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24/07/2015 7.58 

Marco Benecchi Quel giorno pioveva
 
Quel giorno pioveva. Dio ne mandava così tanta che più non poteva. Ma a me e Giampiero ci voleva ben altro per tenerci a casa. Mancavano pochi giorni alla chiusura della caccia di selezione ed io non ero ancora riuscito ad abbattere la femmina giovane di capriolo che mi era stata assegnata. Su un’insistente (non tanto, per la verità!) invito di Giampiero, e nonostante le avverse condizioni atmosferiche, avevamo deciso di tentare ugualmente un’uscita. Tanto, che avevamo da perdere? Eravamo ai primi di marzo e la temperatura era insolitamente mite.
 
A causa della pioggia insistente che continuava a cadere, prima di raggiungere il nostro appostamento decidemmo di fare un lungo giro con il fuoristrada per vedere se fossimo riusciti ad avvistare qualche capo di selvaggina. Facemmo un insolito IKA (Indice Chilometrico di Avvistamento) stando ben comodi nella L 200 di Giampiero, godendo della nostra reciproca compagnia. Nonostante il maltempo, avvistammo parecchi animali: dei bellissimi fagiani, qualche femmina di daino e tantissime lepri “italiche” che, in alcuni casi, ci costrinsero a frenare per evitare di investirle, ma nessun capriolo.
 
Arrivammo alla capanna dell’Uccellina, il punto di ritrovo della nostra squadra di caccia al cinghiale, che mancava poco al tramontar del sole e a dispetto della nostra fama di “duri”, nessuno se la sentiva di scendere dal fuoristrada per andare a sedersi su un sasso sotto la pioggia battente. “La caccia è un piacere, se non si pratica stando comodi, che piacere è?”. Nessuno c’impediva di starcene in zona, aspettando che facesse buio o che smettesse di piovere a chiacchierare di caccia, di armi e di cani……..Se c’è una cosa che non manca a due amici come noi, sono proprio gli argomenti. Con la luce del giorno che andava scemando, decisi di aprire il finestrino del fuoristrada per cambiare l’aria, e così facendo mi accorsi che la pioggia era parecchio diminuita. Mi venne voglia di prendere il mio 10 x 42 e di andare a vedere se nel prato del “Dori” fosse uscito qualche animale al pascolo. Giampiero, intuendo le mie intenzioni, mi apostrofò con un sorriso: “Ma dove vai con questo tempo? Dai, rassegnati. Oggi è andata così, vedrai che domani andrà meglio”. Non gli risposi nemmeno. Se quel giorno avevo soltanto voglia di farmi una chiacchierata con il mio grande amico, saremmo rimasti alla casa di caccia davanti al camino.
 
Sicuramente sarà una deformazione professionale, ma quando ho il binocolo al collo e la carabina a portata di mano, l’istinto predatore s’impossessa sempre di me. Camminai una cinquantina di metri in un prato che sembrava un acquitrino, ringraziando mentalmente la bontà dei miei scarponcini Crispi Hunter, e come giunsi al limitare del bosco impugnai il binocolo. Il campo del Dori è un tratto di terreno lasciato volutamente incolto, dalle dimensioni di un rettangolo di circa quattrocento metri per duecento. Qua e là è cosparso da pochi, bassi cespugli, che non offrono nessuna protezione alla selvaggina.
 
Da dov’ero potevo avvistare persino un fagiano o una lepre anche se erano accovacciati nel campo. Da una prima “sbinocolata” mi sembrò che nel pratone non ci fosse niente ed ero quasi deciso a ritornarmene alla macchina, quando una famigliare voce alle mie spalle mi bloccò. “L’hai visto quel capriolo su in cima, quasi attaccato alla macchia?”. Quel diavolo di un capalbiese! Giampiero mi era arrivato addosso senza che io me ne fossi accorto. “Riesci a capire se è maschio o femmina?”. Continuò. “No! Corri alla macchina a prendere il lungo e la carabina. Io intanto lo tengo d’occhio”. risposi. Devo ammettere che l’essere stato battuto da Giampiero nell’avvistamento mi faceva “rosicare” un po’, ma lui era il Re delle Forane e quella era la sua zona, in quella bellissima tenuta c’è nato. E poi quell’ombra grigiastra che noi identificammo a fatica come un capriolo si trovava a 338 metri di distanza (telemetrati) e la luce non era certo delle migliori.
 
Giampiero ritornò silenzioso come se n’era andato, con in una mano la mia Weatherby MK V SS inox fluted calibro 257 Magnum e nell’altra lo specktive  con oculare variabile 20-60 X. Io, per ogni eventualità, cominciai a preparare l’arma, mentre il caro amico di Capalbio e compagno di mille avventure piazzava il CTS 85. Giampiero, dopo essere stato pochi secondi con l’occhio incollato all’oculare del potente strumento ottico sussurrò eccitato. “Marco! Non ci crederai, ma quella è proprio un femmina giovane. E’ sola, ha la classica corporatura esile e di sicuro non è neanche pregna. Quanti metri?”. “Il bosco è a 338. Lei è a qualche metro meno, ma sono sempre troppi.” Sicuramente Giampiero quel pomeriggio era in vena di scherzare, perchè decise di provocarmi e, quel che è peggio, ci riuscì! “Ehi! Pensi che ci arriva lassù la 257?”. “Vuoi scommettere?”. Gli risposi. “Se colpisci quella capriola da quella distanza me la mangio cruda!”.”OK è andata”.
 
Marco Benecchi Quel giorno pioveva
 
Voglio scusarmi con i lettori per il nostro comportamento poco ortodosso e se per una volta alla serietà e alla religiosità della caccia avevamo abbinato un pizzico di ironia, ma ormai la sfida era stata lanciata, anche se senza testimoni! Non sono mai stato un amante dei tiri a lunga distanza, ma non era la prima volta che li tentavo e che li eseguivo. Quindi, ben sapevo che il successo o l’insuccesso poteva dipendere molto dal risultato di precisi calcoli matematici e da una buona pratica. Dovevo far bene i primi e affidarmi all’esperienza. Nonostante la pioggerellina insistente ed il terreno quasi del tutto allagato mi sdraiai ugualmente a terra, cercai un appoggio abbastanza solido sia per il bipede sia per l’impugnatura posteriore.
 
Dopo aver trovato una sistemazione che mi sembrò ideale, feci quattro calcoli matematici. In poligono la mia 257 Weatherby Magnum piazzava tre colpi perfettamente al centro del bersaglio entro una moneta da due Euro a duecento metri di distanza. A trecento metri, stando alle tabelle balistiche, la mia ricarica con palla Nosler Ballistic Tip da 115 grani non doveva calare più di 17–18 cm. A 338 sicuramente si sarebbe abbassata qualcosina in più ed inoltre pioveva! La pioggia poteva essere influente? Ipotizzai di sì. Regolai il correttore di parallasse del mio 18 x 50 P sui 350 mt, spinsi l’ingrandimento al massimo, inquadrai la capriola tra la seconda e la terza croce del reticolo, armai lo stecher, regolai la respirazione e quando mi sembrò di essere perfettamente fermo sfiorai il grilletto.
 
