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14/02/2017 16.28 

 

Credo che un vero appassionato di caccia al capriolo non dovrebbe essere un maniaco del trofeo. Ci sono persone che quantizzano il valore di un selvatico in “grammi” o in punti “CIC”, invece che dalla sua conformazione fisica o delle caratteristiche strutturali del trofeo che, nel caso di un capriolo, possono essere quasi infinite. Mi sembra di aver letto che visti al microscopio, tutti i fiocchi di neve sono diversi tra loro. Anche se avessimo la pazienza di controllarne un trilione, non ne troveremmo due uguali, perché ognuno di essi ha uno o più piccoli particolari che lo differenziano dagli altri. Penso che lo stesso possa dirsi dei trofei di caprioli, tante sono le stravaganti forme che possono assumere.

Un’altra caratteristica particolare che possiede il piccolo cervide, è che esistono degli esemplari “parruccati”, con la malformazione del trofeo dovuta a dei traumi subiti ai testicoli, poi ci sono i capi melanici ed anche qualche rarissimo soggetto albino, che pochi cacciatori hanno avuto l’occasione di vedere e ancora meno quelli che hanno avuto la fortuna di abbattere. Io di caprioli albini non solo ne ho visti più di uno, ma sono riuscito a prenderne addirittura due! Un bel maschio diversi anni fa, dopo avergli dato una caccia assidua, mentre una meravigliosa femmina ho avuto la fortuna (anche se qualcuno sostiene il contrario!) di abbatterla quasi per caso durante una battuta di selezione ai calvi in Ungheria.

L’incontro fu veramente inaspettato, nonostante io abbia sempre pregato Laszlo, il mio vecchio amico ungherese, di segnalarmi se nelle riserve che frequenta abitualmente ci fossero avvistamenti di caprioli “anomali”. Un mio vecchio sogno nel cassetto è sempre stato quello di riuscire ad abbattere proprio un Parruccato, ma detto tra noi preferisco comunque guadagnarmi un trofeo anomalo, piuttosto scarso, ma interessante, che un normalissimo sei punte da 350–400 grammi. Perché, come dice sempre Laszlo, quello che non manca in Ungheria sono proprio i bei trofei regolari…. basta avere il portafoglio ben fornito per pagarli!

Sono ormai diversi anni che in febbraio, dopo la chiusura della caccia nel nostro Paese, mi concedo il lusso di trascorrere un fine settimana in Ungheria. Lo faccio principalmente per cacciare qualche femmina di capriolo, ma anche per concedermi una piccola, meritata pausa dal lavoro praticando una caccia impegnativa, ma al contempo anche abbastanza comoda. Inoltre, ritornare in quelle splendide zone è sempre un piacere, perché ne apprezzo anche tutto il contorno: come il viaggio per raggiungere le zone di caccia, l’accoglienza degli amici che ci ospitano, le prelibatezze del luogo e tanto altro ancora. Oggi che la vita quotidiana è diventata stressante e frenetica, ogni tanto fare un piccolo stop è quasi obbligatorio più che necessario, considerando anche che i costi non sono certo proibitivi.

Due-tre giorni di caccia di selezione in Ungheria può costare forse meno di una settimana bianca in una rinomata meta sciistica. Comunque, se vogliamo trovare un piccolo neo nello scorrazzare in febbraio per la desolata Pustza magiara è che, salvo qualche clamorosa “padella” o qualche tiro eccezionale a distanze impossibili, cacciando le femmine di capriolo sai già in anticipo che non puoi aspettarti grandi emozioni. Ma a volte può capitare l’imprevisto….

Come quando, un bel mattino, avvistammo in lontananza una sagoma piuttosto insolita, che in un primo momento mi sembrò addirittura un cane! Era nuvoloso e la visibilità, solitamente splendida, era in parte compromessa da una fastidiosa nebbiolina che rendeva l’identificazione dei capi da cacciare alquanto difficoltosa. Infatti, se avvistati da buona distanza, non è affatto raro scambiare un giovane maschio per una femmina adulta. Proprio per questo motivo, tutte le guide ungheresi che ho conosciuto negli anni mi hanno sempre consigliato di guardare più il sesso dei caprioli, pennelo e ciuffo vaginale, che la conformazione della testa. C’è anche da dire che non tutti i cacciatori ungheresi hanno al collo degli strumenti ottici di buona qualità in grado di riuscire a identificare bene un piccolo accenno di trofeo.

