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06/06/2018 14.22 


Più passa il tempo più mi convinco che il daino, oltre ad essere un ungulato affascinante, possente, scaltro, diffidente, è forse il più difficile da cacciare di tutta la Maremma se non dell’Italia intera.

Ovviamente esistono dei periodi migliori in cui dargli la caccia ed uno di questi, secondo me, è quello che cade in inverno inoltrato, anzi, quasi a fine stagione, quando il bosco è proprio al limite come risorsa alimentare ed i prati non hanno ancora raggiunto la rigogliosa consistenza primaverile.

Durante i mesi di febbraio – marzo i daini sono costretti a muoversi con maggior frequenza e percorrere grandi distanze per alimentarsi, data la scarsità di nutrimento offerta dall’Habitat in quel periodo. D’altro canto, le possibilità di fare dei buoni avvistamenti sono ovviamente maggiori.

Ne sappiamo qualcosa io e il mio caro amico e compagno di mille avventure Giampiero, che durante uno dei nostri soliti giri per l’immensa riserva delle Forane di Capalbio (GR), facemmo un incontro davvero eccezionale.

Eccezionale per due motivi, primo perché erano le undici del mattino, secondo perché avemmo la fortuna d’incontrare un grosso daino palancone.. unicorno, con un solo corno!

Di solito i daini vivono in gruppi più o meno numerosi e il più comune è quello familiare, che comprende femmina, piccolo ed eventualmente il giovane dell’anno precedente. Seguono i gruppi di femmine e piccoli, costituiti dall’unione di più gruppi familiari, i gruppi di maschi, spesso occasionali, formati da soggetti di tutte le classi di età ed infine il gruppo misto che può arrivare a comprendere anche più di cento individui.


Anche la consistenza di questi gruppi varia secondo l’estensione della zona in cui vivono. Minore è il territorio, più piccoli sono i branchi. Vedere un grosso maschio pascolare indisturbato nei campi seminati a orzo e grano a fine febbraio, con il sole quasi allo zenith, non è certo una cosa da tutti i giorni.

Anche se il daino è attivo durante tutta l’intera giornata, teme più il freddo che il caldo e gradisce le zone ricche di acqua. Vederlo a certe ore è quasi impensabile. E’ un animale territoriale ma non abitudinario e se soggetto a fastidi o a carenza di cibo, si sposta rapidamente in zone più ricche e tranquille. Per questo motivo, nelle grandi Tenute private toscane, per mantenere i selvatici all’interno dei loro confini si usa una tecnica tanto antica quanto semplicissima: si governano tutto l’anno e si cerca, entro certi limiti, di arrecargli il minor disturbo possibile.

E’ un sacrificio enorme sia come impegno fisico sia economico, ma purtroppo non esiste altro sistema se vogliamo cercare di frenare l’istinto migratore di chi è nato in libertà. Giampiero Bernacchi, il Gestore della meravigliosa Tenuta “Le Forane” di Capalbio, mi chiama  tutte le volte che c’è da completare il piano di abbattimento di caprioli e daini all’interno della Riserva ed io rispondo  sempre con molto entusiasmo all’invito.

Nonostante Burian stava flagellando l’Europa con neve, venti freddissimi e gelo, per fermare due lupi a due zampe come noi ci sarebbe voluto ben altro. La fine della caccia si stava avvicinando e noi dovevamo sfruttare il poco tempo rimasto per far bene il nostro lavoro: quello di selecontrollori esperti.



Infatti, strano ma vero, nonostante quel che si pensa e/o quel che si dice, sono davvero poche le regioni e i distretti che chiudono regolarmente i piani d’abbattimento previsti dall’ISPRA e nei tempi giusti. In Maremma poi, non si possono mai fare dei programmi precisi perché la natura del territorio è sempre in continua mutazione. Un bel giorno ti trovi in un campo incolto che ti sembra proprio ideale per cacciare tutti gli ungulati, fai grandi progetti, magari ci costruisci anche un piccolo appostamento e poi il mattino seguente te  lo ritrovi completamente arato con le zolle alte un metro.

Così, dopo, le femmine di capriolo e/o i daini in tutte le classi di età che avevi ancora da abbattere, dove dovresti andare a cercarli? Io e Giampiero decidemmo di appostarci in due zone strategiche della riserva, dividendoci i compiti anticipatamente per non creare disguidi con le fascette che ci eravamo precedentemente assegnate: io avrei cacciato i caprioli e lui i daini.

Le condizioni non erano certo ideali, perché un forte vento di tramontana spazzava i prati sollevando nudi di neve residua, ma volli ugualmente tentare di appostarmi in una zona abbastanza appartata e quindi un poco riparata. E’ risaputo che il momento migliore per cercare di sorprendere un capriolo all’aspetto è la sera, ma si possono fare dei buoni incontri anche al mattino presto.

Quando cominciò ad albeggiare, non sapendo in anticipo quel che sarebbe accaduto in seguito, mi ritenni molto fortunato nel veder uscire dal bosco un gruppo di cinque caprioli, composto da due maschi adulti, un piccolo dell’anno e due femmine. Quest’ultime erano perfette per i nostri scopi. Con me avevo la fedelissima Remington 700 BDL in calibro 243 Winchester, corredata con ottica PV 3 – 12 x 50, palle Ballistic Tip da 95 grani e bipiede Harris.

Ma sparare da sdraiato sarebbe stata una vera sofferenza, visto che sul terreno c’erano ancora abbondanti sacche di neve. Mi feci coraggio, e dopo essere riuscito a piazzarmi alla bene e meglio sul fodero dell’arma, con il mio binocolo 8 x 42 rilevai che il capriolo più lontano si trovava a 178 metri esatti, non erano tanti ma neanche pochi.



