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15/03/2017 16.43 

Applicazione direttive Ue sull'ambiente "Una piena applicazione di norme ambientali dell'Ue potrebbe far risparmiare all'economia europea 50 miliardi di euro ogni anno di costi sanitari e diretti per l'ambiente". Con queste parole la direzione Ambiente della Commissione UE pubblica una mappa interattiva dei 28 Paesi membri da cui si può accedere ai report dettagliati sulla situazione ambientale,  che mettono in evidenza come i diversi paesi abbiano attuato le leggi sulla natura, rifiuti, aria e acqua e quali sono i passi ancora da fare. 
 
Per quanto riguarda l'Italia ecco una sintesi della nostra situazione tratta dal report redatto dalla Commissione UE

 
Profilo generale

L'attuazione  delle  politiche  ambientali  rappresenta  per l'Italia    una    sfida, in  considerazione    delle    notevoli divergenze  regionali  esistenti  in  termini  di  gestione  delle risorse idriche e dei rifiuti. Per quanto riguarda l'efficienza delle risorse, l'Italia è all'avanguardia in materia di accordi volontari  e  presenta  uno  dei  più  alti  livelli  di  EMAS  e marchi  di  qualità  ecologica  (ecolabel)  nell'UE.  L'adozione del   Collegato   Ambientale   rappresenta   un   importante passo avanti verso l'integrazione ambientale.

Sfide principali

Le principali sfide in relazione all'attuazione in Italia delle politiche e della normativa ambientali dell'UE sono:

  • migliorare  la  gestione  dei  rifiuti  e  le  infrastrutture idriche,  così  come  il  trattamento  delle  acque  reflue, che  rappresentano  delle  preoccupazioni  persistenti, in particolare, nel Sud Italia;

  • migliorare   la   gestione   dell'utilizzazione   del   suolo, delle  alluvioni  e  dell'inquinamento  atmosferico  nelle regioni centrali e settentrionali;

  • designare  le  ZSC  rimanenti,  migliorando  lo  stato  di conservazione degli habitat e delle specie di interesse unionale, attuando pienamente gli strumenti messi a disposizione   da   Natura   2000,   utilizzando   i   quadri regionali   di   azione prioritaria   per   garantire   una migliore     integrazione     dei     fondi     UE     ed una  pianificazione più strategica degli investimenti.



Opportunità principali

L'Italia    potrebbe    realizzare    prestazioni    migliori    in relazione  a  temi  sui  quali  esiste  già  una  buona  base  di conoscenze  e  buone  pratiche.  Ciò  vale  in  particolare  con riferimento a:

  • utilizzo   delle   opportunità   di   prestiti   della   BEI   e investimenti  a  favore  dell'ambiente,  con  il  sostegno dei  fondi  SIE  e  del  FEIS.  Il  sostegno  dei  fondi  SIE  può incrementare  la  qualità  e  l'efficienza  della  pubblica amministrazione     nello     sviluppare     un     migliore modello di governance ambientale;


  • utilizzo del "Green Act" e del comitato per la fiscalità ambientale  per    predisporre    proposte    di    ampio respiro;


  • utilizzo  del  progetto  integrato  "GESTIRE 2020"  [per aggiornare il quadro di azione prioritaria Natura 2000 per  la  Lombardia]  come  esempio  per  altre  regioni italiane.

 

 

 

Qui il documento sull'Italia:

Riesame dell'attuazione delle politiche Ue: punti salienti

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1 commenti finora...

Re: AMBIENTE E SALUTE: ECCO DOVE L'ITALIA DEVE INTERVENIRE

è semplice dove intervenire, sopprimere ogni tipo di mafia, eliminare la corruzione, intervenire nelle sedi politiche per debellare chi si avvale del potere per sotterrare scorie e non ripristinare il territorio, sequestrare beni alle mafie e con i proventi bonificare le aree contaminate, punire chi permette costruzioni dove si deturpa il territorio e dove esso crea pericolo, ricostruire i vecchi stabili prima di crearne di nuovi, localizzare le navi affondate con i veleni e bonificare le aree, creare con i cacciatori un intesa per segnalare sversamenti o depositi illegali nell'ambiente e punire fino al sequestro della casa i malfattori, ma l'importante è colpire chi legifera impunemente contro la terra per propri interessi,

da dardo   13/06/2017 9.41
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