Io e Stefan stavamo girando per largo e per lungo nella sua riserva con la speranza di riuscire a piazzare qualche buon tiro, ma con scarso risultato perché i pochi selvatici che avevamo avvistato se l’erano data a gambe levate prima ancora di farsi identificare. Fui io il primo ad avvistare quello “strano selvatico”, fermo in mezzo ad un erbaio a ridosso da un foltissimo rimboschimento. Dapprima mi sembrò che quell’animale bianco come il latte fosse un setter inglese, così feci fermare la vetusa Lada Niva del mio accompagnatore e gli chiesi se da quelle parti ci fosse qualcuno a caccia di lepri e di fagiani con dei cani da ferma! Stefan mi disse che in quella zona non solo non praticavano la caccia alla stanziale, ma che se l’avessero fatta avrebbero utilizzato dei viszla! E perciò gli chiesi di ritornare indietro per verificare bene cosa fosse quell’animale nel campo. Fatta una veloce inversione col fuoristrada, raggiungemmo il grande prato e prima con l’aiuto dei soli binocoli e poi anche con lo spektive identificammo quella magica visione come un capriolo albino, completamente bianco come un fiocco di neve.



Preso da una frenesia folle, scesi subito dalla macchina, appoggiai la Remington 270 col bipiede  sul cofano della macchina, e presi a traguardare il capriolo attraverso il mio cannocchiale 3,5–10 x 50. Mi resi subito conto che da come lo vedevo piccolissimo anche al massimo degli ingrandimenti, la distanza doveva essere ben oltre i quattrocento metri. Azzardare un tiro così lungo ad un capo talmente importante mi sembrò insensato oltre che quasi sacrilego. Stefan invece, da parte sua, era molto più tranquillo. Mi sollecitò a risalire sul fuoristrada e poi s’inoltrò nell’immenso erbaio rasentando il bosco, con l’evidente intenzione di riuscire a guadagnare qualche centinaio di metri. Procedevamo lentissimi con gli occhi fissi sul capriolo, che già dava segni di nervosismo, avendo accennato qualche passo in direzione del folto.

Quando arrivammo a circa duecento–duecentocinquanta metri dal selvatico, questi con due salti raggiunse il bosco lasciandoci con la bocca asciutta e piuttosto amara. Non mi diedi pace chiedendomi dove avessimo sbagliato. Stefan la pensava diversamente sostenendo che, non avendo mai avvistato prima quel capo, doveva essere proprio perché era estremamente diffidente e sospettoso, tanto che difficilmente saremmo riusciti a sorprenderlo praticando la cerca in quel modo col fuoristrada.

Una delle tante caratteristiche positive di com’è organizzata la caccia in Ungheria, è che ci sono altane praticamente dappertutto. Una riserva che si rispetti, ben gestita dai cacciatori locali, conta centinaia di postazioni fisse sopraelevate strategicamente costruite nei punti più impensabili. Può capitare che in un prato ce ne siano addirittura quattro o cinque piazzate lungo tutto il confine. Stefan mi promise che quel pomeriggio ci saremmo appostati sopra a una che si trovava nelle vicinanze del punto dove avevamo avvistato il capriolo albino.

Proseguimmo la caccia controvoglia, col pensiero fisso alla fugace apparizione del mattino. Anche se avvistammo ed abbattemmo alcuni caprioli, ormai tutta la nostra attenzione era rivolta all’orologio. Come il sole iniziò a “calare nel sacco”, non seppi più dominare l’impazienza così pregai l’amico ungherese di prendere posizione sulla hochsitz. Parcheggiammo la Niva piuttosto lontano poi, dopo aver controllato la direzione del vento, ci avviammo per salire sopra ad una scomodissima, traballante altana che, come seppi in seguito, non veniva utilizzata da parecchio tempo. Per fortuna era a cielo aperto così non trovammo topolini nel suo interno. Da essa avevamo una visibilità pressoché perfetta del punto dove avevamo avvistato il capriolo quel mattino. Col mio Geovid vidi che al massimo avrei potuto tirare a circa centocinquanta metri. Controllai che la fida Remington 700 BDL Stainless Synthetic calibro 270 Winchester con ottica 3,5–10 x 50  fosse carica con una Nosler Ballistic Tip da 130 grani in canna e poi mi misi in attesa. Sperai soltanto che il capriolo non fosse uscito nel prato troppo oltre l’imbrunire, perché in quel caso si sarebbero evidenziati i limiti del reticolo del cannocchiale, un prodotto di grandissima qualità: affidabile, luminosissimo e preciso sia come meccanica sia come contrasto e definizione; ma a cosa servono quelle caratteristiche, quando poi si ha difficoltà a distinguere bene i contorni del reticolo?

