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05/04/2011 

L'espressione del titolo chi non se la ricorda!!!! Il mitico Lino Banfi in un film cult degli anni '80. Abbiamo immaginato che questo sia il leitmotiv che un gruppo di Tordi possa usare durante la loro migrazione. Come avrete capito siamo ancora una volta a parlare di dati sulla migrazione pre-nuziale poiché ci siamo accorti che qualcuno si ostina ancora a fare le orecchie da mercante, asserendo e teorizzando e, soprattutto, difendendo teorie sulla fenologia dei turdidi, saltando una fase biologica, lo svernamento. Scartabellando qua e là su Internet (che grande invenzione!!!), siamo riusciti a rinvenire studi-documenti interessantissimi e titolati sulla migrazione di questi volatili ma - aggiungiamo senza alcuna paura - che possono riguardare la stragrande maggioranza dei volatili migratori oggetto di pratica venatoria.

Come ricorderete alcune settimane fa uscì il rapporto dell'Ispra-Arcicaccia Toscana sulla fenologia dei tordi e le conclusioni furono che i tordi in Italia iniziano la loro migrazione pre-nuziale già in Gennaio e che, quindi, sarebbe il caso di anticipare la chiusura della caccia già al mese di Dicembre.  Luca Stincardini  di Anlc, Emiliano Amore e Alessandro Cannas dell'Arcicaccia di Latina, già ebbero modo di dimostrare, attraverso la traduzione e la pubblicazione di diversi testi francesi quanto azzardate fossero le conclusioni scritte nel libro prodotto da ISPRA e Arcicaccia Toscana.

Alessandro Cannas e Luca Stincardini tornano di nuovo a riflettere su tali "ipotesi" richiamando l'attenzione su ulteriori pubblicazioni prodotte da un illustre professore dell'Università di Pisa, il Prof. Natale Emilio Baldaccini e dal Direttore della Conservazione della Lipu  Dr. Claudio Celada.

Il Prof. Baldaccini ha condotto degli studi nella penisola Sarda sulla fauna migratrice oggetto di caccia in Sardegna analizzando molteplici specie. Tralasciando lo studio su quaglie, anatidi ed altri, concentreremo la nostra attenzione sulla relazione fatta per quanto riguarda i turdidi. " La stazione principale di inanellamento (Isola di Mal di Ventre) è stata scelta allo scopo di ridurre - per quanto possibile - la possibilità di ottenere un campione riferibile alla popolazione svernante ".

L'Isola di Mal di Ventre rappresenta infatti, per le sue condizioni morfologiche e vegetazionali, un sito inidoneo allo svernamento di grandi quantità di Passeriformi e in particolare di  grandi Turdidi. La dominanza di giovani dell'anno rilevata a Mal di Ventre nella prima decade di febbraio (pentadi 7-8) nel 2004 e 2005 (nel 2003 tale periodo non è stato campionato) potrebbe essere letta, in accordo con l'ipotesi di Andreotti , che comincerebbero a spostarsi in gennaio dando luogo ad una prima ondata migratoria, di cui il campione a prevalenza di giovani rilevato nella prima decade di febbraio costituirebbe, almeno in parte, la "coda". Questa visione non è confortata dai dati cinegetici, che non confermano un passaggio di adulti precoce in gennaio ma semmai evidenziano una composizione per classi di età piuttosto equilibrata (reale visione del fenomeno).”

Il Prof. Baldaccini nelle sue conclusioni asserisce che la migrazione pre-nuziale è una fase estremamente difficile da monitorare e da classificare in quanto numerose pubblicazioni negli anni la suddividono in almeno 5 periodi compresi tra "la seconda metà di gennaio (OLIOSO 1989; ANDREOTTI et al, 1999); l'inizio di febbraio (BLONDEL, 1966); a partire dalla metà di febbraio (CLEMENT & HATHWAY, 2000); a partire dalla prima decade di marzo (RICCI et al., 1995) o addirittura verso fine marzo (ASHMOLE, 1962)..".

