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12/12/2016 16.33 




Ora che la nostra bella carabina l’abbiamo finalmente comprata e gli attacchi con il cannocchiale ce li siamo fatti montare a regola d’arte da un professionista competente, cos’altro ci resta da fare se non tararla? Siamo capaci di farlo noi stessi oppure dobbiamo rivolgerci ad altri? Quante persone sono in grado di azzerare alla perfezione una carabina alla distanza voluta e magari di ricamare anche delle belle rosate?
 
Chi l’ha già fatto non si spaventa più e ogni volta che ci riproverà vedrà che andrà sempre meglio, mentre chi non ha mai provato è bene che impari a farlo, perché non sempre possiamo trovare dietro l’angolo un bravo armaiolo o un semplice appassionato tiratore in grado di soddisfare le nostre esigenze tutte le volte che ne abbiamo bisogno. Inoltre, tarare un cannocchiale non è poi così difficile come potrebbe sembrare a prima vista.
 
E’ sufficiente seguire correttamente poche operazioni con calma e con impegno, consapevoli che la precisione di un’arma dipende sì dal trinomio arma- ottica- munizione, ma soprattutto da quanto sarà accurata la taratura finale dell’insieme. Vorrei dare per scontato che l’arma da tarare abbia già tutte le caratteristiche fondamentali per esprimere una buona precisione: ottima incassatura, uno scatto eccellente e un corredo di munizioni perfette e tutte uguali. La scelta della munizione è una faccenda “spinosa”, perché oltre a tenere conto delle nostre esigenze, dobbiamo tenere conto anche di quelle della nostra arma, che purtroppo non sempre coincidono. Personalmente mi è capitato che un’arma facesse faville con un tipo di munizione, mentre con un’altra leggermente diversa non riuscivo a stringere la rosata.
 
Quindi, una volta trovata la palla che meglio si addice al nostro impiego venatorio e al passo di rigatura della nostra arma, è bene procurarcene almeno un centinaio di pezzi, che è poi la quantità classica di proiettili sfusi contenuti in una confezione. Di queste munizioni ne diventeremo automaticamente gelosi e lo sprecarle ci darà molto fastidio, e proprio per questo motivo, durante l’azzeramento del cannocchiale, cercheremo di consumarne il minor numero possibile. Per procedere con la taratura dell’arma, non occorrono particolari accessori, né grandi doti personali; è un’operazione veramente alla portata di tutti, ma occorre eseguirla con metodo e impegno, come per tutte le altre cose d’altronde. Fino a pochissimi anni fa nel nostro Paese c’erano pochissimi poligoni abilitati al tiro a lunga distanza per carabine di grosso calibro. Oggi invece, secondo me, ce ne sono addirittura troppi.


 
Molti cacciatori si sono automaticamente trasformati in provetti tiratori, in maghi della ricarica e in geniali esperti del settore, che non aspettano altro di trovare qualcuno a cui elargire a piene mani tutto il loro sapere. Io vorrei rivolgermi a quelli come me che vogliono tarare le loro armi in completa tranquillità, possibilmente in aperta campagna, nel rispetto del territorio e delle persone. Per allenarsi al tiro, un poligono è senz’altro un’ottima scelta, ma secondo me non lo è altrettanto per tarare un arma. Il primo azzeramento deve essere eseguito con la massima serenità possibile e in solitudine, al massimo possiamo avvalerci di un amico che ci aiuti nell’allestimento delle attrezzature e per il controllo dei bersagli.
 
