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30/10/2019 11.29 

Quel giorno pioveva. Dio ne mandava così tanta che più non poteva. Ma a me e Giampiero ci voleva ben altro per tenerci a casa. Mancavano pochi giorni alla chiusura della caccia di selezione ed io non ero ancora riuscito ad abbattere la femmina giovane di capriolo che mi era stata assegnata. Su un’insistente (non tanto, per la verità!) invito di Giampiero, e nonostante le avverse condizioni atmosferiche, avevamo deciso di tentare ugualmente un’uscita. Tanto che avevamo da perdere? Eravamo ai primi di marzo e la temperatura era insolitamente mite. A causa della pioggia insistente che continuava a cadere, prima di raggiungere il nostro appostamento decidemmo di fare un lungo giro con il fuoristrada per vedere se fossimo riusciti ad avvistare qualche capo di selvaggina. Facemmo un insolito IKA (Indice Chilometrico di Avvistamento) stando ben comodi nella L 200 di Giampiero, godendo della nostra reciproca compagnia. Nonostante il maltempo, avvistammo parecchi animali: dei bellissimi fagiani, qualche femmina di daino e tantissime lepri “italiche” che, in alcuni casi, ci costrinsero a frenare per evitare di investirle, ma nessun capriolo. Arrivammo alla capanna dell’Uccellina, il punto di ritrovo della nostra squadra di caccia al cinghiale, che mancava poco al tramontar del sole e a dispetto della nostra fama di “duri”, nessuno se la sentiva di scendere dal fuoristrada per andare a sedersi su un sasso sotto la pioggia battente. “La caccia è un piacere, se non si pratica stando comodi, che piacere è?”. Nessuno c’impediva di starcene in zona, aspettando che facesse buio o che smettesse di piovere a chiacchierare di caccia, di armi e di cani……..Se c’è una cosa che non manca a due amici come noi, sono proprio gli argomenti.
 
 

Con la luce del giorno che andava scemando, decisi di aprire il finestrino del fuoristrada per cambiare l’aria, e così facendo mi accorsi che la pioggia era parecchio diminuita. Mi venne voglia di prendere il mio  8 x 42 e di andare a vedere se nel prato del “Dori” fosse uscito qualche animale al pascolo. Giampiero, intuendo le mie intenzioni, mi apostrofò con un sorriso: “Ma dove vai con questo tempo? Dai, rassegnati. Oggi è andata così, vedrai che domani andrà meglio”. Non gli risposi nemmeno. Se quel giorno avevo soltanto voglia di farmi una chiacchierata con il mio grande amico, saremmo rimasti alla casa di caccia davanti al camino.

Sicuramente sarà una deformazione professionale, ma quando ho il binocolo al collo e la carabina a portata di mano, l’istinto predatore s’impossessa sempre di me. Camminai una cinquantina di metri in un prato che sembrava un acquitrino, ringraziando mentalmente la bontà dei miei scarponcini, e come giunsi al limitare del bosco impugnai il binocolo. Il campo del Dori è un tratto di terreno lasciato volutamente incolto, dalle dimensioni di un rettangolo di circa quattrocento metri per duecento. Qua e là è cosparso da pochi, bassi cespugli, che non offrono nessuna protezione alla selvaggina. Da dov’ero potevo avvistare persino un fagiano o una lepre anche se erano accovacciati nel campo. Da una prima “sbinocolata” mi sembrò che nel pratone non ci fosse niente ed ero quasi deciso a ritornarmene alla macchina, quando una familiare voce alle mie spalle mi bloccò. “L’hai visto quel capriolo su in cima, quasi attaccato alla macchia?”. Quel diavolo di un capalbiese! Giampiero mi era arrivato addosso senza che io me ne fossi accorto. “Riesci a capire se è maschio o femmina!”. Continuò. “No! Corri alla macchina a prendere il lungo e la carabina. Io intanto lo tengo d’occhio”. risposi.
 
 
Devo ammettere che l’essere stato battuto da Giampiero nell’avvistamento mi faceva “rosicare” un po’, ma lui era il Re delle Forane e quella era la sua zona, in quella bellissima tenuta c’è nato. E poi quell’ombra grigiastra che noi identificammo a fatica come un capriolo si trovava a 338 metri di distanza (telemetrati) e la luce non era certo delle migliori. Giampiero ritornò silenzioso come se n’era andato, con in una mano la mia Weatherby MK V SS inox fluted calibro 257 Magnum e nell’altra lo specktive con oculare variabile 20-60 X. Io, per ogni eventualità, cominciai a preparare l’arma, mentre il caro amico di Capalbio e compagno di mille avventure piazzava il CTS 85. Giampiero, dopo essere stato pochi secondi con l’occhio incollato all’oculare del potente strumento ottico sussurrò eccitato. “Marco! Non ci crederai, ma quella è proprio un femmina giovane. E’ sola, ha la classica corporatura esile e di sicuro non è neanche pregna. Quanti metri?”. “Il bosco è a 338. Lei è a qualche metro meno, ma sono sempre troppi.”
 