La mia Remington era tarata a duecento metri e gli animali si trovano sotto di me con un piccolo dislivello, calcolai che forse sarebbe stato meglio se mi fossi tenuto un pochino basso. L’Harris, se usato con criterio, garantisce all’arma una stabilità praticamente assoluta, così, con calma, presi di mira la femmina più lontana, le posizionai il reticolo al centro della metà inferiore della spalla, armai lo Stecher Canjard, inspirai, metà aria fuori poi finalmente sfiorai il grilletto. L’animale colpito con precisione crollò fulminato.

Tutti gli altri, dopo aver sollevato di scatto la testa, sembravano indecisi sul da farsi, ma io no, ricaricai veloce, presi di mira l’altra e due secondi dopo sparai di nuovo. Soltanto quando cadde anche la seconda femmina, il resto del branco capì che forse era meglio cambiare aria e con lunghi balzi s’eclissarono nel bosco. Avevo sparato bene, quello sì, non avevo fatto feriti né provocato inutili sofferenze, ma non ero certo euforico.

Le due capriole giacevano dove erano state raggiunte dalle micidiali Ballistic Tip, ma di sicuro eviscerandole, ne avrei trovata almeno una pregna. Non feci in tempo a raggiungere i capi abbattuti che in lontananza sentii avvicinarsi un fuoristrada. E che ve lo dico a far.. era Giampiero, che dopo una breve attesa e uditi i miei due spari, aveva deciso che dieci – quindici minuti appostato erano il suo limite massimo di sopportazione e che voleva vedere cosa avevo combinato. Il mio caro amico non è certo famoso per la sua pazienza!

Ci abbracciammo, si complimentò con me, pulimmo gli animali sul posto poi, soddisfatti, decidemmo di interrompere la caccia e di dedicare il resto della mattinata alle normali faccende giornaliere, come ad esempio il controllo delle foto trappole, la verifica degli insogli, il ripristino del fieno per gli ungulati e la governa dei cani e dei cinghiali nell’allevamento.

Svolgemmo tutte le mansioni prefissate poi, come spesso accade quando la giornata e bella e assolata, decidemmo di fare un giro per la riserva a bordo del fuoristrada per goderci insieme la natura. Erano le undici passate quando in prossimità della macchia del Pozzo ci sembrò di vedere un qualcosa di insolito pascolare in mezzo ad un campo seminato ad orzo.



“Marco, passami il binocolo, che voglio vedere cos’è quel puntino scuro. Mi sembra un po’ troppo grosso per essere un capriolo!” Giampiero fece appena in tempo a portare il binocolo agli occhi che subito esclamò: “E’ un daino! E sembra addirittura un palancone!”.” Che aspetti?” gli risposi io ”Scendi subito dalla macchina e guarda se riesci a portarti a tiro!”.

Senza farselo ripetere una seconda volta  l’amico capalbiese estrasse veloce da un fodero in Cordura la sua meravigliosa carabina Sako 85 Bavarian in calibro 25.06, accessoriata con un’ottica  12  x 50 con reticolo illuminato, montata su attacchi originali e la caricò con delle munizioni assemblate da me, con palle Nosler Ballistic Tip da 115 grani.

Poi, da cacciatore esperto qual’è, per prima cosa verificò la direzione del vento e s’avviò deciso verso una provvidenziale longarina di macchia che lo avrebbe coperto durante l’accostamento. Lo guardai ed annuii soddisfatto, anch’io mi sarei comportato allo stesso modo. Con occhio critico ricontrollai la zona per vedere se ci fosse qualcosa d’insolito, ma mi sembrò che fosse tutto tranquillo. Non rimase altro da fare che starmene immobile e paziente in attesa dello sparo!

Ogni minuto che trascorreva sembrava una eternità, ma quando si cerca di avvicinare uno dei selvatici più scaltri e diffidenti, non bisogna avere fretta. Da dov’ero rimasto non riuscivo più a vedere il selvatico, perché doveva essersi spostato, ma non verso il bosco e questa era un’ottima cosa. Passarono ancora alcuni minuti poi udii distintamente lo sparo risolutore. Uno solo, che non mi lasciò nessun dubbio sul suo esito. Scesi dal sedile del passeggero, passai a quello del guidatore e in breve raggiunsi Giampiero già chino ad osservare un grosso selvatico disteso su un folto tappeto verde.

La prima cosa che disse fu: “Ha un solo corno! Non l’avevo mai visto prima, chissà da dove viene!”. Quello splendido animale, anche se “unicorno” era pur sempre un buon palancone Maremmano e da dove fosse venuto non l’avremmo mai saputo. Rapidissima telefonata a Cristiano, il giovane figlio di Giampiero, anch’egli protagonista qualche giorno addietro della cattura di un imponente, bellissimo daino, che dopo neanche venti minuti ci raggiunse con Gianni, il nostro infaticabile amico tuttofare dell’Azienda.

Una volta riuniti fummo tutti concordi nel ritenere il fatto davvero eccezionale, sia per l’ora dell’abbattimento sia per l’entità del trofeo alquanto anomalo! Il buon Giampiero ancora visibilmente eccitato, senza farsi pregare ci raccontò di come fosse riuscito a portarsi ad un centinaio di metri di distanza dal daino senza essere né visto nè percepito e di averlo abbattuto con un precisissimo colpo tra il collo e la spalla. La potenza del calibro e la letalità della munizione avevano fatto il resto.

A quel punto mi venne da pensare: chi fu il più fortunato di noi due? Io ho Giampiero? E’ proprio vero, a caccia non esistono mai certezze e il risultato finale di una giornata di caccia si deve tenere sempre alla fine, a quando ci togliamo gli scarponi dai piedi e riponiamo le armi in rastrelliera. L’importante di quel memorabile giorno fu l’essere riusciti a fare una sana selezione nel rispetto delle leggi scritte e non scritte, come quelle che tramandano nei cuori, in una terra che ha ancora molto da offrire: la nostra amata MAREMMA!


Marco Benecchi     
 

 

 

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75 commenti finora...