Il rinculo abbastanza sostenuto della mia Weatherby m’impedì di vedere se il colpo era andato a segno, ma un’imprecazione alle mie spalle fu sufficiente a farmi conoscere l’esito del colpo. “L’hai presa! Fulminata sul posto. Bravo Marco”. Il brutto di quando si spara a lunga distanza, con un calibro potente e con un cannocchiale a forte ingrandimento, è che non hai la possibilità di vedere bene se il colpo è andato a segno. E non si riesce nemmeno a sentire il classico “schiaffo” della palla che impatta sul corpo del selvatico. In quel momento non so se mi fece più felice il bel tiro, l’aver completato il piano di abbattimento, il non aver ferito l’animale (cosa che non mi è mai capitata da quando uso la 257 WM) o la soddisfazione d’essere riuscito a sbalordire un vecchio e testardo cacciatore come Giampiero.
 
Partimmo al recupero a piedi, incuranti della pioggia e del fatto che ormai non ci si vedeva quasi più. Arrivati sul posto facemmo gli onori al selvatico, lo contrassegnai con il bollino numerato, lo pulii e poi dissi a Giampiero. “La testa la tengo io perché devo consegnarla per il controllo, ma il resto della spoglia prendila tu. Me la ridarai dopo che avrai scelto quale pezzo vorrai mangiarti “crudo”, e visto che ti voglio troppo bene, ti concederò di metterci una spruzzatina di limone…..”
 

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61 commenti finora...

Re: QUEL GIORNO PIOVEVA…

Bravissimo.
ECCO A COSA DOVREBBE SERVIRE il Nostro Blog.
Saluti
Marco

da MARCO BENECCHI X JACOPO  06/08/2015 19.23

Re: QUEL GIORNO PIOVEVA…

Non sarà un numero sufficientemente alto da fare statistica certa, ma a coloro che per il cervo utilizzano il 7mmRM mi sento di consigliare le Winchester Ballistic Silvertip 150 gr; 13 capi tirati ( 3 Ma 2 Mg 3 fusoni 2 Fa 3 piccoli ) a distanze variabili dai 60 ai 170 mt, ad esclusione di una femmina tirata di tre quarti comunque recuperata a circa 300 mt tutti gli altri mi sono rimasti sul posto o hanno fatto al più qualche decina di mt

da Iacopo  06/08/2015 18.41

Re: QUEL GIORNO PIOVEVA…

Ripeto: nel mio caso la palla era ben indirizzata. Furono commessi due errori: il mio nella scelta (o meglio, mancata sostituzione della) palla. Ero stato fino a poco prima su un enorme prato dove si vedevano dei cervi lontanissimi, e aspettavamo che si avvicinassero. A quelle distanze mi pareva opportuna una BTip da 180 grs. Poi invece, da un'altana che si affacciava su una radura dove ci avevano detto esserci un cervo che bramiva, ho tirato a non più di 70/80 metri, E MI SONO DIMENTICATO DI CARICARE LE NOSLER PARTITION! Altro errore - stavolta del guardia - non avere atteso il classico quarto d'ora prima di andare a verificare l'esito della fucilata. E' sceso dall'altana e si è detto sicuro della morte dell'animale. Invece trovammo il cervo coricato che, vedendoci, con le ultime forze è fuggito a tutta birra nella foresta, ormai quasi al buio. Siccome ha percorso (prima di cadere definitivamente) qualche centinaio di metri, mi pare evidente che bastava arrivare poco dopo per trovarlo morto.
Morale: suppongo che la palla del 300 Wby, a quella breve distanza, sia esplosa nell'impatto, senza produrre una buona penetrazione.
Comunque ammetto l'errore umano (il mio in particolare); ma non nel piazzamento della palla

da Filippo 53  06/08/2015 15.45

Re: QUEL GIORNO PIOVEVA…

...perche' sparate ai cervi in bramito?

da mustang  06/08/2015 15.07

Re: QUEL GIORNO PIOVEVA…

un anno in montagna , bramito. cervo a 60/70 metri calibro 300 WM , mi appoggio sull'alpenstock e BANG !!! cervo cade. apparentemente morto. abbracci , baci, weidmannsheil.... il cervo si rialaza e via come il vento!! una goccia di sangue appena. cane sulla traccia dalla mattina alle 6 circa lo ritroviamo la sera al buio VIVO colpito basso , a tre chilometri , sotto la pioggia grazie a un super cane e conduttore. Sono avventure che non si scordano mai. Da quella volta. Bang e ri bang subito. 300WM , 8x68, 300 weatherby, 270, 7x64! il problema è sempre UMANO LE ARMI VANNO TUTTE BENE E DOVE NOI METIAMO LA PALLA. Weid!!

da Rino  06/08/2015 8.57

Re: QUEL GIORNO PIOVEVA…

Cari colleghi, l'effetto della palla che colpisce (qualcuno dice "attinge" come se andasse al pozzo) non dipende dall'origine anagrafica del progettista della cartuccia, ma solo dalla struttura della palla e dalla velocità. Se il cervo ungherese è andato via con la spalla colpita dal 300 la colpa non è del progettista USA della cartuccia, ma di chi scelto la palla e caricato la cartuccia, sia costui (o costei) svedese, valdostano o siracusano.
Per la cronaca e il buonumore ricordo che anni addietro un'armeria del Nord Est aveva difficoltà a vendere cartucce Norma controllate da un'addetta di nome...."Mona" (diffuso al Nord).

da bansberia  05/08/2015 18.40

Re: QUEL GIORNO PIOVEVA…

La ringrazio. Non credo di meritare nulla ma, se qualcosa di buono avessi fatto, ne sono lieto. WH

da tiroler x Bopi  05/08/2015 13.01

Re: QUEL GIORNO PIOVEVA…

Mi si scusi per l'estemporaneità.
Approfittando degli interventi del Sig. Tiroler, volevo fargli sapere che , per certi aspetti, sono in debito di riconoscenza nei Suoi confronti ( Marco sa a cosa alludo ).
Onore ai vecchi ferri.
Bopi

da Bopi  05/08/2015 5.31

Re: QUEL GIORNO PIOVEVA…

Salve Pietro. Sono d'accordo su tutto, e anzi ringrazio dei generosi apprezzamenti. Può darsi che il mio cervo sarebbe fuggito anche con l'8 (era vicino, e forse sarebbe stato perfetto un 9,3, o almeno una palla più dura. Avessi avuto una TUG...). La conseguenza è appunto a livello puramente mentale, e cioè il maturare la convinzione che potrebbe accadere di nuovo. Quanto ai calibri americani, il mio "terzo braccio" è in 300WM, col quale, come ho già detto, salvo casi eccezionali si possono insidiare gli stessi animali che con qualsiasi altro calibro .30.
Solo un appunto: per favore, diamoci del tu... altrimenti mi sento vecchio!