Stefan è come Joker di Batman, ha perennemente il sorriso sulle labbra. Beato lui. Io invece sono pessimista di natura, fervido sostenitore della legge di Murphy “che se una cosa può andare male state tranquilli che andrà male”. Non m’illudevo che l’oggetto dei nostri desideri si facesse vedere. Se era destino che l'avessi  abbattuto, allora perché non l’avevo catturato quel mattino? Poi, c’era da considerare anche un altro fatto.. Noi non eravamo riusciti a capire se il capriolo avvistato fosse un maschio o una femmina e che la caccia al maschio era già chiusa in quel periodo dell’anno! Ero sicuro che Stefan avrebbe chiuso un occhio se nel prato fosse uscito un maschio albino giovane, ma se si fosse presentato un bel trofeo, non ci sarebbero stati santi in paradiso a raccomandarmi. Il tempo scorreva veloce come può scorrere soltanto in febbraio inoltrato e così, in men che non si dica, ci ritrovammo a guardare più il negativo di una foto che una splendida cartolina. Subito, furtivi come folletti, uscirono al pascolo molti caprioli, ne contai dai dieci ai quindici, ma tutti con il loro bel manto invernale color grigio scuro e solo lo specchio anale bianco. Mi venne quasi il sospetto che il fantomatico capriolo albino dovevamo essercelo sognato. Stefan approfittò di quella caccia, diciamo statica e un po’insolita per noi, per monitorare meglio la sua zona di competenza. Vidi che controllava più i maschi che le femmine, memorizzandone le caratteristiche sia morfologiche sia trofeistiche, informazioni queste che gli sarebbero tornate utili in aprile per l’apertura ai maschi.

Quando si pratica la caccia di appostamento serale in inverno, si sa che il tempo e le condizioni di luce sono tiranni. Il tempo praticamente vola così come drasticamente diminuisce la visibilità. Una notte fonda, senza luna ci sorprese senza che quasi ce ne accorgessimo. Un minuto prima ci si vedeva ancora un minuto dopo zero assoluto, buio totale. Sconsolato guardai Stefan che sorrise e fece spallucce, come a voler dire che almeno ci avevamo provato. Mi stavo quasi rassegnando anch’io all’idea di ritornarcene al calduccio della casa di caccia a mani vuote quando volli concedermi un’ultima binocolata verso l’erbaio… Puntai il Geovid e cosa vidi: uno spettro!! Se non fosse stato così bianco, così splendente non avrei potuto vederlo. Era a circa un centinaio di metri e la sua sagoma s’intravedeva abbastanza bene anche attraverso le lenti posizionate sui 7–8 ingrandimenti. Anche il reticolo era sufficientemente visibile sullo sfondo bianco. Rimaneva un solo dilemma: era maschio o femmina? Shuta o Bock? Passai lo strumento a Stefan, perché indubbiamente era migliore del suo, poi mi misi in punteria ed attesi. Lui, dopo diversi, lunghissimi secondi sussurrò: “Per me è una femmina, ma potrebbe essere anche un maschietto dell’anno. Se vuoi, puoi sparare!”. Era proprio la risposta che speravo.

Controllai che l’appoggio della Remington fosse stabile, puntellai il gomito sinistro sulla sponda dell’altana, cercai di dominare l’emozione, mirai all’attaccatura della spalla e quando fui pronto, perfettamente immobile sfiorai il sensibilissimo grilletto. Non tanto il mite rinculo della 270 W, quando la vampa di bocca m’impedirono di vedere l’esito del colpo, ma una pacca sulle spalle mi diede la conferma che cercavo. Quasi ci buttammo giù dall’altana e poi corsi nell’erbaio già zuppo di rugiada per raggiungere il punto dove giaceva una sagoma candida.. Mi tolsi il cappello ed accarezzai quel manto meraviglioso come fosse velluto dalla schiena fino alla testa, costatando anche al tatto che era una femmina. Una meravigliosa femmina. L’abbattimento era stato pressoché perfetto sotto tutti i punti di vista, come tiro, come capo, come selezione (gli ungheresi eliminano tutto quello che non rientra negli standard della razza), come tutto. E chi se lo sarebbe mai immaginato un risultato simile? Porgemmo i dovuto onori al selvatico abbattuto. Stefan come al solito si commosse quando mi porse in un piccolo rametto d’erba medica imbrattato di sangue. Weidmannsheil… Cosa pensai in quel momento? Se ero degno dell’enorme regalo che il fato, la fortuna, Diana o Sant’Humberto avevano voluto farmi… Decisi di si! Che tutto sommato, potevo ritenere di essermelo meritato!

