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26/08/2022 7.46 

 
Nella Regione Toscana la caccia di selezione al cinghiale si può praticare quasi tutto l’anno, ma un conto è cacciare il Re della Macchia in inverno quando è molto elusivo, diffidente e scaltrissimo, perché perennemente stressato da mute di famelici cani dal primo di ottobre a fine gennaio, un altro è insidiarlo invece in estate mentre grufola tranquillo nelle stoppie di grano, di orzo o di biada. Detto ciò, è chiaro che, nel secondo caso, la caccia diventa “davvero selettiva”, nel senso che hai tutto il tempo di poter intervenire dove, quanto e quando vuoi, scegliendo di prelevare sempre il capo giusto. Ed io per capo giusto intendo i maschi solitari, quelli che fanno davvero i danni non solo alle culture in atto, ma anche alle strutture agricole e a volte persino agli animali domestici. Se poi sono grandi e grossi con ottimi trofei meglio ancora, ma credetemi, non è una scelta dettata  dalla sola eterna ambizione venatoria dell’abbattere sempre il selvatico maschio e portatore di trofeo. Vorrei ricordare che lo scopo principale della caccia di selezione è quello di cercare di mantenere in buona salute la specie, preservando le scrofe figliate e i giovani promettenti, compatibili con la sostenibilità del territorio.
 
 
 
Con il proliferare indiscriminato dei lupi è notevolmente aumentata anche l’aggressività dei grossi cinghiali, così eliminare pulitamente dei vecchi solenghi prima dell’apertura della caccia in battuta può contribuire addirittura a salvare qualche buon ausiliare magari troppo impetuoso. Poter andare a caccia all’aria aperta in completa solitudine e in piena libertà è per me il vero toccasana per tutti i mali. Assistere al sorgere del  sole avvolti dalla natura selvaggia, ridente e canora è una delle più belle sensazioni del mondo, praticamente la stessa che provai anche una meravigliosa mattina d’inizio luglio  quando ebbe la fortuna d’incontrare il vero Re della Maremma in tutta la sua possenza! Nelle zone che normalmente frequento si vedeva sempre meno movimento di cinghiali, non dico che non ce ne fossero, solo che ne percepivo una certa carenza, sia reale sia apparente. Il terreno, si sa, non mente mai e di tracce di presenza ne trovavo poche anche in zone notoriamente  ricchissime di selvaggina. Ma come ben sanno  gli amici che mi conoscono da tanti anni, ci vuole ben altro per farmi stare a casa. Secondo molti colleghi cacciatori il momento migliore per tentare di sorprendere un cinghiale all’aspetto è il tramonto, all’imbrunire, quando gli irsuti lasciano le loro lestre nel fitto della macchia per andare a mangiare girovagando per i campi aperti, ma dato che al mattino presto non ho quasi mai molti impegni, io preferisco uscire all’alba, col fresco. Quel memorabile mattino arrivai sul posto che era notte fonda e, dopo aver parcheggiato la macchina sotto una quercia secolare, silenzioso come può esserlo soltanto un vecchio veterano della caccia alla cerca, m’inoltrai in un immenso campo di stoppia d’orzo, camminando parallelo al limitare del bosco.
 