da Filippo 53  04/08/2015 17.59

Re: QUEL GIORNO PIOVEVA…

Certo, Filippo NON MI PERMETTEREI MAI DI METTERE IN DISCUSSIONE QUELLO CHE SCIRVE, ma un caso non può essere la regola , giusto? A TUTTI E' SUCCESSO DI FERIRE UN ANIMALE anche con 8x68 che con il 300 Weatherby o WM . Io amo i calibri americani , ma non che siano migliori ma sono certo che posso fare tutto quello che fanno gli europei . Degustibus... saluti Filippo. spero di leggerla ancora su qualche rivista scrive molto bene e soprattutto la verità.

da Pietro  04/08/2015 17.46

Re: QUEL GIORNO PIOVEVA…

Non racconto niente di strano se non quello che mi è accaduto. Ognuno poi giudica come gli pare. Personalmente per il camoscio uso con piena soddisfazione da quindici anni il 6x62 R. Tanta salute

da Filippo 53  04/08/2015 15.45

Re: QUEL GIORNO PIOVEVA…

anche io non ho nulla con chi è antiquato , degustibus ! Weidmannsheill ( non sono di oltreoceano vivo qualche chilometro piu a sud di lei )

da Pietro  04/08/2015 15.25

Re: QUEL GIORNO PIOVEVA…

BRAVI.
Così mi piacete...
Cronfrontarsi con educazione!!!
Ottimo!!!
M

da Marco Benecchi x TUTTI  04/08/2015 14.56

Re: QUEL GIORNO PIOVEVA…

É assolutamente vero che tantissimi usano i calibri americani ma, essenzialmente, per un motivo di moda, non certo di praticità, ché non ne hanno alcuna in più dei classici europei. Di Munizioni 8x68, 6,5x68 o 7x64, te ne riempiono gli armadi, in qualsiasi armeria. No so da voi oltre atlantico ma qui, in un piccolo paese di montagna, non c'è alcun problema. Ripeto che a me, delle mode(tanto meno quelle che vengono da oltre atlantico), interessa nulla e quindi vado contento con i miei vecchi ferri. Ma non ho nulla contro chi le segue. WH

da tiroler x Pietro  04/08/2015 14.39

Re: QUEL GIORNO PIOVEVA…

Filippo perchè cosa creedi che con 8x68 non vadano via??? per favore su non raccontiamo cose non vere che il calibro ONE SHOT ONE KILL NON ESISTE PER 1000000000000000000000000000000 DI MOTIVI. esiste invece la CONVIZIONE che quel calibro è meglio di un'altro . per me i calibri americani sono meglio ma eprchè vengo da una scuola diversa dalla vostra forse. Riguardo il signore della Montagna ( mi sbaglio Tiroler con sto nome) sulle Alpi vado pure io a caccia e vedo 7 mm , 257 , 270 , 300 Weatherby moltissimi 300 WM ma pochi molto pochi 8x68 a he servono non so per tirare un camoscio quando hai un buon 300 WM puoi chiudere il libri a parte uno jharling ( adesso ) che lo tiro con 22.250 anche se con il manto rosso non mi piacciono molto ma le ferie le fqccio in agosto!!

da Pietro  04/08/2015 14.10

Re: QUEL GIORNO PIOVEVA…

Ciao Pietro. Io non sono un super esperto e tanto meno giornalista. Però ho già scritto su questo blog (e quindi abbiate pazienza se mi ripeto ) che al bramito in Ungheria col 300 Weatherby ho visto andare via il cervo che pure avevo colpito in piena spalla. Ha fatto un Km uno! (e infatti lo abbiamo ritrovato il giorno successivo ). Sul piano commerciale hai ragione e la battuta sulla guerra vinta dagli americani voleva significare proprio questo.

da Filippo 53  04/08/2015 13.31

Re: QUEL GIORNO PIOVEVA…

chi ha detto che non li ho provati? provati quasi tutti gli europei e messi in disuso per mille motivi il primo trovami una scatola di 8x68 in usa ,canada , argentina , ma anche in Italia e mezza europa! il 300 WM lo trovi anche dal droghiere sotto casa e tutte le cariche che vuoi! stessa cosa per i weatherby . il mio è un discorso di praticità. Inoltre solo tu vedi andare via animali con questi calibri che vengono impiegati in MEZZO APPENNINO E ALPI . Mentre se cerchi un 8x68 devi usare la lente. ma la volete capire che i cacciatori cercano la praticità non la complicazione? mica sono tutti super esperti e giornalisti come voi? tranquilli ragazzi e w gli USA !!!

da Pietro  04/08/2015 12.58

Re: QUEL GIORNO PIOVEVA…

Grazie Marco, seguirò i tuoi consigli poi ti dirò. Dopo il passaggio della rogna si stanno riprendendo molto bene, ma siamo rimasti con un solo capo a testa e il regolamento interno della riserva non prevede il rilascio di permessi d'ospite. So che a Mazzin di Fassa ciò è possibile e cedono regolarmente diversi capi però, allo stato attuale, si trovano in piena zona rogna sarcoptica e il comitato faunistico ha tagliato drasticamente le assegnazioni: non so quanti capi siano rimasti o se, addirittura, non sia stata chiusa. Nel caso te lo farò sapere. WH

da tiroler x Marco  04/08/2015 6.56

Re: QUEL GIORNO PIOVEVA…

TOGLI TUTTO e fai come ti dico io.
Tra attacchi e, se serve, ribrunitura della canna spenderai 200 - 250 euro.
Poi, con un 5,6 x 57 il minimo è un buon 8 x,
Ottimo anche un 10 x fisso se ci vuoi fare solo i camosci, ma per caprioli allora un 8 x 50 - 56, o un 2,5 - 10 - o 3 - 12 x 50 - 56-

NB come siete messi a camosci?
Ne avete da cedere?
Fammi sapere.
Magari contattami tramite la redazione.
Saluti
Marco

da Marco Benecchi x TIROLER  03/08/2015 18.29

Re: QUEL GIORNO PIOVEVA…

Caro Pietro
Non mi piace entrare in questo tipo di diatribe..
Tipo il mio è più bello ed il tuo è più brutto.
Io, Filippo e chi ha la fortuna - sfortuna di avere TUTTI e tre i calibri da te elencati allora può parlare con maggior cognezione di causa, ma chi usa "solo calibri statunitensi" certe cose non dovrebbe dirle, per il semplice motivo che non può..
Semplice!!!
Io che uso ed ho usato sia il 300 Winc sia il 300 Weath sia l'8 x 68, posso dirti che l'8 x 68 li SURCLASSA, non li supera
CREDIMI!!!!
Poi, tra il 300 win e il 300 weat preferisco il più tranquillo dei due.
Il 300 Win è un po come un 30.06 Magnum, mentre quei pochi metri in più del Weath, in certi casi sono più dannosi che utili.
Riassumendo:
Con l'8 x 68 puoi fare di tutto dal cervo al bramito entro i cento metri (anche un bufalo cafro all'occorrenza!) e le capre asiatiche a 500 metri..
Stessa cosa col 300 Winc, ma anche lui ha i sui "limiti" alle corte distanze e contro selvatici di media mole,
"fa passata"......
mentre il 300 Weath vuole animali grossi, a pelle spessa e tirati a buona distanza.
Allora si che è eccezionale!
IO PERSONALMENTE HO VISTO alcuni cervi tirati da 120 - 150 mt andare via "sculettando" col 300 weat mai con l'8 x 68.
Poi se tu mi dici che li inchiodi tutti ci credo, ma SEMPRE PER ESPERIENZA personale, preferisco una Partition da 200 grani cal 8 che una simile da 180 grani di un 300.
Saluti
Marco