La maggior parte degli autori più recenti sono comunque concordi nell'individuare nel mese di febbraio un periodo interessato da consistenti movimenti migratori di Tordo bottaccio attraverso il Mediterraneo (THIBAULT, 1983; SCEBBA, 1988; OLIOSO, 1995; ANDREOTTI et al., 1999). 

E ancora: ."Secondo ANDREOTTI et al. (1999), i movimenti migratori pre-riproduttivi precoci che interesserebbero il Mediterraneo già da gennaio (periodo in cui una parte dei contingenti starebbe ancora muovendosi a sud verso l'Algeria) sono probabilmente riconducibili a popolazioni che nidificano in climi più miti. Queste popolazioni possono anticipare la stagione riproduttiva rispetto a quelle che trovano condizioni favorevoli nelle aree di nidificazione solo a primavera avanzata.
Per quanto riguarda la Sardegna, dallo "Studio preliminare al Piano regionale faunistico-venatorio" redatto dall'Ufficio Regionale Fauna (FLEBA & PINNA, 1997) si evince che i valori dell'Indice cinegetico di abbondanza (capi abbattuti per giornata positiva) aumentano progressivamente a partire da gennaio, facendo registrare il massimo nell'ultima decade di febbraio, dato che porta gli autori a ritenere che i flussi più consistenti si verifichino in febbraio-marzo. Questi dati evidenziano pertanto un incremento dello sforzo di caccia nei mesi di gennaio-febbraio che potrebbe essere correlato con un incremento e/o concentrazione dei contingenti della specie proprio in quel periodo.

L'ipotesi di un incremento o di una concentrazione dei contingenti in gennaio-febbraio è confermata anche da osservazioni personali (P.F. Murgia, S. Nissardi, C. Zucca) secondo cui non è infrequente osservare concentrazioni, anche consistenti, di Tordi bottacci nei mesi di gennaio-febbraio in aree di alimentazione caratterizzate da vegetazione a macchia, generalmente a dominanza di Ginepri (Juniperus spp.) o Olivastro (Olea europea var. oleaster), talvolta in uliveti.

Durante un sopralluogo effettuato lungo la fascia orientale nel febbraio 2001 (S. Nissardi & F. Lecis, dati inediti) furono raccolte indicazioni testimoniali che facevano pensare ad uno spostamento dei contingenti lungo il gradiente sud-nord, con concentrazioni più tardive osservate nella Sardegna nord-orientale."


Alla luce delle affermazioni di cui sopra il Prof. Baldaccini conclude riguardo la gestione e la caccia del Tordo Bottaccio: ."Il quadro scaturito dalle informazioni raccolte nell'ambito dello studio permette di individuare con chiarezza alcune delle azioni fondamentali che è necessario porre in essere ai fini della corretta gestione delle popolazioni migratrici dei Turdidi cacciabili. I punti rilevanti di tale quadro sono i seguenti:

1. È confermata l'esistenza di movimenti di Turdidi, riconducibili alla migrazione preriproduttiva, durante l'intero mese di febbraio. In base alle informazioni disponibili (Fleba & Pinna, 1997; Andreotti et al., 1999; S. Nissardi, C. Zucca, P.F. Murgia, dati inediti) è possibile che tali movimenti, possano verificarsi già a partire da gennaio, almeno limitatamente ad alcune popolazioni.

2. La Sardegna è coinvolta in modo rilevante da questi movimenti migratori che spiegano, con ogni probabilità, l'aumento e la concentrazione dei contingenti che si registrano nei mesi di gennaio e febbraio e che stanno alla base dell'andamento degli indici cinegetici di abbondanza rilevati nell'Indagine Faunistica dell'Ufficio Regionale della Fauna (Fleba & Pinna, 1997) e nel presente studio.
3. Durante questa fase del loro ciclo biologico, gli animali tendono a concentrarsi in aree distribuite soprattutto lungo la fascia costiera, ma anche nell'interno, che svolgono un ruolo importante come zone di foraggiamento per il parziale ripristino delle energie necessarie per la prosecuzione della migrazione pre-riproduttiva."

