Il Pointer e la caccia


lunedì 1 agosto 2011
    
Pointer Caccia A chi fosse interessato all'argomento ricordiamo quanto è stato comunicato dalla Società specializzata nella sua ultima assemblea del 7 maggio 2011. Dalla relazione del Presidente per l'anno 2010, dopo le informazioni sulle nascite, sito web e rappresentanze territoriali, rileviamo: Il Pointer del cacciatore: “Il giorno che dietro un Pointer non ci sarà un fucile, avremo perso la caccia e lo stesso Pointer”. Parole dell'Avv. Zurlini ormai diventate un cult. Seguono dichiarazioni di impegno con l'introduzione di una Prova di Attitudini Venatorie (PAV), completa di apposito regolamento, già approvato e reso operativo dall'Enci nel 2010. Nei primi mesi dell'anno si sono tenute, in varie regioni, alcune di queste prove. L'obiettivo è quello di verificare sul terreno le qualità naturali... con “la convinzione che il cane da caccia è la base da cui partire per arrivare al cane da prove”. Il che, posto in questi termini, si presta anche ad una diversa interpretazione dell'obiettivo.

E' comunque il quadro un po' scoraggiante di un lungo periodo di impegno e di lavoro che forse andrebbe riconsiderato, e non solo per i distratti. Negli anni '74 – '75, quando il Pointer Club contava meno di cento soci, tenendo presente gli scopi della Società specializzata, che “mira a svolgere ogni più efficace azione per migliorare, incrementare, valorizzare la razza e potenziare la selezione e l'allevamento”, un gruppo di volenterosi e appassionati mise mano ad un impegnativo programma di iniziative, a partire dalla innovativa formula Prova + Esposizione, introdotta per la prima volta al Raduno di Polena (Roccaraso) nel giugno del 1975. Sono stati anni di confronto, propositi e verifiche; di certo quei pochi non verranno mai ringraziati abbastanza.

In un commento dell'Annuario, il compianto Attilio Dassi indicava quanto doveva essere fatto da subito. Principalmente da individuare e definire: l'area di influenza della Società specializzata; quali gli interventi da attivare per la valutazione e il controllo di ogni singolo soggetto; come provvedere per risolvere il problema delle frequenti difformità dei criteri di valutazione, sia in prova che in esposizioni; tenere presente la necessità di Giudici specialisti, possibilmente con l'esperienza di allevatori della razza.
In proposito è riportata l'opinione di Giulio Colombo, che negli anni '50 scriveva: l'Enci ha bisogno di specialisti consci, non di dilettanti estemporanei... l'allevatore di una razza, che l'abbia scelta non per sofisticarne l'impiego, sa di essa più di qualsiasi teorico secchione che ne abbia pensato lo standard sui libri.

In quegli stessi anni, anche lo “stato dell'arte” fu descritto in modo più che realistico . L'avvocato Zurlini, in sintesi: “- una manciata di buoni soggetti, tipici e di buone attitudini; un'altra di soggetti tipici con scarse attitudini; ancora un'altra di ottime attitudini ma scarsamente tipici. Il resto una caterva di cani poco tipici e di scarse attitudini, di inetti e fuori tipo”. Più severamente A. Dassi “- La razza Pointer è già pericolosamente vicina alle soglie di una degenerazione in campo internazionale, per cui abbiamo oggi il pointer inglese, quello francese, danese, americano e chissà quant'altri ancora. E' necessario un tempestivo intervento, per non ritrovarsi a rappresentare, anziché una razza, diverse varietà”.

Se in molti allevano e pochi selezionano, la Società specializzata dovrà controllarne i risultati attraverso le prove, tutte le prove, e non dedicarsi esclusivamente alla grande cerca. La nostra cinofilia non ha scopi spettacolari né competitivi, bensì fini d'applicazione di quella scienza che si occupa della riproduzione della specie, del suo miglioramento e della sua utilizzazione che si chiama zootecnia.

Per definire e chiudere, sempre citando Zurlini, prendiamo nota: “… certi cinofili saccenti si sentono raffinati intenditori perchè in grado di apprezzare un coglione velocissimo solo perchè corre compostamente a freddo e a testa alta... E non passa loro nemmeno per il cranio che per “vedere” una cosa del genere basta non essere orbi e non c'è nessun bisogno di capir di cani, di caccia, di selvaggina e d'aver nozioni di meccanica animale... nè passa per la testa, a questi sprovveduti, che per sentire un urlo basta non essere sordi, mentre per gustare una melodia occorre capir di musica e avere un'anima. E per trattarne è meglio aver studiato al Conservatorio e aver suonato in un'orchestra".
 
Eravamo partiti bene, credo. Con presupposti, propositi e programmi adeguati; bisogna ammettere, per chi ha vissuti quegli anni, che se poco o tanto è stato sbagliato, resta difficile capire come, cosa e perchè. Aspettiamo i risultati della PAV e proviamo ad essere ottimisti.
 
