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14/01/2020 10.32 

 
 
 
Ve l’ho mai raccontato come e quando ho abbattuto il mio primo cinghiale con la canna rigata? No? Allora credo proprio che dovrò raccontarvelo, anche perché, nonostante già possedessi una bellissima carabina semiautomatica Browning BAR modello Affut calibro 270 Winchester, il primo cinghiale che abbattei con una pallottola, anziché con la classica palla asciutta o, peggio ancora, con una cartuccia caricata a “terzarole” (molto in voga a quei tempi), lo presi con un Combinato Antonio Zoli modello SP calibro 12 - 8 x 57 JRS. Fu un’avventura indimenticabile, non solo per l’arma usata, ma anche per come fu vissuta. Allora ero appena un ventenne e di tempo da dedicare alla mia infinita passione ne avevo molto poco. Dopo essermi diplomato, senza neanche aspettare che finisse l’estate ero andato subito a lavorare quindi potevo permettermi di andare a caccia soltanto il sabato e la domenica, tempo e “tracciatura” permettendo, perché con la squadra di mio padre si partiva soltanto se gli animali erano stati tracciati, o come si dice dalle mie parti: “assestati” con certezza quasi matematica.
 
 

Era inverno inoltrato, non ricordo bene se dicembre o gennaio, quel che invece ricordo bene è che quell’anno di cinghiali ce n’erano molto pochi. Con la squadra non eravamo arrivati ad abbatterne neanche una trentina, ed io non ero riuscito a sparare ancora un colpo. Quanta importanza ha il fattore fortuna nella caccia al cinghiale? E’ determinante oppure contribuisce in modo molto modesto al buon esito di una battuta? Ci sono cacciatori che in una stagione tirano a molti cinghiali, mentre ce ne sono altri che in anni e anni non hanno mai avuto l’occasione di prenderne neanche uno; siamo proprio sicuri che questo dipenda esclusivamente dal fattore fortuna?

E’ innegabile che a caccia la buona sorte fa la sua piccola parte, ma sono fermamente convinto, come vedremo più avanti, che anche noi dovremmo sempre fare la nostra parte. Quello delle squadre di caccia al cinghiale è indubbiamente un mondo a parte. Parlare di vera e propria rivalità mi sembra un po’ eccessivo, ma credetemi se vi dico che tra le squadre di cinghialai difficilmente potrà mai esserci una genuina, disinteressata collaborazione. Ognuna “tirerà sempre l’acqua al proprio mulino”, tacitamente felice delle disavventure delle altre squadre e morbosamente invidiosa delle loro prodezze. Quell’anno invece successe un fatto insolito. La squadra di Vetralla chiese aiuto a quella di Civitavecchia, cosa mai accaduta prima. Il loro Capocaccia, di sicuro senza troppo entusiasmo, dovette ammettere che loro, essendo in pochi, non riuscivano quasi mai a fare dei buoni carnieri e quindi “per una volta sarebbero stati ben felici” di invitare una delle squadre confinanti perché da troppo tempo un grosso branco di cinghiali stava razziando indisturbato le loro colture agricole. Anche noi Civitavecchiesi non eravamo poi tantissimi, ma quella fredda mattina riuscimmo comunque a radunare un bel gruppetto di speranzosi cacciatori, con mio padre a rosicare perché era di turno al lavoro.
 
 

I tracciatori locali erano certi di aver individuato il branco rimesso in una macchia particolarmente vasta e di conseguenza difficile da battere con poche persone, ma quello sarebbe potuto essere un giorno memorabile se i due schieramenti fossero riusciti a collaborare bene insieme. Il cinghiale è un vagabondo, oggi si rimette in un bosco mentre domani in un altro, magari a svariati chilometri di distanza. La buona occasione andava sfruttata. Se fossimo riusciti a chiudere i selvatici in una zona ristretta, avremmo avuto buone possibilità di fare carniere. La macchia era molto grande ma il Capocaccia del luogo conosceva bene sia la zona sia il suo mestiere, così decise di sacrificare qualche posta per aumentare il numero dei battitori, visto che una posta avrebbe controllato si e no venti metri, mentre un bracchiere che grida e spara ne avrebbe coperti molti di più. Ci ritrovammo così con una trentina di poste e circa dieci battitori. Il massimo sarebbe stato quello di spingere gli animali verso le poste ben piazzate sia come vento sia come distanza. Il Capocaccia della squadra ospitante, per non far torto a nessuno, saggiamente decise di alternare gli uni con gli altri tra cacciatori residenti ed ospiti. Così io mi ritrovai di posta piazzato tra due persone che non avevo mai visto in vita mia. Cosa non certo tranquillizzante, stando agli insegnamenti di nonno e papà…Comunque, con i miei due nuovi amici ci sistemammo lungo un fosso all’interno della macchia alta che offriva un’ottima visibilità per il tiro. Ipotizzai che fossimo tutti dei veterani di quel genere di caccia, con io che a solo vent’anni ero senza dubbio quello con più “Cacciarelle” alle spalle.

