La prima beccaccia


lunedì 1 agosto 2022
    
 
 
La mia prima beccaccia da cacciatore, la ebbi che non avevo ancora il porto d’armi. Ci avevano regalato un cucciolone di pointer, Fox, tutto bianco con qualche macchia arancio ma non decisa. Era un bel cucciolone con un ottimo portamento e, a parte qualche coniglio, non aveva incontrato altro selvatico durante la stagione trascorsa dall’apertura fino al mese di novembre. Un mese che era stato molto triste per noi perché avevamo perso a causa di un’esca avvelenata, la kurzhaar Lola de la Combe all’età di 7 anni.

Comunque animati da quella eterna speranza che contraddistingue i cacciatori perché in fondo “la Caccia è sempre domani”, portavamo a spasso nella cava questo giovane ausiliare totalmente inesperto. Però girava molto bene, ispezionava con dovizia il fondo della cava, cespugli, alberi e i contrafforti laterali, allargandosi bene senza mai eccedere troppo. Eravamo sulla strada del ritorno quando il cane, che ci seguiva, si attardò tra un fitto di cespugli, mentre il campanellino rallentava mandando rintocchi lievi e molto discontinui. Mio padre si fermò e mi invitò ad ascoltare bene: un frullo, un battito d’ali ci strappò un battito di cuore, mentre Fox tutto agitato ci veniva incontro con fiato rauco, non ci guardò neanche, ci superò e andò a mettersi in ferma una ventina di metri più in basso.
 
Mio padre mi porse la doppietta, non compresi subito, ma si fece di lato e mi fece capire che adesso toccava a me: avevo 14 anni, ma il fisico di una persona adulta, però in quell’istante il fucile mi pesava in mano come un cannone. Ma non mi tirai indietro e andai dietro al pointer che vibrava come in preda alla febbre, la sua bocca si apriva e chiudeva lentamente, i muscoli tesi, la coda dritta come la bacchetta di un maestro d’orchestra e che sinfonia udìi poco dopo; il rumore di quelle ali e quel guizzo e il balzo del cane in avanti sembrarono trascinarmi con loro anche se ero fermo, un flusso come liquido sentivo riversarsi dalla parte posteriore del mio corpo, dalla nuca e dalle spalle, dando impulso a tutto il corpo che si unì all’arma, l’occhio alla bindella (al mirino no perché nella doppietta era rotto) al selvatico; percepìi il movimento forse rima che avvenisse e la beccaccia mi frullò davanti curvando leggermente sulla mia destra, Fox già correva in direzione, tornando con il prezioso corpo esanime a fior di labbra. La prima beccaccia della stagione, la prima del pointer, e la prima della mia vita.

Gli anni trascorsi con il Pointer furono eccezionali per la presenza di regine nella nostra zona e ogni anno sembrava che il numero lievitasse. La cosa che mi colpiva era il fatto che praticamente cacciavamo da soli, perché la moda della beccaccia e dei beccacciari non era ancora scoppiata. Le cave erano tutte nostre e anche quando incontravamo qualche collega cacciatore non ce ne curavamo più di tanto perché tanto con Fox non c’erano problemi. Un giorno, una domenica di fine novembre, avevamo deciso di affrontare l’affascinate quanto impervia cava di “Martorina” (penso che il nome l’abbia preso dalla presenza notevole di Martore).
 
Al centro della cava, tra i pesanti volti di pietra che guizzano fuori dalle pareti di roccia, incorniciate dalla rigogliosa natura di questa area, incontriamo una squadra di cacciatori con dei setter; avevano già preso due beccacce e ci guardavano con aria di sufficienza. Come sempre in quel periodo, eravamo solo io e mio padre e immagino che l’impressione che potevamo dare era di sprovveduti alle prime armi. Salutammo cortesemente e proseguimmo per la nostra strada andando nella direzione da cui erano venuti loro. Ci allargammo solo leggermente sulla destra salendo, il campano di Fox risuonava allegro e veloce e lo osservavamo sfrecciare tra i fusti dei lecci e campi di felci, con il suo bel fisico muscoloso e asciutto. Dopo un po’ ci passa davanti a qualche decina di metri, aggira un cespuglio di rovi e non sentiamo più il campano. Schiocco le dita ma nulla, il cane era in ferma così proseguo cercando di fare il minor rumore possibile. Lo trovo piantato sulle zampe e testa alta, facendomi capire che la beccaccia doveva essere lontana. Inizia una lunghissima guidata che mi tormenta il corpo sempre piegato sotto i rami, pronto a inginocchiarmi e tirare, ma alla fine, in una piccola radura di lecci alti, di pungitopo e di felci il cui verde contrasta aspramente con il colore delle foglie morte, finalmente la ferma definitiva.
 