 


8 commenti finora...

Re:Il Pointer e la caccia

REDAZIONE BIGHUNTER MAGAZINE. Ce ne scusiamo sig. G.G., ma non è dipeso dalla nostra volontà, ricordiamo ai nostri utenti di preparare il commento in un editor testuale esterno (notepad/word), aggiornare la pagina e poi copiare il testo nello spazio apposito, così da poterlo reinserire in caso di errori del server di trasmissione della pagina.

da REDAZIONE BIGHUNTER MAGAZINE 05/08/2011 18.30

Re:Il Pointer e la caccia

Spett. RED. ,faccio un commento, e non viene registrato, non scrivo più.

da G.G. 04/08/2011 18.08

Re:Il Pointer e la caccia

REDAZIONE BIGHUNTER MAGAZINE. Facciamo presente che per errore l'editoriale è stato pubblicato mancante della parte conclusiva (che è stata aggiunta oggi, mercoledì 3 agosto). Ce ne scusiamo con l'autore e con quanti lo hanno letto in versione incompleta.

da REDAZIONE BIGHUNTER MAGAZINE 03/08/2011 17.43

Re:Il Pointer e la caccia

Il problema sollevato da Biagioni è un problema che ormai riguarda molte razze da caccia. Si selezionano e si preparano troppi soggetti per le esposizioni e per le gare e si perde l'obiettivo primario, che è quello di consolidare e tramandare le qualità venatorie. Sarebbe opportuno che anche l'ENCI vi mettesse più attenzione di quella che in realtà vi dedica, tenendo anche conto che l'attuale presidente è un autorevolissimo setterman. E il setter è la razza da caccia più gettonata in Italia.

da Liano Piccini 03/08/2011 17.19

Re:Il Pointer e la caccia

Ciao a tutti i cacciatori. Io ho un pointer di 11 mesi, ed esendo il primo che addestro volevo qualche dritta. Non riesco a tenerlo vicino. Se qualcuno molto gentilmente vuole rispondermi ecco la mia mail: [email protected]fone.it

da corrado 02/08/2011 21.27

Re:Il Pointer e la caccia

"L'obiettivo è quello di verificare sul terreno le qualità naturali... con “la convinzione che il cane da caccia è la base da cui partire per arrivare al cane da prove”. Il che, posto in questi termini, si presta anche ad una diversa interpretazione dell'obiettivo." Sicuramente la prima parte é una sacrosanta verità. La seconda non l'ho capita: quale diversa interpretazione? Comunque negli anni intorno ai settanta avevo un pointer bianconero di nome Rudy del gran Sasso, figlio di una figlia di Clastidium Islo, (che tutti sicuramente conoscono) e che era un grandissimo cane da caccia dressato su quaglie selvatiche e portato a caccia solo su Beccacce. A causa delle mie convinzioni, non essendo un allevatore quindi non vendere ... cani spesso buoni solo su selvaggina di allevamento e non volendo imbastardire la razza, non solo non l'ho portato ne a prove di lavoro ne a prove di bellezza, ma non ho concesso neppure una monta in quanto era il pretesto di qualche allevatore della zona (che creava soprattutto cani tarati perché consanguinei) che volevano una nuova corrente di sangue per poi imbastardirla : Rudy era mio, e bastava che soddisfacesse me; il resto é soltanto esibizionismo. Ultima considerazione: il pointer per essere valido, deve avere anzitutto intelligenza per dosare la sua velocità alla potenza olfattiva, altrimenti sarebbe un inutile treno; inoltre se deve essere portato a gare (che quasi sempre si svolgono su selvaggina allevata) non sarà mai e poi mai un buon cane da caccia, figuriamoci uno ottimo!!! Una stretta di mano, Nino

da [email protected] 02/08/2011 10.24

Re:Il Pointer e la caccia

Com'è vero. Ma ci vuole più consapevolezza da parte dei cacciatori del potenziale della loro passione in campo cinotecnico e più in generale storico culturale. Bene si fa a ricordare che la cinofilia, che ora cerca di trasformarsi sempre più per aderire alle nuove sensibilità più vicine all'animalismo, tutto (o tanto) deve alla caccia. Non scordiamocelo!

da Timoteo Roma 02/08/2011 8.23

Re:Il Pointer e la caccia

Parole sante,speriamo che gli allevatori se ne rendano conto,altrimenti si ritroveranno a non avere più nessuno che voglia comprare i loro missili a quattro zampe,ma che non hanno il minimo senso del selvatico,e quindi un prodotto non interessante per i cacciatori,che ricordo se qualcuno se né è dimenticato,sono loro che acquistano i pointer...a meno che non si voglia cercare di farlo diventare un cane per pochi eletti che partecipano alle gare.

da Marco 01/08/2011 20.07