Senza perder tempo con i soliti convenevoli, ci accordammo sui rispettivi angoli di tiro e ci mettemmo definitivamente in posizione. Il silenzio era assoluto; l’unico rumore che si sentiva in sottofondo era quello provocato dalle roncole (da noi chiamate marracci), con le quali qualcuno puliva le linee di tiro e al contempo si procurava qualche ramo da utilizzare come riparo. So per esperienza che il cinghiale non ha la vista molto acuta, ma percepisce velocemente i movimenti bruschi e le sagome inconsuete, di conseguenza è bene mimetizzare non il colore dei pantaloni, bensì la forma delle gambe. Suonò il corno, finalmente si cominciava. Eravamo troppo lontani dalla bracca per poterci godere le prime fasi della battuta perché i segugi vennero sciolti sull’altro versante del monte, quindi avremmo dovuto aver pazienza e stare comunque sempre attenti. Con me avevo il mio oggetto del desiderio di una vita: un bellissimo Combinato Antonio Zoli modello SP calibro 12 – 8 x 57 JRS. Un’arma che avevo comperato usata di recente, con i miei primi risparmi e che non vedevo l’ora di battezzare. Ancora oggi, a distanza di tantissimi anni, nutro ancora un profondo rispetto per quella categoria di armi, forse poco compresa nell’ambiente venatorio nazionale, ma specialmente per la caccia in battuta al cinghiale la ritengo, combinato o drilling che sia, sempre un’ottima scelta. A quei tempi utilizzavo le sole mire metalliche, anche se nello zaino avevo un cannocchiale 4 X 32 con attacchi ad incastro saldati a piede di porco pronto per ogni evenienza. Caricai l’arma con una palla asciutta Brenneke di fattura FN e con una Teilmantel RWS originale da 196 grani, poi controllai il terreno sotto ai miei piedi, pulendolo da foglie e rami secchi che avrebbero potuto far rumore durante i miei movimenti. In lontananza sentii i primi spari, segno inequivocabile che una canizza era in corso.
 
 

Col passare del tempo la fucileria si fece sempre più intensa (a volte mi emoziona più della canizza!!); evidentemente i bracchieri stavano facendo bene il loro lavoro. I cani invece non si sentivano ancora, erano troppo lontani, ma potevo tranquillamente immaginare l’intensità della bracca. Tolsi la sicura e aguzzai l’udito, con la speranza di riuscire a captare qualche rumore, perché non è affatto raro che qualche cinghiale anticipi di molto la muta. Spesso e volentieri ci si concentra troppo sulla braccata trascurando quel che accade vicino alla nostra posta, è bene stare sempre all’erta per non farsi trovare impreparati. Ed ecco finalmente i primi latrati. L’adrenalina a quel punto stava rompendo gli argini e ad ogni secondo che passava la canizza si faceva sempre più intensa. Ad aumentare la tensione ci si misero anche i bracchieri gridando: “Attenti alle poste!”. Eravamo al clou della battuta ed io, nonostante il freddo, avevo le mani sudate ma ero pronto e concentratissimo, con l’udito e la vista accentuati al massimo.

Finalmente nel sottobosco percepii un grosso animale in avvicinamento. Ne riconobbi la caratteristica andatura ed anche una delle sue brevi soste. Portai subito il combinato alla spalla puntandolo in quella direzione ed ecco che apparve un magnifico cinghiale. Doveva aver avvertito il pericolo perché nell’attimo stesso in cui lo misi sotto mira, questi si bloccò per fiutare l’aria. Era a circa di venti–trenta metri da me, ma stava proprio davanti al vicino di posta che avevo alla mia destra. Istintivamente gli allineai tacca e mirino sull’attaccatura del collo ma aspettai prima di stringere il grilletto anteriore, quello che comanda la canna rigata. Con il cinghiale fermo sotto mira lanciai un’occhiata al vicino di posta e vidi che era totalmente ignaro della sua presenza, tanto che aveva ancora il fucile in spalla con la cinghia e, mentre io lo spiavo, si concesse anche il lusso di accendersi una sigaretta.