Vi siete dimenticati il 300 Ultra, l'unico calibro tra i centinaia provati che mi ha fatto allontanare dal poligono!!!!!
Pere le proteste del proprietario e dei vicini di banco!!!

da Marco Benecchi x PIETRO  03/08/2015 18.23

Re: QUEL GIORNO PIOVEVA…

Di nuovo salve Pietro. Sulla questione americani / tedeschi ho fatto una battuta. Certamente, scherzi a parte, la commercializzazione accurata e capillare delle grandi marche americane ha inciso sulle fortune degli attrezzi e delle munizioni che adoperiamo. Francamente io non do alcuna importanza alle nazionalità dei calibri e, di preferenza, mi piace usare calibri europei su armi europee, e viceversa. Quanto al 30/378 - eccellente, ci mancherebbe altro - credo che non solo in Italia ma in tutta Europa sia difficile trovare prede che ne giustifichino l'impiego. E' evidente che se a qualcuno piace usarlo non c'è niente di male. Io ho solo detto che nella mia modesta esperienza non ho mai sentito la necessità di calibri tanto performanti. Forse lo vedo indicato (ma purtroppo io non sono in condizioni di affrontare quelle altitudini) per le pecore asiatiche tirate alle massime distanze. Comunque il mio 300WM ha fulminato un ibex in Kazakhstan alla rispettabile distanza di 330 metri. Buon Ferragosto

da Filippo 53  03/08/2015 17.27

Re: QUEL GIORNO PIOVEVA…

per quale motivo ritieni le meccaniche europee meno pratiche? In fin dei conti l'azione Mauser(con diversi accorgimenti) è ancora utilizzata da quasi tutti, americani compresi. Per quanto riguarda l'8x68 poi, pensa che fu studiato per distruggere il monoblocco di un autoblindo montando un'ogiva al tungsteno. Comunque non ne faccio una questione di religione quanto piuttosto, per quel che mi rappresenta, una questione di tradizione alla quale tengo molto. Credo poi che, al giorno d'oggi, la differenza vera la facciano le ottiche moderne(per chi le usa) piuttosto che i diversi calibri. Io sul mio 8x68 ho uno Zeiss fisso 8x56 e sono comunque contento. WH

da tiroler x Pietro  03/08/2015 15.46

Re: QUEL GIORNO PIOVEVA…

Grazie Marco. L'ottica(4x32 Habicht) è montata con uno sgancio laterale. La meccanica è di un mauser 98 militare. WH

da tiroler x Marco  03/08/2015 15.34

Re: QUEL GIORNO PIOVEVA…

Grazie Marco. L'ottica(4x32 Habicht) è montata con uno sgancio laterale. La meccanica è di un mauser 98 militare. WH

da tiroler x Marco  03/08/2015 15.34

Re: QUEL GIORNO PIOVEVA…

Allora prova il 30/378 weatherby ( in mio possesso dalla notte dei tempi ma poco usato in Italia per la mancanza di prede adeguate) io - avrai capito - non ho un calibro europeo li detesto tutti gli europei che ritengo meno pratici . Gli americani ( se pur odiati) sono MOLTO PIU LINEARI E SEMPLICI di noi burocratici europei facciamo di tutto per complicarci la vita !! Filippo, se non venivano loro a liberaci ora parlavamo tedesco che forse era meglio dell'arabo!

da Pietro  03/08/2015 14.55

Re: QUEL GIORNO PIOVEVA…

Ciao Pietro. Fortunatamente li possiedo tutti e tre. Abitualmente uso il 300WM mentre il suo corrispondente Weatherby lo ritengo eccessivo. Ma l' 8x68S è più potente di entrambi, non c' è discussione. Ha due limiti: meno caricamenti e componenti per la ricarica. E gli americani hanno vinto la guerra. .... Ovviamente la seconda affermazione è poco più di una battuta, ma contiene una parte di verità. IBAL

da Filippo 53  03/08/2015 13.41

Re: QUEL GIORNO PIOVEVA…

300 win e 300 weatherby stessa cosa del 8x68. Per me pure meglio

da Pietro  03/08/2015 13.09

Re: QUEL GIORNO PIOVEVA…

Se mi stai BENE A SENTIRE risolvi tutti i tuoi problemi "attacchi" con pochissima spessa e definitivamente.
Sicuramente la tua arma avrà gli attacchi ad incastro saldati?
FALLI RIMUOVERE TOTALMENTE.
Falli disaldare.
Poi monta sulla culatta degli zoccolini - basette tipo Redfield e/o Leupold Standard e poi ci metti quello che vuoi.
Mentre se il castello non è predisposto o le BASI o non riesci a trovarle per la foratura in questione allora compera due SPEZZONI di BASE WEAVER IN ACCIAIO, te le modelli e fori come vuoi tu poi gli monti sopra dei Leupold QRW o dei Warne e sei a posto.
Saranno meno eleganti di un piede di porco ma MOLTO più pratici ed economici!!!!
Fammi sapere.
La tua "AUER" è su azione Mauser?
Civile o militare?

da Marco Benecchi x TIROLER  03/08/2015 8.25

Re: QUEL GIORNO PIOVEVA…

Salve. Per tutti ma soprattutto per Tiroler: quando ho fatto l'elenco dei calibri vecchi ma sempre attualissimi ho commesso un errore imperdonabile. Mi sono dimenticato l'8x68S! Trovatemi un calibro più recente migliore nella sua categoria.... Tra l'altro ne possiedo 2, Blaser 850 / 88 e Steyr Mannlicher
Waidmannsheil

da Filippo 53  03/08/2015 7.40

Re: QUEL GIORNO PIOVEVA…

Grazie Marco, sei insuperabile. Sono entrato in possesso di un 5,6x57 di Auer con canna Bohler Rasant. Risale alla metà degli anni '70 ma ha qualche problema con gli attacchi dell'ottica e dovrò spenderci parecchio, ma credo che ne valga la pena.

da tiroler x Marco  03/08/2015 7.31

Re: QUEL GIORNO PIOVEVA…

Carissimo TIR,
Tu così mi provochi.......................
un abbraccio
M

NB io l'ho usato per tanti anni e sono stato uno tra i pochissimi a caricarlo assiduamente.
Con palle SPEER da 70 grani.
In Kipplauf Zanardini, in versione R, Rimmed ovviamente
MUNIZIONI

Il calibro 5,6 X 57 R

Il Figlio minore della Grande Famiglia dei x 57!