Mi avrà certamente capito al volo chi, dopo aver prenotato la linea di tiro per controllare di fino la sua arma, si è ritrovato con un tiratore alla sua destra che spara con un 458 WM a canna corta munito di freno di bocca, e a sinistra un baldo “cinghialaio” che prova la celerità della sua BAR in calibro 338 WM o in 9,3 x 62! A me è capitato anche di trovare “colpi non tirati da me” nei miei bersagli…. Come chi controllava i risultati delle mie prove incollato al mio Specktive, neanche fosse stato un filmino spinto. Quello che mi ripropongo di fare ora è descrivere in modo sommario quali sono le operazioni necessarie per eseguire una buona taratura in aperta campagna e possibilmente in completa tranquillità. Di fondamentale importanza è riuscire a trovare un terreno dove poter sparare in sicurezza, senza arrecare danni fisici e/o acustici a persone e cose, consapevoli della potenza e soprattutto della gittata delle nostre armi.
 
Una cava in disuso o un campo incolto che abbia un ampio terrapieno parapalle sarebbero l’ideale. E’ necessario ottenere il permesso del proprietario e avvisare anche le autorità competenti sulle nostre intenzioni. La legge consente di praticare il tiro a segno in aperta campagna a patto di rispettare le elementari regole di sicurezza e del buon senso. Detto ciò, dovremo procurarci la seguente attrezzatura: un tavolo rigido e pesante (meglio se fissato al terreno), uno sgabello regolabile in altezza, un supporto dove fissare i bersagli (è sufficiente una comunissima pedana di legno tipo ”palletts”, da posizionare con dei tondini di ferro da costruzione di volta in volta a secondo alla distanza voluta), uno Spotting Scope oppure lo Specktive che usiamo a caccia da 30 a 60 ingrandimenti per il controllo dei bersagli e ovviamente un buon appoggio. L’appoggio è il punto cruciale di tutto il sistema.

Non si tara un’arma sul cofano della macchina, appoggiati al ramo di un albero o peggio ancora con il gomito sul ginocchio o a braccio sciolto, il tiratore deve essere comodo e l’arma perfettamente immobile. Gli appoggi maggiormente usati nei poligoni sono del tipo da “Bench Rest”, con i sacchetti in pelle ripieni di sabbia o di pallini di piombo, c’è chi utilizza dei cavalletti specifici per le tarature, con appoggio anteriore simile ad un Crick a rombo di una automobile. Oltre che stabili e robusti devono permettere almeno la regolazione verticale. C’è chi usa anche dei bipiedi “tattici”  che, pur ottimi per la caccia, non sono altrettanto versatili per la prima regolazione dell’arma.
 
A proposito di prima regolazione, durante il montaggio dell’ottica è buona norma procedere a un allineamento di massima, non tanto per risparmiare colpi, quanto per non incorrere nello spiacevole inconveniente che mentre stiamo sparando ci accorgiamo che i “click” del nostro cannocchiale non sono sufficienti per la centratura. Può sembrare strano, ma vi garantisco che spesso è necessario modificare gli attacchi per azzerare correttamente il cannocchiale. Esistono degli ottimi collimatori per una macrotaratura in bianco, meccanici, ottici o a raggio laser.
 
Se operiamo su una carabina Bolt Action, una volta tolto l’otturatore e bloccata la carabina si può anche traguardare un bersaglio dalla canna e poi farlo coincidere con il reticolo. Oppure, nel caso di una semiautomatica o di un basculante, sempre con l’arma immobile, è necessario puntare un bersaglio con tacca e mirino e sovrapporci la croce dell’ottica. Sono operazioni semplici, ma che consentono di conoscere in anticipo se il montaggio dell’ottica è corretto. Adesso che siamo pronti, possiamo iniziare la nostra taratura. Fissiamo alla pedana di legno, con delle puntine da disegno, un bersaglio dalle dimensioni di un foglio di carta formato A3 (295 x 420 mm) che abbia nel centro un cerchio scuro di 50 mm di diametro e poi posizioniamolo ad una distanza di 50 metri. Stando comodamente seduti e rilassati dovremo imbracciare l’arma in modo naturale, senza stringere troppo il calcio ma stando attenti ad accostarlo bene alla spalla.