Re: L'unicorno del pozzo

Come già detto, quando ho qualche minuto libero (!?!?!?) ed ho voglia di rilassarmi vado su YUO TUBE e mi guardo qualche filmati di....
Pesca subacquea,
Specialmente a Dentici e Ricciole!

Ma mi è capitato di vedere qualche sterminio di Wild Pig o simil cinghiali di notte e/o dagli elicotteri con i fucili d'assalto AR in calibro 223...........

da Marco B x TUTTI  21/06/2018 14.58

Re: L'unicorno del pozzo

Tranquillo che è possibilissimo,
Specialmente con il mitico 5,6 x 50 R Magnum!!!

Io ci ho tirato dai colombacci a fermo (vaporizzati!) alle femmine adulte di daino!
Una minuscola palla SP piuttosto ben fatta da 55 grani spinta a 1000 al secondo è davvero micidiale!!!

M

da Marco B x Filippo 53  21/06/2018 14.55

Re: L'unicorno del pozzo

REDAZIONE BIGHUNTER POTRESTE TOGLIERE I COMMENTI DEL SIG. CINO ? il suo IP è già stato comunicato alla PP e sarà denunciato a breve.

da PP  21/06/2018 7.42

Re: L'unicorno del pozzo

222 CINGHIALE A 130 MT secco

da Cino  21/06/2018 7.38

Re: L'unicorno del pozzo

Un mio amico, cacciatore di professione, mi ha raccontato di un cervo Kapital abbattuto con un 5,6x50r. Un suo cliente aveva un Bergstutzen in 9,3x74r e appunto in 5,6x50r. Insomma si è sbagliato e ha usato il calibro più piccolo. L'animale è crollato dopo aver barcollato qualche attimo. Era stato colpito all'attaccatura del collo alla spalla. Sarà vero?

da Filippo 53  21/06/2018 6.08

Re: L'unicorno del pozzo

Chi ha mai visto fare il bagno in inverno in un laghetto gelato ad una volpe con un pezzo di legno in bocca???

Anche io rimasi sorpreso, poi però mi spiegarono il motivo del suo comportamento.
GENIALE!

da Marco B x TUTTI  20/06/2018 20.06

Re: L'unicorno del pozzo

Ero sui monti attorno firenze per funghi durante la passeggiata ,naturalmente cerco di farla breve ,se dovessi raccontare tutti i particolari ci vorrebbero 10 pagine.praticamente da una forra foltissima un andirivieni di volpi ,uscivano di corsa si dirigevano verso una pozza li vicino e scappavano di nuovo nella forra ,mai assistito ad una cosa del genere e non riuscivo a capire cosa le attirasse verso quella specie di grosso insoglio ,insomma dopo due giorni prendo e parto con la mia fedele Sako 85 e mi apposto ,dopo un po inizia l'andirivieni di volpi andavano come ad infangarsi e scappavano di nuovo veloci nel fossone ,mi apposto e ne secco due in dieci minuti 223 remington

da Cino  20/06/2018 16.50

Re: L'unicorno del pozzo

223 forcelli fagiani

da Cino  20/06/2018 16.36

Re: L'unicorno del pozzo

E su,
Facciamo i bravi

FORZA, lancio io una SFIDA....

Raccontiamoci cosa avete fatto (o visto fare) di sbalorditivo con dei Piccoli calibri!!!

Da CACCIA ovviamente, quindi lasciamo stare la vecchissima 22 LR che di danni ne ha fatti anche troppi,

Poi un giorno ve ne racconterò anche una...
Da Brivido!!!

da Marco B x TUTTI  20/06/2018 16.05

Re: L'unicorno del pozzo

ma che vere è il solito idiota, che è ha problemi mentali , fisicamente neutro, probabilmente culattone che non sa cosa fare tutto il giorno!!! Cino , la droga no ti basta più??? ahahahh

da Cino 2  20/06/2018 15.15

Re: L'unicorno del pozzo

Povero cornutazzu ca sei! vai a caccia vai che tu moglie cosi' la lasci libera.

da h aah ah  20/06/2018 15.02

Re: L'unicorno del pozzo

Cino è un idiota !!! il solito troll del caz

da Gino  20/06/2018 14.07

Re: L'unicorno del pozzo

Scusa Marco, ma quando leggo certe "trombate" tipo signor Cino (magari vere ma comunque trombate) non resisto. Non lo faccio più.

da Luciano  20/06/2018 12.19

Re: L'unicorno del pozzo

Accetto le tue scuse e ti ringrazio per avermele fatte,

Hai dimostrato di avere avuto una educazione decente..........
E una buona dose di umiltà

Hai visto?
Oltre ad usare in MONTAGNA lo stesso calibro (non so se usi anche la stessa carabina, io ho una Weatherby Ultralight 270 WM con Z5 5 - 25 x 52 P, come l'AMICONE Sandro Flaim se lo conosci...)

Siamo più o meno colleghi..
Io accompagno tutto l'hanno a caprioli cinghiali daini...

E sicuramente FATICO MOLTO MENO!!!

per ritornare a TUTTI i calibri,
Con la SCELTA GIUSTA DELLA PALLA e se BEN PIAZZATA,

Ho visto fare cose "che Voi umani..."

L'ultima cronologicamente parlando
cinghiale di 70 - 80 kg da 120 - 130 metri FULMINATO da una 55 grani Sierra SPBT spalla piena tirata da un 22-250............

CON ESCLUSIONE DEL CERVO

Per tutta l'altra selvaggina Montana, stambecco incluso preferisco il 257 Weat al 270, ma "purtroppo" la mia Mark V non è leggera come l'Ultralight...

il 300 Weath non mi ha mai fatto impazzire invece
Gli preferisco sia il 300 WM o, molto meglio, l'8 x 68 che sui "Pannonici" non ha rivali,
Credimi

Come dice un mio amico... li piega come un libro!
M

da Marco B x RINO  20/06/2018 10.43

Re: L'unicorno del pozzo

Ricominciamo con la solita tiritera a chi ce l'ha più lungo?

