Logo Bighunter
  HomeCacciaCaniFuciliNatura
Editoriale | Blog | Eventi | Meteo | I Video | Sondaggi | Quiz | Le Leggi | Parlano di noi | Amici di Big Hunter | Amiche Di Big Hunter | Solo su Big Hunter | Tutte le news per settimana | Contatti | BigHunter Giovani | Sondaggio Cacciatori |
 Cerca
Archivio
<dicembre 2022>
lunmarmergiovensabdom
2829301234
567891011
12131415161718
19202122232425
2627282930311
2345678
Mensile
dicembre 2022
novembre 2022
ottobre 2022
settembre 2022
agosto 2022
luglio 2022
giugno 2022
maggio 2022
aprile 2022
marzo 2022
febbraio 2022
gennaio 2022
dicembre 2021
novembre 2021
ottobre 2021
settembre 2021
agosto 2021
luglio 2021
giugno 2021
maggio 2021
aprile 2021
marzo 2021
febbraio 2021
gennaio 2021
dicembre 2020
novembre 2020
ottobre 2020
settembre 2020
agosto 2020
luglio 2020
giugno 2020
maggio 2020
aprile 2020
marzo 2020
febbraio 2020
gennaio 2020
dicembre 2019
novembre 2019
ottobre 2019
settembre 2019
agosto 2019
luglio 2019
giugno 2019
maggio 2019
aprile 2019
marzo 2019
febbraio 2019
gennaio 2019
dicembre 2018
novembre 2018
ottobre 2018
settembre 2018
agosto 2018
luglio 2018
giugno 2018
maggio 2018
aprile 2018
marzo 2018
febbraio 2018
gennaio 2018
dicembre 2017
novembre 2017
ottobre 2017
settembre 2017
agosto 2017
luglio 2017
giugno 2017
maggio 2017
aprile 2017
marzo 2017
febbraio 2017
gennaio 2017
dicembre 2016
novembre 2016
ottobre 2016
settembre 2016
agosto 2016
luglio 2016
giugno 2016
maggio 2016
aprile 2016
marzo 2016
febbraio 2016
gennaio 2016
dicembre 2015
novembre 2015
ottobre 2015
settembre 2015
agosto 2015
luglio 2015
giugno 2015
maggio 2015
aprile 2015
marzo 2015
febbraio 2015
gennaio 2015
dicembre 2014
novembre 2014
ottobre 2014
settembre 2014
agosto 2014
luglio 2014
giugno 2014
maggio 2014
aprile 2014
marzo 2014
febbraio 2014
gennaio 2014
dicembre 2013
novembre 2013
ottobre 2013
settembre 2013
agosto 2013
luglio 2013
giugno 2013
maggio 2013
aprile 2013
marzo 2013
febbraio 2013
gennaio 2013
dicembre 2012
novembre 2012
ottobre 2012
settembre 2012
agosto 2012
luglio 2012
giugno 2012
maggio 2012
aprile 2012
marzo 2012
febbraio 2012
gennaio 2012
dicembre 2011
novembre 2011
ottobre 2011
settembre 2011
agosto 2011
luglio 2011
giugno 2011
maggio 2011
aprile 2011
marzo 2011
febbraio 2011
gennaio 2011
dicembre 2010
novembre 2010
ottobre 2010
settembre 2010
agosto 2010
luglio 2010
giugno 2010
maggio 2010
aprile 2010
marzo 2010
febbraio 2010
gennaio 2010
dicembre 2009
novembre 2009
ottobre 2009
settembre 2009
agosto 2009
luglio 2009
giugno 2009
maggio 2009
aprile 2009
marzo 2009
febbraio 2009
gennaio 2009
dicembre 2008
novembre 2008
ottobre 2008
settembre 2008
agosto 2008
maggio 2008
aprile 2008
marzo 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
dicembre 2007
novembre 2007
ottobre 2007
settembre 2007
agosto 2007
luglio 2007
giugno 2007
nov4


04/11/2022 

1. Al solito in Italia con la scusa della gestione, anziché risolvere i problemi della fauna selvatica si "gioca" con gli animali. E chi paga è sempre il mondo rurale, mentre altri ci guadagnano grazie a fondi europei, che per studi e ricerche si trovano sempre. In Piemonte hanno catturato un ibrido di lupo, ma talmente ibrido che se non fosse per la necessità legale di avere la certezza di essere di fronte ad un ibrido, non era neppure il caso di fare un'analisi del dna. Eppure: catturato, sterilizzato, analizzato il dna, munito del solito radiocollare (non si capisce a che pro – salvo per i ricercatori, che certamente non gratuitamente, lo monitoreranno) e poi... LIBERATO! Ecco, così qualcuno pagherà i danni che prima della sua morte naturale (che potrebbe giungere tra non pochi anni) quell’ibrido sicuramente arrecherà ai pastori delle Alpi Cozie.  Se la legge protegge il lupo, non si capisce per quale ragione l'animale non si poteva, non dico sopprimere, ma almeno tenere in cattività (ci sono finanche lupi veri in cattività, e nessuno dice nulla: non ci poteva stare anche un ibrido?). Certo, tenendolo in cattività avrebbero dovuto mantenerlo a spese della pubblica autorità (magari sottraendo soldi ai Life degli studiosi); messo invece in libertà, pagherà qualche pastore di pecore, qualche cacciatore con i suoi cani, o qualche cittadino che possieda animali domestici in libertà. Ecco, questo è un altro esempio della sragionevolezza italiana e dell’imperversante nostra politica animalista!