Ovviamente la femmina di capriolo è stata fatta naturalizzare “Full Mount” completamente intera dal maestro taxidermista Mirko Mazzone di Molina di Malo ed ha riscosso molto interesse e diversi riconoscimenti nelle mostre di settore in tutta Europa.
 
 
Marco Benecchi 
 
 
 

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32 commenti finora...

Re: “FIOCCO DI NEVE”

meglio dell'harris c'è l'atlas molto molto meglio difficile da reperire in Italia , molto più costoso dell'harris, ma non c'è paragone. Ovvio non si fissa sul fermo per la cinghia ma su una slitta (Rail Picatinny) . In Ungheria i "tiratori" usano questo attrezzo.

da Rino  27/02/2017 8.12

Re: “FIOCCO DI NEVE”

In effetti è un altro mondo ma... l'hai detto tu: "...E' una bella e sana scuola venatoria,
Almeno per il tiro...". Mi sembra che convenga anche tu: la caccia è altra cosa! WH

da tiroler x Marco  25/02/2017 19.23

Re: “FIOCCO DI NEVE”

Si in Ungheria uso PREVALENTEMENTE il 270 W,
In quella configurazione.
Hai visto che condizioni... estreme??
Altrimenti anche il 243, il 7 x 64 (pochissime volte e solo al Fischio!) e il 25.06

Le distanze di tiro non sono quasi mai inferiori ai 150 - 180 metri.
La media è da 200 a 250 mt
Una volta indovinato dove mettere il reticolo non è poi molto difficile con l'Harris.......
A volte azzardo tiri oltre i 300 ma sempre su RICHIESTA, magari per tirare ad un selvatico con problemi..

E' una bella e sana scuola venatoria,
Almeno per il tiro.
Inoltre devi essere MOLTO veloce, forse più che preciso
M

da Marco B x Tiroler  25/02/2017 19.15

Re: “FIOCCO DI NEVE”

Hai visto che roba??
e A FINE STAGIONE...

Credo che il filmato ti abbia dato da pensare...............
Buona serata
M

da Marco B x Tiroler  25/02/2017 19.10

Re: “FIOCCO DI NEVE”

Mi sembra di aver capito che il calibro utilizzato fosse un 270w. A che distanza media il tiro?

da tiroler x Marco  25/02/2017 19.10

Re: “FIOCCO DI NEVE”

ho visto il filmato... incredibile! Non ho mai visto una concentrazione di caprioli di quel genere

da tiroler x Marco  25/02/2017 18.44

Re: “FIOCCO DI NEVE”

Dimenticavo,
Ma l'avete visto il filmato che ho messo su You Tube e che, è venuto (non grazie a me!) anche piuttosto benino.
Ecco, lì potete vedere BENISSIMO di cosa stiamo parlando. Di quanti capi si vedono in un giorno quasi a fine stagione di caccia!

da Marco Benecchi x Tiroler, Alan e Little  25/02/2017 18.00

Re: “FIOCCO DI NEVE”

Sono convinto di ciò che dici, ci mancherebbe. La mia è unicamente un atteggiamento personale verso la caccia, ma ciò non vuol dire che non rispetti e apprezzi le qualità di chi non ha il mio stesso approccio. Con stima.

da tiroler x Marco  25/02/2017 17.48

Re: “FIOCCO DI NEVE”

Sono convinto di ciò che dici, ci mancherebbe. La mia è unicamente un atteggiamento personale verso la caccia, ma ciò non vuol dire che non rispetti e apprezzi le qualità di chi non ha il mio stesso approccio. Con stima.

da tiroler x Marco  25/02/2017 17.48

Re: “FIOCCO DI NEVE”

Concordo . Come già detto non mi permetto di contestare questa forma di pianificazione venatoria ma, personalmente , non abbatto un animale se non lo mangio. Sarò rincoglionito ma ritengo utile al nostro movimento questo tipo di atteggiamento. Sono stato solo una volta in Ungheria , ospite di amici. Mi hanno guardato un po' strano quando ho detto loro che intendevo pagarmi anche la carne del capo che avevo prelevato per portarla via. Mi è stato risposto che non lo fa nessuno ma comunque sono stato accontentato. La caccia è bella anche perché ci permettere di vivere il bosco secondo il sentire di ognuno. E io mi ostinero, finché potrò muovermi a cercare con pazienza sulla mia montagna, il capo che mi è stato assegnato... e a continuare a ringraziare il bosco per avermelo concesso. Che strambo! WH

da tiroler x Little John  25/02/2017 17.43

Re: “FIOCCO DI NEVE”