Possibile che non possiamo usare questo spazio per "cercare" di migliorare le nostre condizioni venatorie, scambiandoci

EDUCATAMENTE

Esperienze e opinioni

M

da Marco B x TUTTI  20/06/2018 10.32

Re: L'unicorno del pozzo

Dunque signor Cino, facciamo due conti, giusto per passare il tempo.
347+400+1000 (?)+156=1903.
Più di 1903 capi in 35 anni ovvero oltre 54 capi all'anno. Che numeri, complimenti.
Nel Comparto Alpino dove caccio io si può fare al massimo due capi di selezione (capriolo, cervo, camoscio o muflone), il cinghiale è libero ma abbatterne 3 o 4 a stagione è un'impresa.
Per avvicinarmi ai Suoi numeri mi rimarrebbe il nomadismo venatorio, purtroppo il portafoglio non lo consente.....

da Luciano  20/06/2018 9.47

Re: L'unicorno del pozzo

Dedicati alle marmotte.. e fatti una bella dormita ogni tanto che la montagna e' faticosa.

da cino  20/06/2018 9.10

Re: L'unicorno del pozzo

Io non conosco la montagna? ah ah sei un pivello a confronto camosci abbattuti 347 ,cervi 400 ,daini pochissimi,cinghiali piu' di mille ,caprioli 156 ,35 anni di attivita'.

da cino  20/06/2018 9.08

Re: L'unicorno del pozzo

Ma che cxxo spari le caxxate le spari che si'.

da Cino  20/06/2018 8.24

Re: L'unicorno del pozzo

Cino , uno come te lo infilo nello zaino e lo porto a 3000 metri senza mai fermarmi. il nostro rettore ha 60 anni e cammina il triplo di te che la montagna non la conosci per niente come i calibri. io non ho 60 anni ma sono una guida alpina da 30 ! MB scusami , hai ragione sono stato un maleducato. Io ho la fissa per questi due calibri che , secondo me, sono i migliori in assoluto. Ma quando sento stuzen o kif mi girano le balls!!! A parte questo , accompagno tutto l'anno e sparo circa 10 camosci a stagione , forse ne avrò abbattuti oltre 200 !!!forse di più. da qualche anno siamo ritornati a sparare le marmotte ( fai attenzione che se va bene le aprono anche quest'anno) che le sparo con la 223 o 22,250. Si oltre i 2000 / 2500 il fiato potrebbe calare ma dipende sempre dall'allenamento. Filippo 65 anni non sono molti se ami la montagna , si sale piano e si arriva sempre. Attendo alla discesa , con camoscio nello zaino. Weid.

da Rino  20/06/2018 7.31

Re: L'unicorno del pozzo

Salve. Come è facile intuire, sono arrivato a 65 anni. Da molti anni (precisamente dal 2002) uso in montagna un Kipplauf K95 in 6x62R, con estrema soddisfazione. Ovviamente, abitando a Perugia non posso considerarmi un esperto della caccia in montagna; tuttavia ho abbattuto undici camosci (tirati fra i 220 e i 345 metri, ad altitudini variabili dai 1.800 ai 3.000 metri) e TUTTI sono rimasti sul posto. Ne ho sbagliati due, ma il fucile non c'entra, li ho sbagliati e basta. Rino giustamente dice che occorre allenamento: certo, ma anche nel tiro, specie con un Kip. Un mio amico di Moso in Passiria mi dice infatti che lui cammina molto meglio di me; e io sparo un po' meglio di lui... Su una cosa non sono d'accordo con Rino: ho comperato un Kipplauf proprio per camminare più speditamente, e anche se MB lo considera un grave errore, lo tengo smontato nello zaino fino a quando non devo tirare. IBAL

da Filippo 53  19/06/2018 18.37

Re: L'unicorno del pozzo

Non fare il "galletto" perché hai "ancora" 48 anni,

Ho visto sessantenni arrampicare molto meglio di me quando ero SUPER ALLENATO E DI ANNI ne avevo 30

Chi è ABITUATO alla montagna è sempre più avvantaggiato di un NON residente!


Credo, perché oltre a capire POCO DI CALIBRI e di caccia!, non sono un medico!

Che chi è NATO in montagna, col tempo acquisisce delle caratteristiche eccezionali sia per conformazione fisica sia psichica!

Poi è chiaro che il fisico risente molto del trascorrere del tempo ...

Anche io cinquantottenne (il 30 luglio..) non vado certo come andavo a 25-30 - 40 anni!

Sudo di più, mi stanco di più, sarò sicuramente anche più lento ma ancora riesco a fare un buon becco alla cerca!
Magari il primo giorno di caccia....
Il secondo e il terzo non sono certo la stessa cosa....

Poi c'è il discorso respirazione che in molti dimenticano...

Io l'ho sempre avvertita la differenza oltre i duemila metri di altitudine, sicuramente dipenderà anche dal fatto che sono nato e vivo sul livello del mare!

Rispettiamoci...
OK?
Oltre ad essere corretto e educato, non guasta..
MB

da Marco B x Cino  19/06/2018 16.22

Re: L'unicorno del pozzo

Pardon
OGNI ANNO abbatto

da Marco B x Rino  19/06/2018 16.10

Re: L'unicorno del pozzo

"""di caccia e calibri in montagna non ne capisci molto e continui a dare consigli sbagliati"""

Di caccia e di calibri in montagna CREDO di saperne abbastanza e a differenza di qualcuno posso anche dimostrarlo..............

Ho cacciato su tutto l'arco alpino, dai confini con la Francia alla Slovenia (inclusa) all'Austria (inclusa!)
Poi ho fatto i 4000.. metri!!