Tra i mille e più insegnamenti che ho ricevuto in tutta la vita sul comportamento da tenersi quando si è alla posta, dopo quelli relativi alla sicurezza il primo è: “Non rubare MAI il tiro ad un compagno di posta”. Io me l’ero ripetuto molte volte come un mantra, ma starmene fermo in quel momento era un tormento fisico, così aspettai ancora qualche secondo poi sparai. Il verro crollò sulle zampe anteriori letteralmente fulminato dalla potente pallottola ben piazzata. Non potete immaginare la reazione del mio vicino di posta. Buttò la sigaretta, nella frenesia di prendere il fucile quasi gli cadde dalle mani, addirittura s’impigliò con la cinghia. Poi, incurante che la battuta fosse ancora in corso, cominciò a gridare: “Che è stato? Ch’è successo? T’è partito un colpo?”. “Sta zitto e guarda cosa c’è appena dietro quelle quattro ginestre che hai davanti” gli risposi. Fu come dirgli che aveva un male incurabile...
 
 

In quel momento non seppi se essere più felice per me che in pena per lui. Ma non c’erano scusanti, se l’era cercata. La caccia al cinghiale in battuta è una cosa seria e deve essere praticata da persone serie con passione e impegno. Solo a chi la pratica superficialmente gli possono capitare episodi simili. E quando accadono non devono prendersela con nessuno se non con loro stessi. Nel frattempo arrivarono i cani che, dopo aver fatto un piccolo stop alla vista del cinghiale morto, ripresero la caccia con rinnovato vigore. Dai latrati e dagli spari capii che era stato trovato il branco. Sicuramente molti colpi dovevano essere andati a segno, altri no, specialmente quando dopo sentivi in lontananza il Capocaccia gridare di tentare di fermare almeno i cani per non perderli. Poi, pian piano, il cuore ricominciò a battere, il sangue ricominciò a scorrere e mi venne quasi da chiedermi: “Ma sono stato proprio io? E’ stato tutto reale?” Il primo pensiero andò a mio padre e alla faccia che avrebbe fatto quando gli avrei raccontato come s’era svolta tutta l’azione. Desideravo ardentemente vedere quel verro da vicino e verificare l’effetto del colpo, ma nessuno poteva muoversi. Il resto della giornata non ci riserbo altre sorprese e quando “Radio Macchia” ci comunicò che la battuta era finita, partii come un razzo per andare a vedere il cinghiale da vicino. Era veramente un bell’animale maschio, un vero maremmano puro, col corpo corto, la testa grande e tutte le setole brinate. Lo stimai sui settanta chili con un trofeo molto modesto. La palla era entrata nel collo, fuoriuscendo dalla parte opposta. Inutile dire che ero felice oltre ogni immaginazione. Quel giorno non lo dimenticai più, ovviamente perché avevo abbattuto il mio primo cinghiale con una munizione a pallottola, poi perché dalla bella coalizione tra le due squadre avevamo abbattuto dodici bei cinghiali. Un vero record per quei tempi. Da quel giorno abbandonai quasi totalmente il semiautomatico liscio a favore della canna rigata per la caccia al cinghiale in battuta, alternando il Combinato con la Browning BAR secondo esigenza e non me ne sono mai pentito. Quanto tempo è passato da allora……


Marco Benecchi

 


 
 
 

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15 commenti finora...

Re: La mia prima volta

E proprio ccossi'

da Lucio 48  28/01/2020 1.55

Re: La mia prima volta

Quando si e' giovani si va a caccia con tutto quello che si ha disponibile al momento ,avevamo pochi soldi allora ,ma oggi chi si sognerebbe di andare alla posta con un fucile simile. Io pensa che sparavo con un franchi soprapposto acciaio ottimo per carita' ma scatti di mrrrda e imprecisissimo per il tiro a palla ma i primi cinghiali li ho seccati con quel fucile ,oggi nemmeno morto mi sognerei di andare a cinghiali con un soprapposto franchi primi anni 80 . finito nel cesso .