 
La calciatura dovrà adagiarsi sul Rest e il reticolo dovrà essere perfettamente verticale, perché se allo sparo la croce è inclinata a destra il colpo va a sinistra e viceversa. La pressione del dito sullo scatto dovrà essere graduale per evitare colpi di “dito” o di “spalla”, che spesso sono la causa principale di scarti impensabili e non lasciatevi intimorire dal rinculo (piuttosto fastidioso quando si spara stando seduti) prima ancora di aver sparato. Ho testato vari modi di imbracciare durante queste sedute e sono arrivato alla conclusione che la mano debole, quella che non spara per intenderci, sarebbe meglio che non toccasse l’arma. Molti la posizionano sull’ottica, altri addirittura stringono l’astina, ma credo sia meglio ridurre al minimo le variabili introdotte dal tiratore toccando l’arma il meno possibile. Dopo il primo colpo, se siamo convinti che sia partito bene, ne tiriamo un altro o al massimo altri due per verificare, con la rosata, la precisione della nostra arma.
 
Dopo aver controllato dove sono andati a finire i nostri colpi (che a cinquanta metri di distanza si dovrebbero già vedere direttamente nell’ottica della carabina senza ricorrere allo Spotting Scope) inizieremo con la regolazione delle torrette. Se teniamo ben salda l’arma, addirittura bloccandola sul Rest con del nastro adesivo, l’optimum sarebbe di portare il reticolo al centro dei colpi sparati, senza preoccuparsi di contare i click. Le ottiche americane riportano sulla ghiera di regolazione verticale una freccia con la sigla UP (da girare in quel verso se si vuole alzare il punto d’impatto o al contrario se si vuole abbassare), mentre sulla ghiera laterale c’è una R (ruotandola nel verso della freccia il colpo andrà verso destra e viceversa). Gli strumenti europei, tedeschi o austriaci, adottano come sigle rispettivamente H e R.

Nel caso del brandeggio orizzontale, la deriva, una buona regolazione è bene eseguirla usando direttamente le viti contrapposte laterali che quasi tutti i migliori attacchi in commercio hanno in dotazione. In questo modo possiamo essere certi che l’ottica è montata perfettamente parallela all’arma, in asse con la canna e che almeno la molla della torretta di destra possa rimanere quasi in posizione neutra. Dopo di che ripetiamo l’operazione tirando un altro paio di colpi. Se questa volta colpiremo il bersaglio nel punto voluto, potremo passare alla fase successiva, spostando la pedana a cento metri, distanza che ritengo ottimale anche per la taratura definitiva. Sostituiremo il bersaglio con un altro che abbia dimensioni e disegno tali da essere mirato agevolmente, limitando al minimo l'errore ottico di sovrapposizione del reticolo sul “target”.
 
Molte munizioni originali riportano all’interno della loro confezione le tabelle balistiche relative al calibro, mentre se siamo intenzionati a tarare l’arma con delle cartucce ricaricate, tutti i migliori manuali descrivono le traiettorie dei loro proiettili in funzione delle velocità alla quale vengono spinti. I medi calibri ad alta velocità da 6 a 7 mm, se tarati a duecento metri, a cento quasi tutti hanno un alzo di circa 35-40 millimetri. Al nuovo bersaglio tireremo i classici tre colpi, impugnando e mirando sempre nello stesso punto e allo stesso modo. Lo Spotting Scope ci dirà se sarà necessario apportare ancora dei piccoli ritocchi o se la nostra carabina già spara bene nel punto voluto. La prima rosata sarà quella che deciderà le sorti della taratura. Dovrà essere contenuta, nell’ordine dei 25-30 millimetri, ma se i colpi invece “sfarfallano” a destra e a manca, in alto o in basso, allora c’è qualcosa che non va e non è il caso di continuare a sprecare i colpi.
 
