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07/03/2012 

La riserva WWF di Monte Arcosu è nata nel 1984 grazie al contributo economico di migliaia di semplici cittadini, associazioni, CRAL, Panda Club, e della C.E.E. che attraverso le loro donazioni hanno permesso l’acquisto di 3.600 ettari di territorio. L’Oasi nacque principalmente per salvaguardare l’esigua colonia di cervi che all’epoca subiva un prelievo indiscriminato ad opera dei bracconieri. Nel corso degli anni grazie ad importanti interventi finalizzati alla gestione dell'area (custodia, approvvigionamento di acqua, campagne anti-bracconaggio) il cervo sardo presente a Monte Arcosu ha incrementato notevolmente la sua popolazione su indici numerici.

“Oggi la popolazione di cervi presenti nell’Oasi è stimata in 1.365 cervi su una superficie di 3.600 ha, più i territori ad essa limitrofi (2.200 ha circa) per un totale di 5.800 ha. L’andamento della popolazione di Cervo sardo nell’area censita è risultato essere  in crescendo dal 1989 (215 cervi) al 2004 (1.015 cervi) per poi subire un calo nel 2005 (920 cervi), una leggera ripresa nel 2006 e nel 2007 (995 cervi), una ulteriore discesa nel 2008 (970 cervi) e una risalita consistente nel 2009 (1.220 cervi) e nel 2010 (1.365 cervi). L’analisi della densità dei cervi su Kmq evidenzia  che la popolazione di Cervo sardo  risulta maggiormente concentrata nei settori di “Guttureddu” (D=  29,5) e di “Sa Canna”  (D= 27,5), le aree più interne all’Oasi WWF, mentre risulta meno concentrata nei settori di  “Gutturu Mannu” (D=12,5) e di “Camboni” (D= 19,5), che si trovano ai confini della riserva.” (FONTE: WWF ITALIA, Dott.ssa biologa Patrizia Cuccu - settembre 2010).

Recentemente il WWF Italia ha espresso profonda soddisfazione per l’incremento della popolazione di cervi presenti nell’Oasi e ha auspicato un ulteriore aumento del numero degli animali.

A Monte Arcosu il cervo ha raggiunto densità elevate con punte di 29,5 cervi a chilometro quadrato. Ma un chilometro quadrato di territorio ricoperto da macchia mediterranea quanti cervi può ospitare? In merito la letteratura scientifica si esprime univocamente indicando parametri ben precisi e condivisi in tutta Europa.

“Per evitare il danneggiamento degli habitat selvicolturali, le densità massime dovrebbero essere contenute entro i 5-6 individui/km2. Superata una data soglia di densità, le popolazioni possono sfuggire al controllo, con conseguenze devastanti per gli ambienti agricoli e forestali (FONTE: Prigioni et al., 2001).”

“Il valore di 29, 9 cervi per chilometro quadrato è da considerarsi alto rispetto alle densità agro-forestali consigliate. In Germania una densità agro-forestale di 1,5-2,5 cervi per km2 è considerata
economicamente tollerabile, quindi un valore molto inferiore al nostro. (FONTE: ANDREA MURGIA,  FRANCESCA COCCO, CARLO MURGIA, ANNA MARIA DEIANA Dipartimento di Biologia Animale ed Ecologia dell’Università di Cagliari - 2005)”

Una elevata densità di cervi è da considerarsi nociva per l’ambiente naturale, per le coltivazioni agricole, per la sicurezza stradale e per i cervi stessi. I danni causati dal pascolo sulla vegetazione forestale e su quella agricola rappresentano uno dei principali problemi legati alla specie, il cervo è in grado di cibarsi di tutte le colture agricole e ai danni diretti causati dalla brucatura si sommano quelli provocati dal calpestamento. Il bosco subisce seri danni alla rinnovazione forestale e con il passare del tempo modifica la propria struttura e composizione a vantaggio delle specie meno appetite (poche) e di quelle che meglio resistono alla brucatura. Con l’aumento della densità di animali si riducono conseguentemente le disponibilità trofiche che l’ambiente può generare. I cervi si indeboliscono e si espongono maggiormente a patologie batteriche, virali e parassitarie.

Nel 2002, sul versante ovest di Monte Arcosu furono rinvenute diverse carcasse di cervi, morti a causa di una patologia virale.