Mi rialzo, raccolgo una zolletta di terra scura come il carbone, ma umida e grassa; la tiro alcuni metri davanti alla ferma del cane e pa-pa-pa-pa vola placida una beccaccia, una di quelle che arrivano per prime con la testa enorme e il becco grosso, di quelle che ai giorni nostri non sono più riuscito ad incontrare: dicono che sono i flussi migratori, dicono che forse è il riscaldamento, sarà, ma a me mancano, perché dettavano il ritmo della caccia invernale. Fox al suo solito si avvicina alla beccaccia che giace nel suo letto di foglie, mirando quell’angolo di cielo ormai troppo lontano e inutile e impossibile da raggiungere, le strappa alcune piume dal petto e scappa via a cercarne un’altra ancora. E ne trovava sempre, di continuo, finché un giorno di aprile un male velocissimo lo portò via tra le sue beccacce. Rimango spaesato, non so se il secondo cane, che nel frattempo avevamo acquistato, un Bracco Italiano di nome Zeiro allevamento della Croccia, sia all’altezza di sostituirlo, ma non posso rinunciare alle beccacce.
 
Non vedo l’ora che arrivi il giorno dei Morti, perché quello è sempre il primo giorno della stagione che mi regala la prima beccaccia che come un bimbo festante mi riempie sempre di gioia. Ho paura di entrare nella cava, di varcare quei luoghi sacri e cari a Fox, temo di non poter più essere in sintonia con tutto quel mondo senza il pointer. Perciò decido di dedicarmi ancora qualche giorno in più alle quaglie. In questa caccia il bracco italiano eccelle senza dubbio rispetto al pointer e mi regala grandi soddisfazioni, così non penso alle regine. In questo giorno di novembre, pur sempre caldo e umido nella Sicilia sud orientale, tutto sembra apparire diverso: è nuvoloso, ogni tanto gocciola qualche lacrima di pioggia, banchi fermi di aria umida e calda si alternano ad altri più freschi e questo fenomeno crea una nebbiolina bassa ed evanescente. Tra le stoppie e il vigneto, l’erba autunnale è alta ma ricca di nutrimento per le quaglie e il bracco si prodiga in ferme continue e di assoluta bellezza. Entrati nel vigneto, andiamo in fondo fin dove costeggia un piccolo e folto canneto. Zeiro, che si era allargato alla mia sinistra perlustrando la parte alta, di colpo scende tra i filari con la testa protesa in avanti. Le nari dilatate e gli occhi mobili, che cercano me e poi corrono subito davanti, mi fanno capire che qualcosa ha percepito lì proprio nell’angolo del vigneto: “strano posto” penso “per una quaglia che ha molte vie precluse al volo”. Scende ancora il bracco e quindici metri davanti a me si blocca statico. La sua ferma è in direzione del canneto e quando si incolonna una bellissima beccaccia, proprio mentre inizia a piovigginare e i miei occhiali si appannano e si riempiono di goccioline, rimango spiazzato e sbalordito sparando una maldestra fucilata ma molto dopo che l’arciera è scomparsa. Se avevo bisogno di un segnale quello era il più chiaro e gradito.

Non so dire se è vero il concetto che il cane fa il cacciatore, ma nel mio caso, con il Bracco Italiano Zeiro, fu proprio così. Si dimostrò una vera guida per me, consentendomi di varcare con facilità l’accesso al mondo della natura e direttamente per l’entrata principale. Divenne negli anni una condizione talmente semplice che mi risultava scontata, non comprendendo da giovane cacciatore, di quanto invece fosse difficile raggiungere quello stato.


