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23/03/2018 

Dopo lungimiranti osservazioni sulle tematiche del mondo venatorio, con dispiacere, da cacciatore devo dire che mi ritrovo alquanto schifato dalla situazione che si presenta, situazione che dilaga in regione, dai social, alle associazioni affamate e con l'unico scopo di raccogliere tessere, alla dirigenza venatoria.

Si discutono tematiche sicuramente interessanti e coinvolgenti, ma sono certo che il problema fondamentale è costantemente soffocato, vuoi per interessi di poltrona, vuoi, a questo punto ne sono sempre più  convinto, anche per un'ignoranza tutta italiana.

Ma vediamo di riassumere i diversi temi, inquadrandoli come problemi e se possibile come soluzioni. Che a mio parere sono:  pronta caccia (vergognosa), gestione del lupo, danni da fauna selvatica, orari e periodi di prelievo, zone di prelievo, pressione venatoria (in termini di soci ammissibili/territorio), l'uso dei semiautomatici (inguardabili), l'orso (ogni tanto sbuca anche lui: quattro esemplari in croce). Braccata o selezione? (Realtà apcalittica).

Ecco, questi sono gli attuali drammi del mondo venatorio, usati a sproposito a pro di poltrone calde o per far fronte a tesseramenti venatori, con l'unico effetto di provocare una notevole spaccatura e conseguente indebolimento, con gli attuali risultati, lo schifo più totale, un amaro che persiste in bocca che vorrebbe proporre una visione  fantastica ed efficiente della gestione del patrimonio naturale.

Notevolmente allibito, non mi capacito di come NESSUNO e ripeto NESSUNO  lotti per estrapolare dalla POLITICA questo mondo cui non ha nulla a che vedere se non norme meramente inerenti alla disciplina dell'attività in termini pratici; non mi spiego come sia possibile che della politica si permetta di giudicare la sostenibilità o meno della caccia, addirittura proclamandone la sua chiusura, con tutto il mondo venatorio, compresi i leoni dei social, lì ad attendere “bufala o non bufala”, continuando altresì a politicizzare gli argomenti elencati in precedenza. Lo schifo più totale.

L'ISPRA? E' lì, come un ramo secco di un albero ancor in vita, un organo scientifico, un costo per la collettività, che dà “pareri” in merito alle varie situazioni della fauna italiana.

Sono allibito di come un attività oramai con basi sempre più scientifiche, sostenibili con dati, programmi e vari studi, non sia affidata alle UNIVERSITA' per quanto attiene a indirizzi di gestione della fauna; gli organi scientifici dovrebbero fare capo a tutto ciò, non quattro sedie a Roma che una mattina fanno i capricci perchè qualcosa  non piace ed allora via tutto.

Sono maggiormente schifato da tutta quella cerchia di personaggi, dai rappresentati delle associazioni, direttori di riserva e di distretto (in FVG), comitati gestionali dei vari ATC e quant'altri, che sfruttano queste situazioni meramente a vantaggio personale, vuoi per le tessere, vuoi per farsi rieleggere all'interno dell'organo di competenza o per una magra popolarità di paese, sgretolando così un sistema che in realtà avrebbe ancora basi forti ed indiscutibili (visto l'enorme lavoro che richiede questa attività), con possibilità di rappresentarsi a livelli di valore ed essere rispettato dall'opinione pubblica.

A fronte di tutto questo e deluso dalla magrezza intellettuale di chi vi si applica, mi rendo conto che oramai il nostro non è più un mondo fatto per cacciatori concreti ed appassionati, per giovani con voglia di fare e dalla visione onesta, e a questo punto non trovo corretto che qualsiasi associazione meriti il mio denaro ed impegno per ottenere questi risultati meramente politici e deludenti, con tutto ciò che concerne l'economia di chi contribuisce a distruggere per il proprio stupido ego, la natura ed il mondo venatorio, producendo solamente una serie di limitazioni, realtà, coflitti e visioni sempre più ridicole.

Il mondo venatorio non ha bisogno di mille associazioni e quantomeno di partiti politici;  è
sufficiente invece un'unica associazione con rappresentati decisi e motivati, un organo scientifico forte e strutturato che inquadri, aggiusti e rafforzi tutto ciò di cui abbiamo bisogno.

Ma nutro seri dubbi che ciò accada; mi auguro solamente che chi si pone nei termini indicati abbia almeno un minimo di sana coscienza e voglia farsi da parte, levarsi questo grasso ego misto ad ignoranza e complesso della poltrona calda, per rendere autonomo e forte un sistema, un mondo fatto di passione, conoscenza ed impegno.

Diversamente, tutta la mia stima va a chi costantemente lotta per migliorare questa fantastica realtà, a tutti i giovani cacciatori che sopportano questa vergogna, a chi onesto ed altruista si trova a lottare con questa massa tumorale che sta porta al declino la Caccia.
 

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20 commenti finora...