Carissimi,
Ora vi spiego una cosa, o almeno cercherò di farlo...
Mi permetto di dire la mia non in qualità di "titolare" del BLOG cosa che CREDETEMI non sento.
Il Blog è il NOSTRO e ci facciamo e diciamo quel che vogliamo
Sempre se fatto CON EDUCAZIONE s'intende...
Mi permetto di parlare perché in Ungheria ci sono stato tante di quelle volte da averne perso il conto..
Ed anche ALAN si vede che è abbastanza pratico di quei posti perché fin ora ha detto SOLO cose serie e veritiere.
Cominciamo dall'inizio.
Gli Ungheresi hanno i nostri stessi problemi di gestione
IDENTICI
Vuoi abbattere tot maschi? Allora devi abbattere anche tot femmine!
Punto.
E recuperano TUTTO.
A volte anche pelli e frattaglie!

Quando un gruppo di cacciatori stranieri si reca in una riserva per fare la selezione ai calvi (femmine piccoli e sanitari)

Si scatena il finimondo, c'è la fila dei direttori delle riserve confinanti per cercare di VENDERE anche loro i loro prodotti, per avere ottima carne, per incassare valuta pregiata ed anche per RISTETTARE i piani di abbattimento.
CHE SONO SEMPRE INDIETRO
e che non rispettano quasi mai.
Perché c'è una cosa che in pochi sanno, che quel tipo di caccia che io amo tantissimo, nell'Europa dell'Est si vergognano quasi di praticarla.
Per loro abbattere le femmine di ogni specie e quasi .... plebeo...
Chi non ricorda il Conte Paul Palffy?

Ed ora torniamo ai numeri...
Io, a volte in qualità di INVITATO, non avrei nessun "tipo di problema" se vogliamo capirci..
Avrei potuto sparare a volontà ma il massimo che sono riuscito a fare, diciamo come "lavoro" sono stati venti capi al giorno,
Con una percentuale di successo nei tiri del 98%.
Come già detto, partenza alle 7,30 del mattino rientro alle 16, 30, con pausa pranzo.
Cerca individuazione del capo giusto, prepararsi al tiro MAI DALLA MACCHINA
MAI
mirare bene, tiro, recupero, eviscerazione, ogni 5 - 6 capi ritorno al punto di raccolta...
E così via....

Sono questi i tempi...

Per concludere vorrei ricordare che la Selezione in Ungheria è MOLTO seria.
Io ho SEMPRE sparato agli animali che mi venivano indicati.
Anche quando ho avuto 50 femmine a tiro ho dovuto tirare sempre a quella che mi veniva indicata!
E' una caccia che consiglio a TUTTI di praticare almeno una volta.
Un abbraccio a Tutti
Marco

Dimenticavo,
E mi riallaccio al racconto
IO a 57 anni, con 41 licenze, provo le stesse emozioni se dovessi tirare ad un bel maschio da trofeo come ad una giovane femmina con la dissenteria.
LA CACCIA è la STESSA, forse quella alla giovane femmina è anche più impegnativa!

da Marco Benecchi x Tiroler, Alan e Little  25/02/2017 17.42

Re: “FIOCCO DI NEVE”

Anche io quando sento questi numeri(100 capi in 3 gg) ammetto che un po' storco il naso. Non mi sento di criticare chi lo fa anche perchè ho dei cari amici che praticano questa forma di caccia e so che la carne viene venduta per far funzionare le varie riserve e che comunque i piani di abbattimento sono conservativi (magari 2/3 cacciatori completano il piano di abbattimento di una riserva intera) però devo ammettere che certe cose sono un po' distanti dalla mia concezione di caccia. Anche io ho praticato la caccia ai calvi in Ungheria ma con numeri molto ma molto più bassi. Anche perchè ammetto di non essere un cecchino. Sono un tiratore nella media. Certi numeri non credo sarei capace di farli.
Poi, sarà perchè sono un po' scaramantico, ma ultimamente cerco di abbattere solo animali che poi porterò in tavola. voi vi chiederete perchè..in molte popolazioni (africane, pellerossa, nordiche ecc ecc) l'uccisione di un animale per divertimento e non per sostentamento era vista come un'empietà..un affronto agli dei..io che a queste cose un po' ci credo (i miei amici dicono che sono fissato) sto sempre più prendendo questa direzione. anche perchè ormai il 70% delle carni che mangio in casa sono proprio di selvaggina!

