Piano caccia, Fava a Galletti: criminalizzata parte del nostro territorio


venerdì 9 settembre 2016
    

L'ASSESSORE: MAI ARRIVATO IN ASSESSORATO DOCUMENTO MINISTERO "CHIEDO DISCUSSIONE QUESTO TEMA IN CONFERENZA REGIONI"

"Quello che si profila in termini di gestione dei controlli dell'attività venatoria operati dal ministero dell'Ambiente è un pasticcio colossale, che criminalizza senza possibilita' di replica o confutazione una porzione del territorio lombardo e che, qualora dovesse passare la riforma costituzionale, vedra' lo smantellamento della Polizia provinciale venatoria, con gravi danni in termini di controlli".

LETTERA A MINISTRO AMBIENTE - E' il messaggio dell'assessore all'Agricoltura della Lombardia, Gianni Fava, contenuto in una lettera inviata al ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti sul tema della caccia, in merito al Piano d'azione nazionale per il contrasto degli illeciti contro gli uccelli selvatici. Un documento che, per quanto gli uffici caccia delle Regioni fossero nell'elenco dei destinatari, non e' mai arrivato a Regione Lombardia, nota l'assessore lombardo.

COMPETENZE DEVONO RESTARE A MIPAAF - Fra le pesanti criticita' sottolineate da Fava c'e' "l'evidente tentativo di assumere presso il ministero dell'Ambiente competenze in materia di caccia e vigilanza venatoria che dovrebbero essere proprie del Mipaaf, che (per quanto ci concerne) deve mantenere la regia delle politiche e della azioni di tutela della fauna selvatica".

DOCUMENTO IN CONFERENZA STATO-REGIONI -
In proposito, la Lombardia chiede che il documento venga preso in esame dalla Commissione Politiche Agricole della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome. "Oltre all'esame del documento - prosegue Fava - gradiremmo ci fossero resi disponibili i dati, e le relative modalita' di raccolta ed analisi, da cui si generano le premesse del Piano".

CRITICITA' PER DANNI FAUNA SELVATICA
- Quanto al tema del risarcimento dei danni arrecati dalla fauna selvatica, l'assessore nota come sia singolare che "si chieda alle Regioni di predisporre programmi di prevenzione dei danni e velocizzare le procedure di rimborso, quando con Ispra (l'Istituto per la protezione dell'Ambiente del ministero), peraltro estensore della bozza di questo piano, si fatica ad avere una collaborazione fattiva sulla predisposizione dei piani di contenimento e quando detto istituto stabilisce ad esempio, nelle linee guida sulla fauna selvatica ungulata, che l'obiettivo debba essere un incremento indiscriminato delle popolazioni anziche' un sostenibile equilibrio".

MAGGIORE APPROFONDIMENTO QUESTIONE - La Lombardia chiede dunque "una piu' approfondita riflessione su questo Piano, non solo riaprendo i termini per le osservazioni, ma garantendo la partecipazione al dibattito delle amministrazioni interessate, dei portatori di interesse, e un approccio assolutamente scevro da qualsivoglia pregiudizio". (Regione Lombardia)
 


3 commenti finora...

Re:Piano caccia, Fava a Galletti: criminalizzata parte del nostro territorio

l'abolizione dell'art.842 sarà presto una realtà,che piaccia o meno.Nella riforma elettorale promossa dal PD,così come al punto 8 del programma di Grillo c'è l'abolizione del quorum,cioè il famoso 50%+1 dei votanti affinché un referendum sia valido.Ora,con un po di fantasia,proviamo ad immaginare quale sarà il prossimo referendum che le forze politiche,di qualsiasi schieramento,proporranno. E allora,addio atc,157,ecc.ecc.

da ilgermano56 17/09/2016 17.44

Re:Piano caccia, Fava a Galletti: criminalizzata parte del nostro territorio

Caro assessore ma non ha letto bene la nota ministeriale allegata al piano nazionale antibracconaggio, lì è specificato il link dove si trovano tutti gli studi utilizzati dall’ispra per la stesura del piano.

da LO ZOPPO. 12/09/2016 14.43

Re:Piano caccia, Fava a Galletti: criminalizzata parte del nostro territorio

Era ora che qualcuno si svegliasse. Dicono che le associazioni venatorie hanno partecipato e anche fatto le loro rimostranze (mi piacerebbe saperne qualcosa in più, per orientarmi nel rinnovo della tessera, basandomi sulla bontà degli interventi), Comunque, è tutta una montatura: purtorppo noi, che comunque queste cose le dovremmo conoscere fin dal loro nascere), adottiamo atteggiamenti timorosi, pavidi, di rimessa. Mentre invece queste cose andrebbero anticipate, anche con una controinformazione che sputtani i nostri avversari in malafede. Ma per farlo, ci vorrebbe un piano a medio lungo termine e per avere un piano ci vorrebbe un pianista. Per ora abbiamo a disposizione qualche pifferaio. Secondo me, anche uno solo sarebbe di troppo. Ma l'emergenza - ovunque in Italia - è lo sport nazionale. Speriamo che prima o poi non si debba ricorrere alla protezione civile, ma terremoti alluvioni e tsunami sono all'ordine del giorno, e non risparmiano nessuno, Renzi, la Raggi, Grillo, Mattarella, per cui, prima o poi vedrai che tocca anche alla caccia.

da Laso Berto 09/09/2016 15.33