Dovremo ricontrollare l’incassatura, il montaggio del cannocchiale ed anche l’accuratezza delle munizioni. Se invece i nostri colpi avranno colpito un punto qualsiasi del bersaglio, ma ben raggruppati, allora potremo ritenerci soddisfatti e con pochissimi click sposteremo la rosata secondo la taratura desiderata. Quando a cento metri una palla colpisce due dita (35-45 mm) sopra il centro del bersaglio, potremo star certi che, sparando da cinquanta a duecentocinquanta metri, di calcoli ne dovremo fare ben pochi. Se abbiamo a disposizione un tratto di terreno sufficientemente lungo potremo avventurarci a verificare la taratura anche ad altre distanze, ma in linea di massima dovremmo essere pronti per andare a caccia con tranquillità.
 
Durante la sessione di tiro saranno da evitare TASSATIVAMENTE surriscaldamenti della canna, questa è una operazione che deve essere fatta con calma e senza fretta. E’ buona norma lasciar raffreddare l’arma dopo pochi colpi, e poi continuare a tirare. Ricordate che a caccia il primo colpo, quello che conta, lo tireremo sempre con la canna a temperatura ambiente!! Spero di non aver dimenticato nulla, ho cercato di dare un piccolo aiuto a chi, per passione o per necessità, deve tarare la propria carabina da solo. State certi che con un minimo di pratica chiunque sarà in grado di svolgere bene questo semplice quanto delicato lavoro, e chi ci riuscirà bene, oltre ad avere la certezza di possedere uno strumento perfettamente efficiente, avrà anche la soddisfazione di esserselo preparato personalmente.
 

Marco Benecchi
 


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17 commenti finora...

Re: LA TARATURA DEL CANNOCCHIALE

Ciao Marco, un parere diciamo per "conto terzi".......un amico mi ha chiesto un parere riguardo un'ottica da battuta Vortex, ma io non conosco questi prodotti......che gli dico?

da Iacopo  11/01/2017 19.01

Re: LA TARATURA DEL CANNOCCHIALE

Ciao Marco, un parere diciamo per "conto terzi".......un amico mi ha chiesto un parere riguardo un'ottica da battuta Vortex, ma io non conosco questi prodotti......che gli dico?

da Iacopo  11/01/2017 18.09

Re: LA TARATURA DEL CANNOCCHIALE

Grazie per le dritte Marco auguri per il nuovo anno.

da agostino  01/01/2017 19.40

Re: LA TARATURA DEL CANNOCCHIALE

UN CALOROSISSOMO BUON NATALE A TUTTI VOI E A ALLE VOSTRE MERAVIGLIOSE (e comprensive....)
FAMIGLIE.
Che l'anno nuovo ci porti tanta felicità, tante emozioni e soprattutto che ci trovi tutti in buona salute.
Io non brindo quasi mai perché se beccano un cacciatore alla guida con il tasso alcolico alto
PRIMA gli tolgono la licenza poi magari anche la patente...
Ma un bel brindisi virtuale con tutti Voi, miei fedelissimi lettori, mi sembra doveroso farlo....

