


COSTRUTTORE: PIERINO ZANARDINI

 Gardone VT (BS)

MODELLO: Combinato

TIPO: Fucile basculante a doppie canne combinate sovrapposte, una liscia ed una rigata

IMPIEGO PRATICO: Arma polivalente per caccia mista in bosco e in montagna

CALIBRI: Canna liscia 20 Magnum, 16,12, quella rigata dal 22 Hornet al 9,3 x 74 R

SISTEMA BATTERIE: a cani interni indiretta con percussori a lancio inerziale

CHIUSURE: di tipo Kestner con chiusura a tasselli superiori in bascula rinforzata a “pipa”

ESTRATTORI: Manuali senza molle

SCATTO: Bigrillo con stecher regolabile sul primo grilletto

SICURA: Sistema di sicurezza a cursore sul dorso di bascula

CANNE: Montate in monoblocco, lunghe 650 millimetri.

CONGEGNI DI PUNTAMENTO: Mirino in fibra ottica di colore rosso acceso, montato su rampa non regolabile, ma intercambiabile con altri di diverso spessore. Tacca di mira aperta basculante su perno, montata su rampa corta regolabile soltanto in brandeggio. L’arma è dotata di cannocchiale da mira  6 x 42 montato su attacchi a sgancio rapido a piede di porco.

CALCIO ED ASTA: Il calcio è in noce europeo, a pistola con poggia guancia ben pronunciato e calciolo antirinculo in gomma. L’astina è molto ergonomica e la sua sezione si assottiglia nella parte anteriore. Lo sgancio leva, di tipo “ad Auget” è pratico e ben eseguito. Il zigrino è a passo fine ad alta grippabilità.

FINITURE: La bascula è finita “argento Vecchio” tirata a lucido con leggerissime, piacevoli incisioni raffiguranti degli ungulati. La brunitura delle canne è lucida ed i legni sono finiti ad olio. Chiave di apertura traforato a raffigurare un piccolo cinghiale. Coccia in argento raffigurante una testa di Capriolo

PESO: Circa 3.500 grammi.

LUNGHEZZA: 115 mm, con canne da 650 mm.

MATERIALI: Canne in acciaio trilegato al NI-CR-MO Lothar Walter, Bascula in acciaio particolarmente trattato e legato al 38Cr-Mo4

ACCESSORI: Valigetta in ABS. Kit completo di pulizia e salvapercussori



Marco Benecchi
 
 
 
 

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5 commenti finora...

Re: Il Combinato ZANARDINI Calibro 12-5,6 x 50 R Magnum

Articolo di grande successo, a giudicare dall'abbondanza dei commenti.
Benecchi non ha capito che delle creazioni del (defunto?) Pierino non ce ne frega niente

da uomo della strada  07/09/2021 6.45

Re: Il Combinato ZANARDINI Calibro 12-5,6 x 50 R Magnum

Un bel 308 w e butta tutto al secchio il resto.

da Pro 308 unico calibro  04/09/2021 16.17

Re: Il Combinato ZANARDINI Calibro 12-5,6 x 50 R Magnum

Filippo, forse l'unico calibro RIMMLES da carabina che apprezzo in una arma basculante è il 222,
Mentre per tutto il resto SEMPRE calibri con collarino!
Per facilità di utilizzo e pressioni di esercizio.
Per la montagna?
Ottimo il 6,5 x 65 R, buono ancora il vecchio 6,5 x 57 R,
Ma se abbiamo in programma anche il cervo, 7 x 65 R o 30 R Blaser.
Se le distanze non sono esagerate il buon vecchio 8 x 57 JRS ha ancora tanto da dare
Saluti
Marco B

da Marco B x Filippo  04/09/2021 11.37

Re: Il Combinato ZANARDINI Calibro 12-5,6 x 50 R Magnum

Buonasera Marco.
Ho apprezzato questo articolo, su una tipologia di arma venatoria non derivata ma prodotta pensando solo alla caccia. Una filosofia molto etica, non c'è che dire. Stesso discorso per i billing, drilling e bergstutzen. Per la caccia in montagna cosa vedresti bene da noi in Italia come calibri per combinato, tipo 12/6,5x65R? E per bergstutzen, come 270/222r? Grazie x l'attenzione.

da Filippo60  03/09/2021 19.31

Re: Il Combinato ZANARDINI Calibro 12-5,6 x 50 R Magnum

Un successone questo articolo... un poco come gli altri
Posa la penna che non è per te

da Che diche???  03/09/2021 14.14
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