Non essendo proprio a vento “buonissimo”, volevo evitare d’inquinare troppo la zona con il mio odore; come raggiunsi  una gigantesca rotoballa di paglia dove poter appoggiare la mia Bergara Green Hunter calibro 308 Winchester decisi di fermarmi. La mia B 14 è  equipaggiata con un ottimo cannocchiale Delta Titanium 2,5 – 15 x 56 HD, con cartucce ricaricate con palla Nosler Ballistic Tip da 165 grani e con un bipiede tattico Harris medio snodato. Alle quattro e mezza ero in posizione e ben integrato con l’ambiente circostante, con una leggera brezza che mi colpiva di tre quarti e il sole che stava cominciando a rischiarare da est un grosso campo color giallo pallido, a ridosso di un divieto di caccia notoriamente ricchissimo di selvaggina. Il mio intento sarebbe stato quello di riuscire ad intercettare gli animali che volessero rientrare. Tanti anni fa nell’amata Maremma i vecchi cacciatori facevano la posta ai cinghiali che venivano a razziare i loro campi coltivati, appostati sopra ad una grossa quercia o ad un ulivo, oggi i tempi sono cambiati. La carabina di grosso calibro munita di ottica da mira molto luminosa ha preso il posto della doppietta a cani esterni, caricata a terzarole, e conseguentemente anche la strategia da adottare è diversa. Da dove mi trovavo, avevo un campo di tiro stupendo di 180°, avrei dovuto soltanto decidere dove orientare la mia attenzione, e quindi anche la carabina adagiata sul bipede  davanti, verso destra oppure verso sinistra. Ero molto ottimista perché, nonostante l’appostamento fosse più o meno improvvisato, grazie alla conformazione favorevole del terreno e all’appoggio offerto dall’altana maremmana, la rotoballa di paglia, avrei avuto un campo di tiro pressoché perfetto. Leggermente spostato sulla mia destra, si ergeva minacciosa la più alta collina di tutta zona e guardandola, non so perché, mi venne in mente la caccia al camoscio, la mia caccia preferita, nonostante io sia Maremmano Doc di nascita e di tradizione! Per un momento mi lasciai trasportare dalla  fantasia, immaginando come avrei dovuto organizzarmi per poter tirare ad un bel becco, semmai lo avessi visto comparire su quella cima, bellissimo, nero come il carbone, stagliato nitido contro il cielo terso e  luminoso. Solo che non eravamo sulle Alpi e la collina non era rocciosa, cosparsa di rododendri e di erba olina ma era calva  ed interamente ricoperta da una stoppia compatta e rinsecchita,  dove un camoscio sarebbe morto di caldo o d’inedia. Mi trovavo nell’entroterra capalbiese bruciato dall’arsura e sotto l’attacco di nugoli d’insetti molesti come tafani, zanzare e moscini, senza che avessi neanche il permesso di potermi lamentare, perché, come dice sempre mia moglie Nadia: “Mica te lo ha ordinato il dottore di andare a caccia tutti i santi giorni dell’anno!”. Come potrei dagli torto? Appena le condizioni mi permisero di poter mirare con buona precisione, accesi il dot del reticolo, mantenendo piuttosto bassa l’intensità dell’illuminazione, tolsi la sicura alla Bergara poi presi a binocolare con il Leica Geovid 8 x 42 HD tutta la zona che avevo davanti.
 
 
 
Sono quasi sicuro che se non mi fossi cosi fissato con quel monte, con la sua cima nostalgica  e con la caccia al camoscio che mi consigliava sublimemente di guardare più in alto che in basso, forse non mi sarei accorto (o magari l’avrei avvistato troppo tardi) che proprio sul crinale si stagliava nel cielo una grossa, quanto inconfondibile sagoma scusa. Ammazza quant’è grosso! Fu il mio primo pensiero. Imbracciai veloce il ruvido calcio sintetico della B 14 e presi a traguardare il cinghiale direttamente attraverso le lenti del cannocchiale. I cinghiali che si attardano in pastura più del previsto,  sono sempre piuttosto lesti durante le fasi di rientro. Non dico che arrivano di corsa come se fossero inseguiti da una muta famelica di cani, ma solo che tengono un’andatura piuttosto veloce.  Quel grosso verro invece era molto lento, come se procedesse al rallentatore, evidentemente era tranquillo, sazio e ignaro del pericolo incombente. Ben presto mi ritrovai dalla notte all’alba quasi senza accorgermene  ed allora tutto diventò frenetico per prepararmi al tiro. La distanza era sui duecento metri, che non  tanti ma neanche pochissimi considerando che l’animale era in leggero movimento. Poi, visto il dislivello che mi separava dal bersaglio, cercai di calcolare anche un minimo di angolo di sito, controllai che gli appoggi anteriore e posteriore fossero perfetti,  posizionai il reticolo sul grosso testone come a volergli dare anche un piccolo anticipo e quando mi sembrò che tutto fosse perfetto sfiorai il grilletto. Il tonfo della palla che colpiva qualcosa di solido mi arrivò distintissimo e immediatamente dopo il grosso cinghiale cominciò a ruzzolare in discesa, come avevo visto fare diverse volte proprio nella caccia al camoscio, quando i capi abbattuti precipitano rovinosamente verso valle. Fu una scena tanto insolita quanto spettacolare! Ricaricai veloce e rimasi in punteria ma quando quella enorme massa di carne, muscoli, setole (poche perché era in muta estiva!) e zanne finalmente si fermò, era completamente esanime. La potente, letale, efficientissima palla Nosler Ballistic Tip da165 grani doveva aver svolto un lavoro eccezionale, come sempre, confermando, semmai ce ne fosse stato bisogno, che il 308 Winchester è uno dei migliori calibri per la caccia a palla ai medio – grossi selvatici mai concepito.
 