da little john  25/02/2017 15.40

Re: “FIOCCO DI NEVE”

ma io scritto perché loro mi hanno detto cosi magari non erano 100 a testa ( sai le balle dei cacciatori) di certo pochi non erano perché ho visto le stese fuori la casa di caccia. Oltre a questo ho visto le armi e credetemi, non avevano niente a che vedere con armi da caccia ed io con il mio 270 sauer sembra un giocattolo. Però se devono fare i piani Marco qualcuno li dovrà sparare sti caprioli , importanza della bestia, gratitudine del bosco o altro la gestione è questo ed in Ungheria , per me, sono i più bravi al Mondo.

da Alan  25/02/2017 15.37

Re: “FIOCCO DI NEVE”

Parliamo comunque di numeri "estranei" al concetto di caccia. Probabilmente neanche all'epoca d'oro della caccia al bisonte un singolo sparatore arrivava a tanto. Poi, ribadisco, lungi da me esprimere considerazioni di carattere etico. Come hai ben detto ci sono dei tempi tecnici imprescindibili, ma la nostra passione non prevede "tempi tecnici", piuttosto rispetto e considerazione del selvatico. Non so come sia possibile dare la giusta importanza alla bestia e gratitudine al bosco che te la ha concessa con questi numeri. WH

da Tiroler x Marco  25/02/2017 13.38

Re: “FIOCCO DI NEVE”

Alan ha specificato 100 in tre giorni...
E ci potrebbe "quasi stare" con i tempi.
Perché non è facile come sembra..
Individua il capo, prendi la mira, spari recuperi...
Cosa quest'ultima molto faticosa e/o difficoltosa specialmente in inverno..
Poi devi andare a scaricare i capi abbattuti nei centri di raccolta.
Il cassone di un moderno pick up non ne contiene moltissimi
Figuriamoci una Lada Niva...
Quindi per voler fare 33,3 capi al giorno in, diciamo 8 ore di caccia,

il conto mi sembra semplice.

Nota Bene che gli Ungheresi partono a GIORNO FATTO e RIENTRANO prima che faccia buio....

Buona
Marco

da Marco B x Tiroler  25/02/2017 10.11

Re: “FIOCCO DI NEVE”

Sicuramente degli eccezionali tiratori, ma mi sembra che abbattere 100 caprioli a testa in un giorno abbia poco a vedere con la caccia e molto con la macelleria. Opinione del tutto personale si intende

da Tiroler x Alan  24/02/2017 23.22

Re: “FIOCCO DI NEVE”

L'hai visto il filmato che ho consigliato a BOPI?? in un campo avrò contato 200 caprioli!
Buona
M

Non per ritornare ai soliti discorsi, ma credo che la caccia ai Calvi in Ungheria in inverno INOLTRATO è forse la migliore scuola di tiro a lunga distanza in Assoluto...

da Marco B x Alan  24/02/2017 16.03

Re: “FIOCCO DI NEVE”

Marco ha ragione in Ungheria c'è una quantità di animali spropositata e la caccia -per loro- è frutto di guadagno e lavoro. Per questo motivo l'abbattimento di un soggetto "bianco" è necessaria per non intaccare la specie e ROVINARLA geneticamente magari anche con problemi seri per la specie. Quinci GIUSTISSMO abbattimento . Bravo Marco . pensate che anni fa ho incontrato dei ragazzi emiliani che facevano una media di 100 caprioli a testa ( femmine e piccoli) in tre gg di caccia 100 A TESTA!! Noi ci siamo sempre limitati alle nostre dieci capriole in due gg di caccia ma vedere come sparavano loro era pazzesco! Con carabine da forme incredibili con ottiche fuori di testa, Uno mi ha pure insegnato a telemetrare con il reticolo e devo dire che ha funzionato alla perfezione . pero io più di dici no le tiro, mi bastano.

da Alan  24/02/2017 10.14

Re: “FIOCCO DI NEVE”

Carissimo Marco
Grazie per il tuo Perdono. Una cortesia: togli il purtroppo. La caccia è quella. Con il mio interevento ho voluto soltanto esprimere una riflessione, una normalissima riflessione. Tu ti auguri di abbattere un parruccaio; te lo auguro di cuore. Anche a me piacerebbe di realizzarlo, un giorno. E’ lo stesso di quando ci hai narrato della femmina con trofeo ( lo ricorderai sicuramente ). Ci sono stati consensi e cori di congratulazioni. Cosa è cambiato rispetto a quel precedente ? Io penso e ripeto: un mantello diverso.
Di cavalli ci sono tante razze e di manto diverso, e la loro fettina è una leccornia, ma ( spaziando nel Fantasy ) di Unicorno ce ne sarebbero pochissimi se non addirittura uno.
Lasciamo perdere tutti quelli che sono contro la caccia. Importante, e molto, è che da parte nostra non si fomentino motivi di critica sprezzante e saccente; e che la nostra risposta non scada nel fondamentalismo.
Sappiamo bene quali danni provochi.
Un abbraccio. Weidmannsheil.
Bopi

da Bopi  23/02/2017 21.09

Re: “FIOCCO DI NEVE”