Il calibro 5,6 x 57 RWS fu immesso sul mercato nel lontano 1964, sia in versione Rimmles per carabina sia in versione Rimmed con collarino per armi basculanti, come tradizione teutonica vuole. Ovviamente, in qualità di membro della grandissima famiglia dei calibri “x 57” (munizioni derivate dall’ 8 mm Mauser con bossolo da 57 millimetri di cui, oltre al 5,6, fanno parte il 6,5, il 7, l’8 e il 9 mm) deriva dal 6,5 x 57, che a sua volta era un diretto discendente del 7 x 57, da cui differisce soltanto per il solo restringimento del colletto e che fu la base di partenza per due calibri militari famosi come il 6,5 x 55 svedese e il 6,5 x 58 portoghese. Oggi, a distanza di quasi mezzo secolo, balisticamente parlando il calibro 5,6 x 57 RWS potrebbe essere considerato ancora molto valido ed attuale perché a potenza e radenza da vendere, ma ormai è quasi del tutto scomparso dai cataloghi dei fabbricanti d’armi e di munizioni del mondo, eccetto che per qualche valido artigiano particolarmente nostalgico ed appassionato. La versione Rimmed è quella che ha avuto maggiore diffusione ed è nata per essere impiegata in fucili monocolpo kipplauf o misti combinati e destinata principalmente alla caccia al capriolo e al camoscio a lunga distanza, ma all’occorrenza sarebbe potuta essere sufficiente addirittura per il cervo. Qualcuno potrebbe storcere il naso riguardo a quest’ultima eventualità, sostenendo che è impensabile che un calibro simile potesse andar bene per abbattere un grosso ungulato, ma, credetemi, la potenza che può esprimere una buona palla (anche se di piccolissime dimensioni), spinta ad elevatissima velocità, è sorprendente. E’ mia opinione personale che i tedeschi abbiano sempre avuto la mania del voler abbattere i grossi selvatici con i piccoli calibri. Non a caso sono stati loro quelli che hanno etichettato il 7 x 64 come il miglior calibro per cacciare “tutta” la grande selvaggina europea. Negli anni 60-70 la progettazione tedesca in termini balistici era ferma o al massimo era orientata verso i calibri medi. In quel decennio sono nate delle splendide munizioni come il 6 mm Frerès, il 6,5 x 65 RWS e il 30 R Blaser, ma nella classe dei 5,6 mm (.224 millesimi di pollice) esistevano soltanto il 5,6 x 35 Vierling (praticamente identico e sovrapponibile al 22 Hornet) e il 5,6 x 52 R Savage. Il 5,6 x 57 R fu progettato e prodotto per la caccia alla media selvaggina piuttosto che alla piccola, utilizzando palle da 74 grani (insoliti per la categoria) che dovevano essere sparate in canne con dei passi di rigatura (Twist) molto veloci di un giro in 10 pollici, contro i 12-14 pollici dei .22 ad alta intensità americani. Lo scopo era quello di aumentare le normali distanze d’ingaggio e di rendere il proiettile meno sensibile agli agenti atmosferici. Viste le prestazioni in gioco, palla da 74 grani (4,8 grammi) spinta a quasi 1100 m/s, con G.E.E. (taratura consigliata) a 215 metri il calo a 300 è di appena 16 cm, non capisco perchè il 5,6 x 57 (come pure l’8 x 68 S e il 9,3 x 64 Brenneke), non é riuscito a guadagnarsi l’appellativo di “Magnum”. Come già detto, l’impiego d’elezione del nostro 5,6 è sempre stato la caccia al capriolo ed al camoscio anche a distanze elevate, ma nel corso degli anni ha dimostrato un’eccellente micidialità anche su selvatici di media mole come mufloni, daini e capre selvatiche, chiaramente se impiegato entro certi limiti e utilizzando le canoniche palle KS da 74 grani o ricariche con le SPEER SP da 70. Il 5,6 x 57 R possiede i non sotto valutabili pregi di avere un modestissimo rinculo, abbinato ad una precisione più che buona. Inoltre, la sua particolare cameratura (ha il colletto molto robusto) permette,dove consentito, anche l’uso di riduttori di calibro in 22 Hornet, 22 Mag o 22 LR. Le sue eccellenti prestazioni balistiche, con pressioni prossime alle 3800 atmosfere, lo collocano nella stessa categoria del 5,6 x 61 Vhon Hofe SE e del 220 Swift, quindi, a tutti gli effetti possiamo ritenere il 5,6 x 57 R uno dei calibri .22 a percussione centrale ad alta intensità più potenti mai progettati. Per esperienza personale posso dirvi che in buone mani e a distanze ragionevoli, il 5,6 x 57 R si è dimostrato validissimo sul terreno di caccia con abbattimenti netti e puliti, tanto da non far rimpiangere calibri superiori. Anzi, in alcuni casi si è rivelato fin troppo devastante. E’ un calibro molto specialistico che può dare grandi soddisfazioni al cacciatore, ma purtroppo non è mai stato in grado di reggere la concorrenza con il più tranquillo e diffuso 5,6 x 50 R Magnum in armi basculanti e con il 22-250 in carabina. In Europa ed in particolare proprio nel suo paese d’origine, il 5,6 x 57 R è stato usato anche per la caccia ai tetraonidi e alla piccola selvaggina come volpi e marmotte, impiegando una provvidenziale palla blindata di tipo Vollmantel originale, molto simile per foggia e peso all’altra sola carica espansiva tuttora in commercio. Purtroppo, le cartucce d’origine tedesca sono spesso disponibili con una scelta di palle molto limitata, la loro diffusione è piuttosto modesta ed il costo proibitivo. Un’altra caratteristica che in passato ha fatto dubitare delle eccellenti doti di molti calibri europei è stata anche la scarsa costanza dei loro caricamenti, forse dovuto al fatto che il produttore ne distribuiva piccoli lotti. Pur se in maniera minore, anche il 5,6 x 57 R non è immune ai difetti che affliggono tutti i calibri .22 iperveloci. Le sue palle temono parecchio il vento trasversale e se dovessero trovare sulla loro traiettoria un ben che minimo ostacolo, non si sa quale strada prenderebbero, o peggio ancora, potrebbero addirittura esplodere all’impatto. Oggigiorno i calibri maggiormente impiegati per la caccia al capriolo hanno delle caratteristiche di potenza e di velocità tali da risultare più idonei per cacciare i selvatici africani e del Nord America piuttosto che gli ungulati nostrani. Ricordatevi che in Europa con un modesto 270 Winchester potresti abbatterci di tutto e con un buon margine di sicurezza. Spesso acquistando una carabina non viene considerato il giusto connubio arma - ottica - munizione. Un grosso calibro è sinonimo d’arma pesante, un calibro magnum necessita di un canna lunga e quindi di un’arma ingombrante e un basculante dovrebbe, ma purtroppo non sempre è così, essere camerato in un calibro Rimmed. Non dimentichiamoci poi dello stile e del fascino che qualche cacciatore romantico ricerca ancora nella propria arma. Un elegante e leggero kipplauf in calibro 5,6 x 57 R, magari inciso con foglie di quercia e soggetti venatori in rilievo, è una scelta per intenditori dal palato fine, per quelli che amano praticare la caccia di selezione al capriolo o in alta montagna al camoscio, con un tocco di classe e di raffinatezza in più. Per fortuna ci sono ancora dei cultori della tradizione mitteleuropea che apprezzano queste cose ed è per loro che pochissimi costruttori d’armi fini di Ferlach, di Shul ed anche di Gardone VT, di Sarezzo e di Nuvolera producono su ordinazione dei veri e propri gioielli in calibro 5,6 x 57 R. Se vi dovesse venire la voglia di prenderne uno, magari fatevelo fare con la canna ottagonale, con i rinforzi a Pipa, con la triplice Greener e con una bella incisione a cesello ben marcata alla tedesca e poi preparatevi a sborsare un piccolo patrimonio. Visto che anche le munizioni commerciali oltre ad essere rare sono anche costose, chi con la sua rma vuole spararci un po’ per prenderci la dovuta confidenza ed ha un minimo d’esperienza nella ricarica casalinga può prepararsi delle ottime cartucce. I dies ricalibratori sono ancora facilmente reperibili. I bossoli nuovi li troviamo ovviamente soltanto della RWS. Come inneschi sono sufficienti i Large Rifle Standard e per la scelta delle polveri dovremo orientarci verso le poche disponibili sul nostro mercato e in funzione ai pochi dati di ricarica che si possono reperire nei comuni manuali in commercio. Elencherò alcune dati estrapolati dai migliori: Hornady, VihtaVuori, Vectan SNPE, RWS. Sono tutti dosi da considerare come MASSIME e devono essere raggiunte per gradi partendo da pesi inferiori di circa il 5%.