Ancora Buon Natale e Buone Feste a tutti.
il Vostro Marco

da MARCO BENECCHI X TUTTI GLI AMICI DEL BLOG  24/12/2016 18.24

Re: LA TARATURA DEL CANNOCCHIALE

Non esiste nessuna regola,
Almeno per certe armi,
Perché per quelle bolt con azione Mauser la cosa si fa più complicata............
Sul come camerare la prima cartuccia..
IO la camero da 40 anni sempre nello stesso modo:
prelevandola dal caricatore e poi aggiungendone un'altra SEMPRE nel caricatore...
semmai dovessi sentirne il bisogno...
Camerare la prima cartuccia manualmente,
Oltre ad essere più difficoltoso, non lo vedo.... Naturale............
Ma, ripeto, è solo il mio punto di vista...
Ora vi racconto cosa è successo ad una persona che conosco proprio con una carabina HK 770 308...
Il "furbastro" ha messo in camera una cartuccia manualmente,
Ovvio con l'otturatore bloccato in apertura.
Poi, sempre il Furbastro, ha inserito il caricatore e ha spinto la levetta di sblocco dell'otturatore.
Che avanzando violentemente ha prelevato una caruccia nel caricatore spingendola in camera come un percussore verso quella incamerata precedentemente.
Vi lascio immaginare il danno.
Ma fortunatamente non si è fatto male nessuno ed anche la povera HK è poi stata rimessa a posto dal sottoscritto.........
Questo perché?
Perché non vogliamo MAI fare le cose più SEMPLICI
ARMA CON OTTURATORE CHIUSO
Inserire caricatore pieno, CAMERARE la prima cartuccia scarrellando velocemente poi reintegrare il colpo
SEMPLICISSIMO.
Poi, ognuno faccia come vuole
Come sempre.
Saluti
Marco

Gli auguri di solito li faccio a Natale!!!

da Marco Benecchi x Jey  22/12/2016 19.57

Re: LA TARATURA DEL CANNOCCHIALE

Scusate vado fuori tema agganciandomi all ultimo post:
io carico sempre le mie Argo ed H&K in 9,3 mettendo il colpo manualmente in canna....quindi sbaglio? Bisogna sempre usare il caricatore?
Grazie!

da Jey  21/12/2016 23.04

Re: LA TARATURA DEL CANNOCCHIALE

Buongiorno Paolo 79,cercherò di porre attenzione a quanto mi riferisci.
Anche io,come Marco,sostengo che la crimpatura sia affare da incognita,da effettuare con le dovute precauzioni ; stringendo si tende a far salire le pressioni e non è rassicurante avere il colpo nutrendo dubbi su cosa possa accadere dopo.Mi è successo una cosa sgradevole lo scorso anno che imputo alla suddetta operazione (in pratica un innesco dopo lo sparo,mi è uscito dalla sede facendo inceppare l'arma).Vuoi la sede dell'innesco leggermente allargata (si parla di centesimi di mm) e il maledetto gioco è fatto...........

Ora però scindere e selezionare colpi a seconda dell'arma mi ci vorrebbe le giornate di 48 ore....e cmq bisogna che davvero porga attenzione al tuo suggerimento.

ps: non mi han consigliato di caricare la HK come dici,cioè inserendo direttamente in camera e non facendola portare su da caricatore.Pare si rischi di rompere l'unghia dell'otturatore (se non erro così raccomandava il tale) .............ambasciator non porta pena @@@
Buona giornata

da Massy  20/12/2016 8.40

Re: LA TARATURA DEL CANNOCCHIALE

No, Massy, non fraintendere, non voglio allarmare nessuno, solo che a me e non solo a me succede che caricando tutte le volte il primo colpo dal caricatore, ho notato che dopo un po di volte, a causa del cinetismo dell'otturature, le palle sono spinte in avanti.... allora le crimpo leggermente, oppure metto manualmente in canna il primo tiro....

da Paolo 79 x Massy  19/12/2016 21.18

Re: LA TARATURA DEL CANNOCCHIALE

quando leggo HK 770 allungo la vista..

quindi Marco crimpi i colpi destinati alla "vecchia tedesca" ?

ieri mattina ho provato 5-6 colpi su bersaglio fisso per verificare accoppiata/taratura HK-Burris,ricariche non "strinte in cima" ed è andato tutto ok ..

devo fare gesti scaramantici ? @@

Buon inizio settimana al blog...

da Massy  19/12/2016 17.38

Re: LA TARATURA DEL CANNOCCHIALE

Tranne che con la meccanica della HK 770... che è molto "ignorante"....