Re: L'amaro destino della caccia

Andrea tu hai il pieno diritto di esprimere la tua opinione ma hai anche il dovere di farlo in modo comprensibile. Da questo tuo intervento si capisce poco. Peccato.

da Little John  27/03/2018

Re: L'amaro destino della caccia

Non ho paura di esprimere le mie opinioni; siccome ne ho viste tante vuoi per lavoro e da Cacciatore, i temi descritti vengono spesso utilizzati come specchietti per le allodole e fanno solo danni; non sono un ultras della selezione, non denigro alcuna forma di caccia, credo solo che per guadagnare un punto di vista positivo dall'opinione pubblica e rafforzare il mondo venatorio bisogna prendere una rotta differente. Gradirei di cuore vi firmiate nome e cognome, apprezzo chi mette la faccia nell'esprimere i propri pensieri. :)

da Andrea Tanzariello  27/03/2018

Re: L'amaro destino della caccia

Non ho paura di esprimere le mie opin

da Andrea Tanzariello  27/03/2018

Re: L'amaro destino della caccia

si ...veramente senza offesa...un sacco di carne al fuoco e arrosto pari o eguale a 0. Il giovincello sarà un'ultras della caccia di selezione certamente......

da massi  27/03/2018

Re: L'amaro destino della caccia

Andrea, senza offesa...ma non si capisce niente di quello che hai scritto!
"Ma vediamo di riassumere i diversi temi, inquadrandoli come problemi e se possibile come soluzioni". Che vuol dire?
Mi pare di avere intuito che c'è l'hai su con il mondo intero ed in particolare con la politica. Peccato che per andare a caccia servano degli strumenti frutto di processi anche politici (vedi piano faunistico regionale). Le università sinceramente le lascerei stare al loro posto. Gli Istituti di ricerca dovrebbero essere altri (vedi ex INFS). Per il resto questo pezzo che hai scritto lo vedo come uno sfogo poco propositivo.

da little john  26/03/2018

Re: L'amaro destino della caccia

Mah??? Mi pare che abbia scritto tanto e non abbia detto nulla...

da L.b.  26/03/2018

Re: L'amaro destino della caccia

Caro Andrea, sei un po troppo "criptico" nello scrivere. La caccia, come tutte le cose di questo mondo, non si può sottrarre alla politica. Se noi non ci occupiamo della politica è la politica che si occupa di noi e non possiamo impedirlo. Sei proprio sicuro che in mano ai professori delle Università la caccia andrebbe meglio? Ne dubito. Occorre una politica obiettiva e lungimirante, non condizionata da ideologismi avversi; occorrono oculata gestione di territorio e fauna e sane regole che poggino su basi tecniche e scientifiche ma che in ultima analisi consentano anche un discreto ambito di libertà e di autonomia senza il quale la passione si raffredda, perde la necessari istintività per trasformarsi in sterile podismo armato. La caccia è libertà, istinto, tecnica che non possiamo mortificare con regole spesso assurde (penso non ti servano gli esempi) pena lo sconforto sempre più diffuso a cui segue la perdita stessa della originaria passione. Ti saluto.

da Gualtiero  25/03/2018

Re: L'amaro destino della caccia

Oltre alla storiella sui semiautomatici""inguardabili"",spiegheresti gentilmente cosa c'entra il lupo,con la caccia??Argomento che più distante dall'attività venatoria non potrebbe essere.Sarebbe bello anche sapere cosa intendi con braccata o selezione( realtà apocalittica)..non mi pare da ciò che scrivi,tu sia pienamente cosciente,degli argomenti a tutto campo di cui vorresti trattatre.Se poi la pochezza tu la vedi solo negli altri,io in te vedo il Nulla ,sotto il profilo giuridico ,e gestionale,e cognitivo dell'attività venatoria.

da Un buon tacer vale oro......  25/03/2018

Re: L'amaro destino della caccia

Andrea secondo me sei un po' accecato dall'odio per la situazione ed é comprensibile. Se posso darti un consiglio prova ad entrare nella politica venatoria della tua regione per cambiare le cose..

da Luca  25/03/2018

Re: L'amaro destino della caccia

tanto per precisare a quanto ho scritto prima,se la soluzione ai nostri problemi fosse quella di tornare tutti a cacciare con il fucile a 1 colpo...lo farei anche da domani...il concetto della caccia per me va ben oltre...

da roby pistoia  25/03/2018

Re: L'amaro destino della caccia

capisco l'amarezza e lo sconforto ,ma c'e' poco da fare riguardo alla politica...ormai tutti i settori della nostra società son politicizzati,dalla sanità fino alla caccia...il problema di base soprattutto in questa piccola ITALIA e' la mancanza di ONESTA'.Quando mi dicono che ognuno deve fare la sua parte in maniera onesta e corretta,ho sempre risposto che avendolo e continuato a farlo non a cambiato niente per la società ,ho solo avuto il privilegio di poter dire che mi sono solo comportato bene per me stesso e nei confronti degli altri ma che dal punto di vista di gratificazione collettiva non ho ottenuto niente.basta andare a giro anche a caccia...persino e soprattutto tra di noi non c'e' rispetto...pensa te nella vita di tutti i giorni.