Saro Calvo
 
 
Racconto tratto dal libro

 
 
 
 
 
 



22 commenti finora...

Re:La prima beccaccia

Remo, le bombe cadono nei centri abitati, non nei boschi. Forse non sono le beccacce gli obiettivi di Putin

da Hunter74 06/08/2022 0.06

Re:La prima beccaccia

Il 90x cento delle beccacce proviene dalla russia ucraina e bielorussia lo sapevate? ripeto e' intuitivo pensare che con tutti quei bombardamenti in quelle zone qualche danno lapopolazione di beccacce lo ha ricevuto

da Remo 05/08/2022 19.00

Re:La prima beccaccia

Be' la maggior parte delle beccacce arrivano in italia da quei posti ucraina crimea ecc... , e' intuitivo pensare che i boschi bombardati e bruciati abbia fatto qualche danno ai migratori come le beccacce

da Rem 05/08/2022 18.54

Re:La prima beccaccia

Puzzano eccome!

da Davide 05/08/2022 12.23

Re:La prima beccaccia

Remo. Ma quali stragi di beccacce in ukraina? Se mi dice che sicuramente le esplosioni hanno arrecato disturbo, potrei anche passargliela per buona.

da Hunter74 05/08/2022 10.30

Re:La prima beccaccia

Beccaccini e beccacce hanno un cattivo odore in questi ultimi anni ,d'altronde ,li ho visti beccare in uno scolo di acqua di fogna completamente putrida di merda.come fanno questi animali a non puzzare

da Ugo 05/08/2022 8.50

Re:La prima beccaccia

Speriamo che sia pure l'ultima

da Mario 05/08/2022 7.30

Re:La prima beccaccia

Quest,anno poche beccacce,la guerra in ucraina ha fatto una strage di beccacce

da Remo 05/08/2022 3.09

Re:La prima beccaccia

Ugone. Io beccacce che puzzano non ne ho mai prese. Ma se a te fanno tutta sta puzza, non andare più a beccacce. Vai a cinghiali. Che puzzano meno.

da Hunter74 04/08/2022 23.31

Re:La prima beccaccia

Purroppo e' la triste realta' la carne di beccaccia puzza di fogna!!!!!! Potete anche dire che non e' vero ma moltissimi sono dalla mia parte e hanno appurato le stesse cose.

da Ugone 04/08/2022 15.56

Re:La prima beccaccia

Bravo, faccia intelligente, anzi da cacciatore serio. Che tristezza!!!!

da Il falco 04/08/2022 14.45

Re:La prima beccaccia

Non scherzo. Alcune beccacce emanano un fetore insopportabile! Io caccio sull’Amiata.

da Davide 04/08/2022 10.44

Re:La prima beccaccia

Davide non so se scherzi, oppure hai fatto caso anche tu a qualche cosa di strano nelle carni dei selvatici soprattutto beccacce e turdidi.Io ho detto la verita' su quello che ho accertato sul cambiamento della selvaggina abbattuta. La bilancia non andava male, le beccacce prese negli anni 90 raggiungevano 450 500 grammi. Da pulire e' chiaro. E ti dico anche la zona.. palombara sabina

da Ugone ugo 04/08/2022 8.55

Re:La prima beccaccia

Ha ragione ugone: da un po’ di anni qualcosa è cambiato e certe beccacce puzzano.

da Davide 04/08/2022 6.38

Re:La prima beccaccia

Ugone, intanto cambia bosco. E poi, mi sa tanto che quelle che prendevi una volta da 500gr. non erano beccacce. Oppure era starata la bilancia.

da Hunter74 03/08/2022 23.37

Re:La prima beccaccia

Purtroppo e' tutto cambiato,anche le beccacce non sono piu' quelle profumate di bosco che prendevo 30 anni fa , alcune se non tutte non hanno piu' il sapore di quelle di una volta e puzzano anche di fogna, i tordi grassi ve li ricordate????? chi li ha piu' visti con quelle pallocche di grasso addosso , oggi sono tutti magri rinsecchiti e senza sapore. Se qualcuno ha notato le stesse cose lo dica.Ma anche come grandezza e peso.... ricordo peso di moltissime beccacce che arrivavano addirittura a 450, 500 grammi a dicembre, possibile che non ne incontro piu' una cosi'?? cosa e' cambiato?