da Paolo 79 x Marco B  18/12/2016 20.42

Re: LA TARATURA DEL CANNOCCHIALE

Ciao Francesco..
Mi ero già pronunciato in materia.
Io le cartucce le crimpo solo dal 9,3 x 62 in su...
E non sempre.
Perché la crimpatura è una fase molto delicata..
Può far salire le pressioni e di parecchio.
Se sei un ricaricatore ti sarai accorto che comunque la palla è ben trattenuta dal colletto,

Se tu dovessi sentire la necessità di crimpare le palle puoi dargliene una leggera ..
Sinceramente io non ne ho mai sentito il bisogno..
Non mi è mai capitato di vedere palle che "camminano" sotto l'effetto del rinculo.
Saluti
Marco

da Marco B x Francesco  18/12/2016 18.38

Re: LA TARATURA DEL CANNOCCHIALE

Ciao Marco scusa se vado un pò fuori tema, ma vorrei sapere cosa ne pensi in merito alla crimpatura delle cartucce da caccia sparate con armi semiauto soprattutto per quelle palle che non hanno il solco (caccia al cinghiale in battuta), e per le bolt?

da Francesco  17/12/2016 18.47

Re: LA TARATURA DEL CANNOCCHIALE

Ciao Marco !!

Personalmente credo che la cosa più difficile sia il montaggio dell'ottica, perché di persone competenti ce ne sono poche, e poi richiede molto tempo un lavoro ben fatto (visto personalmente quando cene vuole ).
Un caro saluto

da Roberto 85 (rieti)  14/12/2016 12.21

Re: LA TARATURA DEL CANNOCCHIALE

È vero, l'HK che stà tarando Marco è la mia.... quella "bellissima" foto l'ho scattata io nel poligono personale di Benecchi...
Devo dire che comunque tarare un Docter 3 in due colpi non è semplice... Marco è davvero professionale in questo, anche se consiglio comunque la taratura personale dei punti rossi e delle ottiche in quanto il proprio modo di sparare spesso non concide con quello di chi tara l'arma...

da Paolo79  13/12/2016 21.27

Re: LA TARATURA DEL CANNOCCHIALE

I bersagli fotografati sono quelli che prediligo.
Quelli "Neri" servono per Punti Rossi e tacche e mirini a 50 metri,
Mentre quelli colorati per tarare i cannocchiali a distanze maggiori!
Chi li desidera può contattare la Redazione sarò ben lieto di inviarvi i file da poter scaricare e stampare su carta semplice A3

da Marco B x TUTTI  13/12/2016 19.55

Re: LA TARATURA DEL CANNOCCHIALE

Non avere vergogna a dirlo che l'HK 770 che sto tarando in foto è la tua...........

Sempre bellissima e piacevolissima da sparare...
A parte i bossoli che volano a venti metri e... diciamocelo.. ridotti maluccio
Piccolo scotto da pagare.....

da Marco B x Paolo 79  13/12/2016 19.52

Re: LA TARATURA DEL CANNOCCHIALE

Marco.... Ok su tutto.....
Soprattutto ho notato una cosa.... Ci vuole davvero calma e pazienza.... Il colpo che si spara è sempre a canna fredda... E un altro errore al quale non bisogna incorrere è quello di andare dietro al colpo con i clic dell'ottica.... altrimenti, presi dalla frenesia si rischia di sparare 20 colpi senza aver concluso nulla...(esperienza personale).
Quindi sparare, correggere la torretta come dice Marco se si pensa di aver sparato bene, ASPETTARE, anche mezzora se necessario e risparare e se il colpo è andato male, non farsi prendere dall'ansia di mettere subito mano alla torretta, bensí riASPETTARE e riprovare ancora.... e ricordersi sempre che quando si spara dai 200 metri in su, il fattore umano diventa davvero importante.... quindi CALMA CALMA CALMA....
Scusate, non voglio insegnare niente a nessuno... parlo per esperienza personale..... SALUTONI A TUTTI...

da Paolo79  13/12/2016 14.59
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