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OGM: paesi UE potranno opporsi appellandosi al "criterio ambientale"


martedì 11 novembre 2014
    

I paesi europei potranno limitare o bandire la coltivazione di Organismi geneticamente modificati (Ogm) sul proprio territorio anche se autorizzata a livello Ue. Lo ha deciso una norma, passata al Parlamento europeo, che ha inserito nell'elenco delle motivazioni alle quali possono ricorrere gli Stati membri per imporre lo stop agli Ogm,  quella basata sul criterio "ambientale".

Il nuovo testo della normativa, proposto dalla relatrice belga, Frédérique Ries (Alde), è stato approvato con 53 voti a favore, 11 contrari e due astensioni. Il criterio 'ambientale' aggiunto dalla commissione del Pe tra quelli che possono essere invocati per applicare uno stop nazionale agli Ogm si aggiunge a quelli socioeconomici, di uso dei terreni e pianificazione urbana già contemplati dalla norma.

 "Le misure adottate oggi - spiega Ries - assicureranno la flessibilità per gli Stati membri di limitare, vietare (oppure no), le coltivazioni di Ogm. Allo stesso tempo, abbiamo garantito un processo chiaro di autorizzazione degli Ogm a livello Ue, migliorando le tutele, con un ruolo chiave dell'Efsa, importante per il gruppo dell'Alde (i liberali, ndr)". "Il Consiglio dovrebbe ascoltare le preoccupazioni dei cittadini sugli Ogm" attacca dal canto suo il gruppo dei socialisti all'Europarlamento, pronto ai negoziati con gli Stati membri e la Commissione Ue, al via da oggi. Il Parlamento europeo "si è dato un mandato forte nei prossimi negoziati" afferma Matthias Groote, portavoce dei socialisti su Salute e Clima. "E' un fatto che la stragrande maggioranza dei cittadini europei non sia a favore della coltivazione degli Ogm" conclude Groote, secondo cui "questa posizione deve essere riflessa nel risultato finale dei negoziati".



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