"La prima delle implicazioni gestionali che scaturiscono dal quadro sopra delineato riguarda la tempistica del calendario venatorio e in particolare la possibilità di un suo prolungamento nel mese di febbraio.
Alla luce delle indicazioni sopra riportate è infatti del tutto evidente che il prolungamento del prelievo venatorio dei Turdidi nel mese di febbraio risulta in antitesi con le indicazioni della Direttiva 79/409/CEE, in quanto:
1) i risultati dello studio e l'insieme delle informazioni bibliografiche raccolte non solo tendono a confermare l'esistenza di consistenti movimenti migratori in febbraio ma suggeriscono anche la possibilità che i movimenti migratori pre-riproduttivi della specie possano cominciare anche nel mese di gennaio;
2) la notevole percentuale di adulti presente nel mese di febbraio indica che un prelievo venatorio in quel periodo inciderebbe pesantemente sui riproduttori della stagione successiva aggravando di conseguenza il danno biologico e conservazionistico;

3) se l'ipotesi di Andreotti et al. (1999) fosse corretta(PONE IL DUBBIO), se cioè nella prima fase della migrazione preriproduttiva transitassero soprattutto individui di popolazioni ben definite (presumibilmente popolazioni meridionali che trovano più precocemente delle altre le condizioni idonee alla nidificazione), un eventuale prelievo venatorio in febbraio inciderebbe su popolazioni relativamente localizzate sulle quali sarebbe "concentrato" il danno conservazionistico.

Si ritiene pertanto che, in relazione alle attuali conoscenze sulla tempistica dei flussi migratori che coinvolgono la Sardegna, la data del 31 gennaio, fissata dalla normativa vigente per la chiusura del calendario venatorio, rappresenti un compromesso accettabile fra le esigenze del mondo venatorio e quella della conservazione del patrimonio faunistico.

La necessità di dare corso alle norme che prevedono una stretta protezione del periodo di migrazione pre-nuziale di questa come di altre specie richiama fortemente l'esigenza di non interferire con questo delicato momento del ciclo biologico con azioni di prelievo protratte al d là dei limiti già consentiti dalla normativa attuale."

I passaggi del Prof. Baldaccini posti in grassetto dimostrano quindi che la chiusura della caccia al 31 Gennaio sia da indicare come quella più ovvia e priva sostanzialmente di pericolosità per la specie Tordo. La presenza nel mese di Gennaio di eventuali adulti già in estro pre-riproduttivo sarebbero di contingenti localmente stabilizzati nel sud del Mediterraneo e che quindi anticiperebbero questa delicata fase della loro vita in virtù di condizioni climatiche e disponibilità alimentare migliore.

Il Dott. Claudio Celada, Direttore della Conservazione Lipu ha scritto la prefazione in un libro che aveva come oggetto lo studio di alcune specie migratorie nell'Oasi di Castel Guido nei pressi di Roma. Nella pubblicazione non viene effettuato uno studio specifico sui turdidi ma dalle analisi effettuate su varie specie le conclusioni sono lapidarie: ."Il PRISCO-Invernale è un progetto nato da una sperimentazione eseguita nell'Oasi tra il 2002 ed il 2003. In quel periodo, furono eseguite una serie di uscite di inanellamento con cadenza standardizzata, una uscita per decade dalla prima di gennaio all'ultima di dicembre, con lo scopo di indagare la comunità ornitica presente nell'Oasi in tutte e 6 le finestre temporali individuate in generale per i passeriformi Macchio et al. 2002) :

1. 1 nov - 20 feb: finestra temporale che coincide prevalentemente con lo svernamento.
2. 21 feb - 10 apr: finestra temporale che campiona essenzialmente la migrazione primaverile precoce.

3. 11 apr - 20 mag: periodo caratterizzato principalmente dal passaggio dei migratori trans-sahariani (migrazione primaverile tardiva)
4. 21 mag - 31 lug: periodo che coincide con la fase di riproduzione per la maggior parte delle specie.
5. 1 ago - 20 set: finestra che coincide principalmente con la migrazione autunnale precoce caratterizzata dal passaggio dei migratori trans-sahaiani.
6. 21 set - 31 ott: fase caratterizzata sopratutto dal transito dei migratori a corto raggio e dall'inizio dello svernamento.."

