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12/07/2021 10.28 

 
L’ho sempre detto che gli affari migliori si fanno girovagando pazientemente nelle vecchie armerie, nei negozi, spesso a condizione familiare, che ancora trattano l’usato come una volta, con onestà e passione, specialmente vecchie glorie, che hanno fatto la storia delle armi da caccia moderne. Ed è stato proprio visitando l’armeria: “La Storica” del caro amico Moreno Pancini di Monte San Savino (AR) che ci siamo imbattuti in un bellissimo Express sovrapposto Renato Menegon modello Waldberg calibro 9,3 x 74 R, usato come nuovo. E’ stata un’occasione da prendere al volo, per gli appassionati come noi del Made in Italy e delle belle armi da caccia costruite come una volta, con buoni acciai, ottimi legni e tanta manualità. Devo ammettere di non aver mai conosciuto il sig. Menegon di persona, ma nell’ambiente armigero valtrumpino Renato è molto conosciuto e stimato come costruttore e riparatore di armi. Menegon è praticamente uno dei tanti armaioli gardonesi doc che si definiscono dei “semplici artigiani che amano il proprio lavoro”, ma che hanno saputo fabbricare ottime armi da caccia, con una predilezione per i basculanti rigati sia express sia combinati misti.
 

Il modello oggetto del nostro piccolo studio è stato il cavallo di punta della sua produzione: il Waldberg sovrapposto calibro 9,3 x 74 R. Un’arma destinata principalmente alla caccia in battuta, costruita con ottimi materiali, procedimenti tradizionali e con un pizzico di vecchio gusto mitteleuropeo. Il Waldberg piace sia agli estimatori delle belle armi sia agli appassionati di caccia a palla in generale, perché non dobbiamo dimenticare che l’express non è soltanto una validissima arma da battuta, ma anche un fucile bello, ben fatto, superbamente rifinito, dall’elevato valore collezionistico, che si presta molto bene per altre forme di caccia come quella all’alce, all’orso, al cinghiale in girata o guidata ed al cervo al bramito. Nella sua costruzione non sono ammessi compromessi, ed anche nella scelta dei materiali, nei procedimenti costruttivi, nei trattamenti termici, nella saldatura e nella convergenza delle canne il costruttore dovrà essere sempre molto accurato. Affidabilità e precisione devono essere impeccabili e, tradizione vuole, che un’arma così, sia a canne sovrapposte sia a canne giustapposte, debba avere anche un particolare grado di finitura. L’express Menegon è una garanzia in tal senso perché è stato costruito con grande accuratezza da chi di armi se ne intende. Da indiscrezioni sussurrate nel nostro ambiente, siamo venuti a sapere che Renato Menegon è forse più conosciuto all’estero che in Italia;  le sue armi  continuano a riscuotere un grande interesse da parte dei distributori francesi, spagnoli e russi.
 


 
LA MECCANICA. Per quanto riguarda la bascula è una vera e propria piccola opera d’arte. E’ internamente rifinita a “bastoncino” mentre esternamente è molto bella e sobria. A Menegon sono piaciute le false “ guance di rinforzo” laterali, poco comuni negli express a canne sovrapposte (le ha simili il 345 EDL Sabatti), ma molto in voga sulle armi da tiro, concepite per resistere ad un lungo e stressante impiego quotidiano. La buona resa balistica di un’arma dipende dalla bontà della progettazione, dalla validità della realizzazione e dalla giusta scelta dei materiali. Nel nostro caso siamo in presenza di un’organizzazione meccanica collaudata che ci mette al riparo da qualsiasi eventuale sorpresa. La bascula è forgiata in acciaio al nickel-cromo-molibdeno e successivamente cementata e temperata. Si avvale di una chiusura mediante tassello conico (largo 29 mm), posto all’incirca in asse con il perno di rotazione, per assicurare una maggiore tenuta all’uso prolungato. Particolare, questo, che testimonia la cura con la quale vengono progettate le armi Menegon. La tradizione mitteleuropea imporrebbe lo scatto bigrillo, con il comando della canna inferiore anche dotato di uno stecher azionabile spingendolo in avanti, ma visto che questo modello è stato concepito esclusivamente per la caccia in battuta e per le Monterie spagnole, si è deciso di adottare uno scatto monogrillo meccanico con selettore.
 

