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Remington: bancarotta e ristrutturazione


venerdì 16 febbraio 2018
    

 
 
La Remington è in crisi e lunedì scorso ha dichiarato bancarotta. I motivi sono diversi: dal calo dell'acquisto di armi, fisiologico dopo l'incremento registrato due anni fa, prima delle elezioni presidenziali, al debito accumulato negli ultimi anni, dovuto in parte anche al danno di immagine (e al ritiro degli investitori) subito dopo la strage alla scuola di Sandy Hook in Connecticut, per mano di un uomo con un fucile d’assalto Remington Bushmaster.  A questo si aggiunge la class action per il difetto di innesco su una storica produzione, il leggendario fucile Remington 700. Il difetto riguarderebbe milioni di armi, che l'azienda si sarebbe incaricata di riparare.
 
La storica azienda americana, produttrice di armi dal 1789, inutile dirlo, è un marchio simbolo degli USA, portata con orgoglio dai soldati fin dalla guerra di secessione. Ma riguardo alle sorti del gruppo, ancora non è detta l'ultima parola. Dopo la dichiarazione di bancarotta (la Remington ha raggiunto un debito di 950 milioni di dollari), potrà risollevarsi grazie alla norma della legge fallimentare statunitense che consente alle imprese una ristrutturazione in caso di insolvenza.
 
Il che comporta, grazie ad un accordo ottenuto con i creditori, la cancellazione di 700 milioni di debito.  Nell'ambito dell'accordo i creditori di Remington otterranno un capitale azionario in cambio della svalutazione del debito.

Grazie al processo di ristrutturazione, l'azienda sta per ricevere un'iniezione di capitale di 145 milioni di dollari che manterrà attiva la produzione, garantendo stipendi e pagamenti ai creditori. L'amministratore delegato dell'azienda, Anthony Acitelli, ha cercato di rassicurare gli investitori con questa dichiarazione.
 
"È importante sottolineare che i fondamentali del nostro core business rimangono forti. Abbiamo un'eccezionale collezione di marchi e prodotti, il supporto incondizionato di una vivace comunità in tutto il settore e una cultura profonda e potente. Usciremo da questo processo con un bilancio in ordine e ampia liquidità, posizionando Remington per competere in modo più aggressivo e cogliere le opportunità di crescita future. Non vediamo l'ora di servire i nostri clienti, i nostri partner in tutto il settore e i nostri numerosi dipendenti eccellenti, ora e molto a lungo nel futuro".

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3 commenti finora...

Re:Remington: bancarotta e ristrutturazione

Se la cosa avveniva in Italia era uno scandalo,mentre negli Stati Uniti, fallire è ripartire è una cosa naturale vedi Trump.

da Fucino Cane 17/02/2018 22.56

Re:Remington: bancarotta e ristrutturazione

Mah erano anni ormai che si vedeva in pratica: prodotti sempre più economici e scadenti. Già 4-5 anni fa dovetti restituire un centinaio di cartucce a pallini pagate la bellezza di 75 centesimi l'una perché avevano inneschi difettosi. Inaccettabile per quel prezzo. Fucili e carabine di produzione corrente fanno pena, niente a che vedere con quelli di soli 10 anni fa a meno che non si ricorra al custom shop che ha prezzi salati e molto altro. Ci sono solo pochi prodotti che per fortuna sono ancora validissimi ma solo perché sono gli stessi da sempre e non richiedono (o hanno richiesto) investimenti, come ad esempio i proiettili per carabina.

da Flagg 17/02/2018 15.14

Re:Remington: bancarotta e ristrutturazione

Cè chi muore, cè chi nasce e chi rinasce , è il ciclo normale delle aziende.

da bretone 16/02/2018 19.06