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06/09/2017 

Dario Buscema Da un paio di settimane la Giunta Regionale del Veneto ha deliberato, in base agli indirizzi della famosa legge Delrio, in materia di riordino degli enti locali, di accentrare in Regione tutte le competenze in materia di caccia.

Inutile dire che tale decisione sta facendo discutere non poco, il mondo venatorio locale. Molti cacciatori stanno esprimendo dissenso e perplessità (soprattutto nella zona montana del bellunese), prevedendo un futuro fatto di caos, mentre i più catastrofisti intravedono l’inizio della fine dell’attività venatoria!

Questa norma, può apparire di fatto poco lungimirante (come alcune delle disposizioni in materia recentemente approvate, basti pensare al flop della mobilità venatoria, ai prelievi in deroga, all’utilizzo delle barche a motore nell’esercizio venatorio, tutte cassate dalla Corte Costituzionale) in quanto sembra non tenere conto delle esigenze e delle richieste provenienti dai singoli territori.

I dubbi riguardano in particolar modo la gestione faunistico-venatoria, svolta proprio in base alle caratteristiche territoriali e alle tipicità faunistiche. Visto e considerato che il Veneto non ricomprende un piccolo territorio come il Molise o la Valle D’Aosta, le esigenze gestionali cambiano, e di molto. Proprio per questo sarebbe stato auspicabile che le Province, già provviste dei propri tecnici ed espressione di un territorio più piccolo e di più facile gestione, fossero restate le destinatarie di tali competenze. Gli Enti intermedi, infatti, sono in possesso di una serie di conoscenze e competenze assodate da decenni, funzionali ai singoli territori, in ottemperanza con il disposto nazionale. Nell’eventuale possibilità di cancellare definitivamente le Province, si sarebbe potuto pensare  a costituire degli organi gestori in materia, magari di area sub-provinciale, inserendovi il personale già dipendente e, quindi, mantenendo sul territorio le singole professionalità.

Accentrare purtroppo significa togliere, e pare che anche in questo caso a rimetterci siano territorio e cittadino. Nell’investire di nuove competenze la sede centrale della Regione, la quale sicuramente non conosce dettagliatamente le singole realtà, verranno a meno anche i rapporti tra le istituzioni e i portatori di interessi, siano essi i presidenti degli ambiti o dei comprensori alpini, i rappresentanti delle associazioni o gli stessi cacciatori.

Sorge spontaneo chiedersi come saranno gestite le competenze non gestionali che prevedano il rapporto diretto tra cittadino e P.A.: la sede centrale di Venezia, in quanto tempo riuscirà a coordinare e dare attuazione agli esami di abilitazione venatoria, fino ad oggi svolti con metodo diverso nelle sette Province del Veneto? E i corsi per la caccia di selezione, per le guardie volontarie ed i prelievi in deroga? Esisterà un unico ufficio che si occupa di sanzioni amministrative oppure restano quelli in loco alle Province? Per non parlare poi delle autorizzazioni per le aziende venatorie, gare cinofile,  tassidermia, centri di recupero…e che dire della Polizia Provinciale? Dove e come sarà inquadrata, nei comuni come prevedeva il DDL Madia oppure verrà istituito un corpo regionale? E che fine faranno i regolamenti provinciali per la caccia in zona alpi o per l’allevamento della fauna selvatica? Chi fornirà i contrassegni agli allevatori o ai cacciatori che utilizzano gli acquatici allevati?

Questi sono gli interrogativi che assillano oggi il mondo venatorio Veneto, interrogativi che al momento hanno come unica risposta l’incertezza dell’impiegato o del politico di turno, i quali imbarazzati, cercano di dar seguito a questa o quell’altra telefonata.

Una buona parte dei cacciatori chiede dunque appello al buon senso, nella gestione della cosa pubblica, qualità che oggi sembra essersi perduta, ma che si rivela sempre più indispensabile nella risoluzione di qualsiasi problema, anche e soprattutto, in materia di caccia.

 
 

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10 commenti finora...

