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28/11/2017 11.55 

 
E' l'eterno dilemma che divide migliaia di cacciatori: qual è il vero cane beccacciaio? Quante volte, al quagliodromo o in armeria, si sente dire: "Ho un cane fortissimo che ferma le beccacce", magari da persone che si reputano esperte della materia? Ebbene, vi svelo un segreto di Pulcinella: il semplice fermare le beccacce, per quanto pratica gradita al fucile, non fa certo del vostro ausiliare un beccacciaio. Anzi. La ferma è solo l'inizio.

La beccaccia è un animale che emana un effluvio talmente forte che guai a non avvertirlo: tutti i cani la sentono, anche quelli non da ferma o cerca. Non è raro, infatti, imbattersi in un segugio che - nel bel mezzo di una pastura al cinghiale - si allontana leggermente dalla muta per "battere" su di un'arciera e farla involare prima di riprendere il proprio lavoro. Oppure in un cane da tartufi, magari giovane oppure troppo focoso, che in piena stagione invernale "gioca" con la beccaccia, rincorrendola dopo averla costretta al decollo.

No, signori appassionati: fermare la beccaccia non basta e non può bastare per dire: "Il mio cane è beccacciaio". Occorrono infatti, a prescindere dallo standard di razza e quindi dall'ampiezza di cerca del vostro ausiliare, tre requisiti essenziali per incoronare e proclamare il proprio amico con la massima delle onorificenze fermatrici.



Il primo di questi requisiti riguarda proprio il trovare: il vero cane beccacciaio non è colui che trova la beccaccia, quanto quello che la ritrova. Non basta infatti avvertire, risalire e bloccare in maniera utile l'effluvio della regina che si è rimessa all'alba nella macchietta e lì ha dormicchiato e pasturato per qualche ora. Il cane che ha realmente naso delicato, e che lo pone al servizio sia delle zampe sia - soprattutto - del cervello, è in grado di fermare anche a distanze molto lunghe (per intendersi: qualche decina di metri) beccacce appena rimessesi di terza o quarta alzata, e che pertanto non hanno avuto il tempo materiale di lasciare in giro emanazioni di sorta.

Il secondo requisito essenziale è la rapidità di reperimento della rimessa. Il beccacciaio non si limita a fermare la beccaccia appena posatasi a terra, ma al suo involo ne intuisce la traiettoria e la va a rintracciare pochi minuti - addirittura in alcuni casi manciate di secondi - dopo l'atterraggio, inchiodandola di nuovo. Un incubo per il nobile scolopacide. Il beccacciaio vero non dà tregua, all'incontro non sente dolori alle articolazioni e non avverte più stanchezza. E' talmente compulsivo rispetto all'usta dell'arciera che tutto, per lui, sparisce all'infuori dell'obiettivo. Questa caratteristica la si può ammirare, logicamente, soprattutto durante il ripasso primaverile, quando si lascia il fucile a casa e si seguono le trattative cane-beccaccia armati di videocamera o macchina fotografica. Non abbattendo mai la regina, si possono misurare con maggior facilità le doti di ribattitore del nostro ausiliare, valutandole al meglio.

Il terzo, fondamentale requisito del cane beccacciaio è senza dubbio il senso del selvatico nel suo habitat. Il cane che vuole la beccaccia, condotto in un posto del tutto nuovo per lui, la cercherà laddove gli esperti della zona l'hanno sempre trovata, senza bisogno che qualcuno gli dica dove dirigersi. Di più. Il cane che ce l'ha nel sangue, la regina, andrà a trovarla in anfratti sconosciuti ai molti, insegnando posti nuovi al suo servitore a due gambe. A quest'ultimo saranno richieste due sole qualità: possedere discreta capacità di stoccata per premiare di quando in quando il campione e, ancor più importante, non disturbarlo mentre lavora. Niente fischi, niente richiami, pazienza e fiducia incondizionata nel lavoro di chi porta a spasso il naso al posto nostro. Certamente per gli inglesi, che di natura possiedono cerca più ampia e maggiore velocità, sarà più semplice andare a conquistare nuove zone di incontro senza subire il richiamo/disturbo del conduttore. Tuttavia anche chi ha la passione dei continentali, se tale passione è genuina e slegata dall'avidità - quella deve possederla il cane, ovviamente - potrà togliersi numerose soddisfazioni apprendendo dai propri cani posti nuovi e rimesse prima impensabili.
Questo, signori miei, è il cane beccacciaio.
 
