
Alle dure dichiarazioni del
Ministro del Turismo Michela Vittoria Brambilla contro la decisione presa dal sui tempi di caccia, segue ora la presentazione di un
emendamento al testo inviato alla Camera.
La Brambilla chiede il ripristino del calendario dal 1 settembre al 31 gennaio per l'avifauna, stabilendo quali sono le specie cacciabili e reintroducendo il parere vincolante del ministero dell'Ambiente (Ispra) per le deroghe proposte da Regioni e Province autonome.
''Non e' buona politica - commenta il ministro Michela Vittoria Brambilla - incidere su leggi di sistema con emendamenti estemporanei, senza una preventiva ed approfondita discussione nel governo e nella maggioranza. L'emendamento e' gia' stato inviato al ministero dell'Ambiente - continua il ministro - e se alla collega Prestigiacomo andra' bene, lo proporremo anche agli altri ministeri competenti affinche' venga presentato come emendamento governativo''.
''E intenzione del Governo - ha già risposto il ministro Prestigiacomo - rimediare al 'colpo di mano' avvenuto in Senato evitando una deregulation in un delicatissimo settore come quello della caccia, che deve obbedire ad esigenze di tutela ambientale ed e' rigidamente disciplinato da normative Europee''
Il ministero dell’Ambiente aveva già presentato venerdì scorso un emendamento al testo votato in Senato. Con questa modifica, il Ministero dell'Ambiente "punta ad eliminare la possibilità delle Regioni di definire deroghe al calendario venatorio, specie dei volatili, senza sottostare alla validazione vincolante da parte dell’Istituto per la Ricerca e Protezione Ambientale (Ispra).
(Asca)