LE CANNE. Per il Waldberg sono state utilizzate delle canne di fabbricazione nazionale (Sabatti?), realizzate in acciaio speciale trilegato al nichel-cromo-molibdeno, rotomartellate a freddo ed assemblate in monoblocco. Coassiale al tubo inferiore sono riportati i perni di rotazione, fissati per interferenza a caldo, che consentono anche una eventuale sostituzione dopo un lungo utilizzo. Tutti i tubi utilizzati da Menegon, prima d’essere inseriti nei manicotti, vengono scrupolosamente esaminati con un endoscopio a forte ingrandimento, per evidenziare eventuali imperfezioni interne. La successiva operazione è quella della livellatura a mano da parte di maestranze altamente specializzate. L’ultima e delicata operazione riguarda l’accoppiamento delle due canne mediante saldobrasatura, effettuata con una particolare lega di argento e rame a bassa temperatura in forno ad atmosfera controllata. Questo particolare procedimento permette una perfetta saldatura fra le parti che compongono l’assemblaggio delle canne, senza alterarne le caratteristiche chimico-fisiche. Il risultato è quello di annullare completamente le micro vibrazioni che si creerebbero, altrimenti, all’atto dello sparo e quindi migliorare anche la resa balistica. Gli estrattori sono automatici.




ORGANI DI MIRA. Le mire metalliche sono composte da un mirino in fibra ottica e da una foglietta fissa tarata a 100 metri, con tacca piuttosto stretta ideata per il tiro mirato. Come tutte le armi rigate che si rispettano, anche il Waldberg è predisposto per il montaggio dell’ottica, con degli attacchi dedicati a pivot: da “avvitare”, badate bene. Ho detto da avvitare (non da saldare), sulle canne, al posto di due piccoli inserti amovibili della bindella piena rialzata. Sul modello in oggetto è stato montato un collimatore elettronico a Punto Rosso.

I LEGNI. Il calcio e l’astina sono in noce d’ottima qualità di provenienza centroeuropea. Di aspetto gradevole e di disegno classico. Il calcio ha l’impugnatura a pistola ed è a dorso di cinghiale con poggiaguancia alla bavarese, una combinazione molto comoda sia nel tiro mirato sia nelle stoccate. E’ rifinito da un piacevole calciolo in gomma scura. L’astina è rimovibile con uno svincolo di tipo auget incassato ed è piuttosto corta, ben dimensionata in larghezza e termina con un leggero becco d’oca appena accentuato. Lo zigrino è a passo fine.



FINITURE. Il fucile ha una bella finitura “tartarugata”, abbinata ad un trattamento termico, che conferisce all’arma una resistenza notevole ai graffi, agli urti e all’ossidazione. La ditta gardonese offriva (e ci risulta offra tuttora) l’opportunità di poter montare, sia all’origine sia successivamente all’acquisto dell’arma, qualsiasi tipo di ottiche di puntamento. Tutte le parti metalliche dell’arma sono in acciaio speciale, legato e trattato termicamente per migliorarne le caratteristiche. La brunitura ha un bel colore tendente al blu uniforme. Buono l’accoppiamento fra meccanica e calciatura. In un’arma di questo genere, con le canne lunghe e sottili, che assomiglia molto ad un “fuciletto” da capanno, ci sarebbe piaciuto trovare delle piccole incisioni raffiguranti scene di caccia grossa oppure di selvaggina ungulata. Pazienza, forse l’avrà scelta così il precedente proprietario!

PROVA PRATICA. Grazie al giusto assemblaggio, alla perfetta foratura delle canne e ad una convergenza accurata a 60 mt, il Wald spara molto bene. Anni fa uno dei motivi che limitavano drasticamente la diffusione degli express dotati di sistemi di mira ottici e/o elettrici era il costo proibitivo degli attacchi. I classici “Suhl” ad incastro a piede di porco sono sempre stati ritenuti i migliori in assoluto, ma a ragione anche i più cari. Non dimentichiamo poi che non tutti gli armaioli erano (e purtroppo non lo sono tuttora) in grado di saldarli correttamente sulle canne. Oggigiorno, grazie all’intraprendenza di alcuni validi artigiani, è possibile reperire sul mercato degli eccellenti attacchi a sgancio rapido, indispensabili in un’arma da battuta, quando si vuole rimuovere l’ottica per tirare con le sole mire metalliche. Ottimi quelli in acciaio ed Ergal costruiti dai Fratelli Contessa di Marcheno, che con poca pratica possono essere facilmente montati da chiunque. Nonostante il calibro esuberante, il Menegon si è comportato egregiamente durante i test al poligono. L’arma è maneggevolissima da imbracciare, viene bene alla spalla ed una volta adagiata sul rest, sullo zaino o sulla traversina di una altana, permette una veloce acquisizione del bersaglio. A 50 mt, con l’ausilio di un Punto Rosso, le rosate ottenute sparando con la prima e la seconda canna piuttosto velocemente sono state nel pugno di una mano. Provvidenziale il calciolo in gomma per mitigare il robusto rinculo generato dal potente 9,3 x 74 R.



