Ieri, mille anni fa, io caccio


lunedì 31 maggio 2010
    
Arcicaccia promuove caccia con l'arco Se pensate che Adamo ed Eva fossero una bella copia di giovani biondi,  pensatelo pure; c’è da chiedersi, però, che cosa combinarono, di tanto grave, per essere poi trasformati in quegli ominidi pelosi, dai quali poi, noi tutti deriviamo: furono sorpresi ad andare a caccia?
 
No, almeno questo lo sappiamo. Neanche voglio esprimere alcun dubbio, se forse fossero stati puniti per un eccesso di ‘vegetarianismo’. Questo fatto, della voglia delle mele proibite e delle tentazioni, mi fa meglio credere che i due non abbiano certo rinunciato anche a qualche facile arrosto, visto che per questo non si rischiava  alcuna ammenda.
 
Le cose, a quel punto, si confusero parecchio e non mi voglio addentrare nel dilemma su fino a che punto la religione si sia appropriata della storia. E’ già sufficiente convenire che ci ritrovammo, mani e piedi, sulla terra, più prede che predatori, più ignoranti che mai, privati, inoltre, di ogni ricordo di quello che era stato il paradiso;  è certo che ogni, sebbene improbabile memoria, di un’era forse ancor antecedente, fu trasformata in istinto, puro istinto:  sopravvivenza e spiritualità, spiritualità come unico dono, forse rimastoci dal quel paradiso. Il primo istinto ci permetteva di mettere insieme il mattino con la sera  e, sempre più spesso, anche la sera col mattino, il secondo per darci una ragione accettabile d’ essere finiti in un posto così poco ospitale.
 
L’istinto della sopravvivenza lo condividevamo con tutti gli altri animali, a loro contrapposti, in una partita spietata ma la spiritualità ci ha permesso, alla fine, di elevarci al di sopra di essi, fornendoci la coscienza di riuscire a far meglio di loro.  Ecco perché, piccoletti come eravamo, possiamo oggi dire d’ ”avercela fatta“. Istinto e Coscienza, Caccia e Agricoltura, Guerra e Pace, per sommi capi l’evoluzione. Molti, troppi, in questo paese, si lasciano tentare dal manicheismo, cullati da un benessere, nemmeno del tutto sano, del quale hanno dimenticato le origini e vogliono rendere queste parole inconciliabili, sedotti più dal rifiuto di quell’eredità istintiva, che dall’onore d’averla ricevuta da quell’ominide rozzo, irsuto e sgraziato, trisavolo di ogni civiltà.
 
La parola caccia è legata a doppia mandata, tanto all’istinto che alla coscienza. Istinto di esercitarla e complementare coscienza dell’ambiente dove la si esercita ed è inscindibile dalla parola civiltà, se civiltà è tramandare ai posteri l’ambiente come ci è stato donato,  compreso il relativo spazio che all’ uomo compete, secondo le sue prerogative anche predatorie.  Quindi caccia, che con la sua spiritualità ha donato arte e tradizione, caccia come attività necessaria ieri e come scienza dell’equilibrio naturale oggi, esercitata come un dono atavico, privilegio istintivo e distintivo, lontana dall’ ipocrisia, aperta alla ricerca di una forma meglio condivisibile. Caccia, parola di sempre, ripetuta, in ogni lingua, milioni e milioni di volte; raccontata fin nei graffiti dipinti sulle pareti delle grotte, nell’archeologia, nella mitologia come nel diritto e nella cronaca storica come  nei versi  e nella narrativa, tanto reale che immaginata.
 
La caccia  come ispirazione di personaggi romanzati, materia duttile ed attrattiva per il cinema, che ha saputo fondersi con le vicende interiori, prestandosi ad esaltare storie, influenzando sentimenti e  passioni di uomini e donne, ispirando spesso la moda di molte epoche, fino ai giorni nostri.
 
Caccia esclusiva, come simbolo di potere ma anche  conquista sociale e affermazione di parità dei diritti, divenuta libera compagna, meta di  appuntamenti, spesso solo con se stessi, alla ricerca di un’emozione, anche se a volte non  colmata dalla cattura di una preda.
 