 

 
 
 
A quel punto mi rilassai, perché ormai il danno, se cosi possiamo definirlo, era stato fatto. Perché, come dice il mio amico fraterno Luigi: “A sparare sono buoni tutti! E’ dal recupero e dalla preparazione della spoglia che si vede la passione, la tenacia e l’abilità del cacciatore!” Raccolsi il bossolo sparato, rimpiazzai la cartuccia sparata,  mi feci coraggio ed andai a vedere. Fu come camminare in un campo minato, sopra ad un letto di petardi, la stoppia scoppiettava sotto gli scarponi. Giunto a pochi metri dalla grossa sagoma immobile, vidi spiccare nitide due meravigliose difese scintillanti.  Era un solengo davvero enorme,  non seppi stimarne con precisione il peso, specialmente col manto estivo, ma come minimo centocinquanta chilogrammi doveva farli di sicuro. Quindi praticamente impossibile da smacchiare da solo, o forse neanche in due – tre persone. Per questo motivo occorre tenersi buoni gli amici che vivono in zona! Ne chiamai addirittura tre “Veri e Sinceri”, di quelli che non possono proprio dirti di no! In quattro  girammo e rigirammo il grosso solengo per controllare dove l’avevo colpito e il lavoro svolto dalla potente Nosler BT. Anche se una palla ad espansione controllata che colpisce tra testa e collo è sempre risolutiva, indipendentemente dal calibro utilizzato.  Quello che seguì fu gioia pura. scattammo diverse foto coi cellulari (qualcuna davvero molto simpatica!!!), perché un animale simile doveva essere immortalato come si deve,  poi procedemmo con il recupero che fu tutt’altro che facile.
 
Non so se le foto siano in grado di rendere giustizia all’imponenza del bellissimo animale o quanto sia potuto pesare realmente, perché non abbiamo avuto modo di poterlo verificare con precisione, avendolo eviscerato sul posto per facilitare il trasporto. Posso soltanto dirvi che per sollevarlo e appenderlo col mio vericello ci riuscimmo a stento e dovetti farmi prestare da un macellaio dei ganci molto robusti perché quelli che invece uso abitualmente li deformò tutti! Insomma, ancora una volta Mamma Maremma mi aveva fatto un bel dono, come sa fare soltanto Lei quanti ti comporti bene sul suo territorio, cacciando sempre con lealtà, passione e rispetto per le regole scritte e quelle  tramandate!
 
 
 
Marco  Benecchi
 
 


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13 commenti finora...