 

Sicuramente Giampiero quel pomeriggio era in vena di scherzare, perchè decise di provocarmi e, quel che è peggio, ci riuscì! “Ehi! Pensi che ci arriva lassù la 257?”. “Vuoi scommettere?”. Gli risposi. “Se colpisci quella capriola da quella distanza me la mangio cruda!”.”OK è andata”. Voglio scusarmi con i lettori per il nostro comportamento poco ortodosso e se per una volta alla serietà e alla religiosità della caccia avevamo abbinato un pizzico di ironia, ma ormai la sfida era stata lanciata, anche se senza testimoni! Non sono mai stato un amante dei tiri a lunga distanza, ma non era la prima volta che li tentavo e che li eseguivo. Quindi, ben sapevo che il successo o l’insuccesso poteva dipendere molto dal risultato di precisi calcoli matematici e da una buona pratica. Dovevo far bene i primi e affidarmi all’esperienza.

Nonostante la pioggerellina insistente ed il terreno quasi del tutto allagato mi sdraiai ugualmente a terra, cercai un appoggio abbastanza solido sia per il bipede sia per l’impugnatura posteriore. Dopo aver trovato una sistemazione che mi sembrò ideale, feci quattro calcoli matematici. In poligono la mia 257 Weatherby Magnum piazzava tre colpi perfettamente al centro del bersaglio entro una moneta da due Euro a duecento metri di distanza. A trecento metri, stando alle tabelle balistiche, la mia ricarica con palla Nosler Ballistic Tip da 115 grani non doveva calare più di 17–18 cm. A 338 sicuramente si sarebbe abbassata qualcosina in più ed inoltre pioveva! La pioggia poteva essere influente? Ipotizzai di sì. Regolai il correttore di parallasse del mio  18 x 50  sui 350 mt, spinsi l’ingrandimento al massimo, inquadrai la capriola tra la seconda e la terza croce del reticolo, armai lo stecher, regolai la respirazione e quando mi sembrò di essere perfettamente fermo sfiorai il grilletto. Il rinculo abbastanza sostenuto della mia Weatherby m’impedì di vedere se il colpo era andato a segno, ma un’imprecazione alle mie spalle fu sufficiente a farmi conoscere l’esito del colpo. “L’hai presa! Fulminata sul posto. Bravo Marco”.
 
 

Il brutto di quando si spara a lunga distanza, con un calibro potente e con un cannocchiale a forte ingrandimento, è che non hai la possibilità di vedere bene se il colpo è andato a segno. E non si riesce nemmeno a sentire il classico “schiaffo” della palla che impatta sul corpo del selvatico. In quel momento non so se mi fece più felice il bel tiro, l’aver completato il piano di abbattimento, il non aver ferito l’animale (cosa che non mi è mai capitata da quando uso la 257 WM) o la soddisfazione d’essere riuscito a sbalordire un vecchio e testardo cacciatore come Giampiero. Partimmo al recupero a piedi, incuranti della pioggia e del fatto che ormai non ci si vedeva quasi più. Arrivati sul posto facemmo gli onori al selvatico, lo contrassegnai con il bollino numerato, lo pulii e poi dissi a Giampiero. “La testa la tengo io perché devo consegnarla per il controllo, ma il resto della spoglia prendila tu. Me la ridarai dopo che avrai scelto quale pezzo vorrai mangiarti “crudo”, e visto che ti voglio troppo bene, ti concederò di metterci una spruzzatina di limone…..”



Marco Benecchi


 

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21 commenti finora...

Quel giorno pisciavo dalle ginocchia

Uh che giornata, Madunin la veniva giù da non trattenerla nei pantaloni e la mutanda assorbiva, Madunin che giornèè...

da Prostata  11/11/2019 15.51

Quel giorno pisciavo dalle ginocchia

Uh che giornata, Madunin la veniva giù da non trattenerla nei pantaloni e la mutanda assorbiva, Madunin che giornèè...

da Prostata  11/11/2019 15.50

Re: Quel giorno pioveva...

Il prezzo è sempre relativo..
In un arma di MARCA (perché una buona marca è SEMPRE una garanzia!) specialmente se inglese
Bisognerebbe vederla "anche" sul terreno di caccia, come:
1)precisone
2) peso in assetto di caccia (carica con ottica e attacchi)
3) Maneggevolezza

Purtroppo non ho avuto il piacere di provare nessuna carabina Rigby..
E' una CLASSICISSIMA bolt ad azione Mauser.
Questo secondo me è già una garanzia..
Saluti
M

da Marco Bx Danilo 36  11/11/2019 7.30

Re: Quel giorno pioveva...