* PRISCO: Progetto di Inanellamento Sforzo Costante

 Anche in questa pubblicazione, in collaborazione con la stessa Lipu possiamo vedere come viene indicato l'arco temporale dello svernamento ben oltre il 31 gennaio data in cui tutto il mondo venatorio riconosce una chiusura della caccia accettabile con le esigenze del mondo animale.
 C'è un'altra pubblicazione estremamente interessante le cui conclusioni riservano un piccolo colpo di scena.

Osservazioni sul flusso migratorio del Tordo Bottaccio e del Fringuello, studio condotto da PAOLO CASANOVA, Docente di Gestione faunistica presso il Dipartimento di Scienze e Tecnologie Ambientali Forestali dell'Università di Firenze, ANNA MEMOLI,  Dottore di ricerca presso il Dipartimento di Scienze e Tecnologie Ambientali Forestali dell'Università di Firenze, LORENZO PINI, Dottorando di ricerca presso il Dipartimento di Ingegneria Agraria e Forestale dell'Università di Firenze.

Nella premessa del libro in oggetto c'è una frase a nostro avviso estremamente importante: ." Un altro importante elemento da considerare è l'estrema variabilità nella fenologia della migrazione che caratterizza individui della stessa specie, ma appartenenti a popolazioni diverse." , una passaggio fondamentale che indica quanto una presenza locale non può essere il metro di giudizio universale per valutare la fenologia di una specie.
Le conclusioni sono quanto mai lapidarie nei confronti di chi ha affermato in passato l'esatto contrario:

" La metodologia dell'avvistamento, utilizzata per oltre un decennio di indagini consente di conoscere i dati sul flusso giornaliero delle popolazioni studiate evidenziandone la dinamica. Per avere dati più precisi e dettagliati sarebbe auspicabile utilizzare un maggior numero di osservatori. Pertanto, ogni Amministrazione provinciale, o meglio ogni A.T.C., dovrebbe disporre di una rete di rilevamento proporzionale alla propria superficie. Il programma di monitoraggio potrebbe venire ulteriormente potenziato dal coinvolgimento attivo dei cacciatori, in modo da conoscere anche il numero dei capi abbattuti: è inutile individuare un limite di prelievo per specie e per popolazione quando poi non è possibile conoscere se e quando tale limite viene raggiunto (SPAGNESI, SPINA, TOSO, 1988). I vantaggi che ne deriverebbero sono di duplice natura: da un lato favorirebbero le conoscenze sullo stato di conservazione delle popolazioni oggetto di caccia, dall'altro rafforzerebbero nel mondo venatorio la consapevolezza di dover effettuare forme di prelievo nel rispetto delle esigenze della conservazione biologica.

Come possiamo leggere in questi 3 documenti prodotti in Italia da menti italiane non c'è alcun dato che mostra come sia auspicabile la riduzione dell'arco temporale di caccia nei confronti dei Tordi Bottacci o Sasselli o Cesene che siano. Anzi, tenuto conto anche delle conclusioni degli studi sopra menzionati, si dovrebbe considerare addirittura possibile ragionare su un ulteriore allungamento della caccia ai turdidi alla prima decade di Febbraio, fermo restando che la data del 31 Gennaio appare come quella più politically correct.

Sicuramente attraverso queste pubblicazioni si evince la chiara necessità di adeguare i relativi KC italiani a date più consone e giuste al mondo venatorio italiano alla luce dei dati dei cugini Francesi e all'avallo dei numerosi studi già condotti da esperti italiani. In nessuna pubblicazione, ad eccezione dell'ultima new entry ISPRA, troviamo date antecedenti al 31 Gennaio, per cui è legittimo il sospetto   che questo studio (condotto oltretutto a livello regionale) sia viziato di fondo da un manifesto preconcetto nei confronti dell'attività venatoria.