2. L’AIW riceve, condivide e diffonde (il neretto tra parentesi è una precisazione dell’AIW): «L’ABOLIZIONE DELLA CACCIA SPORTIVA NON PROTEGGE GLI ANIMALI. Oltre centotrenta scienziati di tutto il mondo esprimono la loro preoccupazione per la deriva animalista di molti governi. «La caccia sportiva, soprattutto la caccia grossapraticata in Africa od in altri paesi in via di sviluppo è sotto pressione da parte delle associazioni animaliste e diversi paesi (Australia, Francia Olanda) hanno già emesso provvedimenti restrittivi sull'importazione dei trofei di caccia. Tali misure dovrebbero avere la finalità di favorire la conservazione della fauna, ma al contrario, esistono convincenti evidenze che l’abrogazione della caccia sportiva avrebbe conseguenze negative sulla fauna selvatica stessa. In Africa sono molti di più i territori naturali sottoposti a regime venatorio di quelli a parco nazionale e la fine di questa attività comporta il rischio di una trasformazione di queste aree selvagge (che se oggi producono economia mediante la caccia, rischiano di essere colonizzate a fini agricoli se cessa questa loro resa, e gli animali sterminati dal bracconaggio per fini economici) con una conseguente perdita di biodiversità. Certamente una caccia mal regolata mette in pericolo le popolazioni animali, ma la soluzione non è il divieto, ma una sua migliore regolazione e gestione. Molte esperienze hanno dimostrato che una attività venatoria ben regolata e basata su presupposti biologici ha effetti positivi per molte specie (rinoceronte, argali, big horn e molti ungulati africani). La caccia al trofeo è fonte di reddito per molte popolazioni rurali specie nelle aree troppo remote e selvagge per attirare altre forme di eco-turismo. Per questo l’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura  (IUCN) sostiene che una buona regolazione e gestione di questa attività ha effetti positivi sulla fauna. Gli scienziati che hanno sottoscritto la lettera pubblicata sulla prestigiosa rivista 𝙎𝙘𝙞𝙚𝙣𝙘𝙚 concludono che, sebbene molti ritengono la caccia al trofeo una attività ripugnante, le politiche di conservazione che non sono basate sulle evidenze scientifiche sono pericolose per la conservazione degli habitat e della biodiversità e rischiano di danneggiare e impoverire le comunità rurali.»

3. «La vittoria di Lula alle elezioni presidenziali brasiliane» rappresenta una svolta «cruciale per i popoli indigeni e le loro terre», ha scritto Survival International in un proprio comunicato. Come non condividerlo? Le sconfitte prima di Trump negli USA ed oggi di Bolsonaro in Brasile sono certamente una garanzie tanto per i popoli nativi quanto per la Wilderness. L’AIW non può che condividere e, facendolo, non vuole schierarsi politicamente, ma semplicemente prendere atto dei fatti. Ed i fatti in politica contano sempre più delle idee alla luce delle mistificazioni di cui gli uomini politici sono campioni in tutto il mondo. Per cui sono i fatti che vanno giudicati, non accontentarsi delle parole. Giustamente, così prosegue Survival International: «Ci auguriamo che si traduca in un’inversione di rotta, quanto mai necessaria, dopo 4 anni di attacchi devastanti e criminali. È una questione di vita o di morte per i popoli indigeni del paese; per i popoli incontattati, in particolare, potrebbe fare la differenza tra la sopravvivenza o la completa distruzione. Negli ultimi 4 anni, i popoli indigeni del Brasile hanno dovuto affrontare il peggior governo anti-indigeno dai tempi della dittatura militare. Lula ha promesso che ribalterà la situazione e che garantirà che i diritti indigeni siano rispettati e i loro territori demarcati e protetti, mettendo così fine alla guerra scatenata contro di essi dal governo Bolsonaro. Lula si è impegnato a intraprendere azioni concrete per contrastare i livelli di deforestazione senza precedenti e l’impennata di omicidi di indigeni e di attacchi alle loro comunità, causati delle politiche e delle azioni genocide e razziste del governo Bolsonaro, il cui fine ultimo era aprire i territori indigeni all’agrobusiness, al taglio del legno e alle attività minerarie. Accogliamo con favore gli impegni presi da Lula ma non ci aspettiamo una svolta immediata. La sua squadra dovrà ricorrere a volontà politica e risorse notevoli per rimediare ai danni profondi arrecati negli ultimi quattro anni alle istituzioni preposte alla tutela dei territori indigeni dagli invasori. Inoltre, molti politici anti-indigeni hanno ottenuto posizioni chiave al Congresso, pertanto Lula e la sua squadra dovranno confrontarsi con una feroce opposizione che ostacolerà qualsiasi sforzo di far rispettare la Costituzione e proteggere i territori indigeni per loro uso esclusivo. Nel frattempo, le forze politiche e i mercati mondiali che alimentano il genocidio dei popoli indigeni del Brasile continueranno, aggressivi come sempre.»  
 
 
 

Tags:

Tuo Nome:
Titolo:
Commento:


172.70.174.69
Aggiungi un commento  Annulla 

Cerca nel Blog
Lista dei Blog