 
Daniele Ubaldi
 
 


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9 commenti finora...

Re: Cane che ferma le beccacce e cane beccacciaio: mondi diversi

Lapo, prova a venire qua da me (Brescia) a fare sempre 2 beccacce al giorno.....

da QUIETO  13/12/2017 17.31

Re: Cane che ferma le beccacce e cane beccacciaio: mondi diversi

Odio la tecnologia ,due beccacce la sera le riesco a portare a casa come quello che caccia col cane da 10 mila euro superbeccacciaio la differenza e' che il mio cane non e' beccacciaio ma trova le beccacce al collo gli metto il campanaccio e la sera si festeggia io beccacce senza frollatura e lui formaggio.

da Lapo  08/12/2017 16.31

Re: Cane che ferma le beccacce e cane beccacciaio: mondi diversi

Alla fine quello che conta e' mettersi in tasca due beccacce,ma che ragionamenti sono cane vero cane beccacciaio cane di qua' cane di lla'.

da Lapo  07/12/2017 21.25

Re: Cane che ferma le beccacce e cane beccacciaio: mondi diversi

Quante chiacchiere... quando ero ragazzo con mio nonno tante cose non si pensavano alla sera sul camino arrostivano 15 beccacce.Oggi radiocollari satellitari strozzature caci selezionati pedigre' pedigra' tirittitti' tirittita' e di acciaccamentucce e' pieno. Io vado a caccia con un fucile sgangherato di nonno bernardelli il cane e' un mezzo bastardo vado coi jeans ma la sera porto a casa sempre le mie due beccacce