Re: CACCIA AL CINGHIALE Il mio “Camoscio” di 150 chili!

caro Wolf m hai ragione, noi infatti vogliamo premere il grilletto, anche sui lupi che sono oltre 20.000 in Italia , mettiamo anche 10.000 gatti inselvatichiti, i cani randagi altri 10,000 , gazze , corvi, gabbiani, cormorani , gru, fenicotteri tutte speci inutili da abbatere subito per ristabilre un poco di ordine nella BIODIVERSITA ...

da wolf and Dog and Cat and Bird and  01/09/2022 15.36

Re: CACCIA AL CINGHIALE Il mio “Camoscio” di 150 chili!

E i pappagalli chi li ha portati?? i cacciatori? le tartarughe marine che stanno devastando tutto le hanno immesse i cacciatori? ma domani mi faccio un bello spiedo di gazze e cornacchie al brace

da Lorenzo 4  31/08/2022 7.16

Re: CACCIA AL CINGHIALE Il mio “Camoscio” di 150 chili!

Se per questo lo studio afferma anche che i cinghiali valdostani hanno similitudini con quelli dell’Europa centro-occidentale. Che grande scoperta. Vi svelo un segreto: gli animali si muovono.

da Fauno  30/08/2022 17.45

Re: CACCIA AL CINGHIALE Il mio “Camoscio” di 150 chili!

Ahahahaahah che figura [email protected] l’animalaro

da AHAHAHAHAHAH  30/08/2022 14.54

Re: CACCIA AL CINGHIALE Il mio “Camoscio” di 150 chili!

Luckywolf sei più rinc0glionito di quello che pensavo. È ovvio che le popolazioni nord orientali sono più somiglianti geneticamente ai cinghiali dell’est europa. Dammi retta vacci tu a zappare la terra.

da Fauno  30/08/2022 14.53

Re: CACCIA AL CINGHIALE Il mio “Camoscio” di 150 chili!

Ehi Flagg e Fauno vogliamo parlare di Boiate? Riporto le VOSTRE stesse Fonti ISPRA-GREENREPORT:
" Le popolazioni di cinghiale italiano che abbiamo studiato, rappresentano solo una parte di esso. Le popolazioni dell’Italia nord-orientale, non incluse nel presente studio, hanno mostrato una composizione diversa da quelle che vivono nell'Italia centrale, rivelando maggiori somiglianze con le popolazioni dell’Europa orientale E’ quindi evidente che la popolazione italiana di cinghiale rappresenta un insieme fortemente eterogeneo di composizione genomiche differenti, determinato da una combinazione di fattori mediati dall’uomo quali reintroduzioni, traslocazioni, attività di ripopolamento con individui allevati (a volte ibridi)".... Siete ridicoli vi appellate a qualsiasi cosa pur di premere il grilletto.....andate a giocare con le pistole e fucili ad acqua...bamboccioni viziati....Tutti a zappare. Forzaaaa !!!!!

da LuckyWolf  30/08/2022 14.10

Re: CACCIA AL CINGHIALE Il mio “Camoscio” di 150 chili!

Quella dei cinghiali dell' est e' una boiata. La genetica del cinghiale italiano non e' stata inquinata. Dati pubblicati da ISPRA come gia' fatto notare qui in basso. E' chiaro che qualunque animale si comporti diversamente in presenza o assenza di pedatori. Per cui i cinighiali sono piu' aggressivi laddove ci sono lupi. Niente di nuovo sotto il sole, e' la legge della natura che gli ambinetalisti ignorano confondendola con i cartoni della Disney.....Sempre secondo ISPRA, il massimo numero di lupi che il territorio ATTUALE puo' sostenere era circa 2000 qualche anno fa, adesso pare ci abbiano ripensato per fare altri studi e ciucciare altri soldi ma la sostanza non potra' mai essere tanto diversa. @Luckywolf, l' unico ignorate sei tu.

da Flagg  30/08/2022 10.16

Re: CACCIA AL CINGHIALE Il mio “Camoscio” di 150 chili!