da Fagiano 2  27/01/2020 18.03

Re: La mia prima volta

Zoli? E che ci fai.

da huhu  25/01/2020 21.32

Re: La mia prima volta

simpatico racconto! Il vecchio combinato Zoli un sogno ed un mito! Ottimo rapporto qualità/prezzo, apprezzato anche all'estero, specie sul difficile mercato Mitteleuropeo.
scommetto che l'ottica era un onestissimo Karl Kaps, come nel mio!

da vecchio cedro  24/01/2020 19.58

Re: La mia prima volta

Le cartucce non valgono piu' una mazza son le polveri anche che non sono piu' le stesse.

da Franco  19/01/2020 23.03

Re: La mia prima volta

Ti allego un articolo che ho scritto sule Extreme Point..
Poi decidi tu...
E' CHIARO che non sono adatte per i tiri nel fitto....
Né per capi veramente grossi e robusti......
Devi volermi bene x la mia sincerità....
Buona
M

La NUOVA MUNIZIONE WINCHESTER EXTREME POINT

Quest’anno la Winchester compie centocinquanta anni e per una volta, invece di dedicare all’Evento un’arma, magari uno splendido Lever Action modello 94 Commemorativo, ha deciso di puntare sulla sua già leggendaria linea di Munizioni. Anche se potrebbe sembrare che tutto sia stato già stato inventato e che il futuro non possa più riservarci niente di nuovo, la Winchester, leadership indiscussa nel settore dell’Industria armigera mondiale dasempre impegnata nella progettazione e nella fabbricazione di prodotti d’alta qualità, è riuscita a sbalordirci ancora ideando una nuova palla da caccia con delle caratteristiche veramente innovative. Già nei primissimi anni dell’800 gli inglesi avevano capito che maggiore era la superfice d’impatto di un proiettile, maggiore era il suo potere d’arresto. I boeri sudafricani andavano a caccia utilizzando degli Enfield 303 e dei Mauser 7 x 57 caricati con delle munizioni militari, modificate capovolgendo semplicemente la palla. In questo modo il proiettile colpiva il bersaglio con la parte posteriore del corpo invece di quella anteriore e provocava degli effetti molto più invalidanti. Oggi i tecnici della Winchester - BWMI, grazie ai loro stabilimenti ultramoderni e tecnologicamente all’avanguardia e dopo intensi studi e collaudi, hanno visto confermato che, con l’aumentare della superfice d’impatto di un proiettile, aumenta notevolmente anche il suo potere lesivo, specialmente contro i selvatici di media mole a pelle spessa. D’altro canto una palla con un’ogiva piatta non possiede né un alto coefficiente balistico né una buona precisione, così si è deciso di dotare il nuovo proiettile di una punta in polimero (come quelle comune in molte altre palle di concezione simile), ma di dimensioni molto maggiori alla media, denominandola Bigger Tip. Queste nuove palle hanno preso il nome di EXTREME POINT e sono quanto di meglio possa oggi offrire il mercato al moderno cacciatore, in particolare ai cinghialai italiani sempre alla ricerca di munizioni valide da usare in battuta camerate in armi semiautomatiche. Non a caso, la EP viene offerta nei calibri più utilizzati per questo genere di caccia, che vanno dal 243 al 300 WM. La palla Extreme Point, grazie al diametro d’impatto più ampio, provoca un traumatismo più grande, un trasferimento di energia più importante e allo stesso tempo la palla raggiunge una velocità più elevata con una relativa maggiore energia. L’Extreme Point genera un’espansione superiore del profilo frontale di circa il 48% rispetto a una normale palla Soft Point e mantiene una maggiore velocità sulla lunga distanza, grazie al suo eccellente profilo aerodinamico e all’ottimo Coefficiente Balistico. Sparando contro dei blocchi di gelatina balistica si è riscontrato che una palla Extreme Point calibro 30.06 da 150 grani, oltre a possedere la stessa energia generata di una palla tradizionale Soft Point da 180gr, con il maggior diametro generato all’impatto aumenta notevolmente il traumatismo e il trasferimento di energia. Concettualmente questa nuova palla è di struttura molto semplice. E’ stata volutamente progettata con l’intento di mantenere bassi i costi di produzione non avvalendosi della tecnologia Bonded che è molto più costosa, e puntando invece sull’abile connubio mantello – nucleo in lega speciale di piombo a ritenzione meccanica, con profilo conico a spessore progressivo e mantenendo la classica foggia semi-hollow point, caratteristica di tutte le moderne palle a rapida espansione. La Winchester ha sempre adottato il criterio vincente, che ancora oggi è alla base del suo successo, quello di progettare anche le macchine e le attrezzature necessarie alle proprie esigenze di produzione. Questa scelta ha consentito di poter disporre d’impianti tecnologicamente all'avanguardia e in sintonia con le esigenze della propria configurazione produttiva. Nel corso della sua attività il Colosso Statunitense ha prodotto una gamma impressionante di munizioni per armi portatili, in grado di soddisfare le esigenze sia dei possessori di fucili a canna liscia e di quelli a canna rigata e sia di quelli di arma corta. Come tutti i prodotti Winchester, anche la nuova linea di munizioni Extreme Point è stata certificata a norma ISO 900 ed è in grado di rispondere perfettamente alle esigenze dei cacciatori di tutto il mondo, grazie alle continue procedure di miglioramento, di rigorosi test interni di precisione, di funzionalità, durabilità e affidabilità. Palle come le Accubond CT®, Ballistic Silvertip®, Razor Back XT®, Full Metal Jacket, Power-Core, Varmint X®, Power-Max®, Power-Point®, Jacketed Hollow Point hanno saputo svolgere sempre al meglio i vari compiti che di volta in volta gli sono stati assegnati. Dal 1866 ad oggi sono trascorsi ben 150 anni e la capacità creativa che contraddistingue uno dei Marchi simbolo del mondo delle armi, e oserei dire di una Nazione intera, non è mai venuta meno alle nostre aspettative. Nel corso di questo secolo e mezzo il seme piantato dal grande genio Oliver Winchester non ha mai smesso di germogliare e di crescere. Cosa ci riserverà la Winchester per il futuro nessuno può saperlo, quel che è certo è che per il momento, sfogliando i suoi ricchi cataloghi sia cartacei sia online, possiamo trovare veramente la risposta a tutte le nostre esigenze.