 “La conferma arriva anche dal direttore di Monte Arcosu, Carlo Murgia. «La popolazione è aumentata ma l’areale è sempre lo stesso. Per questa zona sono ormai troppi nel Sulcis e nei Sette Fratelli. La settimana prossima ne porteremo una decina di esemplari a Sorgono, ma bisogna far partire il progetto di trasferimento». Perché oltre alla siccità terribile che quest’anno ha creato e continua a creare gravissimi problemi alla vegetazione e dunque agli animali come i cervi che se ne cibano, un aumento così considerevole sta evidentemente provocando un altrettanto grave contagio tra gli esemplari più deboli. Una patologia terribile che sembra aver fatto strage di ungulati.” (FONTE: Unione Sarda 7 gennaio 2002)

Non è per niente raro ritrovare cervi morti soprattutto in aree a forte densità. Recentemente nell’Oasi di Monte Arcosu sono stati ritrovati 10 esemplari di cervo morti a causa di un’infezione zoonosica causata da borrelia burgdorferi.

La storia insegna. È giusto menzionare l’epidemia di rogna sarcoptica che nel 1976 e nel 1995 ha drasticamente ridotto la popolazione di stambecchi presenti nelle Alpi centro orientali. Tale patologia è comparsa in Italia nel 1949 nelle Alpi Carniche e nel Tarvisiano.

In Sardegna il rischio di importanti epidemie che potenzialmente potrebbero riportare il cervo nella linea rossa delle specie in via di estinzione è tutt’altro che remoto.

Esistono varie strategie di gestione finalizzate alla tutela e alla conservazione di determinate popolazioni di ungulati. Una di queste, la più efficace sotto il profilo economico e pratico, è la caccia di selezione. In seguito a censimenti su scala regionale si potrebbe studiare un mirato piano di prelievo al fine di contenere e salvaguardare il nostro cervo. Un metodo alternativo ed efficace è quello di riportare la densità di cervi a livelli ottimali spostando gli esemplari in eccesso (evitando di creare squlibri nella dinamica di popolazione) in aree vocate nella quale il cervo è assente. Tale metodo consentirebbe di riportare il cervo in tutti quegli areali nei quali era storicamente presente e che oggi conservano le caratteristiche ottimali per poterlo nuovamente ospitare.

Se in un tempo non troppo lontano il WWF deciderà finalmente di adottare una di queste soluzioni potremmo tirare un sospiro di sollievo sulle sorti del cervo a Monte Arcosu. Ma se così non fosse continuerò a sostenere che il WWF non è in grado di gestire questa preziosa entità animale.


Marco Loi – Ars Venandi Sardegna

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22 commenti finora...

Re: Il Wwf e la cattiva gestione del cervo sardo

sai i soldi che si intascati le associazioni ambientalsite con sto cervo di merda ... meglio l'estinzione ...e qualche camera in piu in ospedale... è piu utile

da marino  28/03/2012

Re: Il Wwf e la cattiva gestione del cervo sardo

Ma piantatela!!!! Se non era per il WWF il cervo sardo in sardegna non c'era più. Anzichè stare sempre inutilmente a criticare imparate a gestire la fauna. DoGestirla vuol dire rinunciare a caccie assurde, pensiamo a quella con il segugio. Se poi qualche animale muore per malattia rientra nel mecanismio naturale di contenimento della specie. Saranno felici volpi, lupi, rapaci ed avvoltoi (deve ne è rimasto qualcuno).

da Mario  26/03/2012

Re: Il Wwf e la cattiva gestione del cervo sardo

il Sig. Ezio ha ragione, qui a Bologna , abbiamo ATC strapieni di lepri , il volontariato funziona , nessuno ruba , le cose funzionano da voi ?

da Bolognese  19/03/2012

Re: Il Wwf e la cattiva gestione del cervo sardo

mi sa che lei non è mai stato negli USA ahaha ... io non ho mai dormito... lei scrive troppe caccate dalla sua isola dovrebbe girare di piu ma non solo su internet ahahah prend aun aereo...e si tenga i suoi cervi del kaiser, brutti e ridicoli come lei..ahahah

da marino  19/03/2012

Re: Il Wwf e la cattiva gestione del cervo sardo

marino, forse quando eri a "broccolino" dormivi.
Gli sono milioni di acri pubblici negli usa (dai rifugi federali del FWS alle terre del Bureau of Land Managemen, ai terreni dei singoli stati) ove si può andare a caccia, fermo restando l'accesso alle proprietà private che il proprietairo non interdisce. Continia a studiare che non è maitroppo tardi.
Ezio, e quale sarebbe questa zrc che produce "Migliaia di lepri in un anno " ??' Fanfarone.