25 giorni di Kyrghyzstan,
In due spedizioni separate!
A Stambecchi e Marco Polo.
Animale da te abbattuti a bizzeffe, ma anche io nel mio piccolo mi sono fatto ben valere..

Ogni hanno abbatto UNO-DUE camosci e almeno altrettanti cervi...

Non sto più andando a marmotte e devo dirti che la cosa mi disturba perché è una caccia che mi piace parecchio

In Kyrg ho fatto TRE stambecchi con il 6,5 x 68 e palle da 90 grani..
L'ibex asiatico è un ANIMALOTTO MOLTO superiore al quintale di peso.
CON ACCOMPAGNATORE ITALIANO quindi "che potrebbe confermare"
uno tirato da 325 metri, uno da 250 e uno da 180!
TELEMETRATI
(con TESTIMONI!)
I cervi?
RIPETO se tu ti rechi a caccia di cervi in UNGHERIA (dove sono piuttosto grossi, molto di più di quelli di montagna)

SENZA FUCILE,

ti danno in prestito un 7 x 57 o un 7 x 64

LASZLO addirittura usa moltissimo anche il 25.06

E tu dici "CHE DO CONSIGLI SBAGLIATI?"

Ora mi domando:

Perché ogni tanto (se sei sempre lo stesso RINO!) te ne esci con frasi simili, direi anche un pochino offensive.
Cosa che IO non faccio MAI né con te né con altri?

MB

da Marco B x Rino  19/06/2018 16.09

Re: L'unicorno del pozzo

L'eta' non conta? ah ah ah allora sali con un 40enne quando tu hai 60 ma anche 58 anni inizia a scalare la montagna e vedrai la differenza tra te sessantanni e me 45 enne

da Cino  19/06/2018 15.55

Re: L'unicorno del pozzo

270 w tutto fare? ahah ah a ah ahah a h haha ha ah ah ah .

da Cino tv  19/06/2018 15.37

Re: L'unicorno del pozzo

Ma che czo stai dicendo rino tu ti credi tanto esperto ma a me da quello che scrivi sembri un pivello.

da Cino tv  19/06/2018 15.34

Re: L'unicorno del pozzo

IO caccio soprattutto in Montagna . Unico calibro TUTTOFARE per me il 270 Weatherby o 300 WM PESANO ma fanno al differenza SEMPRE E COMUNQUE. Girare con i "giocattoli" per arrivare a 100 metri del selvatico NON PAGA NEL 70% dei casi e cosi si torna a casa con il sacco vuoto. Se poi vieni dal sud che ti servono due giorni di viaggio cosa ci fai con il kif o lo stuzen ? Ovvio , se sei un po' narciso ti piace far vedere che hai bel fucile ! Poi , in cammino, fanno più attenzione alla carabina che a dove mettono i piedi! E giù per terra!! In montagna , dopo l'arma, si va allenati e l'età non conta a 60 ANNI c'è gente che sale come un ragazzo di 20 anni! ALLENAMENTO sempre! qualche chilo in più non fa male alla schiena o spalla. Avere la certezza di poter sparare "ovunque" con quasi la sicurezza matematica di abbattere "non ha prezzo" !! Weid !!

da Rino  19/06/2018 15.08

Re: L'unicorno del pozzo

I se dovessi consigliare un solo calibro da montagna non avrei molti dubbi 300 Win o 7 rem mag. il problema è che Filippo 60 vorrebbe una schioppetto leggero e corto tipo stutzen quindi quei calibri meglio lasciarli perdere..in ogni caso oggi con le nuove palle che si trovano in commercio anche in 7-08 puó dire la sua..

da Little John  19/06/2018 14.31

Re: L'unicorno del pozzo

Buondì Rino.
Scommetto che sei toscano anche tu come l'ottimo Benecchi!
Tu cacci prevalentemente in montagna mi pare di capire: cosa consiglieresti in questo caso?
E SEMPRE GRAZIE PER CONDIVIDERE CON TUTTI LE TUE ESPERIENZE
FB

da FILIPPO60 per RINO  19/06/2018 14.09

Re: L'unicorno del pozzo

di caccia e calibri in montagna non ne capisci molto e continui a dare consigli sbagliati!!! parla di maremma che li sei bravo .

da Rino  19/06/2018 13.45

Re: L'unicorno del pozzo

Ricapitoliamo...


7x57 o 7x64 (anche 270 w forse?) su 530 mm di canna eccetto che x il cervo. A naso parrebbero più convenienti quelli più prestanti anche se forse non riuscirebbero a fare meglio del 7x57? Come ti trovavi col 270?

????????????????????????

Cominciamo dall'ultimo perché la risposta è lapalissiana..
Come mi trovavo con il 270 Stutzen?

Se mi ci fossi trovato bene l'avrei tenuto... Che dici!!!

Poi:
7x57 o 7x64 (anche 270 w forse?) eccetto che x il cervo

Con questi calibri abbatti qualsiasi cervo, anche a buona distanza!!!!!
Oddio, entro i 200 mt sarebbe meglio, ma tranquillo che all'occorrenza saprebbero fare MOLTO bene il loro lavoro!!!!

Ciao
M

da Marco B x Filippo  18/06/2018 18.28

Re: L'unicorno del pozzo

Di corno ne basta e avanza uno per esser considerati cunnutazzui

da Tura  18/06/2018 12.44

Re: L'unicorno del pozzo

Grazie x le spiegazioni Marco e Little. 7x57 o 7x64 (anche 270 w forse?) su 530 mm di canna eccetto che x il cervo. A naso parrebbero più convenienti quelli più prestanti anche se forse non riuscirebbero a fare meglio del 7x57? Come ti trovavi col 270? Saluti fb

da Filippo60  17/06/2018 16.29

Re: L'unicorno del pozzo

Grazie x le spiegazioni Marco e Little. 7x57 o 7x64 (anche 270 w forse?) su 530 mm di canna eccetto che x il cervo. A naso parrebbero più convenienti quelli più prestanti anche se forse non riuscirebbero a fare meglio del 7x57? Come ti trovavi col 270? Saluti fb

da Filippo60  17/06/2018 16.29

Re: L'unicorno del pozzo

Io caccio alla cieca

da Tordela69  16/06/2018 12.59

Re: L'unicorno del pozzo

Ewige e Carmen han fatto danno. Non l'et

da Massi  16/06/2018 10.20

Re: L'unicorno del pozzo

Io veramente ho problemi all'udito (anche perché sparo da quando ero un ragazzino!!!!); quanto alla vista - magari non sarà quella dei vent'anni - ma ancora non mi lamento...

da Filippo 53  15/06/2018 18.01

Re: L'unicorno del pozzo

Allora siamo tranquilli....
Io credevo che la vista la rischiavo quando vedevo troppi film di Edwige Fenech e di Laura Antonelli...