Marco Benecchi





LE DATE IMPORTATI NELLA STORIA DELLA WINCHESTER
• 22/05/1866: Oliver Winchester fonda la Winchester Repeating Arms Company con lo scopo di fabbricare armi e munizioni di qualità superiore
• 1866: Presentazione della nuova Carabina a leva con la carcassa in ottone levigato denominata Yellow Boy. Prima Arma a portare il famoso nome Winchester
• 1873: Nasce la carabina a leva Modello 1873 in calibro 44-40 WCF. Meglio conosciuta come “l’arma che ha conquistato l’Ovest”, prodotta in 700.000 esemplari
• 1883: Nasce l’arma con caricatore modello 1883 Winchester Hotchkiss Third Model, la prima carabina ad otturatore Winchester. T.G. Bennett della Winchester acquisisce i diritti di fabbricazione di una nuova carabina da tiro progettata da J.M. Browning
• 1885: Nasce la carabina Winchester Single Shot calibro 45 modello 1885
• 1886: Nasce la carabina a leva modello 1986 camerata nel potente calibro 45/70
• 1890: Presentazione del nuovo fucile con funzionamento a pompa modello 1890 in calibro 22 Rimfire WRC
• 1894: Presentazione della Leggendaria Carabina a Leva modello 1894, ancora oggi la carabina più diffusa e venduta negli Stati Uniti
• 1895: Presentazione della carabina a percussione centrale modello 1895 con serbatoio interno a pacchetto
• 1904: Nasce la nuova carabina a percussione anulare calibro 22 modello 1902 Single Shot e diventa subito famosa come componente della Junior Rifles Corps
• 1905: Presentazione della carabina modello 1905, la prima carabina semiautomatica a percussione centrale dotata di caricatore amovibile
• 1907: Presentazione della nuovo carabina semiautomatica a percussione centrale modello 1907 calibro 351 Winchester
• 1912: Presentazione della Famosa Carabina a pompa modello 1912, ancora oggi definita come una tra le più belle della categoria, mai prodotte
• 1919: Nasce la nuova carabina a percussione anulare calibro 22 modello 1952 ad otturatore scorrevole – girevole, divenuta subito famosa come fiore all’occhiello della Marca
• 1931: Presentazione del primo fucile giustapposto a canna liscia
• 1933: Presentazione di tre nuove Carabine a cal. 22 modelli 63 – 64 – 42, tutt’ora tra le più diffuse tra i giovani, aspiranti cacciatori
• 1936: Nasce la più famosa carabina Bolt Action mai prodotta negli USA, la Winchester modello 70 quella che verrà definita “la Carabina del Riflemen”
• 1955: Nasce la nuova carabina modello 88 con caricatore amovibile a pacchetto e camerata in calibri ad alte prestazioni
• 1974: Presentazione del fucile calibro 12 con funzionamento semiautomatico Super X modello 1. Il Primo fucile semiauto Super X
• 1976: Per festeggiare il 200° anniversario della storia degli Stati Uniti la Winchester costruisce una serie limitata di Lever Action modello 94 datate di finiture particolarmente pregiate
• 1996:La Winchester inventa un nuovo Sistema di Tiro Opzionale per l’Ottimazzione Balistica denominato BOSS. Questo permette al cacciatore – tiratore di mettere a punto la proprio arma secondo le sue esigenze
• 2003:Dal concetto “Più è corto meglio è” nasce una nuova serie di munizioni destinata a diventare leggendaria: le Winchester Short Magnum WSM
• 2016: Nascita delle nuove munizioni dotate di Palla EXTREME POINT