Cosa ne pensate delle carabine rigby a parte il prezzo?

da Danilo 36  10/11/2019 20.15

Re: Quel giorno pioveva...

Il babba' , ha affermato che se si spara ad un cinghiale a roma poi la femmina ne partorisce subito altri ah ah ah ah ah h aha h aha ma si puo' essere cosi' scemi!!!!

da Sparonesi  07/11/2019 21.09

Re: Quel giorno pioveva...

Oggi su rai uno il veterinario dei ricconi ha dimostrato tutta la sua demenza assieme alla troietta vegana, ha asserito che per eliminare i cinghiali a roma non serve a niente sparargi ah ah h ah ah ah a povero fenocchietto .

da Sparonesi  07/11/2019 21.05

Re: Quel giorno pioveva...

Caro Massimo io c’ero e partecipai alla battaglia referendaria che fu condotta senza esclusione di colpi. Nessuno aiutò i cacciatori: fu una vittoria inaspettata resa possibile grazie al lavoro di 2.000.000 di astensionisti militanti. Poi arrivarono ROSINI e FERMARIELLO e mutilaronomla nostra vittoria e il nostro lavoro per motivi indicibili.
I veri responsabili della attuale situazione sono ROSINI e Fermariello e i loro epigoni moderni.

da Mino  06/11/2019 9.11

Re: Quel giorno pioveva...

MOLTA GENTE DIMENTICA, O NON SA, CHE LA 157 E IL "GLORIOSO" REFERENDUM VINTO ERANO INDISSOLUBILMENTE ACCOPPIATI. IN PARLAMENTO E NEL CONTESTO POLITICO (MAGGIORANZA E OPPOSIZIONE, CON L'OPPOSIZIONE DI DESTRA - PIÙ I CRAXIANI, CON MARTELLI E UNA PARTE DEI COMUNISTI - CHE TIFAVA PER L'ABROGAZIONE DELL'842). LE DUE COSE (ALLEANZA CACCIATORI-AGRICOLTORI E CHIMICI, MA PURE RIFLESSIONI IN PARALLELO CON LE SINISTRE AMBIENTALISTE, IN TESTA LA PROCACCI) MARCIAVANO DI PARI PASSO. VINTA LA BATTAGLIA REFERENDARIA, IL DEMOCRISTIANO ROSINI E I COMUNISTI DELLA FEDERCACCIA RIUSCIRONO A SPUNTARE ANCORA QUALCHE VANTAGGIO PER I CACCIATORI, MA ALLA FINE DOVETTERO CEDERE ALLE PRESSIONI DEI VERTICI. NON DIMENTICHIAMO CHE NELLA CABINA D'EMERGENZA DI ALLORA, FRA CHI TIRAVA LE FILA C'ERANO ANCHE TUTTI QUELLI DEL SISTEMA PRODUTTIVO, ARMIERI, CARTUCCIAI, ARMAIOLI E ARMERIE. CHECCHE' NE RACCONTINO QUELLI DELLA LIBERACACCIA, CHE ALLORA, FUNZIONALE AL DISEGNO, FACEVA LA FRONDA. IL RESTO E' FUFFA.

da MASSIMO R.  05/11/2019 9.28

Re: Quel giorno pioveva...

Nel NOSTRO BLOG.
Quando parli di caccia, cani armi sei sempre in benvenuto e mai fuoriluogo.
Per il tuo calibro 12 hai scelto la cartuccia a palla che prediligo...Avendone testate parecchie la mia PREFERENZA va proprio alla palla GUALANDI in caricamento AX della Diamant.
La scatola Rossa (se la confezione è sempre la stessa!) col cinghialino che corre.
POTENTE e molto PRECISA!!
Io l'ho collaudata con un combinato e uno slug dotati di cannocchiale da mira! fino a 50 - 60 mt ha la precisione di una palla di carabina!
Molto costante!
Tranquillo che le Gualandi possono essere tirate anche con una stella,
Anche se non è certo l'ideale!
Secondo me **** sono perfette!

M

da Marco B x Sergio  04/11/2019 13.53

Re: Quel giorno pioveva...

non si vende la carne e neppure i volatili . la carne o volatili si regalano o consumano!

da Gianni  04/11/2019 8.20

Re: Quel giorno pioveva...