E' proprio vero....
I tempi cambiano!!!!!!

da Marco B x JI  15/06/2018 15.39

Re: L'unicorno del pozzo

attenzione ALLA VISTA CHE dopo i sessanta fa brutti scherzi

da ji  15/06/2018 10.57

Re: L'unicorno del pozzo

Salve ragazzi diciannovenni e no... faccio presente al mio omonimo che il mio K95 in 7x65R esaspera il concetto di arma a colpo singolo. Infatti il primo colpo va esattamente dove uno vuole che vada, ma se per disgrazia occorre replicare, fino a 200 metri più o meno si può stare tranquilli, ma a distanze maggiori l'allargamento della rosata si fa sentire. Insomma è un'arma -per me - affascinante e classica, ma come dice MB non mi sembra tanto adatta in montagna, dove i tiri lunghi sono normali. Ma quanto mi piace, e che soddisfazione portarsi dietro un gioiellino del genere... Un caloroso IBAL a tutti, anche ai vecchietti come me, per l'imminente inizio della selezione (noi in Umbria cominciamo domenica )

da Filippo 53  15/06/2018 6.26

Re: L'unicorno del pozzo

Salve ragazzi diciannovenni e no... faccio presente al mio omonimo che il mio K95 in 7x65R esaspera il concetto di arma a colpo singolo. Infatti il primo colpo va esattamente dove uno vuole che vada, ma se per disgrazia occorre replicare, fino a 200 metri più o meno si può stare tranquilli, ma a distanze maggiori l'allargamento della rosata si fa sentire. Insomma è un'arma -per me - affascinante e classica, ma come dice MB non mi sembra tanto adatta in montagna, dove i tiri lunghi sono normali. Ma quanto mi piace, e che soddisfazione portarsi dietro un gioiellino del genere... Un caloroso IBAL a tutti, anche ai vecchietti come me, per l'imminente inizio della selezione (noi in Umbria cominciamo domenica )

da Filippo 53  15/06/2018 6.26

Re: L'unicorno del pozzo

Io l'ho avuta anche in 270 W e tutt'ora l'ho in 22-250...
Ma il problema delle Stutzen, indipendentemente dal calibro, è che non sono state concepite per tiri a lunga distanza...
In 7 x 64 "potrebbe" andare bene,
Occorrerebbe vedere come porta poi le palle medio - leggere (max 150 grani!) a 200 mt!

da Marco B x Little  14/06/2018 12.02

Re: L'unicorno del pozzo

in slovenia molti cacciatori usano l'8x57 con successo su tutta la selvaggina ungulata. i tiri però normalmente sono abbastanza contenuti ovvero max 150-200 m...se invece si pensa di sparare più lungo meglio indirizzarsi su qualcosa di più radente..una stutzen in 7x64 come la vedete?

da little john  14/06/2018 10.41

Re: L'unicorno del pozzo

Ragazzi, credo che per poter sfruttare un buon stutzen "anche" per la caccia in montagna a
CAPRIOLI E CAMOSCI i migliori calibri sono tre; 243, 7 x 57 e 308 W.
Includerei anche il 7-08 ma devo annettere di non averne mai visti di persona di Stutzen in questo calibro
Se è previsto ANCHE il cervo allora ha ragione l'amico Little e nel teorema entra anche l'8 x 57 JS..

La MAUSER EUROPA 66 è un'arma molto valida un vero classico, ma la Montagna la maltratterebbe più del giusto.....
Poi non costa certo pochino e di solito se ne trovano con ottiche a basso ingrandimento..
Vedi tu..
Io .. dovessi scegliere opterei per il vecchio 7 x 57..
Che con la scelta giusta di palla sarebbe perfetto sino a 200 - 250 mt!

Facci sapere

da Marco B x Filippo e Little  13/06/2018 20.10

Re: L'unicorno del pozzo

Lascia stare le armi ex ordinanza e i calibri "non da caccia"
I recuperatori che conosco io, quelli SERI e molto bravi e professionali usano tutti il COMBINATO
Una cartuccia caricata a terzarole e l'altra rigata, di solito in 7 x 65 R o 8 x 57 JRS

Altrimenti ho visto anche normalissime semiauto, doppiettine Slug lisce e bolt in sintetico.
M

da Marco B x Filippo  13/06/2018 20.09

Re: L'unicorno del pozzo

L'8 Mauser, insieme al 30.06 e al 303 British sono i calibri che hanno abbattuto più selvatici al mondo.
Specialmente oggi, con le nuove palle, anche monolitiche, le sue potenzialità si sono MOLTO accentuate...
Io l'ho caricato anche con palle da 150 - 170 grani che fino a 200 mt sono molto radenti!

M

da Marco B x Filippo e Little  13/06/2018 20.06

Re: L'unicorno del pozzo

Ragazzi, credo che per poter sfruttare un buon stutzen "anche" per la caccia in montagna a
CAPRIOLI E CAMOSCI i migliori calibri sono tre; 243, 7 x 57 e 308 W.
Includerei anche il 7-08 ma devo annettere di non averne mai visti di persona di Stutzen in questo calibro
Se è previsto ANCHE il cervo allora ha ragione l'amico Little e nel teorema entra anche l'8 x 57 JS..