Alessandro Cannas Arcicaccia
Luca Stincardini ANLC

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21 commenti finora...

Re: Vai avanti tu che mi vien da ridere

NON SONO D ACCORDO SULLE RIPARTENZE DEI TORDI PRATICO LA CACCIA AI TORDI IN VIA ESCLUSIVA ABITO IN CALABRIA SULLO IONIO E DA NOI I TORDI VANNO VIA DAL 20 MARZO IN POI VE LO ASSICURO 26 04 2011

da ALBINO 74  25/04/2011

Re: Vai avanti tu che mi vien da ridere

ciao ragazzi sono nuovo del forum volevo sapere ma e presto vedere gia qualche tortora nei posti dove frequenta io mi trovo in campania precisamente zona di salerno

da tonix  12/04/2011

Re: Vai avanti tu che mi vien da ridere

UN SALUTO A TUTTI.
SI PUO FARE UN DISCORSO SERIO, SULLA TORTORA AFRICANA ?
PER CACCIARLA DA NOI IN ITALIA, NEI MESI IN CUI CI ONORA DELLA SUA PRESENZA.
LA BRAMBILLA A PARTE, E AL SUO TURISMO IN PERICOLO.

da PAOLO T FANO PU  11/04/2011

Re: Vai avanti tu che mi vien da ridere

Da circa 40 anni seguo le migrazioni, sia autunnali che primaverili, degli uccelli che erano catturabili in Friuli. Dati confortati da circa 20-30 osservatori distribuiti in tutto il Friuli.
Per quanto rigurda il Tordo bottaccio il passo avviene da metà settembre e metà ottobre. Raramente si hanno transiti a fine ottobre, solo presenze di soggetti stazionari che possono fermarsi fino a metà novembre, poi se ne vanno. Il ripasso avviene mediamente da i primi di marzo a oltre la metà di aprile. Per il Tordo bottaccio, in Friuli il periodo del ripasso è più lungo di quello del passo, checchè ne dica l'ISPRA (ex INFS).

da Malisan Giordano, Provincia di Udine, Friuli  09/04/2011

Re: Vai avanti tu che mi vien da ridere

Complimenti a tutti e due. Un bel documento che spero spinga le Associazioni, Tutte, a collaborare di più tra loro per il bene comune, la caccia.
Questa iniziativa dimostra, come per la politica, che il nostro paese ha bisogno di un rinnovamento di tutta la classe dirigente facendo largo ai Giovani

da Johnny  08/04/2011

Re: Vai avanti tu che mi vien da ridere

ciao vi rispondo subito in due righe.
Sono contentissimo se ciò e fatto per passione bravissimi, ma se non centra nulla l'associazione venatorie firmate solo con nome e cognome tanto delle associazioni venatorie non ci crede nessuno le diamo i nostri soldi per far finta di far qualcosa, ma ci sta pure questo basti che si vada a caccia

da massimo  07/04/2011

Re: Vai avanti tu che mi vien da ridere

certo certo... l'importante per voi è sparare, sparare il più possibile...

da raioc  06/04/2011

Re: Vai avanti tu che mi vien da ridere

Ormai, essendo di fatto tutto vietato sul prelievo all'avifauna migratoria, si torna al vecchio proverbio: " gli uccelli si prendono quando passano". Gli uccelli migratori che già i vecchi latini avevano classificato come: "res nullius" ovvero appartenenti a chi li cattura. A questo ha portato la legge 157/92.

da coiar  06/04/2011

Re: Vai avanti tu che mi vien da ridere

X Adamo...Non e' cosi semplice da modificare,la situazione attuale dei kc.
Questa riflessione deve indurvi a compredere del perche' oggi siamo arrivati a questo,dovete chiedervi del perche' le nostre associazioni non hanno mai investito nella ricerca, come hanno fatto i Francesi,che hanno stazioni bio-acustiche,e sistemi di rilevazione con i radar e riescono anche di notte a censire l'avifauna migratoria. Dovete chiedervi del perche' tutti questa omerta' sui kc dal 2002,dovete chiedervi se oggi e' realmente necessaria una aggregazione associativa,visto il prodotto finale odierno.E tanti altri perche'..............................................................