Hai proprio ragione! Canna piombata e da guardare anche la canna che non si sia rovinata sulla volata ,ma quale autoriducenti ,vanno secondo me sparate solamente in canne cilindriche.

da Sergei  03/11/2019 17.32

Re: Quel giorno pioveva...

Sergio butta via quella spazzatura e comprati una carabina cal 30-06.

da X Sergio  03/11/2019 14.12

Re: Quel giorno pioveva...

scusate mi non c'entra niente ma potreste dirmi le qualita' della ax diamant palla gualandi cal 12 32 grammi? in un fucile 4 stelle

da sergio  01/11/2019 13.49

Re: Quel giorno pioveva...

Questi sono i metodi che ho usato tutta la vita (anche quando cacciavo per pagarmi le rate del mutuo di casa.. la comperai che avevo 27 anni....) per smaltire la cacciagione
Più o meno...leciti!
Se dobbiamo essere sinceri occorre esserlo SEMPRE

1) RISTORANTI

Sono sempre stati quelli che me lo hanno pagato meglio. Io la carne l'ho sempre VENDUTA, mai SVENDUTA altrimenti la davo ai cani o alle suore...

2) A casa mia di parenti e amici stretti non deve mai mancare. Così come gli amici UTILI e riconoscenti:
Meccanico, gommista, Carabinieri, PRETE, dottore, etc etc etc.. un bel filetto (meglio di un coscio!) non lo rifiuta mai nessuno

3) Scambio con NORCINO di fiducia..... tu gli dai cinghiali daini caprioli, lu ti da salcicce, lonze, salami, prosciutti, bistecche di maiale.-...

4) un po di sana beneficienza. NOI, perché ho un bel gruppo con me, (anche se sparo solo io...) quando andiamo a vacche maremmane e tori parliamo di TONNELLATE si carne e di solito va alle suore e a qualche ospizio...

L'importarnte è non farsi prendere per il cul.. in giro..
So di centri di raccolta che ti pagano un capo per un altro a 2 euro..
Io a quel punto ci governerei i cani..
Che comunque mi smaltiscono tutte le parti rovinate dalle pallottole e le frattagli pregiate come fegato cuore rognoni, e milsa....
SEMPRE COTTI mi raccomando!!

Per ora non mi viene in mente altro..

M

da Marco B x Matteo  31/10/2019 18.40

Re: Quel giorno pioveva...

Caro Marco vorrei chiederti una cosa. Premessa: quest’anno ho abbattuto 2 caprioli e un daino palancone; il mio problema è che non si come gestire i quintali di ottima carne. E potrei andare ancora al cinghiale in selezione.
Tu che abbatti numerosi ungulati come fai? Io la regalo ad amici e parenti, ma di fronte ai QUINTALI anche loro si arrendono.
Non voglio arrivare a venderla a nero... cosa mi consigli?

da Matteo  31/10/2019 17.26

Re: Quel giorno pioveva...

Caro Marco vorrei chiederti una cosa. Premessa: quest’anno ho abbattuto 2 caprioli e un daino palancone; il mio problema è che non si come gestire i quintali di ottima carne. E potrei andare ancora al cinghiale in selezione.
Tu che abbatti numerosi ungulati come fai? Io la regalo ad amici e parenti, ma di fronte ai QUINTALI anche loro si arrendono.
Non voglio arrivare a venderla a nero... cosa mi consigli?

da Matteo  31/10/2019 17.25

Re: Quel giorno pioveva...

In quelle foto si,

Sono più giovane
Ma il fatto non è successo molto tempo fa.....

Del quale, ovviamente,
(Pioveva, e poi che vuoi fotografare una Femmina...)

Non ho foto.....

M

da Marco B x Modugnaro  31/10/2019 14.27

Re: Quel giorno pioveva...

Piu' procioni dei comunisti non esiste nessuno.

da Modugnaro  31/10/2019 9.55

Re: Quel giorno pioveva...

Pioveva ed eri molto piu' giovine.

da Modugnaro  31/10/2019 9.54

Re: Quel giorno pioveva...

La legge 157 è una vergogna. Ha vietato di tutto e di più. Se pensiamo che è stata approvata pochi mesi dopo la straordinaria vittoria dei cacciatori al referendum abolizionista viene voglia di andare a sputare in un occhio ai dirigenti venatori che ne parlarono in modo
Positivo.

da W i mini calibri rigati  30/10/2019 15.18

Re: Quel giorno pioveva...

La legge 157 è una vergogna. Ha vietato di tutto e di più. Se pensiamo che è stata approvata pochi mesi dopo la straordinaria vittoria dei cacciatori al referendum abolizionista viene voglia di andare a sputare in un occhio ai dirigenti venatori che ne parlarono in modo
Positivo.

da W i mini calibri rigati  30/10/2019 15.18
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