La MAUSER EUROPA 66 è un'arma molto valida un vero classico, ma la Montagna la maltratterebbe più del giusto.....
Poi non costa certo pochino e di solito se ne trovano con ottiche a basso ingrandimento..
Vedi tu..
Io .. dovessi scegliere opterei per il vecchio 7 x 57..
Che con la scelta giusta di palla sarebbe perfetto sino a 200 - 250 mt!

Facci sapere

da Marco B x Filippo e Little  13/06/2018 20.04

Re: L'unicorno del pozzo

grazie L.J.
Con canna corta si riesce a sfruttare bene l'8x57 in montagna? Il cervo non sarebbe comunque una priorità.

da da filippo60 x little john  13/06/2018 13.25

Re: L'unicorno del pozzo

Mi intrufolo nella questione “corto e leggero”..che specie intendi cacciare? Distanze di tiro? Se non intendi fare grossi cervi a distanze maggiori di 200 metri io ti consiglio uno stutzen in 8x57. Credimi che con la palla giusta non fa danni sul capriolo e ha potenza sufficiente per tutti gli ungulati a distanze normali

da Little John X Filippo 60  13/06/2018 12.58

Re: L'unicorno del pozzo

ri-sorry.
Nella fretta dell'invio non ho riletto.
Nella domanda prima tichiedo stutzen/calibro/palla/ottica soprattutto (magari fissa, leggera, non complicata)

da filippo 60  13/06/2018 12.51

Re: L'unicorno del pozzo

Sorry.
Due cose allora:
1) stutzen (50 cm circa di canna? tipo il mauser 66 stutzen per capirci) per caccia in montagna. E non mi dire che è una cosa da nostalgici che non è vero; il 66 stutz è semplicemente splendido!!!
2) arma da recuperatori: la carabina m1 in 30auto o 357 magnum convertita ha senso? cosa usano i recuperatori che conosci?
Mi permetto di citare la tua esperienza nei discorsi tra amici cacciatori.
Grazie

da filippo60  13/06/2018 12.47

Re: L'unicorno del pozzo

Caro Filippo,
Tu scrivi:

Sto puntando al "corto e leggero". Lo so: non scopro l'acqua calda. Ma pensavo di prendermi una arma per la posta di tale tipo. Una arma quindi da recuperatori o canai.

Una "mano" cercheremo tutti di dartela nella scelta, ma credo che dovresti restringere un pochino "GLI USI" che ne vorrai fare...

Perché esistono delle splendide armi corte e leggere anche per la caccia in Montagna..
Dall'altana (lo sai Noi Nostalgici, preferiremmo una Stutzen!) etc...

Mentre per RECUPERATORI E CANAI il discorso è MOLTO diverso...
Fammi anzi Facci sapere!
Buona
M

da Marco B x Filippo 60  13/06/2018 12.39

Re: L'unicorno del pozzo

Buongiorno Marco.
Per ora ancora niente daini. Solo, si fa per dire, cinghiali e caprioli; ma conto di rifarmi magari all'estero.
Un quesito per l'ottimo Marco e per tutti ovviamente. Sto pu ntando al "corto e leggero". Lo so: non scopro l'acqua calda. Ma pensavo di prendermi una arma per la posta di tale tipo. Una arma quindi da recuperatori o canai.
Nelle tue cacce al cinghiale i cacciatori-recuperatori che armi/calibri usano di solito? Nel mio piccolo ho visto cal 12 su varie armi. 44m su ruger carbine, un lever action ma non so il calibro, ma mi è arrivata voce di qualcuno che usa anche le vecchie carabine M1 in 30 auto o 357m (quello dei revolver!!!). Mi astengo da commenti...perchè vorrei sentire i tuoi, ovviamente!! Grazie

da filippo60  13/06/2018 11.14

Re: L'unicorno del pozzo

Guardate FILIPPO ad esempio (è possibile vedere anche il video su You Tube!)

Anche lui quando ha abbattuto un bellissimo palancone alle Forane,
DOPO il tiro continuava a ripetere:

"Ma siamo sicuri che era un bel maschio???"

Quando si tira alle OMBRE.............

Caccia da diciannovenni quella al daino da trofeo,
CREDETEMI per Noi poveracci di Mezza età è ancora una caccia MOLTO difficile!

da Marco B x Little e Massy  13/06/2018 8.09

Re: L'unicorno del pozzo

L'emozione c'è stata PRIMA e DOPO, ma non durante il tiro perché come già detto vedevo da lontano soltanto una grossa sagoma scura e quindi non sapevo "che classe di età e sesso fosse".
Poteva essere una grossa femmina come un bel fusone
Che fosse un daino ne ero certo perché in quella zona di grossi selvatici ci sono solo cinghiali, caprioli e daini e confondersi è quasi impossibile.
Avevano bramito tutto il giorno, ma io me ne stavo andando via perché ormai era notte fonda
con lo Swarovski PV 3 - 12 x 50 non ci vedevo davvero più...
Ho azzardato il tiro e mi è andata bene.............

Comunque quando accadono certe cose è perché era destino....

A chi non sono capitate occasioni simili...??

I GRANDI selvatici della vita spesso sono stati abbattuti per puro caso!

Sono doni che riceviamo "da chi di dovere" per la nostra pazienza, tenacia e immensa passione!
Saluti
M

da Marco B x Little e Massy  13/06/2018 8.06

Re: L'unicorno del pozzo

Gran bella bestia.. che emozioni

da massi  12/06/2018 18.53

Re: L'unicorno del pozzo

bellissimo davvero sia per trofeo che per il manto. quelli melanici mi piacciono molto di più rispetto a quelli normali o peggio ancora isabellini. complimenti e WMH

da little john  12/06/2018 18.35

Re: L'unicorno del pozzo

E' rimasto un po' di spezzatino per me?

da Hah  12/06/2018 18.00

Re: L'unicorno del pozzo

Dimenticavo...
Questo perché sono un cacciatore semidilettante poco pratico,
Un diciannovenne lo avrebbe preso con le mani...