Re: Veneto: perplessità sull'accentramento delle competenze

Intanto stanno lavorando sulla 50/93 e già lì ci sta la fregatura, il piano faunistico chissà quando arriverà, per fortuna, perchè il prossimo sarà sicuramente peggio.
Il tutto nell'ignavia delle associazioni venatorie, della giunta, del consiglio, a parte l'opposizione che farà sterile ostruzionismo strumentale.
In questo contesto sarà fatta la volontà di Berlato, ras egemone della caccia in Veneto - che comanda su questo tema anche la Lega - che accentrerà ogni funzione alla regione, saltando quindi ogni realtà locale oggi rappresentate dalle Provincie, specie per la Zona Alpi.
Non fa testo Belluno che avrà invece ampia autonomia e viaggerà per suo conto verso un modello di tipo trentino incentrato , giustamente, sulle Riserve Comunali Alpine.
Alla faccia del "paroni a casa nostra!".

da a ridatece il puzzone  22/09/2017

Re: Veneto: perplessità sull'accentramento delle competenze

Ben detto, Dario !

Walter - Trieste

da Old_Hunter  19/09/2017

Re: Veneto: perplessità sull'accentramento delle competenze

alla Lega della caccia non frega niente, ha delegato tutto a Berlato. Come andrà a finire: a Belluno massima autonomia sul modello trentino, il resto nuovo centro di potere regionale per piazzare gli amici degli amici. La Zona Alpi? E a chi interessa? Sono "pochi" cacciatori e pochi voti.
Gli ottimi modelli di gestione ottenuti fino ad ora? Aboliti, facciamo spazio a tanti cacciatori! Giusto: i galli forcelli non sono fagiani pronta caccia ed i camosci non sono cinghiali da braccare in cento persone.
Ma a chi importa tutto questo? A nessuno, neanche alle associazioni venatorie, visto il loro assordante silenzio.

da guai se la cambia  18/09/2017

Re: Veneto: perplessità sull'accentramento delle competenze

Si stava meglio quando si stava peggio!!!! Ridateci Stival! Con l'assessore Berlato si va solo indietro, si distrugge quello che tutto sommato funzionava, specie la Zona Alpi.

da Alberto  16/09/2017

Re: Veneto: perplessità sull'accentramento delle competenze

Su questo tema l'unica che si muove è ARCIcaccia ed ha perfettamente ragione!!!

da Alberto  14/09/2017

Re: Veneto: perplessità sull'accentramento delle competenze

la Zona Alpi del Veneto, che confina quasi tutta con la Provincia di Trento e che orograficamente è un'appendice delle nostre montagne, dovrebbe essere gestita come qui da noi: Riserve Comunali Alpine, censimenti, caccia di selezione, ecc. , stretta collaborazione ed omogenità di modelli con noi. In alcune zone questo avviene, come il bellunese, in molti altri lo spirito di una caccia predatoria come avviene in pianura prevale, vicentino ad esempio; pensate che usano ancora i cani segugi per cacciare gli ungulati!.

da Diego valsuganotto  13/09/2017

Re: Veneto: perplessità sull'accentramento delle competenze

Gestire galli fornelli non è gestire fagiani pronta caccia! Ma la politica guarda ai voti, non alla buona gestione.

da Vecchio cedro  13/09/2017

Re: Veneto: perplessità sull'accentramento delle competenze

Tante cose non capisci ... e mi sa non solo di Zona Alpi. Documentati. Comunque il governo regionale e la lega in particolare asservita a Berlato presto rovinerà l'ottima gestione che c'è stata fino ad ora. Così sarai contento.

da Silvano  13/09/2017

Re: Veneto: perplessità sull'accentramento delle competenze

a me par di capire che quando si tocca la zona alpi tutto si fa più complicato, non capisco perchè la zona alpi dovrebbe avere più autonomie che gli altri territori, non capisco perchè per esempio in zona alpi ci dovrebbero essere le famose "facoltà" non capisco perchè noi cacciamo in un tasp di 6 ettari procapite e in zona alpi in 24 ed in zona A di 48, non capisco perchè se sono proprietario di 1000 ettari in montagna non posso cacciare nel mio terreno perchè non sono residente e permettere ad estranei di farlo, forse perchè siamo figli di un Dio minore o altro

da Baghy  12/09/2017

Re: Veneto: perplessità sull'accentramento delle competenze

Per fortuna la lega dice paroni a casa nostra! Dimenticavo, la politica venatoria in Veneto la fa Berlato e non la lega!!! Hai perfettamente ragione!!!! Non c'è limite al peggio!

da Alberto da valdagno  12/09/2017
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