LuckyWolf ma ancora non hai letto il rapporto dell’ISPRA che dichiara che l’introduzione dei cinghiali est europei NON HA INTACCATO se non in minima parte IL PATRIMONIO GENETICO DEL CINGHIALE ITALIANO?? Le str0nzate le raccontate voi. Eppure è tanto facile informarsi, questo è il primo link che mostra il motore di ricerca: greenreport.it/news/aree-protette-e-biodiversita/le-differenze-tra-i-cinghiali-italiani-i-piu-autoctoni-sono-quelli-di-castelporziano-maremma-e-sardegna/

da Fauno  29/08/2022 19.22

Re: CACCIA AL CINGHIALE Il mio “Camoscio” di 150 chili!

Riporto testualmente ciò che è stato scritto da Marco Benecchi nell'Articolo di cui sopra: "Con il proliferare indiscriminato dei lupi è notevolmente aumentata anche l’aggressività dei grossi cinghiali".........
ma la smettiamo di scrivere assurdità???
I CINGHIALI in Italia, reintrodotti dall'uomo per decenni dai Paesi dell'Est Europa ( infatti sono GROSSI il doppio dei Cinghiali Italiani con i quali oramai sono tutti ibridati !!! ) SUPERANO ABBONDANTEMENTE I DUE MILIONI....
I LUPI non arrivano neanche a QUATTROMILA esemplari....
Fate ridere i POLLI e scommetto che neanche a loro sareste in grado di sparare.....
Andate a zappare la terra o scavateci una fossa e buttatevi dentro così sareste almeno utili come CONCIME......MASSA DI IGNORANTI.....

da LuckyWolf  29/08/2022 13.58

Re: CACCIA AL CINGHIALE Il mio “Camoscio” di 150 chili!

Riporto testualmente ciò che è stato scritto da Marco Benecchi nell'Articolo di cui sopra: "Con il proliferare indiscriminato dei lupi è notevolmente aumentata anche l’aggressività dei grossi cinghiali".........
ma la smettiamo di scrivere assurdità???
I CINGHIALI in Italia, reintrodotti dall'uomo per decenni dai Paesi dell'Est Europa ( infatti sono GROSSI il doppio dei Cinghiali Italiani con i quali oramai sono tutti ibridati !!! ) SUPERANO ABBONDANTEMENTE I DUE MILIONI....
I LUPI non arrivano neanche a QUATTROMILA esemplari....
Fate ridere i POLLI e scommetto che neanche a loro sareste in grado di sparare.....
Andate a zappare la terra o scavateci una fossa e buttatevi dentro così sareste almeno utili come CONCIME......MASSA DI IGNORANTI.....

da LuckyWolf  29/08/2022 13.57

Re: CACCIA AL CINGHIALE Il mio “Camoscio” di 150 chili!

Non lo conosco..
Magari potresti pensarci tu?
Grazie

da Marco B x Lorenzo  26/08/2022 15.02

Re: CACCIA AL CINGHIALE Il mio “Camoscio” di 150 chili!

a magliano da tony vito?

da Lorenzo  26/08/2022 13.02

Re: CACCIA AL CINGHIALE Il mio “Camoscio” di 150 chili!

Cari Amici e Colleghi,
E chi se lo sarebbe mai immaginato di dover fare questa fine....?
Mi trovo infatti costretto a fare un APPELLO a tutti Voi perchè possiate aiutarmi a
REPERIRE delle
PALLE NOSLER BALLISTIC TIP DA 165 GRANI CAL. 308
Ormai INTROVABILI da oltre un anni...
Mi rivolgo a chi "per caso" potrebbe riuscire a procurarmene qualche scatola
in qualche armeria , magari poco conosciuta e/o remota che tratta materiale da ricarica..
Io, non so più dove cercarle!
Grazie

NB in caso di successo nella ricerca Vi prego di contattarmi tramite la Redazione
Grazie
Marco

da Marco Benecchi x TUTTI gli amici del Blog  26/08/2022 10.23
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