POLVERE DOSE (Grani) PALLA (grani) VELOCITA’ (m/s)


Viht.N.140 39,8 50 1160
Viht.N 140 38,4 55 1110
Viht.N 160 40,7 74 995
Tubal 5000 39 55 1060
Tubal 5000 37 60 1010
Tubal 7000 42 55 1025
Tubal 7000 40 70 985
Tubal SP 10 31 55 980
Tubal SP 10 26 60 1000
Tubal SP 10 31 70 930
Tubal SP 7 28 55 930
Tubal SP 7 31 70 930
NORMA 204 45 55 1147
NORMA 204 44,2 60 1005
IMR 4320 39,4 55 1100
IMR 4320 38,8 60 1100
IMR 4350 41,3 55 1108
IMR 4350 41,2 60 1005
RWS 907 41,5 50 1160
RWS 907 38 74 960
RWS 905 44 50 1070
RWS 905 41,5 74 970
RWS 903 39 50 1150
RWS 903 32 74 900
W 760 42,9 50 1100
W 760 41,9 65 1110

Elencare il campionario completo delle palle che “potrebbero” andar bene per la ricarica del 5,6 x 57 R sembrerebbe impossibile, ma purtroppo non è così. Lo splendido calibro in oggetto dà il meglio di se soltanto con palle di un certo peso, quindi è meglio limitare la scelta a pochi tipi soltanto, come le KS RWS originali da 74 grani, le SPEER SP da 70, le Hornady SPBT da 60 e 70 grani, le Sierra SPBT da 65 e le Nosler Partition da 60 grani. Ho avuto la fortuna di poter usare il 5,6 x 57 R camerato in un meraviglioso kipplauf MA.PI.Z. Zanardini modello PRINZ con canna ottogonale da 610 mm e ottica Swarovski Habicht 6 x 42 montata ad incastro a “piede di porco” sia per la caccia al capriolo sia per la selezione alle femmine di daino e di muflone nella rimpianta, splendida Tenuta della Vaccherecchia gestita per oltre trent’anni dal grande dott. Leonardo Chiri. Quale occasione migliore per porgergli il mio più caloroso saluto?


Marco Benecchi

da Marco Benecchi x TIROLER  02/08/2015 16.01

Re: QUEL GIORNO PIOVEVA…

Concordo pienamente con Filippo 53. Per chi vuole sparare "leggero"c'è sempre un bel calibro, vecchio di 50 anni, che è ancora balisticamente insuperato e, nonostante ciò, tutti vanno alla ricerca di "novità": mi riferisco al 5,6x57rws. Tutt'oggi è ancora al top delle prestazioni. Il problema è che non è di moda e non è americano! É ancora, a tanti anni di distanza, il calibro che spara il 5,6 più pesante tra tutti quelli presenti sul mercato.

da tiroler  02/08/2015 13.36

Re: QUEL GIORNO PIOVEVA…

a 100 metri gli tiro ditro l'orecchio con il 22,250, uso cartucce commerciali della hornady pala 55 e per questi tiri non serve ricaricare .però ho amici che sparano con successo fino a 400 metri .gran calibro NA BOMBA !!!

da PIETRO  02/08/2015 10.21

Re: QUEL GIORNO PIOVEVA…

36 grani di N 140... x la palla in oggetto da 55 grani.
E' una dose che uso da parecchio tempo.
Saluti
Vai tranquillo
Marco

da Marco B x Lido  02/08/2015 6.24

Re: QUEL GIORNO PIOVEVA…

Se mi è consentito sapere e non coperto da segreto:dentro le 55 grani della sierra cosa ci metti ?

da Lido  01/08/2015 19.40

Re: QUEL GIORNO PIOVEVA…

E lo vieni a dire a me???
Solo una cosa:
Come mai le 50 grani?
Io col 22-250 mi sono trovato molto bene con le 55 grani SIERRA SPBT Game King.
Sono micidiali anche sui daini di media mole ma mirati bene, ovvio!!!
Un mio amico lo usa anche per il camoscio con abbattimenti spettacolari.
Saluti
Marco

da Marco BENECCHI X LIDO  01/08/2015 12.36

Re: QUEL GIORNO PIOVEVA…

calibro 22-250 remington-palla da 50 grani,vithavuori n°130 in 31 grani.. ieri sera cinghiali all'aspetto ad un girasolaio.vento debole da ovest-103 metri telemetrati lungo fosso.Verrotto di 45 kg,4 dita dietro spalla alta.
Cencio all'istante ....e dentro il lavoro che combinano queste suppostine in 5,56
Delle volte viene da pensare perché mai andare su calibri over..