 
CONCLUSIONI. Per mantenere l’arma entro certi limiti di peso, non potendo risparmiare sulla qualità dei materiali (l’acciaio ha un altro peso specifico rispetto alle leghe leggere!), si è cercato di eliminare il superfluo. Tutto è snello e filante. Il bilanciamento, la maneggevolezza, il peso e le dimensioni contenute, il trattamento antigraffio e anticorrosivo dei materiali, gli organi di mira pressoché perfetti, la predisposizione al montaggio di un’ottica o di un puntatore elettronico, gli estrattori automatici e la straordinaria precisione. Ho lasciato per ultimo il prezzo, che originariamente doveva essere in fascia media, perchè la filosofia di Renato Menegon è sempre stata quella di poter costruire delle ottime armi, ma accessibili a tutti. Considero l’express un’ottima scelta sia per la in battuta sia per la caccia all’aspetto ai grossi selvatici a media–breve distanza. Un’arma da caccia nata per i cacciatori che negli anni ha dimostrato di avere più pregi che difetti e che dovrebbe essere e messa in condizioni di rivivere una seconda giovinezza. Noi aspettiamo di poter provare il Waldberg sui terreni che gli sono più congeniali: i meravigliosi boschi dell’Appennino e l’intricatissima macchia mediterranea con cinghiali, daini e cervi!
 

Marco Benecchi


SCHEDA TECNICA DELL’ARMA

COSTRUTTORE: MENEGON RENATO
Gardone Val Trompia (Brescia)

MODELLO: Walldberg

TIPO: Fucile express a doppie canne rigate sovrapposte.

IMPIEGO PRATICO: Arma specifica per battuta, monterie e grandi cacce.

CALIBRI: 7 x 65 R, 8 x 57 JRS e 9,3 x 74 R.

SISTEMA BATTERIE: con cani interni e percussori a rimbalzo con chiusura a tassello inferiore con ramponi bassi.

ESTRATTORI: Automatici.

SCATTO: Monogrillo meccanico con selettore.

CANNE: Montate in monoblocco, lunghe 600 millimetri.

CONGEGNI DI PUNTAMENTO: Mirino in fibra ottica di colore rosso acceso, montato su rampa non regolabile, ma intercambiabile con altri di diverso spessore. Tacca di mira aperta fissa, montata su rampa corta, con inserti luminosi in fibra ottica di colore verde. L’arma è predisposta per il montaggio di attacchi dedicati per l’ottica.

CALCIO ED ASTA: Il calcio è in noce europeo, a pistola con poggia guancia ben pronunciato e calciolo antirinculo in gomma. L’astina è molto ergonomia e la sua sezione si assottiglia nella parte anteriore dove termina con un leggero becco d’oca. Lo sgancio leva è pratico e ben eseguito. Zigrino è a passo fine ad alta grippabilità.

FINITURE: La basculla è tartarugata, il sottoguardia, la sicura e la chiave di apertura sono neri. La brunitura delle canne è lucida ed i legni sono finiti ad olio. Molto belle e funzionali le due “guance” di rinforzo laterali.

PESO: Circa 3.100 grammi.

LUNGHEZZA: 1100 mm, con canne da 600 mm.

MATERIALI: Canne e Bascula in acciaio trilegato al NI-CR-MO.

PREZZO: Non pervenuto

 
 

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3 commenti finora...

Re: L'Express sovrapposto di Menegon

Grazie MARCO , si il resto e' chiaro lo so' ,per la prima volta mi sono trovato con questa tacca di mira su un vecchio express usato ,praticamente due minivitarelle anche spanate una a dx e una a sx .

da Paolo  15/07/2021 19.01

Re: L'Express sovrapposto di Menegon

Una tacca di mira con due viti laterali come si regola svito la dx e avvito la sx per farla spostare in deriva?

SI il procedimento è quello, ma

DEVI CAPIRE che la regolazione SEGUE il difetto...
Nel senso che se l'arma spara a DX il mirino deve essere spostato a Destra,
Oppure, come nel tuo caso che hai la tacca regolabile, devi spostare la Tacca a Sinistra
E per fare questa operazione UNA vite si svita e l'ALTRA si accosta...
Molto semplice!
Non dovresti avere problemi...
Occhio però che gli spostamenti sono infinitesimali...
Muoviti con cautela...
E Tienimi informato
M

da Parco B x Paolo  15/07/2021 18.07

Re: L'Express sovrapposto di Menegon

Una tacca di mira con due viti laterali come si regola svito la dx e avvito la sx per farla spostare in deriva?

da Paolo  15/07/2021 10.04
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