da roby pistoia  25/03/2018

Re: L'amaro destino della caccia

Si, va assolutamente esternata dalla politica. Non mi dirai che in Italia sono attualmente applicate in modo corretto le direttive? NO, non cacciamo come in tutto il resto d'Europa con gli ovvi risultati e questo è causa delle lotte politiche per assicurarsi la poltrona ed i suoi voti. Non si deve fare della politica ma concretizzare questo mondo per i frutti che può dare e per riavere un opinione pubblica degna di quanto. L'ISPRA deve avere più forza ed è un organo che, fatto di persone consapevoli della gestione faunistica, scientificamente preparate dà un valore a quanto fa la caccia. La politica è solamente denaro e poltrone, non può essere buona quando vi sono in ballo dei posti caldi e comodi, visto l'ego di molti. Io stesso quando mi sono ritrovato innanzi a richieste di scrivere carte solo per dei contentini con i risultati di ritorno (perchè dentro presidenti di associazioni all'interno di Co.ges.) ho ritirato immediatamente tutto e chiuso i rapporti con questi. E' una vergogna e sono situazioni molto frequenti.

da Andrea Tanzariello  24/03/2018

Re: L'amaro destino della caccia

Andrea..vuoi togliere la politica dalla caccia? É, per me, pura utopia. La caccia, come ogni attività sociale ha una componente politica che non puoi estirpare. Ti basta pensare che per cacciare occorre seguire leggi, spesso derivanti da direttive. Sono tutti processi politici che non si può bypassare. Io ritengo invece che si debba fare della buona politica venatoria ma é praticamente impossibile eliminarla. Per quanto riguarda le università..beh nelle torri di avorio si trova di tutto io preferirei invece relazionarmi con un istituto apposito (vedi ex-infs) che faccia solo quello di lavoro magari con dei tecnici faunistici anche cacciatori..che ne dici?

da Luca  24/03/2018

Re: L'amaro destino della caccia

Abbiamo dei rappresentanti, dalle associazioni al mondo delle armi, delle leve che vanno dalle Università a tutto il mondo scientifico, pubblici uffici, AVVOCATI, dove hanno tutti titolo di parola e ricevono i nostri soldi. La prima cosa importantissima da fare è a-politicizzare il mondo venatorio, la caccia non ha problemi politici, bensi problemi ma soprattutto soluzioni tecniche e scientifiche. A livello normativo ed indirettamente politico vi è il solo compito di dettare norme in merito a comportamenti e relative sanzioni o provvedimenti. La politica non deve e non ha le competenze per decidere abolizioni, aperture o chiusure e quant'altro riguardi la gestione tecnica della Fauna.

da Andrea Tanzariello  24/03/2018

Re: L'amaro destino della caccia

Capisco ma cosa potrebbe fare un cacciatore medio nel suo piccolo? Siamo in Italia non in Francia o ancora meglio Slovenia..che proposte hai per cambiare questo andazzo?

da Luca  24/03/2018

Re: L'amaro destino della caccia

È un problema generale, micro-guerre per ragioni minori a scopi di tessere o personali quando il problema sostanziale è tutt'altro.

da Andrea Tanzariello  24/03/2018

Re: L'amaro destino della caccia

Caro Andrea..sei sicuramente un cacciatore appassionato ma fatico un po' a seguire i tuoi ragionamenti. Ho riletto due tre volte il tuo articolo ma non mi é chiaro se ti riferisci all 'Italia in generale o se solo al FVG o alle tue zone di caccia.

da Luca  24/03/2018

Re: L'amaro destino della caccia

Buonasera, chiarisco immediatamente. Ciò che intendo e quanto : un grosso accanimento per un colpo in più o in meno di un semiautomatico, canna liscia o rigata che essa sia quando vi sono problemi più grossi e sostanziali come da me citati. Se consolidiamo in modo forte il mondo venatorio non vi sarà nemmeno la fatica di sbraitare per un colpo in più o in meno; questi argomenti fomentano solo la politica a discapito della Caccia. Non sono un auto-limitatore ne altamente restrittivo, sia chiaro e non vi deve essere nessuna paura di se e ma o pulci negli orecchi, se un sistema è forte si gioca a carte scoperte, non dobbiamo nasconderci.

da Andrea Tanzariello  23/03/2018

Re: L'amaro destino della caccia

Si, gradirei anch'io un chiarimento su questo punto (semiautomatici) . Che vuoi dire? Non sarà certo un colpo in più che può portare discredito alla caccia. Non mettiamo la pulce nell'orecchio a chi decide perchè potrebbe essere l'inizio di un'altra restrizione...

da Gualtiero  23/03/2018

Re: L'amaro destino della caccia

Caro Andrea..vuoi spiegarmi gentilmente il punto relativo ai semiautomatici"inguardabili"?

da Luca  23/03/2018
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