da baingio  16/03/2012

Re: Il Wwf e la cattiva gestione del cervo sardo

....e chi parla male del vvsettete, stiamo vagliando i cornuti mal gestiti.

da [email protected]  16/03/2012

Re: Il Wwf e la cattiva gestione del cervo sardo

X baingio, lei scriva meglio perchè io so leggere bene , forse dovrebbe tornare a scuola o prima di scrivere conti fino a 1000 ahahahha!! La caccia negli USA è gestita in maniera totalmente differente ( guardi ho vissuto a new york nel brooklin quartiere astoria per 10 anni LO COMPRI LEI L'ATLANTE E SI INFORMI MEGLIO SULLE LEGGI AMERCIANE che cambiano totalemente da uno stato all'altro...sardo... svegliati...siamo in continete quà... GODITI IL TUIO MARE... VAI A PESCARE CHE E' MEGLIO...ahahahah
Quoto Ezio...

da marino  13/03/2012

Re: Il Wwf e la cattiva gestione del cervo sardo

Conosco zrc in atc ove si catturano migliaia di lepri e fagiani selvatici ogni anno da anni. Conosco afv ove le starne e le pernici rosse selvatiche sono numerosissime. Vivo in un territorio ove i caprioli gestiti con la caccia di selezione aumentano del 40% e più ogni anno. So di aree umide gestite dai cacciatori ove vivono migliaia di uccelli acquatici di ogni specie. Come vedi, Baingio, il mondo è vario, moooolto vario.

da Ezio  12/03/2012

Re: Il Wwf e la cattiva gestione del cervo sardo

marino, hai capito fischi per fiaschi.
Voglio dire che invece di criticare le oasi del WWF o di chichessia, qualcun altro può farne di proprie (gestite diversamente) e poi solo allora fare il paragone. Capito tutto o devo mandarti un vocabolario ?
Se dici che negli USA la caccia è privata sarà meglio che ti compri anche un atlante o che ti informi meglio, che non al Bar SPort.

da baingio  12/03/2012

Re: Il Wwf e la cattiva gestione del cervo sardo

baingio...ma chi cazz vuole venire a casa tua??? ma chi se ne frega dei tuoi cervi del kaiser... chi vuole andare sulle alpi a gestire lo stambecco? dovete farlo voi... poi , non mi parli di cose che non conosce... come gli USA che sono lontani anni luce dall'Italia...LA CACCIA E' PRIVATA... e regolata MOLTO DIFFERENTEMENTE pensi alla sua BELLISSSIMA ISOLA... lei è fortunato e non lo sa...

da marino  12/03/2012

Re: Il Wwf e la cattiva gestione del cervo sardo

Insisto: uno a casa sua fa come gli pare. Il catasto parla chiaro. Chi sa fare di meglio lo faccia da un'altra parte e si confronti coi PROPRI risultati.
Vogliono tutti "gestire" meglio lo stambecco nel Parco del Gran Paradiso (i curatori "pelosi" delle malattie....), o la beccaccia dei Montenegrini.
Ma dove sono le oasi dei cacciatori, come fa Ducks Unlimited negli USA ?

da baingio  11/03/2012

Re: Il Wwf e la cattiva gestione del cervo sardo

Baingio, sa che nel Sarrabus, altro grosso areale del cervo sardo le densità di popolazione sono addirittura superiori a Monte Arcosu? e sa che nel Sarrabus non esiste nessuna Oasi WWF?

da Marco Loi  09/03/2012

Re: Il Wwf e la cattiva gestione del cervo sardo

Baingio, sa che nel Sarrabus, altro grosso areale del cervo sardo le densità di popolazione sono addirittura superiori a Monte Arcosu? e sa che nel Sarrabus non esiste nessuna Oasi WWF?

da Marco Loi  09/03/2012

Re: Il Wwf e la cattiva gestione del cervo sardo

Baingio, sa che nel Sarrabus, altro grosso areale del cervo sardo le densità di popolazione sono addirittura superiori a Monte Arcosu? e sa che nel Sarrabus non esiste nessuna Oasi WWF?