da Alessandro Cannas  06/04/2011

Re: Vai avanti tu che mi vien da ridere

x Luca Stincardini...Io sono daccordo con il vostro documento,e con tutti gli amici cacciatori,ed è sicuramente un ottimo ducumento che prova la realtà dei fatti,non le st......e che dice l'ispra.Pero quando vi decidete,con i grandi capi e tutte le associazioni,a fare una manovra di massa e portare in europarlamento queste prove e testimonianze,e,a costringere per ovvi motivi la corte europea a riformulare i KC Italiani??ci vorra tempo??per quanti anni ancora andremo a caccia in queste modalita??per quanto tempo ancora saremo presi in giro??Caro Luca finche queste cose le scrivete su giornali e blog di settore,non avranno mai nessun valore.Ed è davvero un peccato perchè documenti come questi vanno presentati da per tutto!Alle fiere,alle manifestazioni,alle riunioni parlamentari DA PER TUTTO!a dimostranza di cio che noi tutti cacciatori diciamo da una vita.A quel punto forse otteniamo davvero qualcosa.Finche questi documenti non arriveranno al parlamento europeo,non avremo niente,o a limite dobbiamo sudarci qualche giorno di deroga anche per i tordi.

da ar cacciatore  06/04/2011

Re: Vai avanti tu che mi vien da ridere

Scusate ma devo aggiungero un'altro commento, il problema tordo con la sua bassa presenza, di questo vi dovreste occupare!!!, ma è una cosa impossibile, poichè la causa è stata l'urbanizzazione, lo scomparire delle macchie etc etc . Poi i periodi inventateveli pure voi dell'ispra, tanto qui in Italia è tutta na barzelletta.

da Adamo  06/04/2011

Re: Vai avanti tu che mi vien da ridere

Scusate, qui i periodi di passo li conosciamo bene tutti, e i periodi di ripasso compresi quelli di accoppiamento altrettanto, quindi questi documenti andrebbero mandati direttamente all'ispra o nel momento giusto a chi gestisce i calendari venatori insieme all'ispra, nel gargano da anni i tordi le beccacce i colombacci arrivano ad ottobre per lo svernamento e vanno via a fine marzo per andare a nidificare altrove, LO SA IL MONDO INTERO E LO SANNO TUTTI, a questi dell'ispra non ci vogliono documenti poichè loro stessi li conoscono meglio di noi, ma 4 calci nel . . . . E SEMPRE VIVA LA CACCIA.

da Adamo  06/04/2011

Re: Vai avanti tu che mi vien da ridere

faccio i complimenti x l'ottima trasposizione e preparazione tecnica e sono della vostra idea. Ma non credo che siano stati i dati forniti o recepiti male a determinare i KC.Purtroppo mi trovo sempre più convinto che siamo sempre noi cacciatori (i Presidenti prendono atto delle richieste)a farci del male.Quindi chiedo una piccola riflessione e conferma sul fatto che il rilascio di selvaggina stanziale sia una delle cause a cui addebitare il "taroccamento" dei KC stessi.

da fabio  05/04/2011

Re: Vai avanti tu che mi vien da ridere

Ciao Vito, mi fà molto piacere rivederti. Hai visto? senza accordarci abbiamo quasi scritto le stesse cose. Ma che cavolo di studi fanno..ma non ci vanno in campagna questi soloni? Quanta ignoranza!
Salutoni carissimi

da Carlo  05/04/2011

Re: Vai avanti tu che mi vien da ridere

Complimenti a questi due ragazzi se non altro per l'impegno con cui è stato redatto questo articolo che dimostra quanto grande sia il loro amore per la caccia. Io che ho qualche anno di più e proprio per questo molta più memoria posso solo testimoniare che quì da me (litorale nord di Roma) quando ancora era permessa la caccia primaverile alle quaglie e tortore (dal 1 aprile alla seconda domenica di maggio) era frequente incontrare piccole bollate di tordi in pineta entro la prima decade del mese di aprile. Personalmente ,era il 1968 (14 aprile) sono date che non si dimenticano, nell'andare a recuperare una tortora alzai una beccaccia. Allora mi chiedo, se ancora in quei periodi questi animali sono presenti sul nostro territorio e parlo del centro Italia, come si fà a parlare di periodi prenuziali e altre baggianate del genere a gennaio tanto da indurre qualcuno a chiedere una contrazione dei periodi di caccia?