Carissimo Bopi,
Ti perdono per avermi fatto perdere un po' di tempo rileggendo il tuo intervento tre volte...
Tra parentesi virgolette e sottintesi.
Ma torniamo al Manto...
Io, come già detto, di albini ne ho fatti due.
Un maschio Full Mount è a casa mia in officina dove lavoro (ora puzzerà anche di olio di fucili!)
La femmina dell'articolo è invece di proprietà del tassidermista Mirko Mazzone.
"gira" le mostre di tutta Europa riscuotendo premi ed anche curiosità e stupore.
Paradossalmente sta "rivivendo" una seconda vita..
Più o meno eterna!
Se l'avesse abbattuta un cacciatore del posto forse avrebbe addirittura gettato via l'intera carcassa.
Perché, a torto o a ragione (dovrebbe dircelo tuo figlio Tecnico Faunistico),
In Ungheria tutto quello che non rientra negli standard della razza preferiscono eliminarlo.
Io, sarebbe da ultrasuper ipocriti negarlo sono stato felice della cattura.
Spero che un bel giorno (per me) incontrerò anche un parruccato,
Purtroppo, quella è la caccia.
Oppure vorresti che facessimo come un mio amico che tutte le volte che andava a caccia in Italia o all'estero doveva dire alla moglie che andava sempre a cinghiali,
Perché brutti e puzzolenti....

Sapevo che l'articolo...
Come lo ha definito Banberia...??

""Uno dei tuoi migliori racconti, se non il migliore in assoluto."""

Avrebbe suscitato sentimenti discordanti,
Ma questo è quanto...
Come quando dovrò raccontarvi qualche clamorosissima "padella"

Un grande abbraccio
e VIVA LA CACCIA.


Dice che il sig. Grillo si stia scatenando contro la nostra antica stirpe..

E non riesco neanche a volergli male,
Anzi, piuttosto mi fa un po' pena
Era già un mezzo fallito come comico, lo ricordo solo per una pubblicità degli yogurt,
Ora, in veste di GURO ...........è proprio ridicolo.
E credo se ne siano accorti anche i suoi seguaci....
Il Movimento assomiglia molto ad una delle tantissime Sette religiose americane che alla fine vogliono sempre e solo la stessa cosa...
i SOLDI
Ai loro seguaci gli dice di "restituirli", mentre Lui & C fanno manbassa!

Guarda le Barbettine & Associati...
Mi piacerebbe sapere quanto fatturano di pubblicità l'anno...

da Marco B x Bopi  23/02/2017 12.28

Re: “FIOCCO DI NEVE”

Carissimo Marco
Raramente sono stato in disaccordo con le tue riflessioni ed esternazioni. Eppure ( la butto lì ) mi viene da chiedermi : quante unità può contare il popolo di S. Hubertus ? dipenderà solo da una questione economica ? Io ho due figli: uno è tecnico faunistico, responsabile di un CA e vado a caccia con lui; all’altro non gliene può importare niente ma non è assolutamente ostile alla caccia ( i piatti di selvatico li divora ): è semplicemente una sua scelta. Se poi le “ barbette “sono state addestrate alla polemica, io dico: meno male. Ovviamente, la polemica non per partito preso. Forse che nel tuo Blog non nascono tante volte polemiche ? anche questi interventi potrebbero essere assimilati a “ polemica “. Ma, ci vedi forse un “ partito preso “ ( come si suol dire ) ?
La questione, mi permetto di dire, è in quel “ manto “. Tutto qui. Esso, per il suo essere diverso dalla “ norma “ rende quella “ cosa “ una rarità ( ma forse mi sbaglio ). Concedimi la libertà di un esempio, a me che mi reputo un cultore delle Civiltà antiche: quando vedo la distruzione di ciò che non potrà più essere, mi piange il cuore.
Ciao, sempre con tanto affetto.
Bopi

da Bopi  23/02/2017 7.41

Re: “FIOCCO DI NEVE”

Pace fatta,
Non mi scaldo affatto...
Ho solo sottolineato il fatto che gira molta più robaccia in che una foto con un capriolo bianco.
Che come già detto ne ho abbattuti addirittura due....
Quando a mio figlio (ora dottore di 27 anni!) a scuola chiesero di elencare 5 animali lui gli disse:
Cinghiale, cervo, capriolo, daino, camoscio...
Allorché la sua maestra volle visitare la mia sala trofei....