da Marco Loi  09/03/2012

Re: Il Wwf e la cattiva gestione del cervo sardo

Baingio, sa che nel Sarrabus, altro grosso areale del cervo sardo le densità di popolazione sono addirittura superiori a Monte Arcosu? e sa che nel Sarrabus non esiste nessuna Oasi WWF?

da Marco Loi  09/03/2012

Re: Il Wwf e la cattiva gestione del cervo sardo

Bangio lei per me non sardo , i sardi sono persone per bene e non egositi come lei, Gimessin HA SCRITTO COSE GIUSTE... ma lei è animato dallo spirito del cacciatore poco preparato in fondo per sparare un cervo sardo ( che fa schifo ..come trofeo ..come dimensioni...come tutto) non credo che dal continente si faccia la fila...( sai che c'è frega) in Appennino e sulle Alpi abbiamo cervi migliori dei vostri e se lei fa la domanda può pure venire a caccia ( solo in Appennino sulle Alpi sono come lei) in regioni come l'Emilia ( non la Romagna che anche qui sono come lei) e la Toscana regioni veramente democratiche per la caccia e io che non sono un KOMPAGNO devo fare tanto di cappello a quelle amminsitrazioni di sinistra che non amo... si tranquillizzi baingio e si tenga i suoi cervi ridicoli... mezzi malati ... e orrendi ...un pò come quelli nel bosco della mesola un'altro schifo... ma anche qui c'è la mano della Romagna...ridicola porzione di terra per la caccia...

da marino  09/03/2012

Re: Il Wwf e la cattiva gestione del cervo sardo

Baingio, incremento e gestione sono due cose differenti. Quando si incrementa e non si gestisce bene i risultati sono quelli che si vedono in tutta Italia. Non credo si voglia gestire quello che gli altri hanno incrementato male, ma fatto sta, che chi ha incrementato e gestito male (WWF)lo ha fatto con il danaro dei contribuenti, sicuramente non di tasca sua, quindi tutte le osservazioni sono più che legittime!!

da Gimessin  09/03/2012

Re: Il Wwf e la cattiva gestione del cervo sardo

Loi, se sai fare di meglio acquista anche tu un'area di qualche migliaia di ettari da un'altra parte, portaci il cervo sardo, e poi fai la gestione che ti pare, invece di predicare in casa altrui.
Volete gestire solo quello che ha incrementato qualcun altro. Comodo !!

da baingio  09/03/2012

Re: Il Wwf e la cattiva gestione del cervo sardo

ci sono 6000 mufloni iun sardegna ceh asepttano di essere gestiti.... ma finiranno come gli stambecchi sulle Alpi.... VERGOGNA...

da marino  08/03/2012

Re: Il Wwf e la cattiva gestione del cervo sardo

Una sola e la risposta e ha scritto bene Gimessin....tornaconto.

da Rik.  08/03/2012

Re: Il Wwf e la cattiva gestione del cervo sardo

Il numero di cervi presenti, in eccesso rispetto la capacità portante del territorio,è la prova provata della mala gestione. In un paese serio chi gestisce in modo sbagliato un bene dello stato, viene punito e rimosso dall'incarico. Ma siamo in italia, dove la mala gestione è la regola. Pensate solo per un attimo: se fossimo stati noi cacciatori a produrre simile fallimento gestionale, ci avrebbero denunciato e spellati vivi. Il wwf invece può tutto e di più! Vergogna.

da Arrabbiato 60  08/03/2012

Re: Il Wwf e la cattiva gestione del cervo sardo

Il WWF prenderà la decisione quando avrà prima controllato i propri tornaconti. Per quanto riguarda la capacità di gestione, il WWF non ha mai prodotto risultati utili alla gestione ambientale e faunistica, infatti, dopo decine di anni ( circa 40) e circa 110 milioni di sterline elargiti per il progetto di salvaguardia del rinoceronte nero in africa, risulta che comunque questo esemplare si sta ugualmente estinguendo. Evidentemente i cervi sardi rendono poco e non vale la pena precipitarsi nella risoluzione del problema. WWF, quando sento questa sigla mi vengono i brividi !!!

da Gimessin  07/03/2012
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