da Ugone 03/08/2022 18.26

Re:La prima beccaccia

A me mi garba la fiha!!! No la beccaccia, la fiha!!!!

da I’PIGIA di Vaiano 03/08/2022 13.52

Re:La prima beccaccia

E' bello vivere di ricordi e riviverli insieme agli amici, ma noi dobbiamo impegnarci, a vario titolo , per la salvaguardia della ns. legittima passione e vederla proiettata in un possibile futuro. Ricordare si, ma non addormentarsi !!

da bretone 03/08/2022 8.44

Re:La prima beccaccia

Un onore aver ricevuto risposta direttamente dall'autore dell'articolo. La cosa mi ha fatto si tanto piacere che comprerò il tuo libro e lo leggerò con piacere. Anch'io non critico affatto chi pratica cacce diverse dalle mie. La caccia è bella in ogni sua forma. Ma ho sempre prediletto quella con i cani. Premetto che non ho mai comprato un cane. I miei sono quasi sempre nati nel mio canile da accoppiamenti pianificati dal sottoscritto. Amo addestrarli. Amo vederli lavorare. Correggere i loro errori ma senza mai violentare la loro naturale indole. Ho fatto oltre alla beccaccia, coturnici x tantissimi anni. Conosco le mie montagne come le mie tasche. E adesso, anche se stanco, sdegnato, incazzato x i soprusi di dementi animalisti a scopo di lucro e di viscidi politici a scopo di voto, continuo ad allevare i miei setter come figli e ad andare a caccia con la stessa passione di sempre. Dovranno stancarsi loro di rompermi le balle. Ma non io di andare a caccia. Costi quel che costi.

da Hunter74 02/08/2022 12.52

Re:La prima beccaccia

per Hunter74: è verissimo quello che dici, sono sempre più convinto che dovremmo allontanarci da quella mole di informazioni e notizie che vengono dai social e che volenti o nolenti condizionano il nostro stato d'animo, iniziando o meglio riiniziando a valutare la realtà per quella che è non per quella che ci raccontano...Non parlaimo di quei carrozzoni politici che sono i parchi... Per Peppe: dovresti prima leggere il mio libro non si parla solo di beccaccia ma di diverse forme di caccia con i cani. Quello che dici tu riguardo alle foto potrebbe anche essere vero, ma vale per tutti i selvatici e tutte le forme di caccia con i cani. Non mi sentirei di dare dello sfigato a qualcuno che pratica una forma di caccia diversa dalla mia ;)

da Saro Calvo 02/08/2022 11.00

Re:La prima beccaccia

Certo che ormai i cani da penna sono ridotti solo alla Beccaccia anche perché gli insicuri si sentono cacciatori solo se vanno a beccacce, che magari abbattono alla posta prima di sciogliere…

da Peppe 02/08/2022 8.22

Re:La prima beccaccia

In questa mia meravigliosa terra di Sicilia, a dispetto del tanto sbraitato cambiamento climatico, in barba all'allarmismo ambientalista di desertificazione, a smentita dei KC di Ispra ed in culo a tutti i sedicenti piromani incendiari, stagione dopo stagione, le mie amate beccacce, tornano sempre a farmi godere di esser cacciatore. Stagioni ricche d'incontri e stagioni più scarse, si alternano regolarmente come i din don di una campana. Ma sin da quand'ero bambino, ad oggi, che ho quasi cinquant'anni, non ricordo mai stagioni sterili per l'assenza di "iaddazzi". Da fine ottobre, riesco a far gioire i miei setter fin oltre la metà di marzo, innamorandomi sempre più, giorno dopo giorno, ferma dopo ferma, incontro dopo incontro, di questo splendido, unico selvatico. Non mi mancano le beccacce. Non riuscirei a farne a meno. Solo una cosa rimpiango e mi manca terribilmente: il non poter più frequentare i miei boschi, quelli di una volta, che conosco ramo x ramo, perchè rapinatimi da un'arrogante e deleteria parcomania.

da Hunter74 02/08/2022 0.03