Purtroppo da noi si dice:
MOGLI, FIGLI E CANI
comi li abitui te li devi tenere.
In Italia abbiamo fatto più o meno la stessa cosa.
Abbiamo CREATO una generazione di "barbette" patentate addestrate alla polemica
Ora dobbiamo tenercela!
E zitti!
Saluti
M

da Marco B x BIANCO  21/02/2017 18.14

Re: “FIOCCO DI NEVE”

ma cosa ti scaldi mi sembri un po' permaloso io torno a dirti che se vedono una foto di un capriolo bianco te ne accorgi che ore sono altroché lo svezzamento ( io ho 4 figli e tu mi vieni a parlare a me di svezzamento??) è una mia riflessione si può accettare oppure no! Senza scaldarsi con quel tono minaccioso , per che cosa? il mio ultimo figlio 6 anni ha portato le foto dei miei trofei a scuola DOVERSTI VEDERE COSA E' SUCCESSO! Ti posso assicurare che siamo quasi arrivati allo scontro fisico ! questa è l'Italia di oggi dove i grillini comandano CHE DIO CI AIUTI!!

da Bianco  21/02/2017 16.18

Re: “FIOCCO DI NEVE”

i bambini di oggi credono che il tutto venga prodotto e incartato in super mercato. (bianco sei mai stato in un mattatoio??????vacci.) io aggiungo imparerai qualcosa di nuovo. BRAVO MARCO bella risposta. ciao e salute a tutti

da carlo48  21/02/2017 14.00

Re: “FIOCCO DI NEVE”

Dimenticavo....

Che secondo me è MOLTO IMPORTANTE.
A tutti i bambini, da quelli appena svezzati agli adolescenti si cerca sempre di dargli da mangiare i TAGLI MIGLIORI, di carne, sin dagli omogeneizzati...
Come filetti, fettine, etc...
Caro BIANCO

Sei mai stato in un mattatoio?

Vacci...

M

da Marco Benecchi x BIANCO  20/02/2017 10.19

Re: “FIOCCO DI NEVE”

Ho visto foto e filmati di belle ragazze che si accoppiavano con degli animali...

Spero vivamente che quelle immagini non arrivino mai ad una scolaresca di bambini...

Anche perché è MOLTO più facile che i bambini "incappino" in quelle immagini che in foto di CACCIA su di un sito di CACCIA

Cordiali
Saluti
Marco Benecchi
Cacciatore

da Marco Benecchi x BIANCO  20/02/2017 10.17

Re: “FIOCCO DI NEVE”

speriamo che certe foto non arrivino mai ad un scolaresca di bambini!

da Bianco  19/02/2017 9.35

Re: “FIOCCO DI NEVE”

Remington BDL 243...
Foto ovviamente fatta alla casa di caccia...
Non è che vado sempre con la macchinetta dietro
Ho detto a Laszlo di andare a prendermi la carabina mi ha portato quella...
Spesso quando vado in Ungheria porto due carabine
Entrambe Remington
Saluti

da Marco B x Ciskye  16/02/2017 11.53

Re: “FIOCCO DI NEVE”

Bellissimo racconto ma..io non avrei trovato il coraggio di tirare il grilletto..lo ammetto..sono scaramantico!!!

da little john  15/02/2017 23.23

Re: “FIOCCO DI NEVE”

Complimenti Marco.
La foto in basso quale fucile è? Non è quello di fiocco di neve. Grazie

da Ciskye  15/02/2017 23.11

Re: “FIOCCO DI NEVE”

Troppo Buono...
E' che i miei racconti li scrivo con il cuore...
In questo modo rivivo l'avventura tutte le volte che voglio!
Un abbraccio
Marco

E complimenti x quel che sai......

Quando finalmente mi deciderò a pubblicare un libre sulle mie avventure vorrei proprio intitolarlo
"Con la carabina nel cuore"
Avventure di caccia a palla dalla Maremma all'Asia

da Marco B x Bansberia  15/02/2017 17.12

Re: “FIOCCO DI NEVE”

Weidmannsheil Marco! Uno dei tuoi migliori racconti, se non il migliore in assoluto.

da bansberia  15/02/2017 16.15
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