da Lapo  07/12/2017 21.04

Re: Cane che ferma le beccacce e cane beccacciaio: mondi diversi

troppa filosofia

da nilo  04/12/2017 8.26

Re: Cane che ferma le beccacce e cane beccacciaio: mondi diversi

Da un articolo pubblicato dal sottoscritto nell'ottobre 2010 in merito a prove su beccacce tra l'altro ho posto le seguenti note che, non vogliono essere linee guida ma semplice riflessioni.
Riflessioni
A qualsiasi razza appartenga il cane da ferma, dotato di qualità venatorie naturali, sicuramente
è un valido ausiliare nella caccia di selvaggina naturale.
Esistono, per fortuna, particolari soggetti che impiegati in determinate specialità, si
distinguono notevolmente dal bravo cane da ferma, per particolari attitudini, ed ecco che gli si
adducano aggettivi quale specialista, fenomeno, imbattibile, inventore, ecc..
Nella caccia e nelle prove a beccacce, il setter inglese, è indubbiamente il cane da ferma più
utilizzato.
Normalmente il suo impiego a caccia inizia intorno ai 10-12 mesi di età, affiancandolo
(spesso rimorchiandolo) ad un soggetto già sufficientemente esperto.
Orbene, poniamo come esempio un setter nato nel mese di gennaio, la prima esperienza nel
bosco dovrebbe iniziare a novembre e quindi a 11 mesi circa.
Supposto pure che trattasi di soggetto precoce, con spiccate-innate qualità venatorie (mosche
bianche), che il passo migratorio sia stato discreto, che dopo i primi incontri, grazie pure
all’esperto Setter ITP (Insegnante Tecnico Pratico), abbia guadagnato il bubbolo al collo o a
“stringimarroni” (moda Bravaccini) e che termini la prima stagione con incontri-scontri dalle
dieci alle venti beccacce.
Supponiamo quindi, che il nostro allievo Setter AP (Allievo Precoce) avendo le carte in
regola per questa disciplina venatoria, l’anno successivo all’età di 23 mesi circa, dopo il
dovuto distacco dalla “motrice”, grazie ad un buon passo migratorio, confermi le attitudini
evidenziate l’anno precedente, migliorando ovviamente la sua esperienza, concludendo quindi
la stagione con l’età di 24 mesi circa.
Orbene, il setter di cui sopra, come lo consideriamo un setter a beccacce o un setter da
beccacce?
A mio modesto avviso, anche i cacciatori si distinguono in cacciatori “cinofili” a beccacce e
cacciatori di beccacce.
I primi si fanno portare dal cane sulle beccacce mentre i secondi portano il cane a beccacce.
A puro titolo esplicativo e non esaustivo, il cacciatore di beccacce, anche se non ha mai
cacciato in una località, è in grado di scegliere il probabile sito migliore per le beccacce. E’ lui
il primo attore, è lui a stabilire quale parte di terreno dovrà esplorare il suo “ausiliario” che
sarà necessariamente dotato di una cerca contenuta, più a tiro di schioppo, con meno
inventiva, senza eccessi, senza clamore, fine ultimo il riempimento del carniere.
Punti di criticità: annate o zone con penuria di beccacce; terreni da battere grandi e poco diversificati.
Punti di forza: buona presenza di beccacce o in caso di beccacce leggere; maggiore
tempestività nell’individuare e servire il cane in ferma.
Per contro il cacciatore “cinofilo” a beccacce, conoscitore o meno dei potenziali serbatoi di
beccacce, amante della scoperta di luoghi sempre nuovi ove confrontarsi, sicuro della sua
arma principale, lascia al suo setter quasi completamente l’iniziativa.
Raramente lo segue con gli occhi, se non quando incrocia davanti a lui o quando torna da
dietro sulla passata, per sottrarsi subito dalla vista ma, virtualmente, lo immagina in
movimento attraverso la lettura del suono, dall’interpretazione del continuo blin blon blin
blon del bubbolo e, se il suono viene meno per qualche attimo, sale l’adrenalina e si attiva il
GPS virtuale per l’immediata individuazione.
Tale setter, quando trova quelle beccacce leggere le vuole ad ogni costo, le segue rimessa per
rimessa, dalla sua ha la forza e la sagacia, la cattiveria nel farla sua; non avendo quattro
zampe e il suo motore, la distanza tra noi e lui in questi casi è troppa per le nostre forze, e
spesso ci fa dannare, ma come d’incanto ritorna, ci guarda e ci dice: che fai non vieni? dai
andiamo… e così lo scappellotto che avremmo voluto dargli si trasforma in carezza.
Nel lavoro di coppia si indemonisce, non è secondo a nessuno, non vuole rotture, si abbassa
quasi con fatica al consenso, la sfida con la becca è sua è lui il primattore, gli altri devono
fermarsi al ruolo di spettatori.
Punti di Forza: Lui eccellerà in quei giorni di magra, quando gli altri tornano alla macchina
sconsolati, lui la sua se l’è inventata ed ha fatto felice il suo fruitore con la sua felinità e il suo
approccio; gli ha fatto percorrere meno terreno e quindi spreco minori energie
nell’esplorazione del terreno, poco il bisogno di potassio per sfamare i crampi ai muscoli, ma
molto il bisogno di valium per riportare alla normalità l’adrenalina in corpo.
Punti di criticità: Beccacce “leggere”; reperimento del cane in ferma; lavoro di coppia.

da Natale Tortora  02/12/2017 13.28

Re: Cane che ferma le beccacce e cane beccacciaio: mondi diversi

Condivido pienamente questa valutazione. Tra i tanti cani avuti, tra i quali alcuni ottimi ausiliari, uno in particolare, un pointer, che si dedicava esclusivamente alla beccaccia, mi ha realmente insegnato la caccia alla regina. Quel cane era realmente innamorato di questo selvatico ce l'aveva nel sangue.

da Saro  30/11/2017 17.56

Re: Cane che ferma le beccacce e cane beccacciaio: mondi diversi

Concordo appieno solo dopo aver avuto un cane beccacciaio come sopra descritto, capisci cosa vuol dire fare questa caccia, e capisci ancor di più di cani. Ora ho dei buon ausiliari ma mai come il padre dei presenti che le inventava ed ha insegnato a me come andare a caccia di questi animali. E proprio vero che è il cane a fare il cacciatore di beccacce. Saluti a te grande Max.

da Antonio  29/11/2017 18.23

Re: Cane che ferma le beccacce e cane beccacciaio: mondi diversi

Quoto assolutamente!!!!un conto è un buon cane,un altro e ' il cane bravo con le bekke!!!!ho sempre avuto buoni cani x le bekke ,vivo in un posto dove ho tante possibilità di incontri,ho avuto tanta esperienza e un maestro(mio padre) che le cacciava ,quando gli altri le snobbavano ma, Argo e Stella , s.i. , che mi sono mancati ,erano il TOP!!!!!....solo quando provi ,ti accorgi di cosa hai avuto!!!!! Adiosu

da Lisandru  29/11/2017 13.40
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