Caccia per ridare spazio all’ istinto atavico, come ritorno all’immensità dell’aria e dell’acqua, all’eternità delle montagne, delle colline e delle pianure. Caccia, anche fuori dai nostri confini, per combattere  la melanconia di aver sacrificato il suo spazio ad una contro civiltà di rapina. Viaggiare per riassaporare, con popoli diversi, la stessa emozione vissuta con nonni, padri e fratelli, accomunandosi, oltre agli idiomi e alle razze, in quella comune forza, antica e misteriosa.
 
Così è la caccia, agli occhi di colui che sa osservare il mondo e che nei fatti del mondo ricerca le cose da tenere e quelle da buttare. Lui sa che la caccia non potrà mai essere buttata via perché, anche se ciò avvenisse,  sa bene che da qualche parte nascerà, sempre e comunque, un cacciatore.

Fromboliere


17 commenti finora...

Re:Ieri, mille anni fa, io caccio

Vi ringrazio tutti, proprio tutti, per quanto mi avete scritto, almeno in queste testimonianze credo di fare qualcosa per la causa. Poca cosa, purtroppo, nessuna soluzione che io suggerisca, nessuna, ancor peggio, in vista. Prima o poi, il porto d'armi, rinnovato dopo molti molti anni, arriverà e allora, almeno ideologicamente, vi incontrerò in campagna e potrò di nuovo accomunarmi con voi in qualità di cacciatore e non di commentatore. Allora vedremo se l'esperienza sul campo darà più senso a quanto ho scritto. Vi saluto.

da Fromboliere 06/06/2010 19.17

Re:Ieri, mille anni fa, io caccio

E bravo Fromboliere,leggendo il tuo editoriale,mi sono deciso definitivamente:dopo vari tentennamenti domani acquisterò il nuovo fucile per la prossima stagione venatoria,grazie per l'imput datomi dal tuo scritto. Ciao Bekea

da Bekea 06/06/2010 16.27

Re:Ieri, mille anni fa, io caccio

E rieccomi a rileggere l'editoriale........... a volte giro su altri siti venatori con l'intento di capire, di confrontarmi, ma spesso rimango deluso, affranto e sopratutto sconsolato, ritorno sui miei passi allora, e questo editoriale mi serve, mi serve x ripartire.Grazie Fromboliere. Saluti.

da Giovanni59 05/06/2010 14.59

Re:Ieri, mille anni fa, io caccio

BRAVO PIER76, condivido la tua opignone quello che hai detto e giustissimo.

da cacciatore 01/06/2010 23.11

Re:Ieri, mille anni fa, io caccio

La Bibbia non dice come vada il cielo, bensì come si vada in cielo.

da Galileo 01/06/2010 21.57

Re:Ieri, mille anni fa, io caccio

Mi hai illuminato d'immenso. Tranquillizzati, non mi avventuro mai nei meandri, qualsiasi essi siano, li avvolgo, con il gusto dell'ironia, un gusto che non pare faccia parte dei sensi..... di molte persone. Ti saluto.

da Fromboliere 01/06/2010 20.30

Re:Ieri, mille anni fa, io caccio

CarO Fromboliere. Io non mi sarei avventurato nei meandri della Genesi, soprattutto cercando un paragone con il peccato di Adamo ed Eva e la tua personale visione della religione "appropriatasi", a tuo dire, della vicenda... Al limite ti saresti potuto basare su una delle frasi più significative pronuciate dal nostro Divin Padre, Creatore dell'universo e dominatore di esso: «Creò Iddio l’uomo ad immagine sua . . . : maschio e femmina li creò. E li benedisse Iddio dicendo: Crescete e moltiplicatevi e popolate la terra e dominatela . . .» (Gen. 1, 27-28). Nessun commento può raggiungere l'altezza delle parole del nostro Creatore. Noi abbiamo avuto l'autorizzazione direttamente dal Padre Eterno. Animalisti, ambientalisti, vegetariani, vegani, protezionisti, sono solo sette deviate. Essi combattono l'ordine del Creato e cercano di portare sulla terra il caos infernale, esaltando gli animali ed abbassando l'umanità al livello delle bestie. Solitamente quelle persone sono atee, o malcelatamente antireligiose. Fanno del loro sfrenato amore per gli animali una vera e propria religione e ciò in dispregio per il Decalogo e per ciò che nella Bibbia è diligentemente riportato. L'idolatria è il loro stile di vita. Credo che bastasse scrivere questo e ciò sarebbe stato più che sufficiente. Comunque, complimenti per il tentativo...a fin di bene.