da Carlo  05/04/2011

Re: Vai avanti tu che mi vien da ridere

carissimi amici concordo con voi, i tordi giù in sicilia iniziano il loro ritorno nei mesi di febbraio - marzo, qualcuno anche nei mesi di aprile, il problema purtroppo non riguarda solamente la specie tordo, ma quasi tutte le specie, che dire della beccaccia che la danno di ritorno già nei primi giorni di gennaio, proponendo la chiusura al 31/12, quando ancora grossi contingenti devono raggiungere la sicilia?, la realtà è che ormai questi studi che ha condotto l'ispra sono diventate regole e secondo la mia esperienza e convinzione sarà molto difficile da ribaltare.
un saluto e comunque non mollare mai.

da vito 67  05/04/2011

Re: Vai avanti tu che mi vien da ridere

Scusa Luca, (mi è permesso darti del tu?) forse stavamo scrivendo nello stesso momento la risposta a Massimo. Ottimo lavoro Grazie.

da Nato cacciatore  05/04/2011

Re: Vai avanti tu che mi vien da ridere

Caro Massimo, non perché Alessandro abbia bisogno di difese, (Per inciso, non sono arcicaccia) ma non è appunto arcicaccia ad aver fatto il lavoro, semplicemente lui e Luca Stincardini, non pensi che abbiano messo le loro AA.VV. di appartenenza, le quali solitamente non vanno a braccetto, anzi!! per magari dare un segnale? E che cioè, quando si ha un intento comune per difendere i propri interessi è più facile andare d'accordo? E forse la politica in questo caso specifico non centra niente?
Ciao, sempre forza e viva la caccia

da Nato cacciatore  05/04/2011

Re: Vai avanti tu che mi vien da ridere

Egr. Massimo capisco bene le sue perplessità che ora mi auguro eliminerò:
1) Non è assolutamente un comunicato di tipo politico, anche perchè non mi risultino scadenze elettorali nell'imminente
2) Il sottoscritto e Alessandro Cannas sono 2 amici dal lontano '99 che oltre ad andare a caccia insieme si confrontano sulla politica venatoria
3) L'articolo è stato il frutto della nostra sinergia, di due semplici cacciatori-attivisti nelle rispettive AA.VV. che dimostra tra le altre cose quanto e come sia possibile collaborare e produrre documenti interessanti nonostante posizione a volte molto distanti.
Spero di aver chiarito tutti i suoi dubbi, in caso contrario me lo scriva che proverò a spiegarlo in maniera più esaustiva

Saluti, Luca Stincardini

da Luca Stincardini  05/04/2011

Re: Vai avanti tu che mi vien da ridere

Ma!!!!!!!!! Io sono un po scettico su questo articolo, non ostante debba dare ragione in quanto da noi in sardegna l'afflusso più grosso di migratori e proprio in febbraio , ma mi sono convinto anche di un altra cosa che in periodo di elezioni saltano fuori gli articoli !!!!!! :(( non mi convince questo articolo sopra tutto perché scritto da arcicaccia mi auguro di cuore che ciò che è stato scritto sia fatto in favore dell'attività Venatoria e non una trappola POLITICA ( COME L'ULTIMA)
Un saluto a tutti e sempre forza caccia

da massimo  05/04/2011

Re: Vai avanti tu che mi vien da ridere

Bravi ragazzi è venuto un bel lavoretto, alla prossima puntata…..
E sopratutto bell’esempio di come dovrebbero collaborare le nostre ass. per il bene comune invece di farsi la guerra.
Un saluto.

da EMY 74  05/04/2011
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