Perdonami ma..
Nessuno è perfetto!

da Marco B x Little John  12/06/2018 14.38

Re: L'unicorno del pozzo

Visto che "sai apprezzare le belle cose!"
Ho fatto aggiungere anche quest'ultima foto...

E' il più bel daino che io abbia mai abbattuto...
E quando gli ho tirato....

Che era BUIO PESTO,
non sapevo neanche se fosse un maschio o una femmina!!!

Alla faccia della sincerità.....

da Marco B x Little John  12/06/2018 14.36

Re: L'unicorno del pozzo

Corna o palchi che siano..L’ultimo daino è davvero splendido

da Little John  12/06/2018 12.09

Re: L'unicorno del pozzo

Complimenti ma... dai su sparare quattro daini in riserva li acciappati anche mio nipote 19venne.

da Hah ah  12/06/2018 11.08

Re: L'unicorno del pozzo

e CHE FATICA CI VUOLE PER SPARARE DUE ANIMALI rintronati.

da Hah ah  12/06/2018 11.04

Re: L'unicorno del pozzo

Dimenticavo.

TUTTI e TRE i daini fotografati,

Dal Fusone alla Medaglia d'Oro melanico sono stati catturati vicino Capalbio nella Tenuta delle FORANE..
E, diciamo, in un raggio di un chilometro quadrato...
Da notare la diversità morfologica!

da Marco B x TUTTI  12/06/2018 10.51

Re: L'unicorno del pozzo

Forza, diamo una spinta più VENATORIA all'articolo...
Sentiamo cosa hanno da dire i miei colleghi in materia:
COME MAI CERTI DAINI PALANCONI HANNO IL PALCO - TROFEO "FRASTAGLIATO"
Mentre altri hanno le pale più smussate, arrotondate, come l'Unicorno in oggetto?

E mi riferisco ai DAINI in "zona libera" e non in recinto!

Saluti

Marco

da Marco B x TUTTI  12/06/2018 10.49

Re: L'unicorno del pozzo

Della serie ..quanto son brutte le corna ,una curiosita' ma cumm cazz fa a cogliece chillo nda' la fotografia.

da G  11/06/2018 11.08

Re: L'unicorno del pozzo

Storia vera successa vicino firenze due anni fa.

da Gaudienz  11/06/2018 5.58

Re: L'unicorno del pozzo

Un mio vicino di casa ogni fine settimana fatto cornuto dalla mogliettina , un bel giorno tornando a casa quando non doveva tornare trova la moglie a bere un drink con un bel giovane ,la moglie gli dice che e' un operaio chiamato per un guasto alla rete elettrica e che dopo aver tutto risolto stava andando via saluti saluti e arrivederci.Poco tempo dopo il povero cornutone va a trovare un amico vicino di casa per chiedergli un favore se poteva prestargli il tagliaerba per qualche ora visto che il suo era guasto suona ma nessuno risponde ,eppure la casa aveva le finestre socchiuse e qualcuno doveva pur esserci insiste a suonare e telefonare ,niente, pensando fosse successo qualche disgrazia fa il giro del piccolo villino e sbirciando dalla finestra della camera da letto intravede la moglie del suo amico conoscente insieme al bel giovanotto che tempo prima trovo insieme a sua moglie a bere l'aperitivo ,erano tutti e due mezzi nudi e la moglie in ginocchio..Per adesso ho un solo corno penso' tra se e se e se ne ando a consolarsi all'osteria .

da Gaudienz  11/06/2018 5.57

Re: L'unicorno del pozzo

Come diceva mia nonna.............

Le corna sono come i denti!

Fanno male appena crescono, ma poi ci si... mangia!

da Marco B  10/06/2018 18.40

Re: L'unicorno del pozzo

E' bello parlare di corna-

da gAUDIEZ  10/06/2018 14.43

Re: L'unicorno del pozzo

Premetto che sono questioni di lana caprina è che in sostanza non servono a molto, ma le corna sono appendici cefaliche tipiche dei rinoceronti, bovidi (muflone stambecco camoscio vacca etc) e dei cervidi. In questi ultimi prendono il nome di palchi. Il singolo palco viene definito stanga. Chiamare corna ciò che i vari cervi caprioli o daini hanno sopra la testa non è sbagliato ma si preferisce chiamarli palchi in linguaggio tecnico perché hanno una composizione diversa rispetto a quelle dei bovidi. Strutture ossee quelle dei cervidi, prevalentemente cheratinose quelle dei bovidi. Detto ciò mi viene più spontaneo dire “ ho visto un capriolo con due belle corna” piuttosto che con un bel palco.

da Little John  10/06/2018 14.23

Re: L'unicorno del pozzo

Certo che i trofei degli ungulati si chiamano palchi,
Ma, se posso darti del TU,
Credo che non sarebbe stato bello intitolare l'articolo:

"""L'UNIPALCO del pozzo""""

Poi, visto che siamo in tema, è sottolineo di NON essere un biologo faunistico..

I PALCHI sono sempre delle protuberanze cornee,
Anzi, credo che in singolo, sarebbe più opportuno chiamarli davvero Corna piuttosto che palchi,
Come la vedo io, il palco è il trofeo completo, anche se CADUCO,
mentre UN SINGOLO "palco" molto spesso viene anche chiamato corna o corni!!!

MB

da Marco B x da ?  10/06/2018 11.41

Re: L'unicorno del pozzo

Ma non erano palchi?

da ?  10/06/2018 10.52

Cervo a primasera

Meglio un corno oggi che due corna domani .

da Riccardo scocciante  08/06/2018 14.10
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