MUNIZIONI EXTREME POINT: PROVATE PER VOI …………...........................

Per info
Distributore:BWMI Browning-Winchester
Via Parte 33 25060 Marcheno (BS)
Fax 0308960236 – [email protected]
www.winchesterint.com

da Maeco B x Iacopo  19/01/2020 17.11

Re: La mia prima volta

Marco un consiglio...... nella mia Bar 2 sparo da anni (con estrema soddisfazione) le Winchester power point ( e seguendo il tuo consiglio uso le 150 e 165 grs) ma ultimamente ho un po faticato a trovarle e quindi ho provato, con ottimi risultati, le Extreme Point ; data la mia ignoranza in materia volevo chiederti se queste ultime vadano bene anche in ambienti molto fitti e infrascati (il mio dubbio nasce dalla punta in polimero e la paura che possa risentire troppo dall'eventuale impatto con pruni scope e ramaglie varie)

da Iacopo  19/01/2020 15.57

Re: La mia prima volta

Bel racconto fatto bene.

da Andrea  16/01/2020 20.00

Re: La mia prima volta

La prima volta di luxuria e' stato peggio.

da Filippo  15/01/2020 18.24

Re: La mia prima volta

Ieri ne ho infilzati due con due palle 308w. che spettacolo me li sono puliti e appiccati a frollare tra 10 15 giorni me li divoro con gli amici .

da Solitario 7  15/01/2020 15.17

Re: La mia prima volta

Quanto e' bella la solitudine!

da Solitario 7  15/01/2020 15.15

Re: La mia prima volta

La miglior caccia e' da soli!!! Senza rottura di coglioni da parte dei soliti prepotenti grandoni e fanatici. Che poi sono i primi a fare le padelle dando la colpa agli altri.

da Solitario 7  15/01/2020 15.14

Re: La mia prima volta

Ho provato più di una volta a praticare la caccia al cinghiale in battuta stando alla posta.
Due palle....come mongolfiere!

da Pippo  14/01/2020 18.51

Re: La mia prima volta

Ma diciamolo una volta per tutte è una caccia pericolosa SOLO PER GLI IDIOTI ! se uno segue le regole e si comporta come deve non succede NIENTE ... e poi sono sempre quelli che vengono da fuori a combinare i guai !!! la squadra deve far basta con gli INVITATI oppure gli OSPITI che non servono a niente e nessuno!! a caccia devono andare solo quelli che si conoscono !

da Emilio  14/01/2020 17.06

Re: La mia prima volta

"La caccia al cinghiale in battuta è una cosa seria e deve essere praticata da persone serie con passione e impegno. Solo a chi la pratica superficialmente gli possono capitare episodi simili. "

Grande Marco....la tua esperienza e competenza dovrebbe servire per migliorarsi un pò tutti.
Assisto non di rado a comunelle e chiacchericci da mercato DELLE POSTE nei momenti di pausa delle braccate. Di recente addirittura con il sospetto fondato di "animali ritti" a giro tra canai e poste ...(incuranti di tutto ciò).

Il biglietto da visita di coloro che vengono a caccia solo per levarsi di torno dalla moglie....

da Massi  14/01/2020 16.47
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