da Lido  01/08/2015 10.27

Re: QUEL GIORNO PIOVEVA…

Ma qualcuno sente la necessità dì questi nuovi calibri? Che vantaggi hanno, in termini pratici? Non saranno solo operazioni commerciali? Spero di essere smentito, ma di tutti i calibri che possiedo credo che il più recente sia il 6x62 Freres. Pur avendo praticato tante cacce in mezzo mondo con ho mai sentito la necessità di un calibro nuovo e più performante rispetto ai vecchissimi 9,3 (x62 e per 74R), 7x64 e 30-06; e ai meno vecchi ma sempre ultra cinquantenni 270 e 300WM.
Altro discorso sulle ottiche. In questo campo si sono davvero fatti passi da gigante e non si può neanche paragonare un cannocchiale dell'dell'ultima generazione con uno di cinquanta anni fa. Ma sui calibri...
IBAL a tutti

da Filippo 53  01/08/2015 7.42

Re: QUEL GIORNO PIOVEVA…

Più o meno quel che puoi fare col 25.06.
Gli ho dedicato anche un articolo al 255 GS il bel calibro ideato dall'amico Vittorio Giani, che deriva dal 6,5 x 55.
Solo che per filosofia "costruttiva" lui lo ha caricato con una palla Barnes da 100 grani che vedo un po' pochini per il calibro.
Nonostante l'ottime prestazioni della palla.
Saluti
Marco

da Marco Benecchi x Paolo 79  01/08/2015 6.20

Re: QUEL GIORNO PIOVEVA…

Cosa possiamo fare con un 255 GS....?

da Paolo79 x Marco B  31/07/2015 20.10

Re: QUEL GIORNO PIOVEVA…

🎂🎂🎂 🎉🎉🎉 👏👏👏....
Tanti auguroni Marco..... (grazie a 0/25 di avercelo ricordato....😅)

da Paolo79 x Marco B  30/07/2015 15.09

Re: QUEL GIORNO PIOVEVA…

Mi stò facendo vecchio....
E come diceva il grande conte Paul Pallfy: “Non contano gli anni che mi restano da vivere, ma quante stagioni di caccia al bramito mi possono essere ancora concesse”.
Io magari non sono così drastico,
Mi accontento di dire: "Speriamo di avere sempre il fisico e la salute per poter continuare ad andare a caccia"
Come ben sai, con una semplice distorsione della cavaglia devo ancora combattere con forti dolori al piede!!!
Dopo gli "anta" i tempi di recupero son sempre più lunghi.
Dobbiamo solo aver un po' più di pazienza.
Un grazie di cuore.
Marco

da Marco Benecchi x 0/25  30/07/2015 14.30

Re: QUEL GIORNO PIOVEVA…

Marco approfitto del blog per farti tantissimi auguri di buon compleanno!!!!!! Un abbraccio e a presto
F.f.

da 0/25  30/07/2015 11.04

Re: QUEL GIORNO PIOVEVA…

il 13-07 già il maschio "perseguitava"la femmina seguendola in tutti gli anfratti ella cercasse riparo ! Puntando di brutto il giovane invadente il maschi adulto già ormonava a più non posso.Mentre al campetto di sopra,scrutando col lungo,i due di classi diverse,manco si guardavano.
Adesso immagino le corse a perdifiato.......

da 3cento  28/07/2015 15.01

Re: QUEL GIORNO PIOVEVA…

Ne avrei ancora da dire ma preferisco fermarmi qua..l ultima cosa che aggiungo è che fa male vedere incapaci improvvisati scrivere e vivere di caccia quando ci sono molti giovani e meno giovani molto più preparati degli appartenenti al "clan"..dispiace anche che l autore del blog sia stato messo "da parte" perché persona troppo onesta che ingenuamente diceva quello che pensava (da come mi è parso di capire)..
Cambiando discorso da voi sono già in amore i caprioli? Rispondono già al fischio?
Ciao

da little john  28/07/2015 14.02

Re: QUEL GIORNO PIOVEVA…

più che stilettate si chiama VERITA' che fa male!!

da Pietro  28/07/2015 13.54

Re: QUEL GIORNO PIOVEVA…

stilettate senza freni .

da sauro  28/07/2015 10.41

Re: QUEL GIORNO PIOVEVA…

jhon, il sacente ho avuto modo di conoscerlo a caccia dal vivo anni e anni fa. vale poco. però è furbo e ha saputo cavalcare l'onda della selezione al momento giusto. Forse, il mio giudizio, è più personale. BO3 cervi eh? ne avete una marea !

da Pietro BO  28/07/2015 7.14

Re: QUEL GIORNO PIOVEVA…

Concordo Pietro con te..cretti non mi sta antipatico perché mi sembra una persona umile..certo non è mariani e non ha setter campioni del mondo però fa il suo e i documentari "scorrono" bene..franolich è un professionista del settore però come dici tu è un po saccente seppur preparato..concordo con te che tutti sono bravi nelle riserve esclusive..vorrei vederli a caccia di caprioli daini e cervi nel libero (bo3)..modugno dovrebbe farsi da parte..per suoi anni ha già dato. ..

da little John  27/07/2015 13.51

Re: QUEL GIORNO PIOVEVA…

Jhon. la tua lista è quasi giusta- Mariani è il migliore ( e non sono un appassionato di cani) ma Lui è reale e non taglia le padelle. la sua è caccia vera. Cretti non mi piace per niente fa il fenomeno mentre è super scarso! trova sempre una scusa e di certo taglia le padelle. Giusti per la caccia a palla è bravo ma non è che faccia cose incredibili come Mariani che è il più cacciatore di tutti. C'è anche un'altro ragazzo con i cani , uno della ADICA caccia un romano che è molto bravo e completo.
Franolich , non mi piace per niente troppo saputello sulla carta .Modugno dovrebbe smettere di fare cose che non gli competono.
Pero manca la caccia REALE quella che pratichiamo noi. dovrebbero andare in giro a filmare quello succede nei territori liberi NON NELLE SUPER RISERVE esclusive. Riguardo la PUBBLICITA' è ovvio che tutti scrivano bene sono FORAGGIATI con ottiche , capi di abbigliamento e forse anche soldi per loro E' UN LAVORO non un passatempo come il nostro. Per la caccia a palla l'unico vero è il nostro Benecchi ma le logiche della TV non vanno sempre come dovrebbero. Peccato.
I filmati esteri sono venti volte più professionali e belli

da Pietro Bologna  27/07/2015 7.59

Re: QUEL GIORNO PIOVEVA…

Concordo anche io sulla bassa qualità media dei programmi di caccia e pesca.
Gli unici che si salvano sono i documentari di Giusti, quelli di Mariani (quello dei setter NON quell'altro mariani), Franolich (poche apparizioni) e tutto sommato anche quelli di Cretti. Invece i documentari stranieri hanno un livello mediamente molto superiori ai nostri connazionali.
Il resto...non mi esprimo per non scendere in turpiloqui ed aiscrologie.
Volevo poi fare un appunto su i prodotti testati sulle varie testate giornalistiche di settore...avete mai notato che i vari fucili, capi d'abbigliamento ed ottiche spesso hanno solo pregi e...pochi difetti??
NOn è che qualcuno evita di fare recensioni accurate per accattivarsi il distributore?
Mi fermo qui perchè forse ho parlato anche troppo per oggi..
CIao!