da Luca 01/06/2010 18.34

Re:Ieri, mille anni fa, io caccio

Victor show, uno scandalo animalista L'animalismo becero fa male agli animali: è questa la conclusione, inevitabile, suggerita dall'esito del sequestro operato l'anno scorso nei confronti del piccolo circo "Victor show". Come evidenziato dal filmato, diffuso da Federfauna pochi giorni fa, quando gli animali sono stati restituiti ai responsabili del circo erano in condizioni terribili e una parte di essi mancava all'appello. Insomma, il peggior affare per queste povere bestie è stato quello di essere "salvati" dagli animalisti!

da max1964 01/06/2010 9.50

Re:Ieri, mille anni fa, io caccio

E del nostro assoluto immobilismo, mi riferisco a noi cacciatori tutti, capaci solo di lamentarci e non alle inutili (se non per i loro interessi) AA.VV.

da Nato Cacciatori 31/05/2010 16.21

Re:Ieri, mille anni fa, io caccio

Sino a quando il proibizionismo gli consentirà di vivere senza lavorare,di rubare soldi al popolo e condizionare la credulità dei male informati,questa categoria di invertebrati e parassiti sarà sempre presente.La colpa di tutto questo è del fanatismo ad oltranza e della classe politica che ci sta portando alla rovina.

da vince50 31/05/2010 15.36

Re:Ieri, mille anni fa, io caccio

Arriveranno a chiedere che i Bersaglieri e gli Alpini levino dal copricapo le loro penne.

da Hilly Billy 31/05/2010 12.38

Re:Ieri, mille anni fa, io caccio

la caccia e la kosa piu bella che ce cerkiamo di salvaguardiare il territorio

da urika2 31/05/2010 12.24

Re:Ieri, mille anni fa, io caccio

se piove di quel che tuona, solo i cacciatori esperti e qualche altro riusciranno a portare a casa il lesso per la famiglia, altro che fringuelli e provette

da albert e. 31/05/2010 11.57

Re:Ieri, mille anni fa, io caccio

Fra qualche anno questi cercheranno di sopprimere anche altri instinti naturali, come quello della riproduzione, dicendo che in una socetà civile e progredita si devono usare solo le provette.

da martino.f 31/05/2010 11.48

Re:Ieri, mille anni fa, io caccio

La caccia è sempre esistita insieme all'uomo, non capisco perchè adesso un gruppo di benpensanti vuole sopprimerla solo per mettersi in pace con se stessi e con Dio, magari per mettersi apposto con la coscienza per altre loro magagne, e chiudere in una palla d'aria un grippo di persone appassionate da tale passione, che poi fornisce una CULTURA venatoria dalla quale deriva una profondissima conoscenza del mondo rurale, agricolo e naturale, cosa che certamente è a loro sconosciuta, in barba poi ad ogni diritto dettato dalla democrazia e dalla libertà che tanto vanno millantando... Sono nato per essere deluso costantemente o per vivere in pace e serenità con me stesso e con il mio prossimo? devo combattere con i miei simili o devo fare in modo di aiutarli e stare vicino a loro fornendo loro tutte le mie conoscenze affinchè PROGREDISCANO?

da Pier76 31/05/2010 11.34

Re:Ieri, mille anni fa, io caccio

Gianfranco Pilli: sacrosanto, è un'idea che va accolta. Certamente qualcuno lo farà, qualcuno che abbia molte più cognizioni storiche al riguardo di quante ne posso avere io, dato che le tradizioni e le usanze sono molte, farei torto a troppi popoli. Magari ci vorrebbe un libro e penso che ci sia già. Per i risvolti sociali ed economici, tutti sanno che oggi, quelli della caccia, sono notevoli, indiscutibili, ma solo per chi li vuol vedere e oggi troppe menti non sono più in grado di vedere neanche l'acqua in mare. Per vincere questa battaglia gli editoriali non servono a molto, ci vuole un generale alla guida di un esercito. L'esercito c'è, il generale anche ma tra tutti i colonnelli non è ancora riuscito ad emergere. Ti saluto

da Fromboliere 31/05/2010 11.19

Re:Ieri, mille anni fa, io caccio

bravo Fromboliere, perchè non ci parli anche delle cose che ancora oggi nella caccia italiana (leggi, consuetudini, tradizioni, risvolti economicie e sociali)vanno salvaguardate nell'interesse generale?

da Gianfranco Pilli 31/05/2010 10.52