da Little John  26/07/2015 16.43

Re: QUEL GIORNO PIOVEVA…

Salve. La qualità dei servizi di caccia su Sky oggi è davvero ai minimi livelli. Sono abbonato dai tempi di Seasons! Ne ho parlato tante volte con MB; e detto fra noi non capisco perché non lo chiamino a partecipare come una volta. Di gente competente ne vedo poca in compagnia di Bruno Modugno...
A proposito di calibri: forse qualcuno ricorderà che avevo scritto sulla nuova cartuccia RWS EVO Green. Personalmente l'avevo usata a caprioli in Ungheria, nel mio calibro preferito (7x64). Mi ero deciso ad usarla perché nella mia R-93 mi dava rosate eccellenti; e-data la leggerezza- traiettorie tesissime. Avevo qualche perplessità sull'efficacia nei confronti di prede più pesanti e resistenti. Giovedì scorso, nella riserva di un mio amico (dove è stato a caccia con me anche MB, a fagiani) ci ho fulminato un verro di oltre 90 Kg a 276 metri! Il danno sulla spoglia è stato abbastanza limitato; la palla - che ha attinto l'animale sull'articolazione della spalla - è uscita, e il verro è morto istantaneamente. E' stato un abbattimento davvero sorprendente. Non avevo mai tirato un cinghiale così lontano, e ammetto che temevo in una modesta efficacia di quella leggera palla su un animale coriaceo, notoriamente formidabile incassatore. Dirò di più: se avessi saputo di dover tirare a quasi 300 metri mi sarei portato il 300WM. Invece... Allora, amici del blog: vietato parlar male del calibro 7x64? Ovviamente no; ma il sottoscritto continuerà ad adoperarlo, preferendolo a tanti altri che possiedo, compresi quelli che vengono continuamente esaltati sul blog.
Buone vacanze a chi ci va, e anche agli altri

da Filippo 53  26/07/2015 6.19

Re: QUEL GIORNO PIOVEVA…

Filippo, devo darti ragione sulla qualità del mio film sulla caccia all'orso,
Ma devo anche confidarti che L'HO GIRATO TUTTO IO, con una videocamera da due lire, per gioco.
E poi me lo sono ritrovato su SKY a MI INSAPUTA,
Puoi chiedere alla direzione. Ci ho anche LITIGATO DI BRUTTO.....
Lo avevamo fatto SOLO A SCOPO PERSONALE!
Ma devo dissentire sul discorso abbattimenti.
Perchè se ne vedono DUE ed IO, IN PERSONA, ho ripreso ATTRAVERSO IL RETICOLO del cannocchiale (Docter 2,5 - 10 x 48 ill!) un orso,
E non è che mi è capitato di rivederlo spesso, anche se io di video di caccia ne vedo pochi e NON HO mai avuto il canale Caccia & Pesca!!!!!
Poi, il cagare e il mezzosuonato, potevi anche risparmiarteli,
Non credo che abbiano fatto ridere in molti....
Mi ero "QUASI ILLUSO" di essere un po' in tregua con simili sproloqui.
Ma evidentemente mi sbagliavo
M

da Marco Benecchi x FILIPPO  25/07/2015 21.10

Re: QUEL GIORNO PIOVEVA…

Sanzio
Ho una netta predilezione e simpatia sia per il 270 winchester sia per il 257,
ma, CREDIMI sono due cose MOLTO diverse.
La letalità del 257 è fuori discussine,
almeno con selvatici fino alla mole di un grande palancone.
Non l'ho mai usato sul cervo, ma per tutto il resto in Italia è come "usare la corrente elettrica".
Definire il 270 Winc 10 - 30 volte meglio del 257 mi sembra un po' troppo,
In Ungheria in pianura, nella pustza col 257 non dovevi neanche quasi mai compensare.
Ha una traiettoria tesissima e la sua palla è molto invalidante anche a lunghissima distanza.
Stessa cosa sui camosci in montagna.
Col 270 è "possibile" che ti facciano qualche metro, col 257....
Non mi è mai capitato!!!!
Guarda, posso addirittura dirti che IO preferisco il 257 WM al 270 Weath Magnum,....
Li possiedo ed uso entrambi
Ripeto, ha quel qualcosa in più che non riesco a spiegarmi neanche io.
Forse l'ottimo CB delle palle calibro 25 da 115 grani!
Siamo quì per questo.
Raccontaci le tue prodezze col 270 e i deficit che hai trovato nel 257...
Saluti
Marco

da Marco Benecchi x Sanzio  25/07/2015 21.02

Re: QUEL GIORNO PIOVEVA…

200 metri ? basta il 222 ! con il 257 si parla di 400 metri in su ma è 10 volte meglio il 270 anzi 30 volte medita boy!!

da Sanzio  25/07/2015 20.41

Re: QUEL GIORNO PIOVEVA…

Questo 257 mi intriga.... che ne pensi per il muflone per tiri sopra i 200 metri?

da Paolo79 x Marco B  25/07/2015 19.04

Re: QUEL GIORNO PIOVEVA…

caccia all'orso l ho visto faceva caccare mai visto un abbattimento ma tu che parlavi sul divano con un tuo amico poi ne ho visto un altro di un mezzo suonato che ha padellato un orso e gli è pure partito un colpo!!! scrivi che è meglio!! riguardo sky hai ragione la qualità è bassssissssiiima una vergogna !!

da Filippo  25/07/2015 16.05

Re: QUEL GIORNO PIOVEVA…

Di video ne ho fatti FIN TROPPI.
Quando a SKY, Caccia e Pesca parlavamo (e facevamo) COSE SERIE.
Fammè sta zitto.
Non so se hai visto i miei video:
LE POSIZIONI DI TITO
CACCIA ALL'ORSO
LA RICARICA DELLE MUNIZIONI METALLICHE
SEGUGI E BRIGANTI
LA STORIA DELLA VACCHERECCIA
e non so quante apparizioni....
Sempre a "braccio" e mai "imbeccato".
Io dicevo come stavano le cose, non mi sono MAI fatto mettere in bocca frasi dettate dagli sponsor....
Quando andammo a collaudare un FAMOSISSIMO cannocchiale da battuta ed io dissi: "Questo cannocchiale ha dei problemi"
Mi presero tutti per matto....
Ma anni dopo furono costretti a modificarlo
Per il libro, credo proprio di essere arrivato al capolinea.
Cerchero di pensarci bene col Fresco...
Quì si muore!!!!!
M

da Marco Benecchi x Paolo  24/07/2015 15.19

Re: QUEL GIORNO PIOVEVA…

Potresti addirittura postare qualche VIDEO....

da Paolo79 x Marco B  24/07/2015 14.33

Re: QUEL GIORNO PIOVEVA…

Marco... ok.....
Scrivi questo benedetto libro....

da Paolo79  24/07/2015 13.39

Re: QUEL GIORNO PIOVEVA…

Un racconto di caccia vissuta..anche una femmina giovane a volte può farti vivere una bella giornata di caccia...complimenti!
Comunque una buona tartare di filetto o carrè di capriolo è un bel modo di perdere una scommessa!!

da Little John  24/07/2015 13.05
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